Vetrina Vesuvio

venerdì 11 settembre 2026

“Taranta d’Oro” | Tre giorni dedicati alle danze e ai ritmi popolari negli spazi del parco di Villa Letizia

Tre giorni dedicati alle danze e ai ritmi popolari con “Taranta d’Oro”, rassegna curata nella direzione artistica da Eugenio Bennato, che propone laboratori di pizzica, tammurriata e tarantella e, in chiusura, il concerto di Bennato con Pietra Montecorvino e Le Voci del Sud Laura Cuomo, Francesco Luongo, Letizia D'Angelo, Angelo Plaitano, Daniela Dentato, Edoardo Cartolano. Laboratori e concerto saranno ospitati, dal 16 al 18 settembre, negli spazi del parco di Villa Letizia in via Giambattista Vela 110 (Barra).

Promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito di “Napoli Città della Musica” e curata dalla Fondazione Etabeta Lab in collaborazione con la Municipalità 6 del Comune di Napoli, la rassegna è stata ideata e realizzata con il duplice obiettivo di valorizzare il patrimonio immateriale legato alla musica e alla danza tradizionale, promuovendo la conoscenza diretta di pratiche coreutiche e musicali delle diverse aree culturali del Mezzogiorno attraverso la tre giorni di laboratori; e di valorizzare e promuovere il patrimonio storico culturale di un territorio attraverso i suoi luoghi protagonisti di rigenerazione urbana: Villa Letizia, una delle ville del Miglio d’Oro

Venerdì 18 settembre, alle 21:00, il concerto di Eugenio Bennato chiuderà la tre giorni e, in apertura, si esibiranno i partecipanti al percorso laboratoriale “Cultura Lab”. In palcoscenico con Eugenio Bennato, Pietra Montercovino e Le Voci del Sud, ci saranno Ezio Lambiase (chitarra classica e elettrica), Sonia Totaro (voce e ballo), Stefano Mujura (basso), Valter Vivarelli (batteria e tamburelli). Ingresso libero.

Cultura Lab” laboratori di danze e ritmi popolari, in programma dal 16 al 18 settembre, dalle 17:00 alle 19:00. Il primo laboratorio, a cura di Sonia Totaro e Angela Esposito, è dedicato alla Pizzica salentina, danza simbolo della tradizione pugliese: il percorso offrirà ai partecipanti la possibilità di esplorare i rudimenti del ballo, le principali figure di coppia e il significato performativo e sociale della pizzica nel contesto contemporaneo (16 settembre – dalle 17:00 alle 19:00). Il secondo laboratorio, a cura di Angela Esposito, è dedicato alla Tammurriata dell’Agro Nocerino-Sarnese, una delle espressioni più vitali della cultura campana: verranno approfonditi i ritmi distintivi, le figure più rappresentative e la connessione tra danza, canto e ritualità popolare (17 settembre – dalle 17:00 alle 19:00).  Il terzo laboratorio, a cura di Sonia Totaro, è dedicato alla Tarantella del Gargano, con particolare attenzione agli stili di Monte Sant’Angelo e Carpino: durante l’incontro, i partecipanti verranno introdotti ai passi fondamentali, alle dinamiche di coppia e al rapporto tra musica e gesto nella tradizione garganica (17 settembre – dalle 17:00 alle 19:00). Per i tre laboratori ci sarà un accompagnamento dal vivo con batteria e tamburelli di Valter Vivarelli.  La partecipazione ai laboratori è gratuita con iscrizione obbligatoria: 3290077048.

𝐆𝐮𝐢𝐝𝐨 𝐓𝐫𝐨𝐦𝐛𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐥𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢: “𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐮𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀”

