Vetrina Vesuvio

martedì 15 settembre 2026

Napoli - Maschio Angioino | "Cortile in Festa"

Il cortile del Maschio Angioino, ospiterà "Cortile in Festa", una mini rassegna di teatro e musica promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026.

Con la direzione artistica di Lello Arena, la rassegna si pone l’obiettivo di mettere in dialogo la cultura e lo spettacolo contemporaneo con uno dei luoghi simbolo della storia della città. Per tre serate, a partire dalle 20:30, musica, teatro, comicità, monologhi, trasformismo e performance dal vivo accompagneranno il pubblico all’interno delle storiche mura del Castello, creando un percorso di intrattenimento pensato per coinvolgere spettatori di tutte le età.

Ogni appuntamento prevede, oltre allo spettacolo serale, un preshow e l’intervento di una guest star, concepito come momento di apertura, accoglienza e introduzione alla serata.

IL PROGRAMMA
  • GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE 2026 – ORE 20:30
La serata inaugurale vedrà il preshow del trio comico Gli Ancora No. Guest star d’eccezione Lello Arena, direttore artistico della rassegna. Chiude la serata Paolo Caiazzo con lo spettacolo “Boomer”.
  • VENERDÌ 18 SETTEMBRE 2026 – ORE 20:30
Il preshow sarà affidato al concerto di Fabrizio Mandara & JC con Antonio Di Francesco, tra tradizione e melodia pop. Guest star della serata il cantautore Roberto Colella: autore, compositore e polistrumentista, per 12 anni frontman della band La Maschera, ha pubblicato di recente il suo album da solista dal titolo “Ce Sta Sempe Na Via”.Segue lo spettacolo di Maria Bolignano, l’attrice e comica napoletana che si esibirà con lo spettacolo dal titolo "Gli uomini però sanno parcheggiare".
  • SABATO 19 SETTEMBRE 2026 – ORE 20:30
La serata conclusiva prevede il preshow di Mery Esposito con sketch comici, umorismo napoletano in cui è facile rispecchiarsi e ai contenuti lifestyle. Attualmente attrice nella serie comica "Scomode – In 5 sul divano". Guest star il cantautore Dario Sansone. Il frontman dei Foja con la carriera da solista conferma le sue capacità artistiche tra parola, suono, immagine e musica, confermandosi artista a tutto tondo. Protagonista finale della serata Luca Lombardo, artista poliedrico napoletano, con una speciale versione dello spettacolo “Poubelle – Un clochard a corte”, adattata appositamente per la cornice del Maschio Angioino. La performance combina mimo, comicità, dialoghi, trasformismo, magia e clownerie.
Ingresso: Gratuito ma con prenotazione obbligatoria tramite la piattaforma ETES.it.

SPINACORONA: passeggiate musicali napoletane

Un decennale da celebrare in dieci preziosi siti del centro storico, con un “ospite d’onore” d’eccezione: Ludwig van Beethoven, simbolicamente presente attraverso la sua musica. Torna con una speciale anteprima il 27 settembre ‘Spinacorona, passeggiate musicali napoletane' (2-4 ottobre), l’originale festival itinerante ideato e diretto da Michele Campanella, promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell'ambito di Napoli Città della Musica, con il coordinamento artistico di Giovanni Oliva e la produzione di Artetica

Solo Napoli può offrire a tutti, cittadini e turisti, l'esperienza preziosa di una maratona musicale gratuita di altissimo livello qualitativo. Per la sua decima edizione il festival propone una monografia inusuale dedicata a Ludwig van Beethoven, anticipando le celebrazioni per il bicentenario della morte nel 2027,  un’antologia della produzione sinfonica, vocale, cameristica e pianistica nella quale accanto a pagine ricorrenti nel repertorio come il Trio L’Arciduca, la Prima Sinfonia, la Serenata op.8 e la Primavera op.24 compariranno alcune gemme di raro, talvolta rarissimo, ascolto come il Concerto Triplo op.56, il ciclo vocale “Adelaide, le Variazioni Diabelli o il Rondò per un soldo perduto per pianoforte.

