Vetrina Vesuvio

mercoledì 22 aprile 2026

Patto Locale per la Lettura | 23 aprile 2026 – “Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore”

“Libri e letture: l’invasione pacifica delle menti”

Il 23 aprile si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita dall’UNESCO per sottolineare l’importanza dei libri come strumento di conoscenza, crescita personale e dialogo tra culture, nonché per valorizzare il ruolo fondamentale degli autori e della tutela del diritto d’autore.
Il Comune di Napoli, attraverso il Patto per la Lettura, promuove diverse iniziative, che animeranno vari punti della città con l’obiettivo di avvicinare persone di tutte le età al piacere della lettura e al rispetto del lavoro intellettuale.
“In occasione della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, l’Amministrazione Comunale di Napoli rinnova il proprio impegno nella promozione della lettura come leva strategica per lo sviluppo culturale, sociale ed educativo della comunità.
In un contesto internazionale segnato da tensioni e dinamiche che mettono in discussione i valori fondamentali della convivenza civile, il libro continua a rappresentare un presidio di libertà, memoria e immaginazione.
La lettura si configura come strumento essenziale per lo sviluppo del pensiero critico, della consapevolezza e del dialogo tra culture, contribuendo alla costruzione di una società più inclusiva e democratica.
In questo quadro, il Patto per la Lettura rappresenta uno strumento operativo fondamentale per il coordinamento delle politiche culturali e il rafforzamento delle reti territoriali, riconoscendo nelle biblioteche cittadine infrastrutture culturali diffuse, capaci di garantire accesso equo alla conoscenza, di sostenere i processi di apprendimento permanente e di favorire inclusione e partecipazione attiva.
La valorizzazione del libro e la tutela del diritto d’autore si inseriscono pertanto in una visione integrata che riconosce nella filiera del libro un asset strategico per la crescita culturale e democratica della città”. Prof. Andrea Mazzucchi
Consigliere del Sindaco per le biblioteche e la programmazione culturale integrata


New Teatro Troisi - I Ditelo Voi | “Il segreto della Violaciocca” | Dal 23 aprile al 3 maggio 2026

Sul palcoscenico accade talvolta qualcosa di inatteso: la realtà si incrina, si deforma, e lascia filtrare un sorriso che ha il sapore dell’assurdo. È da questa materia sfuggente che I Ditelo Voi traggono linfa per la loro black comedy, “Il segreto della Violaciocca”, in scena al New Teatro Troisi diretto da Pino Oliva.

Dal 23 aprile al 3 maggio, il trio comico napoletano torna ad abitare il palcoscenico con quella cifra stilistica che negli anni si è fatta marchio riconoscibile: una comicità che non si limita a intrattenere, ma scava, deforma e restituisce la realtà in una chiave surreale, talvolta spiazzante, sempre irresistibile.

“Il segreto della Violaciocca” nel segno del thriller, si presenta come un congegno narrativo brillante e imprevedibile, popolato da figure improbabili e situazioni ai limiti dell’assurdo. È teatro che gioca con il mistero e con il non detto, dove il riso diventa strumento d’indagine, lente deformante attraverso cui osservare le fragilità e le contraddizioni dell’umano. I Ditelo Voi, al secolo Francesco De Fraia, Domenico Manfredi e Raffaele Ferrante, con la loro consueta verve, orchestrano una girandola di equivoci e colpi di scena, conducendo lo spettatore dentro un universo comico e dai tratti noir che sfiora il paradosso senza mai perdere il contatto con una verità più profonda.

Accanto al trio, un cast che arricchisce la tessitura scenica con Federica Totaro, Giovanna Landolfi e Alfonso Capuano. Il testo, scritto e diretto dagli stessi Ditelo Voi insieme a Francesco Prisco, conferma una scrittura vivace, attenta ai tempi comici ma anche alla costruzione di un racconto che, sotto la superficie del divertimento, cela un sottile gioco di rimandi e significati.

Il calendario degli spettacoli accompagna il pubblico in un percorso serrato: 

  • repliche serali alle ore 21 per tutta la durata della programmazione, con variazioni festive che ne ampliano la fruizione: 
  • sabato 25 aprile doppio appuntamento alle 17.30 e 21, 
  • domenica 26 aprile e domenica 3 maggio con spettacoli alle 18 e 21

In questo allestimento, il New Teatro Troisi si conferma luogo privilegiato per una comicità che non teme di osare, che affonda le radici nella tradizione partenopea ma guarda con lucidità al presente. “Il segreto della Violaciocca” non è soltanto uno spettacolo comico: è un piccolo labirinto teatrale, dove lo spettatore ride, si perde e, forse, ritrova, tra una battuta e un silenzio, il senso nascosto dell’assurdo quotidiano.