𝑃𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑎𝑝𝑜𝑙𝑒𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑒𝑥 𝑀𝑎𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑜 𝑅𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐹𝑒𝑑𝑒𝑟𝑖𝑐𝑜 𝐼𝐼
Sarà presentato per la prima volta a Napoli “La formula della verità” l’ultimo libro di Guido Trombetti, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. 
L’evento si terrà presso la libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri alle ore 18. 
  • Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, 
  • dialogheranno con l’autore: Marco Napolitano docente di Fisica Nucleare e 
  • Corrado De Lisio docente di Fisica della Materia. 
  • Modera Tiuna Notarbartolo giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.
“La formula della verità”, pubblicato nella collana Sorsi, Guido Trombetti immagina un dialogo impossibile e affascinante tra Renato Caccioppoli ed Ettore Majorana, due figure leggendarie della scienza italiana del Novecento, entrambe avvolte da un’aura di genio e mistero. Il volume si apre con due articoli pubblicati su Il Mattino, che offrono un profilo sintetico dei due scienziati, per accompagnare il lettore nella comprensione del loro spessore umano e scientifico. Un terzo contributo affronta il tema della divulgazione dei concetti fondamentali della scienza, richiamando l’opera teatrale Copenhagen, esempio straordinario di narrazione del pensiero scientifico. Da qui prende avvio la parte immaginaria: un confronto ideale tra due menti eccelse, tra matematica e fisica, tra rigore logico e inquietudine esistenziale. Un testo che intreccia memoria, riflessione e fantasia, invitando il lettore a interrogarsi sul rapporto tra scienza, responsabilità e destino.
Guido Trombetti (Napoli, 1946) è matematico e accademico italiano. Professore ordinario di Analisi matematica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, di cui è stato Rettore dal 2001 al 2010, ha ricoperto anche l’incarico di Vicepresidente della Regione Campania. Autore di numerosi lavori scientifici e interventi divulgativi, affianca all’attività accademica una costante attenzione al rapporto tra scienza, cultura e società

giovedì 10 settembre 2026

𝐁𝐚𝐜𝐤 𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐡𝐨𝐨𝐥, 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢𝐧𝐢 𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭 "𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐥 𝐌𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞"

Giannini Editore firma il “back to school” 2026: la casa editrice rilancia i libri vincitori del contest Pubblica col Morante: “Le strade che siamo” di Giulia Verde, “Il Flamingo e la Tortuga” di Giulia Tagliamonte e “Jack e Robin” di Francesco Russo. 

Il primo volume della terzina è “Le strade che siamo” di Giulia Verde, pubblicato nella collana Generazione Tempesta. Questo libro, grazie al contest del Premio Elsa Morante dedicato alle scuole, riceverà un importante riconoscimento “Il mondo salvato dai ragazzini”, guidato da Rino Scotto Di Gregorio. La cerimonia si terrà il prossimo 10 ottobre nell’isola di Procida, La raccolta si compone di tre racconti uniti dal tema universale del viaggio. Non si tratta però di semplici spostamenti geografici: il viaggio è intenso, simbolico ed esistenziale. I protagonisti sono anime inquiete sospese tra una quotidianità opprimente e un desiderio irrefrenabile di libertà. L’autrice Giulia Verde ha soli 16 anni, frequenta il liceo classico “Francesco Durante” di Frattamaggiore e coltiva il sogno della scrittura fin da bambina. 

Per i lettori più giovani, la collana Kids propone “Jack e Robin” di Francesco Russo, un avvincente romanzo interamente incentrato sul valore indissolubile dell’amicizia. La narrazione prende il via nella bizzarra discarica di Zubalandia, dove i due protagonisti, animali esploratori uniti da un legame straordinario, si trovano ad affrontare insidie e ostacoli di ogni tipo. Una scoperta del tutto inaspettata, una base militare segreta e un razzo li catapultano improvvisamente nello spazio profondo. Inizia così un viaggio sorprendente tra pianeti sconosciuti, labirinti intricati, entità oscure e dimensioni parallele. Francesco Russo frequenta la scuola media “Belvedere” di Napoli. 

Sempre nella collana Kids spicca “Il Flamingo e la Tortuga” di Giulia Tagliamonte, il racconto si svolge in un villaggio silenzioso ai piedi di una montagna, dove i giovani Isabel e Matteo scoprono un rifugio segreto sulle sponde di un lago incantato. Lì ad attenderli ci sono due creature speciali: un fenicottero rosa e una tartaruga dal passo lento. Pur non parlando, i due animali insegnano molto ai protagonisti. Attraverso silenzi carichi di significato e paesaggi intrisi di poesia, i ragazzi apprendono il valore dell’attesa, il senso della libertà e la forza silenziosa ma potente dell’amicizia. Giulia Tagliamonte è studentessa del Liceo Artistico “Palizzi”, ha pubblicato il suo primo libro a soli 12 anni, confermandosi una promessa della narrativa contemporanea grazie a uno stile sensibile, maturo e autentico

mercoledì 9 settembre 2026

Napoli | Presentato il match inaugurale dei Campionati Europei maschili 2026

Nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, sede del Comune della città partenopea si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del match inaugurale dei Campionati Europei Maschili.  Per l’occasione gli azzurri campioni del mondo sfideranno, alle ore 21.05 del 10 settembre, la Svezia nella splendida cornice di Piazza del Plebiscito.   