“Dieci anni del Festival Spinacorona, un anniversario di grande importanza che ci apprestiamo a celebrare e che testimonia la cura e la dedizione nell'organizzazione di una rassegna tanto attesa nella nostra città. Un appuntamento che si rinnova ogni anno e che da sempre è stato accolto con grande partecipazione da parte dei napoletani e dagli appassionati di musica classica. Spinacorona ha apportato un grande contributo alla nostra programmazione culturale, portando la musica classica fuori dai luoghi tradizionalmente deputati ad accoglierla, per diffonderla tra le strade della città, in siti suggestivi e attentamente individuati, a dimostrazione di una visione condivisa dell’arte accessibile e vicina alle persone” – dichiara il sindaco Gaetano Manfredi. “Un augurio va anche e soprattutto al Maestro Campanella, la cui passione profusa nella realizzazione del Festival ha reso possibile la conferma di uno degli appuntamenti più attesi nell’ambito delle iniziative di Napoli Città della Musica. A lui va dunque il nostro ringraziamento per aver contribuito in questi dieci anni a costruire un percorso di arte che è ormai parte integrante della vita culturale della città”.

“Quando le cifre diventano due e appare il numero dieci – dichiara Michele Campanella – ci si sente confortati da un ricco passato e pronti alla seconda decade di musica. Abbiamo scelto per questo traguardo importante la benedizione di Ludwig van. Sarà un bellissimo festival”.
Dopo l’anteprima domenica 27 settembre con la prestigiosa Orchestra della Toscana e i solisti Simone Spadino, Florian Berner e Michele Campanella l’originale maratona tra musica ed arte ripartirà venerdì 2 ottobre con una Conferenza-concerto del Direttore artistico per tracciare un profilo “familiare” e inconsueto del Compositore. Poi, fino a domenica 4, altri 9 concerti tutti ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti, programmati in luoghi raggiungibili facilmente anche a piedi per consentire che sia fruibile l'intero cartellone; il format ormai rodato si consolida, sia per le adesioni di musicisti di prestigio che per la qualità dei siti coinvolti, confermandosi uno degli eventi più attesi nel panorama culturale partenopeo.

A Campanella e a un nutrito gruppo di artisti e complessi italiani (l’Orchestra della Toscana, i violinisti Simone Spadino e Daniele Orlando, la violoncellista Silvia Chiesa, il baritenore Mirko Guadagnini e i pianisti Monica Leone, Enrica Ruggiero, Stefania Cafaro, Maurizio Baglini, Filippo Gamba e Andrea Padova) si affiancheranno l’austriaco Florian Berner, il francese Dominique de Williencourt, lo statunitense Ralph Evans, la giapponese Kyoko Yonemoto, l’italorussa Anna Serova e l’estone Miina Järvi, esponente di una delle famiglie musicali di origine baltica di maggior rilievo.


I LUOGHI TRA CONFERME E NOVITÀ - Particolare cura è stata posta come ogni anno nella scelta dei luoghi, ampliando il numero dei siti coinvolti. Il Festival tornerà alla Basilica del Carmine, alla Biblioteca Universitaria, a Santa Maria di Costantinopoli, a Sant’Eligio Maggiore e, dopo nove anni, a San Giovanni a Carbonara e alla Trinità dei Pellegrini mentre per la prima volta entrano nel circuito di Spinacorona sedi prestigiose quali la Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, la Chiesa dei Santi Apostoli e la Chiesa di San Pietro a Majella. Una intenzione speciale, nella scelta dei luoghi, porta nuovamente la musica di Spinacorona anche a San Giovanni a Mare, la Chiesa dei Cavalieri di Gerusalemme sorta nel XII Secolo proprio sulla riva per testimoniare il legame indissolubile tra la Sirena Partenope e il mare a cui appartiene.


LA STORIA –Dal 2017 al 2025  Spinacorona – ricorda Giovanni Olivaha proposto 162 concerti in 58 diverse sedi oltre alla serie delle Sinfonie di Beethoven trascritte da Liszt registrate per RAI 5 e allo Special Beethoven in Reggia fruibile sul canale YouTube del festival e vuole essere ancora un invito a scoprire o riscoprire Napoli attraverso il linguaggio universale della Musica, non rappresentando solo un appuntamento culturale di riconosciuto livello, ma anche un omaggio alla città e alle sue inestimabili ricchezze, richiamo imperdibile per cittadini e turisti”

Grazie alla sua formula coinvolgente e inclusiva, il consolidato format attrae sempre più a Napoli anche un flusso importante di turismo colto ed appassionato, sia dall'Italia che dall'estero, visitatori entusiasti e pronti ad una esperienza artistica e sensoriale unica che fonde la bellezza storico-architettonica ad una proposta originale e preziosa di musica sinfonica e cameristica eseguita da ensemble e solisti prestigiosi apprezzati nel mondo  Spinacorona - Cultura Comune di Napoli 

Progetto DiverGente2 - L’arte che educa, il teatro che diventa occasione di crescita, la scenografia come linguaggio dell’inclusione.