Cantine Federiciane: tradizione, territorio e innovazione celebrano Napoli tra Vinitaly e i 2500 anni della città

Le Cantine Federiciane si confermano protagoniste della scena enologica campana e nazionale, grazie a un perfetto equilibrio tra rispetto della tradizione e slancio innovativo. Oggi l’azienda rappresenta la quarta generazione della famiglia Palumbo, custode di un sapere tramandato nel tempo e capace di evolversi guardando al futuro senza perdere il legame con le proprie radici, con Antonio Palumbo direttore commerciale, Luca Palumbo enologo e Marco Palumbo addetto alla produzione dell’attività.

Cuore pulsante della produzione è la storica vigna di Cigliano, al centro del progetto “Vigna Cigliano Solfatara”, autentica espressione del terroir dei Campi Flegrei.

Situata in un contesto unico, tra il cratere della Solfatara e il Golfo di Pozzuoli, la vigna si sviluppa su suoli vulcanici composti da cenere, sabbie e tufo giallo, elementi che conferiscono ai vini una spiccata mineralità e una forte identità territoriale. Il microclima, caratterizzato dall’incontro tra brezze marine e vapori sulfurei, crea condizioni ideali per una viticoltura tanto complessa quanto straordinaria.

La coltivazione della vigna Cigliano rappresenta una vera sfida: i terreni, naturalmente drenanti e fragili, richiedono lavorazioni manuali attente e costanti. È proprio questa difficoltà a trasformarsi in valore, permettendo di ottenere uve di grande qualità, sane e concentrate, capaci di esprimere al meglio le caratteristiche del territorio. A circa 300 metri sul livello del mare, la collina di Cigliano è storicamente riconosciuta come una delle aree più vocate alla viticoltura flegrea, dando vita a vini complessi, freschi e sapidi, con evidenti note minerali.

Tra le etichette più rappresentative spicca il Gragnano, simbolo della convivialità napoletana, apprezzato per la sua freschezza e versatilità gastronomica, capace di raccontare una tradizione profondamente radicata nella cultura locale.

Il recente successo al Vinitaly ha ulteriormente consolidato il prestigio dell’azienda, che ha saputo distinguersi per qualità, identità territoriale e capacità di innovazione, attirando l’attenzione di operatori e appassionati da tutto il mondo.

In occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della città di Napoli, Cantine Federiciane hanno inoltre realizzato un progetto speciale: una bottiglia Magnum del loro spumante flegreo, creata in collaborazione con l’artista Saggiomo di Vetrarte. L’opera, che unisce arte e vino in un connubio unico, è stata ufficialmente consegnata al sindaco Gaetano Manfredi come simbolo di identità, storia e orgoglio territoriale.

«Essere arrivati alla quarta generazione rappresenta per noi non solo un traguardo, ma una responsabilità: custodire la tradizione e allo stesso tempo innovare, portando i Campi Flegrei sempre più al centro del panorama enologico internazionale», dichiara Antonio Palumbo, direttore commerciale dell’azienda.

«La vigna Cigliano è la nostra identità più profonda: ogni bottiglia racconta un territorio unico, difficile ma straordinario, dove la mineralità e la sapidità diventano firma distintiva dei nostri vini», aggiunge Luca Palumbo, enologo delle Cantine Federiciane.

Un gesto che testimonia il forte legame tra l’azienda e la città, celebrando Napoli non solo come culla di cultura e tradizioni, ma anche come territorio d’eccellenza enologica.

Cantine Federiciane continuano così il loro percorso, portando avanti con passione una visione che valorizza il territorio, esalta la qualità e guarda con ambizione al futuro. Comunicato Stampa

martedì 21 aprile 2026

Pierpaolo Sepe è il nuovo direttore artistico del Trianon Viviani

La Regione Campania ha annunciato oggi l'esito della procedura di selezione del nuovo Direttore Artistico del Teatro Trianon Viviani: l'incarico è stato affidato al regista Pierpaolo Sepe. La nomina è stata comunicata nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella Sala "De Sanctis" di Palazzo Santa Lucia, cui sono intervenuti il presidente della Regione Campania Roberto Fico, l'assessore alla Cultura della Regione Campania Ninni Cutaia, il presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Trianon Viviani Giovanni Pinto, il capo di gabinetto della Città Metropolitana di Napoli Raffaele Chianese — in rappresentanza del socio fondatore — e lo stesso Sepe. L'incarico ha durata triennale.