La competizione vedrà le migliori 24 rappresentative del continente affrontarsi in quattro paesi ospitanti diversi: Bulgaria, Finlandia e Romania e Italia. La Nazionale Italiana, bicampione del mondo, e forte dell’argento ottenuto nell’ultima rassegna continentale, è inserita nella pool A. Dopo la gara di Napoli l’Italia proseguirà il suo cammino al PalaPanini di Modena dove disputerà quattro partite contro: Grecia (12 settembre, ore 21.05), Slovacchia (13 settembre, ore 21.05), Repubblica Ceca (15 settembre, ore 21.05) e Slovenia (17 settembre, ore 21.05). Ottavi di finale e quarti verranno ospitati dal Palavela di Torino il 20, 21 e 23 settembre, mentre l’Unipol Forum di Milano sarà teatro delle semifinali (25 settembre) e finali (26 settembre).       
Relatori di giornata alla conferenza stampa, moderata da Iacopo Volpi, sono stati: il Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore regionale al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale Vincenzo Maraio, il presidente della Federazione Italiana Pallavolo Giuseppe Manfredi. Con loro il capitano degli azzurri Simone Giannelli e il commissario tecnico della Nazionale maschile Ferdinando De Giorgi. 

Gaetano Manfredi: “Un evento sportivo senza precedenti quello che si svolgerà domani in piazza del Plebiscito. Per la prima volta l’EuroVolley maschile disputerà la partita inaugurale in uno spazio aperto, scegliendo come straordinaria cornice uno dei luoghi più rappresentativi della nostra città. Un appuntamento che ci riempie di orgoglio e che nell’anno in cui Napoli è Capitale Europea dello Sport assume un significato ancora più grande, a testimonianza di quanto per la nostra città lo sport sia strumento di inclusione, aggregazione e condivisione. Napoli è stata scelta ancora una volta come vetrina di una manifestazione di grande rilievo a conferma della sua sempre più crescente vocazione internazionale e capacità organizzativa. Siamo certi che quella di domani sarà una serata di grande sport, spettacolo e partecipazione collettiva, in cui la piazza si trasformerà in una tribuna a cielo aperto per sostenere e tifare tutti insieme i campioni della nostra Nazionale”.  

Il Sindaco Manfredi si recherà questa sera in Piazza del Plebiscito per far visita alla squadra durante la seduta di allenamento serale, cogliendo l'occasione per omaggiare la Nazionale con un tipico corno portafortuna partenopeo.

Emanuela Ferrante: “Ospitare la partita inaugurale degli Europei in un luogo iconico e ricco di storia come Piazza del Plebiscito è un’emozione enorme per tutta la nostra comunità. È la dimostrazione concreta di come Napoli sia ormai pronta ad accogliere e vivere da protagonista i grandi appuntamenti dello sport internazionale, offrendo un palcoscenico e un colpo d'occhio unici al mondo. La pallavolo è uno sport straordinario, capace di veicolare valori fondamentali di rispetto, lavoro di squadra e sana competizione: vedere i campioni della nostra Nazionale giocare nel cuore della città sarà una festa indimenticabile e un’ispirazione preziosa per tutti i nostri giovani”.

Vincenzo Maraio: “La pallavolo a Napoli e in Campania ha un cuore grande e una storia fatta di passione, sacrificio e partecipazione. Avere la Nazionale qui significa portare sul nostro territorio non solo il grande sport, ma anche i suoi valori più belli: il gioco di squadra, il rispetto, la capacità di rialzarsi e di andare avanti insieme. Per noi è un’occasione importante per avvicinare soprattutto ragazze e ragazzi alla pallavolo e, più in generale, alla pratica sportiva. Vedere da vicino i campioni della Nazionale può accendere una passione, far nascere un sogno e magari indicare a un giovane la strada dello sport. Napoli e la Campania sono territori che vivono lo sport con entusiasmo e partecipazione. La Regione vuole continuare a investire perché lo sport sia sempre più accessibile, inclusivo e presente nella vita delle nostre comunità. Sono quindi particolarmente felice di accogliere la Nazionale in Campania: quando lo sport arriva tra la gente, nei nostri impianti e nelle nostre città, porta con sé un’energia speciale. E quella stessa energia può diventare un’opportunità per tutto il movimento della pallavolo campana. Lo sport e i grandi appuntamenti in generale sono una preziosa occasione per i nostri territori, un volano per il turismo, lo sviluppo e la promozione.”