L’arte che educa, il teatro che diventa occasione di crescita, la scenografia come linguaggio dell’inclusione. È questo il cuore di DiverGente 2, il progetto che continua a investire sul talento e sulle potenzialità dei più piccoli attraverso laboratori artistici ed esperienziali dedicati al contrasto della povertà educativa e alla promozione dell’inclusione sociale.

Il primo importante traguardo del progetto è stato celebrato lo scorso 15 luglio, con la conclusione delle attività laboratoriali avviate nel marzo 2026. Un appuntamento che ha rappresentato molto più di una semplice festa di fine laboratorio: è stato il momento in cui bambini, famiglie, educatori e operatori hanno condiviso i risultati di mesi di lavoro costruiti intorno alla creatività, all’ascolto e alla relazione.

Protagonisti della giornata sono stati i bambini dell’Istituto Comprensivo Ada Negri e del centro “Il Meraviglioso Mondo di Mely”, che hanno dato vita a un percorso scenico nato dalla realizzazione condivisa delle scenografie, dalla sperimentazione teatrale e dal movimento espressivo. Un’esperienza che ha consentito ai partecipanti di sviluppare competenze relazionali, capacità espressive e maggiore consapevolezza di sé.

I numeri raccontano la dimensione dell’intervento: 140 bambini coinvolti, decine di famiglie partecipanti e una rete educativa composta da scuole, associazioni e operatori culturali che hanno lavorato insieme per costruire contesti di crescita capaci di valorizzare ogni differenza come una risorsa.

«Quello che abbiamo vissuto in questi mesi supera il semplice risultato progettuale», spiegano gli organizzatori. «Abbiamo visto bambini acquisire sicurezza, collaborare, mettersi in gioco e trovare nel teatro uno spazio libero in cui raccontarsi. È la dimostrazione che l’arte può diventare uno straordinario strumento educativo e sociale, capace di generare fiducia, appartenenza e nuove opportunità.»

Progetto DiverGente2

Determinante il contributo degli artisti Gianluca Guarino e Ramona Pisano, che hanno guidato i laboratori di teatro e scenografia accompagnando i bambini in un percorso creativo basato sull’esperienza diretta, sull’immaginazione e sulla costruzione collettiva.

Fondamentale anche la collaborazione tra i partner del progetto – Me.Ti. Cooperativa Sociale, Associazione Culturale Sab Kuch Milega, Psicologi in Contatto e Associazione Muezzin – resa possibile grazie al sostegno del Ministero, che ha finanziato l’iniziativa riconoscendone il valore educativo e sociale.

Ma il percorso di DiverGente 2 è tutt’altro che concluso.

Dopo la positiva esperienza maturata nei primi mesi dell’anno, il progetto entra ora in una nuova fase. A partire dal 15 settembre, infatti, saranno coinvolti gli studenti dell’Istituto Federico Ozanam, insieme ai bambini dei quartieri Case Nuove, Arenaccia e Soccavo, che prenderanno parte a nuovi laboratori di scenografia, teatro e movimento scenico.

Un primo assaggio del lavoro che li attende è già stato proposto durante la rappresentazione teatrale “O’ Pacco”, occasione nella quale l’artista Ramona Pisano ha presentato ai ragazzi il percorso dedicato alla costruzione scenografica che caratterizzerà i prossimi mesi di attività.

L’obiettivo resta quello che ha ispirato il progetto sin dalla sua nascita: trasformare l’arte in uno strumento concreto di partecipazione, crescita e inclusione, offrendo ai bambini contesti nei quali sperimentare la collaborazione, sviluppare il pensiero creativo e rafforzare la fiducia nelle proprie capacità.

Per gli organizzatori, ogni laboratorio rappresenta un investimento sul futuro della comunità: «Ogni bambino che scopre di poter esprimere liberamente il proprio talento è una possibilità in più per costruire una città più inclusiva. DiverGente 2 continua a dimostrare che cultura, educazione e partecipazione possono generare un cambiamento reale nei territori.»

Con il nuovo ciclo di attività, il progetto prosegue il proprio cammino nei quartieri di Napoli, portando il teatro e le arti sceniche là dove possono diventare strumenti di incontro, dialogo e crescita condivisa.