All'avviso pubblico, i cui termini erano stati prorogati dalla Regione per favorire la più ampia partecipazione, hanno risposto 89 candidati. La scelta di Sepe, maturata a seguito dell'esame dei curriculum e dei progetti artistici, è stata deliberata dal Consiglio di amministrazione della Fondazione e accolta dall'Assemblea dei soci.

Regista napoletano attivo da oltre trent'anni tra Napoli e Roma, Sepe ha firmato più di sessanta regie, attraversando la drammaturgia contemporanea e i classici del Novecento, con una ricerca continua di linguaggi scenici capaci di interrogare il presente e una costante centralità dell'attore. Ha collaborato, tra gli altri, con il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro di Roma, il Teatro Stabile del Veneto, il Teatro Eliseo, il Teatro Bellini e lo stesso Trianon. Tra i riconoscimenti figurano il Premio Ubu (2001) per 4.48 Psychosis di Sarah Kane, il Premio Flaiano per la regia teatrale (2005) e il Premio Nazionale della Critica (2012) per Le cinque rose di Jennifer di Annibale Ruccello. Accanto all'attività di regista, svolge un'intensa attività pedagogica dedicata alla formazione delle nuove generazioni attraverso workshop, laboratori e residenze.

Il progetto presentato da Sepe individua alcune direttrici. Ogni stagione prevederà una produzione teatrale originale, una produzione musicale o teatro-concerto, un progetto dedicato alla sceneggiata contemporanea e uno spazio per la drammaturgia under 35. Si intende lavorare alla creazione di una Accademia dei Mestieri del Teatro Trianon, percorso formativo annuale rivolto ad attori, macchinisti, tecnici luci, fonici, elettricisti di scena e attrezzisti, con attenzione ai giovani e alle fasce sociali più fragili del territorio campano. La canzone napoletana, in coerenza con le finalità statutarie della Fondazione, sarà asse portante del cartellone, con la consulenza musicale di Daniele Sepe e Francesco Forni. Un Focus Viviani permanente — articolato in produzioni, seminari e pubblicazioni — integrerà la figura di Raffaele Viviani nella programmazione in chiave contemporanea.

Il radicamento nel territorio rappresenta un asse strutturale del progetto. In questa direzione, è prevista l'attivazione di una collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II, e in particolare con il professor Oreste Ventrone del Dipartimento di Scienze Sociali, per un lavoro di studio e osservazione del quartiere di Forcella che integri prospettive antropologiche, sociologiche, storiche e geografiche. La ricerca, articolata in attività sul campo, intende costruire un dialogo stabile tra mondo accademico, istituzione teatrale e comunità locale, configurando il teatro anche come dispositivo di ascolto del contesto in cui opera.

“Abbiamo valutato la proposta arrivata dal Teatro Trianon ritenendola adeguata in quanto si presenta come una risposta in termini di contemporaneità a un immenso patrimonio culturale che è quello della canzone napoletana. Continueremo così, cercando la coesione delle istituzioni culturali, quelle grandi e quelle piccole. Quando le istituzioni lavorano insieme per progetti e per visione, è un arricchimento per Napoli, per la Campania e per quanti operano nel mondo del teatro", ha dichiarato l'assessore alla Cultura della Regione Campania, Ninni Cutaia.

“Auguro a Pierpaolo Sepe un buon lavoro per la direzione del Teatro Trianon, presidio fondamentale di cultura della nostra città, a partire dal quartiere Forcella. Il compito non è semplice, ma è senz’altro ricco di stimoli, come dimostrato dai lunghi anni di lavoro di Marisa Laurito, professionista a cui dobbiamo tutti il nostro ringraziamento. Sono certo che il nuovo direttore artistico saprà valorizzare la tradizione popolare del Teatro Trianon, la storia della canzone napoletana e promuovere processi di innovazione capaci di coinvolgere innanzitutto Forcella e tutta la rete associativa attiva sul territorio”. Così il sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi.