Giuseppe Manfredi: “Quello che ci apprestiamo a vivere a Napoli non sarà semplicemente l’inizio di un Campionato Europeo. Sarà qualcosa di unico, un evento destinato a rimanere nella storia della pallavolo italiana e internazionale. Portare la nostra Nazionale, i Campioni del Mondo, a giocare una gara ufficiale del Campionato Europeo in uno dei luoghi più belli, conosciuti e rappresentativi d’Italia come Piazza del Plebiscito è stata una sfida straordinaria. Abbiamo voluto fortemente questo appuntamento e, per renderlo possibile, è stato necessario un enorme sforzo organizzativo. Abbiamo lavorato per mesi, affrontando difficoltà e complessità che un evento di queste dimensioni, organizzato in una location così eccezionale, inevitabilmente comporta. Lo abbiamo fatto perché volevamo regalare alla pallavolo italiana, alla città di Napoli e a tutti gli appassionati una serata irripetibile. Vedere un campo da pallavolo e un’arena sorgere nel cuore di Piazza del Plebiscito rappresenta già di per sé un’immagine che resterà nella memoria del nostro movimento.
A rendere questa serata ancora più prestigiosa sarà la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per tutta la Federazione Italiana Pallavolo è motivo di grandissimo orgoglio e rappresenta un riconoscimento straordinario per il nostro sport, per i nostri atleti e per l'intero movimento pallavolistico italiano.      Allo stesso modo, siamo particolarmente orgogliosi della presenza di tante importanti autorità nazionali e territoriali. Una partecipazione istituzionale così significativa testimonia l’attenzione e la considerazione che oggi accompagnano la pallavolo italiana e premia il lavoro che il nostro movimento porta avanti quotidianamente su tutto il territorio. Voglio quindi ringraziare tutte le istituzioni, la CEV, il Comune di Napoli, la Regione Campania e tutti coloro che, a ogni livello, hanno lavorato insieme alla Federazione per rendere possibile qualcosa che, fino a qualche tempo fa, poteva sembrare quasi impensabile.
Abbiamo voluto osare e portare la grande pallavolo fuori dai luoghi tradizionali, nel cuore di una delle città più belle del mondo. Credo che immagini come quelle che vedremo a Napoli rappresentino il modo migliore per raccontare la forza, la bellezza e la capacità del nostro sport. Sono certo che i nostri ragazzi sapranno sentire l’energia di una serata così speciale e che Piazza del Plebiscito saprà regalare loro un’atmosfera indimenticabile."        

Simone Giannelli: “Questa ultima settimana di lavoro è andata bene e sono contento. Stiamo aggiungendo qualità che poi sarà per noi importante per arrivare pronti e preparati alle partite dell’Europeo. La cosa importante e che è bene sempre ricordare, è che bisognerà giocare bene a pallavolo. Siamo contenti e felici di giocare in Italia e di avere i palazzetti pieni che faranno il tifo per noi. La partita inaugurale a Napoli, poi, sarà sicuramente qualcosa di unico.
Noi, con le nostre giocate, facciamo gioire il pubblico, quindi tutto parte dalla nostra tecnica. Dobbiamo performare al meglio per far divertire il pubblico e cosa ancora più importante vincere le partite. Sarà sicuramente un contorno fantastico e tutti noi non vediamo l’ora di giocare davanti al nostro pubblico. Per arrivare più in fondo possibile e regalare una gioia all’Italia, occorrerà però giocare bene a pallavolo.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico dell’Europeo, posso dire che la pallavolo maschile è davvero molto equilibrata, con tantissime squadre in grado di fare buone cose e con un livello medio molto alto. Squadre facili da affrontare non ce ne sono e tutte hanno la possibilità di vincere una partita, c’è da fare attenzione e quindi, da parte nostra, dobbiamo fare al meglio le nostre cose, senza sbavature e senza essere superficiali. Ripeto, noi facciamo sempre del nostro meglio, poi dall’altra parte ci sono sempre gli avversari e anche loro proveranno a fare risultato.
Una frase per descrivere questo gruppo? Direi: “Lottatori che sognano”.