Perché la bellezza, quando viene coltivata insieme, è capace di trasformare le persone e le comunità. Comunicato Stampa

sabato 12 settembre 2026

Napoli | Certosa di San Martino

Situata in posizione panoramica sulla collina del Vomero, accanto al cinquecentesco Castel Sant'Elmo, la Certosa di San Martino rappresenta una delle immagini più iconiche di Napoli. Fondata nel 1325 da Carlo di Calabria, figlio di re Roberto d'Angiò, questo straordinario complesso religioso ha attraversato sette secoli di storia, trasformandosi da severo monastero gotico in uno dei più raffinati esempi di arte barocca italiana.

L'edificazione originaria fu affidata all'architetto e scultore senese Tino di Camaino, del cui progetto rimangono oggi i grandiosi sotterranei gotici, un'opera d'ingegneria di notevole rilevanza. Ma è tra il XVI e il XVIII secolo che la Certosa assume l'aspetto attuale: un susseguirsi di interventi che trasforma radicalmente il monastero medievale.

Il grande protagonista di questa metamorfosi è Cosimo Fanzago, che dal 1623 al 1656 imprime il suo segno inconfondibile su ogni ambiente del monastero. La sua straordinaria attività decorativa sostituisce le tradizionali geometrie con apparati ricchi di fogliami, frutti e volute stilizzate, creando effetti cromatici e volumetrici di eccezionale realismo. 

La Certosa è stata teatro dell'opera di alcuni tra i più importanti artisti della storia italiana. Oltre agli architetti Dosio, Fanzago e Niccolò Tagliacozzi Canale, hanno lavorato qui pittori del calibro di: Belisario Corenzio e il Cavalier d'Arpino, Battistello Caracciolo e Massimo Stanzione, Giovanni Lanfranco e Jusepe de Ribera, Luca Giordano e Francesco Solimena, Paolo De Matteis e Francesco De Mura.

Tra gli scultori spiccano Pietro Bernini, Domenico Antonio Vaccaro e Giuseppe Sammartino, che hanno contribuito a fare di San Martino una delle principali testimonianze del barocco italiano.

Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, la Certosa viene trasformata in museo per volontà di Giuseppe Fiorelli. Da allora, il Museo di San Martino è diventato il custode privilegiato della storia e della cultura artistica napoletana, raccogliendo opere d'arte e manifatture tradizionali da tutto l'ex regno borbonico assumendo fin dalla sua apertura al pubblico nel 1867 un ruolo fondamentale nella costruzione dell'identità napoletana e nazionale. 

La Certosa e Museo di San Martino rappresenta una tappa obbligata per chiunque voglia scoprire l'anima artistica di Napoli, dove architettura, pittura e scultura si fondono in una sintesi perfetta che racconta sette secoli di storia e bellezza.

ESPERIENZA DI VISITA

Il complesso monumentale certosino offre ai visitatori un'esperienza completa: oltre alla suggestiva Chiesa, al Quarto del Priore, ai chiostri storici e ai Giardini con le loro terrazze panoramiche che regalano vedute mozzafiato sulla città e sul golfo, è possibile ammirare le ricche raccolte museali acquisite tramite donazioni e acquisizioni, organizzate in diverse sezioni specialistiche:

Sezione Presepiale: custodisce la collezione più ricca di pastori del XVIII secolo, testimonianza dell'antica tradizione presepiale napoletana che ha reso famosa la città in tutto il mondo.

Sezione Navale: documenta la storia marittima del Regno di Napoli attraverso Lance reali, modelli e oggetti d'arte navale.

Sezione "Immagini e Memorie della Città e del Regno": un affascinante viaggio attraverso l'evoluzione urbanistica di Napoli, che racconta le trasformazioni della città e delle sue tappe storiche più significative a partire dal Rinascimento. E' qui che trova posto la celebre Tavola Strozzi, uno dei più preziosi documenti iconografici della Napoli quattrocentesca.

Sezione "Ottocento a Napoli": custodisce una prestigiosa raccolta d'arte del XIX secolo che documenta la vivace stagione artistica napoletana dell'Ottocento, con particolare attenzione alla celebre Scuola di Posillipo e alle trasformazioni sociali e culturali della città borbonica.

Sezione Teatrale: espone dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie e cimeli che illustrano temi del teatro a Napoli dalla prima metà dell'Ottocento: dalla storia del Teatro San Carlo a quella del Teatro San Carlino, con il celebre Modello al vero della Scena realizzato per l'Esposizione Nazionale di Torino del 1898, dalla maschera di Pulcinella agli allestimenti scenografici di Antonio Niccolini.