"Rivolgo un saluto a Pierpaolo Sepe e gli auguro buon lavoro. E voglio ringraziare Marisa Laurito per l'impegno di questi anni. Sulla selezione, mi preme sottolineare il metodo: abbiamo esteso i tempi dell'avviso pubblico per favorire la più ampia partecipazione possibile e il risultato sono state 89 domande. Proposte valutate seriamente fino in fondo. La cultura ha la mia massima attenzione ogni giorno;  è un asset strategico fondamentale per la Regione", così il presidente della Regione Campania Roberto Fico.

“Planta, il giardino e non solo” – XII Edizione | 1-3 maggio 2026. Orto Botanico di Napoli

L’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II presenta la XII edizione di “Planta, il giardino e non solo”, la storica mostra-mercato dedicata al verde, alla biodiversità e alla cultura botanica, in programma da venerdì 1 a domenica 3 maggio 2026 negli spazi dell’Orto Botanico di Napoli.
Planta si conferma un appuntamento di riferimento per appassionati, studiosi, famiglie e professionisti del settore, offrendo un’occasione di incontro tra ricerca scientifica, divulgazione ambientale, florovivaismo di qualità e sostenibilità.
L’edizione 2026 pone al centro il valore della natura come spazio educativo, culturale e sociale, promuovendo pratiche di cura del verde rispettose dell’ambiente, della biodiversità e del paesaggio urbano.
Nel corso delle tre giornate, il pubblico potrà partecipare a:incontri, conferenze e dialoghi con botanici, esperti di ambiente e professionisti del verde;
laboratori e attività didattiche per bambini, scuole e famiglie;
percorsi di educazione ambientale dedicati alla sostenibilità e alla biodiversità;
concerti dal vivo, esibizioni musicali con diversi artisti, per regalare momenti di relax e cultura immersi nella natura.
Planta si configura come un evento capace di coniugare rigore scientifico e divulgazione, valorizzando il ruolo dell’Orto Botanico come luogo di conoscenza, incontro e partecipazione.
Orari:
• Venerdì 1°maggio: ore 11:00 – 20:00
• Sabato 2 e domenica 3 maggio: ore 9:00 - 20:00
A chi è rivolto

𝐋𝐚 𝐧𝐚𝐫𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐑𝐮𝐥𝐚 𝐉𝐞𝐛𝐫𝐞𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞 𝐢𝐥 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐄𝐥𝐬𝐚 𝐌𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

𝐶𝑜𝑛 “𝐺𝑒𝑛𝑜𝑐𝑖𝑑𝑖𝑜”, 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑖𝑒𝑚𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑙𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑜-𝑝𝑎𝑙𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑒𝑠𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑞𝑢𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑖𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝑀𝑜𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑟𝑛𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡’𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑖 “𝑅𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖𝑛𝑖 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜”.
Il quarantennale del Premio Elsa Morante ha come filo conduttore quello dei “Ragazzini salvati dal mondo”, con l’auspicio che la lettura, la formazione, la cultura possano proteggere i ragazzi da un mondo che appare sempre più malato, violento, limitato, crudele.
Con questa ispirazione la giuria ha deciso di attribuire il Premio Elsa Morante per la Comunicazione a Rula Jebreal per il libro “Genocidio” recentemente pubblicato dalla Piemme. A metà tra reportage, memoir politico e pamphlet civile, insieme testimonianza personale e atto d’accusa storico, il libro della Jebreal è una presa di posizione etica, esempio coraggioso perché altri possano assumere etiche prese di coscienza. Mette a confronto lo sterminio dei bambini di Gaza con tragedie storiche come l’Olocausto e la Nakba, per sostenere che ciò che accade in Palestina non è una semplice guerra ma una forma di genocidio, resa possibile anche dall’indifferenza occidentale.
Anche Rula Jebreal sarà presente al Teatro Diana di Napoli (già sold out) il prossimo 12 maggio, insieme alla giuria presieduta da Dacia Maraini e composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini, Teresa Triscari e a tutti gli altri vincitori.
Al momento sono stati annunciati Matteo Bussola, con "Il talento della rondine" (Salani), che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi Narrativa; Luigi Garlando, con "Sandro libera tutti " (Rizzoli), Premio Elsa Morante Biografia; Roberto Saviano con "L'amore mio non muore" (Einaudi) che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi per l'impegno civile. Amalia Ercoli Finzi con sua figlia Elvina Finzi e con Tommaso Tirelli, per il libro “Le ragazze della luna” (Mondadori) Premio Elsa Morante per la Divulgazione Scientifica. Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi dei premiati delle altre sezioni.
Mille ragazzi assisteranno dal vivo all’evento, condotto da Tiuna Notarbartolo con Alessandro Incerto, mentre per tutti gli altri sarà possibile seguire le dirette sui canali facebook e instagram del Premio Elsa Morante.
L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante è coordinato da Iki Notarbartolo; Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, Umberto Amicucci cura la veste grafica, e l’addetto stampa è Lisa Terranova.
Il Premio Elsa Morante è realizzato grazie al sostegno di Banca Intesa Sanpaolo, DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), Cira (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), e col partenariato di Dimorra Hospitality, A.R.E.C Campania, Sire Ricevimenti d’autore, Medeaterranea-Accademia Gastronomica, Ascione Coralli, La Locanda del Cerriglio, Officine Grafiche Giannini, Fnism, Il Confronto. Premio Elsa Morante