Ferdinando De Giorgi: “I Campionati Europei in Italia rappresentano certamente qualcosa di molto importante per tutto il movimento, con tantissime persone che potranno venire a vederci. La partita inaugurale in Piazza del Plebiscito a Napoli sarà certamente qualcosa di unico e che rimarrà a lungo nella memoria di tutti. Ci siamo preparati al meglio in queste settimane per affrontare l’appuntamento clou di questa stagione, che sono i Campionati Europei. Il livello delle altre squadre è molto alto: basti pensare anche al ranking mondiale, dove troviamo ben sette squadre europee nelle prime dieci posizioni. Noi vogliamo giocare una buona pallavolo per arrivare fino in fondo a questo Campionato Europeo”.     

In chiusura di conferenza è stata annunciata una grande sorpresa, ovvero l’esibizione prima e durante il match dei Planet Funk: collettivo tra i più rappresentativi della scena dance ed elettronica italiana nel mondo.
Con questa partecipazione il gruppo conferma il forte legame tra la loro musica e il mondo dello sport, un rapporto che negli ultimi mesi li ha visti sempre più protagonisti in importanti appuntamenti sportivi.    

I biglietti per le sedi di CEV Enel EuroVolley 2026 in Italia sono disponibili sulla piattaforma di Ticketone. Tutte le info e i dettagli sono disponibili al seguente link: https://www.ticketone.it/artist/cev-eurovolley-2026/

Il video dell’allestimento dell’arena a Piazza del Plebiscito disponibile sul canale YouTube QUI e per il download QUI 


Piazza del Plebiscito trasformata nell’arena del volley       

Quello di Piazza del Plebiscito non è semplicemente l’allestimento di un campo da pallavolo, ma è una vera e propria impresa organizzativa, tecnica e logistica. L’obiettivo trasformare uno dei luoghi più iconici d’Italia in un’arena sportiva ai più alti standard internazionali.

Un progetto eccezionale anche nei numeri. Dal 17 agosto ad oggi, infatti, circa 200 operai hanno lavorato senza sosta nel cuore di Napoli per costruire praticamente dal nulla un impianto destinato a ospitare la gara inaugurale dei Campionati Europei Maschili 2026.

In poco più di tre settimane Piazza del Plebiscito è stata trasformata in un’arena internazionale, attraverso un lavoro che ha richiesto il coordinamento di maestranze, tecnici e professionisti altamente specializzati.

Tra gli elementi più impressionanti ci sono le due grandi tribune che raggiungono i 16 metri di altezza, vere e proprie strutture temporanee realizzate all’interno della piazza.

A queste si aggiunge la Tribuna Autorità collocata davanti a Palazzo Reale, in uno scenario unico e difficilmente replicabile.

L’Arena è stata progettata come un vero impianto sportivo e televisivo di ultima generazione. Per l’illuminazione e lo spettacolo sono stati installati circa 500 fari e predisposti oltre 200 strumenti dedicati agli effetti speciali e alla componente scenografica della serata. Luci, immagini ed effetti accompagneranno l’ingresso delle squadre e i diversi momenti dello show, trasformando la partita in un grande evento internazionale.

Un lavoro enorme ha riguardato anche l’identità visiva: sono stati realizzati circa 1.000 metri quadrati di grafiche stampate e tessuti, necessari a vestire le strutture e trasformare Piazza del Plebiscito in una delle sedi di EuroVolley 2026.

Questi numeri che raccontano la dimensione di una sfida organizzativa senza precedenti e la volontà di realizzare qualcosa straordinario.

Per la prima volta, infatti, Piazza del Plebiscito ospiterà un evento sportivo di questa portata: un luogo simbolo di Napoli e dell’Italia diventerà così il palcoscenico della grande pallavolo internazionale, davanti agli occhi del pubblico presente e di milioni di spettatori.