Cona dei Lani: il più imponente complesso fittile del Rinascimento meridionale, un polittico in terracotta dipinta, realizzato nel 1517 e proveniente dalla distrutta cappella dei Lani nella chiesa di Sant'Eligio al Mercato, bombardata nel 1943.

IL VINO E LA DIETA MEDITERRANEA TRA SCIENZA, ARTE E ARCHEOLOGIA: IL 13 E 14 SETTEMBRE DAL MANN ALLA CASINA VANVITELLIANA

Quarta edizione del progetto che prosegue il percorso avviato a Pompei e amplia il racconto della vite, del vino e del cibo fino ai temi della salute, del benessere e della Dieta Mediterranea, ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio.

Dal Parco Archeologico di Pompei al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per proseguire un viaggio iniziato nel 2023 e attraversare ancora una volta la storia della vite, del vino e del cibo, mettendola in relazione con il presente.

Torna il 13 e 14 settembre 2026, con la sua quarta edizione, il progetto ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio con MisteryApple, organizzato in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e AIS Campania e articolato quest’anno tra il MANN e il Parco Borbonico della Casina Vanvitelliana di Bacoli.

Un percorso nato dalla volontà di seguire le rotte della vite, del vino e del cibo attraverso popoli e civiltà che, nel corso dei millenni, ne hanno costruito il valore culturale, sociale ed economico.

La prima edizione aveva preso idealmente le mosse dalla Georgia, dove sono state rinvenute alcune delle più antiche testimonianze della produzione vinicola, per attraversare circa ottomila anni di storia, dal Caucaso al Mediterraneo, attraverso Armenia, Turchia, Moldavia, Grecia e Cipro, fino a raggiungere Pompei e il mondo romano, quando la viticoltura aveva ormai assunto una rilevanza anche economica e commerciale.

A raccontare le origini più remote di questa storia era stato, tra gli altri, David Lordkipanidze, direttore del Museo Nazionale Georgiano di Tbilisi, ospite della prima edizione per ripercorrere, a partire dall’archeologia, le prime tracce della cultura del vino.

Nel corso delle edizioni il progetto ha ampliato progressivamente il proprio orizzonte e con esso si è evoluto anche il titolo. Nato a Pompei attorno al racconto della vite, del vino e del cibo, approda quest’anno al MANN con il nuovo naming “Mann/Pømpeii, della vitæ del vino e del cibo, dall’antichità alla dieta mediterranea”, che restituisce già nel nome il passaggio dalla ricostruzione storica e archeologica alle nuove prospettive legate all’alimentazione, alla salute e al benessere.

È proprio Pompei a costruire il ponte con il MANN e a dare continuità alle precedenti edizioni. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli custodisce infatti uno straordinario patrimonio di reperti provenienti dalla città vesuviana e dal suo territorio, testimonianze della vita quotidiana di duemila anni fa e del ruolo che il cibo e il vino rivestivano nella società romana. Ripartire da queste tracce significa proseguire lo stesso racconto da un nuovo luogo, riportando la storia nel presente.

L’ingresso della Dieta Mediterranea nel nuovo naming segna al tempo stesso un ampliamento della prospettiva. Dalla ricostruzione storica e archeologica della vite, del vino e del cibo, il racconto arriva al rapporto contemporaneo tra alimentazione, salute e benessere, mettendo in relazione la conoscenza del passato con la ricerca scientifica e con una maggiore consapevolezza del mangiare e del bere.

A dare sostanza a questo passaggio sarà, nella giornata inaugurale del 13 settembre al MANN, il focus “La cura del corpo e della mente, dal cibo dell’antichità alla dieta mediterranea”, con Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II, e Luigi Moio, professore ordinario di Enologia all’Università Federico II.

Apriranno l’evento gli interventi istituzionali di Francesco Sirano, direttore generale del MANN, Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, e Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città.

“Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è un luogo in cui si condividono conoscenze ed esperienze culturali: è pertanto naturale che l’enologia trovi casa al MANN. E non è una forzatura, vista l’importanza del vino nella storia e nell’arte greco romana; in effetti enologia e arte classica condividono lo stesso DNA: la cura del tempo, il legame viscerale con la risorse naturali, il lavoro dell'ingegno umano e la ricerca della qualità. Un grande vino, come un’opera d’arte, racconta il paesaggio, la storia di una comunità, il gusto, l’ingegno di chi ha lavorato per produrlo. Da tempo, il Museo accompagna le proprie aperture straordinarie con percorsi di degustazione dedicati alle eccellenze locali: in questo contesto non può mancare un calice di buon vino”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

Dal patrimonio archeologico legato a Pompei, il confronto si allargherà così al presente dell’agroalimentare campano, alle prospettive di un comparto vitivinicolo che attraversa una fase particolarmente delicata e al valore delle vigne metropolitane di Napoli, testimonianza ancora viva di un rapporto antichissimo tra la città e la vite.