Papa Leone XIV a Napoli l’8 maggio | Dal sindaco alle istituzioni regionali, la città accoglie il Papa con un messaggio condiviso di pace, giustizia e fraternità

Napoli si prepara ad abbracciare Papa Leone XIV, che sarà in città giovedì 8 maggio, nel giorno del primo anniversario del suo Pontificato. Una visita dal forte valore spirituale e simbolico, che unirà fede, partecipazione popolare e attenzione ai grandi temi della pace e della fraternità. Dopo la mattinata a Pompei, dove presiederà la recita della Supplica alla Madonna del Rosario, nel pomeriggio il Santo Padre sarà in visita pastorale a Napoli.

Il programma della seconda parte della giornata del Pontefice in Campania è stato presentato questa mattina nel corso di un incontro che si è svolto presso la sede dell’Arcidiocesi di Napoli. Alla presentazione sono intervenuti il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo metropolita di Napoli, il sindaco Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il prefetto di Napoli Michele di Bari. All’incontro hanno preso parte anche l’assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato e l’assessore alla Legalità e alla Polizia municipale Antonio De Iesu.

«Avere il Papa a Napoli è un grandissimo privilegio per la città – ha affermato il sindaco Gaetano Manfredi –. In questo momento così difficile di guerra e sofferenza, ospitare la visita del Santo Padre, che con tanta forza ha elevato la voce della pace e della fratellanza a livello mondiale, è un messaggio estremamente forte. Napoli è da sempre città dell’accoglienza e dell’incontro e questa visita unisce la voce della nostra comunità e quella del Papa per chiedere pace, giustizia, uguaglianza e diritti per tutti».

Il sindaco ha inoltre sottolineato come «la città si stia preparando affinché l’abbraccio a Papa Leone XIV sia il più ampio possibile», con un lavoro organizzativo e di sicurezza avviato da oltre un mese.  «La visita di Papa Leone XIV dell’8 maggio – ha affermato l’assessora Armato – rappresenta per Napoli un momento di straordinaria importanza spirituale, culturale e civile. La nostra città si prepara ad accogliere il Santo Padre con il calore e la devozione che da sempre la contraddistinguono, consapevole del valore profondo che questo incontro avrà per i fedeli e per l’intera comunità. Come Assessorato al Turismo stiamo lavorando in sinergia con tutte le istituzioni coinvolte per garantire un’organizzazione efficiente, servizi adeguati e un’accoglienza all’altezza dell’evento. Ci aspettiamo l’arrivo di migliaia di pellegrini provenienti non solo dalla Campania, ma da tutta Italia e dall’estero».

Papa Leone XIV sarà accolto alla Rotonda Diaz alle 15.15, quindi raggiungerà la Cattedrale di Napoli per l’incontro con il clero, i consacrati e i seminaristi. Successivamente si sposterà in Piazza del Plebiscito, dove alle 17.15 incontrerà i fedeli e rivolgerà il suo messaggio alla città, prima del rientro in Vaticano in serata. La partecipazione all’incontro che si terrà in piazza del Plebiscito è consentita solo previa registrazione dei nominativi da effettuare entro il prossimo 26 aprile tramite link sul sito della Diocesi di Napoli (www.chiesadinapoli.it).

L’8 maggio, i varchi di accesso saranno aperti a partire dalle ore 10 fino alle ore 14.30.  I dispositivi di viabilità, sicurezza e mobilità predisposti in occasione della visita del Santo Padre saranno comunicati nei prossimi giorni con appositi provvedimenti.