La grande speranza è quella di regalare a Napoli, alla pallavolo italiana e a tutto il Paese un evento unico, destinato a entrare nella storia.

martedì 8 settembre 2026

Villa Doria d’Angri, mostra personale “Mito, Forma, Rivelazione” di Domenico Sepe, a cura di Ferdinando Sorrentino.

Sarà inaugurata mercoledì 16 settembre, alle ore 17.30, negli spazi monumentali di Villa Doria d’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, la mostra personale “Mito, Forma, Rivelazione” di Domenico Sepe, a cura di Ferdinando Sorrentino.

L’esposizione nasce dal desiderio di raccontare il percorso di ricerca di uno scultore e docente profondamente legato alla tradizione plastica, ma costantemente proiettato verso una dimensione contemporanea della forma. Nelle opere di Sepe il mito non appare come semplice memoria del passato: diviene materia viva, racconto, simbolo e possibilità di una nuova interpretazione. Particolarmente significativo sarà il rapporto tra le opere e gli ambienti di Villa Doria d’Angri, luogo dalla forte identità architettonica e storica, chiamato a diventare parte integrante del progetto espositivo.

All’inaugurazione il professore Umberto Franzese proporrà un approfondimento sul tema “La bellezza del Bello”, aprendo successivamente un confronto con il pubblico e dando vita a un dibattito sul significato della bellezza nell’arte contemporanea.

Il percorso comprenderà sculture in bronzo e alluminio, materiali privilegiati della ricerca dell’artista, stampe fotografiche delle opere e installazioni site specific, realizzate per instaurare un rapporto diretto con gli spazi e con la memoria della Villa. Durante il periodo espositivo sono inoltre previsti incontri di Domenico Sepe con gli studenti dell’Università, dedicati alla scultura contemporanea, alla conoscenza dei materiali e ai processi creativi, oltre a visite guidate curate dall’artista e dal curatore e momenti di dialogo aperti alla comunità culturale e accademica.

La mostra è promossa dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope e sostenuta da Associazione Culturale Non Me Ne Vado, Biennale Napoli, Dama Daphne Museum Art, Sud Avicola e ARTUR. L’accoglienza degli ospiti sarà accompagnata da un momento conviviale curato da Francesco Morra dell’Antica Panetteria dal 1956, con una selezione di prodotti artigianali pensata come omaggio alla tradizione gastronomica napoletana. 

La materia, prima ancora di diventare figura, conserva un mistero. È da questa dimensione primordiale della scultura che sembra prendere avvio il viaggio di Domenico Sepe, artista e docente che nella mostra “Mito, Forma, Rivelazione” affida alla materia il compito di raccontare ciò che il tempo non ha cancellato.Bronzo e alluminio diventano così strumenti di una ricerca nella quale la solidità della tradizione dialoga con una sensibilità contemporanea. Sepe guarda al mito senza imbalsamarlo nella memoria: lo interroga, lo attraversa e lo restituisce attraverso forme capaci di custodire insieme il peso della storia e l’inquietudine del presente.

La scelta di Villa Doria d’Angri assume, in questo senso, un valore che supera quello della semplice sede espositiva. L’architettura, con la sua stratificazione di storia, cultura e memoria, entra nel racconto delle opere e stabilisce con esse un confronto fatto di proporzioni, materia, luce e spazio. La scultura non occupa semplicemente gli ambienti della Villa, ma ne ascolta la voce, misurandosi con una presenza architettonica che appartiene alla storia di Napoli. Il percorso riunisce sculture in bronzo e alluminio, fotografie delle opere e installazioni concepite appositamente per gli spazi espositivi. Ne nasce un itinerario nel quale la forma diventa soglia: ciò che appare conduce verso ciò che si cela, la materia verso il simbolo, il gesto dell’artista verso una possibile rivelazione.

Ed è proprio la bellezza il tema che accompagnerà l’apertura della mostra attraverso l’intervento del professor Umberto Franzese, chiamato a proporre una riflessione sulla “bellezza del bello” e a coinvolgere il pubblico in un dialogo sul senso dell’esperienza estetica. ”Mito, Forma, Rivelazione” diventa dunque non soltanto una mostra di scultura, ma un incontro fra epoche e linguaggi: fra la memoria dell’antico e lo sguardo dell’oggi, fra la materia e l’idea, fra l’opera e l’architettura. Un percorso nel quale Domenico Sepe invita il visitatore a fermarsi davanti alla forma e, attraverso di essa, a cercare qualcosa che appartiene alla parte più profonda e duratura dell’arte: la capacità di trasformare la materia in pensiero e il pensiero in emozione.