Accanto alla dimensione culturale e scientifica, la manifestazione conferma l’attenzione verso le opportunità concrete per le imprese e rinnova la collaborazione con Michèle Shah, consulente internazionale e Ambassador della Old Vine Conference, che torna a curare la selezione di buyer e operatori provenienti da diversi Paesi europei chiamati a incontrare le aziende partecipanti.

A questa dimensione professionale sarà dedicata anche la mattina del 14 settembre alla Camera di Commercio di Napoli, con un All Around Tour e l’incontro tra buyer e aziende, prima che la manifestazione si sposti nel pomeriggio alla Casina Vanvitelliana di Bacoli. Dal Vesuvio ai Campi Flegrei e Ischia, il vino attraversa i secoli e celebra la sua storia di straordinaria qualità che le imprese hanno rivalutato in questi ultimi anni, plasmando i territori e rilanciando questa che possiamo definire una nicchia dell’economia vitivinicola. Cibo e vino nel tempo ci raccontano la cultura e l’economia di allora lasciandoci testimonianze di straordinario valore archeologico, da Pompei a Somma Vesuviana con Villa Augustea la più grande azienda di vino di epoca romana, a Cuma e oggi le aziende stanno dando nuova vita ad una storia prestigiosa.

Il viaggio attraverso territori e culture continuerà anche nei banchi di degustazione. Accanto alle numerose espressioni della viticoltura campana e italiana, troveranno spazio vini provenienti da Turchia, Armenia, Moldavia e Ucraina, richiamando alcune delle geografie che hanno accompagnato il progetto fin dalle sue origini. L’Ucraina sarà presente anche attraverso Drink.ua, realtà impegnata nella promozione della cultura gastronomica ed enologica del Paese.

In questo contesto il pomeriggio di lunedì 14 a Bacoli nel Parco Borbonico alla Casina Vanvitelliana, pregio architettonico e paesaggistico, il programma vuole centrare l’attenzione su un’altra realtà produttiva di piccole aziende di vitivinicole legate al mare, ad un territorio vulcanico fragile e ricco di preesistenze archeologiche che richiamano ancora una volta la cultura del vino e del cibo che nei millenni, ancora oggi consente la produzione di vitigni unici per tipologia in territorio che gli consente di esprimere una tipicità tutta flegrea. Un pomeriggio di degustazioni ma anche di un confronto tra operatori del settore coordinata dal presidente Ais Campania Tommaso Luongo con Annibale Discepolo, Enzo Coccia, Angela Petroccione, Antonio Tubelli e Agostino Alboretto con i saluti del sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e il presidente del Centro Ittico Campano Salvatore Parascandalo.

“Cultura, arte e archeologia per dare valore al vino e al cibo, alla loro storia antica a contemporanea. In Campania possiamo esprimere una ricchezza che attraversa i millenni da Pompei al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fino ai Campi Flegrei e l’archeologia mostra quanto sia stato ed è ancora oggi, un territorio mitologico soprattutto per la vite ed il vino. Il nostro evento giunto con sacrificio alla quarta edizione vuole guardare oltre i confini del territorio nazionale e vuole far crescere l’attenzione degli operatori internazionali attraverso il vino in un viaggio nel mito classico”. Aggiunge Dante Stefano Del Vecchio ideatore e curatore dell’’evento.

IL PROGRAMMA

DOMENICA 13 SETTEMBRE | MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI

12.00 Giardino della Vanella - Apertura della manifestazione con Dante Stefano Del Vecchio, ideatore e curatore dell’evento.

12.15 Interventi e saluti istituzionali di Francesco Sirano, direttore generale del MANN, Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, e Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città.

12.45 Focus “La cura del corpo e della mente, dal cibo dell’antichità alla dieta mediterranea”, con Paolo Ascierto e Luigi Moio.

13.30 apertura dei banchi di degustazione, che proseguiranno fino alle 19.00.

LUNEDÌ 14 SETTEMBRE | PARCO BORBONICO – CASINA VANVITELLIANA, BACOLI

9.30 – 13.30 Camera di Commercio di Napoli. Venti Imprese selezionate da “Si-Impresa”, incontrano gli operatori del settore e stampa in un Al araund solo per addetti ai lavori.

16.30 - Terrazza dell’Ostrichina Apertura del Parco Borbonico con “Degustazioni per un viaggio nei territori del vino e del cibo”, presentate da Dante Stefano Del Vecchio.

18.30 Saluti di Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, e Salvatore Parascandalo, direttore del Centro Ittico Campano.

19.00 Sala dell’Ostrichina - AIS racconta - “Presentazione e selezione dei vini nella ristorazione e pizzerie. Valore e cultura”, a cura di Tommaso Luongo, presidente AIS Campania. Interverranno Annibale Discepolo, giornalista, Antonio Tubelli, cuoco e storico della cucina napoletana, Enzo Coccia della Pizzeria La Notizia, Agostino Alboretto del Ristorante Il Riccio e Angela Petroccione, giornalista.

20.30 Degustazione con i Consorzi del Friuli Venezia Giulia e del Sannio, tra vini e racconti della cultura del vino.

Chiusura dell’evento alle 22.00.

AZIENDE, CONSORZI E REALTÀ PARTECIPANTI

La quarta edizione vedrà la presenza di aziende vitivinicole, realtà dell’agroalimentare e consorzi, con una rappresentanza significativa della Campania e di altri territori italiani.

Tra le realtà partecipanti figurano Decanto, Consorzio Friuli Venezia Giulia, Consorzio Sannio DOP, Consorzio Brunello, Cantina di Lisandro, Terre Massesi – Leonis, Marisa Cuomo, San Salvatore, Vitematta, Antonio Mazzella, Vestini Campagnano, Piera 1888, Uccelliera, La Guardiense, Cantina del Taburno – La Fortezza, Raffaele Caldarelli, Tenuta Loffredo, La Sibilla, La Baronia, Sapori Vesuviani, Donna Elvira, Fonzone, Azienda Agricola Cumadoro, Kbirr, Massimo Radano Olio, Cantine Tora, Guerritore Vini, Frantoio Marsicani, Mario Ferrara Pasticciere.

In Camera di Commercio a Napoli abbiamo La Sibilla, Cantavite, Le Lune del Vesuvio, Enodelta, azienda agricola Iovino Antonio, Sorrentino vini, De Falco Vini, Contrada Salandra, Cantine Mediterranee, G.s., Casa Setaro, Cantine Olivella, azienda Adele Musella, Viticoltori Campani riuniti, Azienda Fuocomuorto, De Angelis 1930, Tenuta Loffredo, Cantine degli Astroni, Vini d’Ischia Cenatiempoe Carputo Vini.

La manifestazione vede inoltre il coinvolgimento della Regione Campania e della Camera di Commercio Irpinia Sannio. - Centro Ittico Campano - Comune di Bacoli

venerdì 11 settembre 2026

Festa di Piedigrotta 2026

Dall’11 al 22 settembre, sei incontri a ingresso libero tra Napoli, Marano di Napoli e Torre del Greco riportano la Festa di Piedigrotta nei luoghi della devozione e della vita comunitaria.

Con la direzione artistica di Benedetto Casillo, «Piedigrotta Viva 2026 – Quann’era Piererotta» intreccia musica, racconti e memoria popolare, rinnovando il legame con una tradizione iscritta all’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania (IPIC).

A dare voce ai canti saranno Mario Maglione, Antonello Rondi, Francesco Malapena, Marianita Carfora e Francesca Marini, con il Coro La Serenata, presente a tutti gli appuntamenti. I racconti saranno affidati a Benedetto Casillo, Luciano Piccolo, Enza Barra e Gennaro Morrone. Alla chitarra si alterneranno i maestri Franco Ponzo, nelle prime tre date, e Claudio Romano, nei successivi incontri.

La manifestazione è realizzata con il sostegno della Regione Campania e di Scabec, nell’ambito del Programma Regionale Campania FESR 2021-2027 – Fondi di Coesione Italia 21/27, e rientra nel progetto «Piedigrotta Viva – Radici, Devozione e Innovazione».

IL PROGRAMMA

  • Venerdì 11 settembre · ore 19:30

Chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori – Marano di Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Luciano Piccolo; canti di Mario Maglione e Antonello Rondi.

  • Martedì 15 settembre · ore 19:30

Basilica di Santa Lucia a Mare – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo ed Enza Barra; canti di Mario Maglione e Francesco Malapena.

  • Mercoledì 16 settembre · ore 19:15

Chiesa di Sant’Anna di Palazzo – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione e Antonello Rondi.

  • Venerdì 18 settembre · ore 19:00

Chiesa di San Pasquale a Chiaia – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione e Marianita Carfora.

  • Domenica 20 settembre · ore 19:00

Chiesa della SS. Annunziata – Torre del Greco

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione, Francesco Malapena e Francesca Marini.

  • Martedì 22 settembre · ore 20:00

Chiesa di Santo Strato a Posillipo – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione e Francesca Marini.

Ingresso libero. Tutti gli incontri sono aperti al pubblico.

IL DOCUFILM

La storia e la dimensione religiosa, musicale e popolare della festa sono al centro del docufilm «Festa di Piedigrotta», diretto da Ettore De Lorenzo, prodotto da CONFORM e distribuito da Rai Documentari. Presentato in anteprima il 15 luglio al Cinema Filangieri di Napoli, il documentario è disponibile su RaiPlay.. - Scabec

“Taranta d’Oro” | Tre giorni dedicati alle danze e ai ritmi popolari negli spazi del parco di Villa Letizia

Tre giorni dedicati alle danze e ai ritmi popolari con “Taranta d’Oro”, rassegna curata nella direzione artistica da Eugenio Bennato, che propone laboratori di pizzica, tammurriata e tarantella e, in chiusura, il concerto di Bennato con Pietra Montecorvino e Le Voci del Sud Laura Cuomo, Francesco Luongo, Letizia D'Angelo, Angelo Plaitano, Daniela Dentato, Edoardo Cartolano. Laboratori e concerto saranno ospitati, dal 16 al 18 settembre, negli spazi del parco di Villa Letizia in via Giambattista Vela 110 (Barra).

Promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito di “Napoli Città della Musica” e curata dalla Fondazione Etabeta Lab in collaborazione con la Municipalità 6 del Comune di Napoli, la rassegna è stata ideata e realizzata con il duplice obiettivo di valorizzare il patrimonio immateriale legato alla musica e alla danza tradizionale, promuovendo la conoscenza diretta di pratiche coreutiche e musicali delle diverse aree culturali del Mezzogiorno attraverso la tre giorni di laboratori; e di valorizzare e promuovere il patrimonio storico culturale di un territorio attraverso i suoi luoghi protagonisti di rigenerazione urbana: Villa Letizia, una delle ville del Miglio d’Oro

Venerdì 18 settembre, alle 21:00, il concerto di Eugenio Bennato chiuderà la tre giorni e, in apertura, si esibiranno i partecipanti al percorso laboratoriale “Cultura Lab”. In palcoscenico con Eugenio Bennato, Pietra Montercovino e Le Voci del Sud, ci saranno Ezio Lambiase (chitarra classica e elettrica), Sonia Totaro (voce e ballo), Stefano Mujura (basso), Valter Vivarelli (batteria e tamburelli). Ingresso libero.

Cultura Lab” laboratori di danze e ritmi popolari, in programma dal 16 al 18 settembre, dalle 17:00 alle 19:00. Il primo laboratorio, a cura di Sonia Totaro e Angela Esposito, è dedicato alla Pizzica salentina, danza simbolo della tradizione pugliese: il percorso offrirà ai partecipanti la possibilità di esplorare i rudimenti del ballo, le principali figure di coppia e il significato performativo e sociale della pizzica nel contesto contemporaneo (16 settembre – dalle 17:00 alle 19:00). Il secondo laboratorio, a cura di Angela Esposito, è dedicato alla Tammurriata dell’Agro Nocerino-Sarnese, una delle espressioni più vitali della cultura campana: verranno approfonditi i ritmi distintivi, le figure più rappresentative e la connessione tra danza, canto e ritualità popolare (17 settembre – dalle 17:00 alle 19:00).  Il terzo laboratorio, a cura di Sonia Totaro, è dedicato alla Tarantella del Gargano, con particolare attenzione agli stili di Monte Sant’Angelo e Carpino: durante l’incontro, i partecipanti verranno introdotti ai passi fondamentali, alle dinamiche di coppia e al rapporto tra musica e gesto nella tradizione garganica (17 settembre – dalle 17:00 alle 19:00). Per i tre laboratori ci sarà un accompagnamento dal vivo con batteria e tamburelli di Valter Vivarelli.  La partecipazione ai laboratori è gratuita con iscrizione obbligatoria: 3290077048.