Parte la scuola elementare del teatro all'istituto Colosimo. pubblicato il bando per la partecipazione ai corsi 2026-2027

Prende ufficialmente il via la nuova stagione del Conservatorio Popolare per le Arti della Scena, per la prima volta nella sua casa all’Istituto Paolo Colosimo di Napoli. È infatti disponibile da oggi, sul sito ufficiale della Scuola Elementare del Teatro  (https://www.scuolaelementaredelteatro.com), l’Avviso pubblico per l’ammissione alle attività per l'anno 2026/2027.

Il bando viene pubblicato a circa un mese dall'assegnazione del Teatro dell'Istituto Paolo Colosimo di Napoli come sede del conservatorio popolare per le arti della scena per il triennio 2026/2028. Un’assegnazione giunta grazie all’azione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Campania, in sinergia con l’Assessorato alle Politiche Sociali e l’Assessorato al Patrimonio della Regione e di concerto con la Città Metropolitana di Napoli.

«Con la pubblicazione di questo bando manteniamo la stessa velocità e determinazione dimostrate un mese fa con la tempestiva assegnazione alla Scuola Elementare del Teatro dello spazio all’interno dell’Istituto Colosimo, dando immediata concretezza a un progetto di straordinario valore. Questo bando racchiude una proposta didattica e artistica di rara ricchezza, capace di intrecciare musica, danza e percorsi interculturali. È la dimostrazione tangibile di come questo progetto crei comunità e di come l'arte possa farsi cura», così Onofrio Cutaia, Assessore alla Cultura della Regione Campania.

«È sinceramente difficile trovare le parole per esprimere lo stato d’animo mio e di tutta la comunità della Scuola Elementare del Teatro in questo momento. Lo faccio con i versi di una canzone di De Andrè, - e sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso -.

Abbiamo sognato forte in questi anni. Abbiamo sognato il pieno diritto all’espressione per le tante persone extra ordinarie che animano le nostre attività, abbiamo sognato un luogo dove sentirsi al sicuro e liberarsi dai vincoli di una realtà troppo limitante, un luogo dove potersi emancipare, da cui partire o ri-partire. E ora questo luogo sorge grazie alla visionarietà e alla concretezza insieme, di un uomo di teatro che la politica ha saputo per fortuna intercettare, e grazie a una ritrovata coralità di alcune delle più importanti istituzioni culturali del territorio. All’assessore alla Cultura della Regione Campania e al suo Presidente, a tutte le istituzioni impegnate in questo progetto di costruzione comunitaria, va allora il ringraziamento di tutta la Scuola Elementare del Teatro» dichiara Davide Iodice.

IL PROGETTO E LA RETE ISTITUZIONALE

Il progetto della Scuola Elementare del Teatro è sostenuto dalla Regione Campania attraverso un modello di governance partecipato che mette in rete il Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, il Teatro Trianon Viviani e la Fondazione Campania dei Festival.

Accanto al nucleo istituzionale, continua il prezioso sostegno dell’associazione F.O.R.G.A.T. ODV — che ne ha promosso e finanziato la nascita fin dal 2013 —, della Fondazione Eduardo De Filippo, della comunità de l’Asilo e di Interno5, che ne cura la direzione organizzativa e di produzione.

L'OFFERTA FORMATIVA E LE AZIONI SPECIALI

La Scuola Elementare del Teatro, ideata e diretta da Davide Iodice, si conferma un percorso d'arte e condivisione a partecipazione totalmente gratuita, rivolto con priorità a persone con disabilità fisica e intellettiva e in situazioni di fragilità sociale ed economica.

L'offerta intreccia percorsi consolidati e nuove sperimentazioni:

  • Vocazione: ricerca e formazione teatrale a cura di Annalisa D’Amato, Adriana Follieri, Davide Iodice, Ettore Nigro, Marina Rippa, Roberto Romei.

  • Officina: drammaturgia e scrittura scenica per gruppi e singoli. La cura drammaturgica è di Fabio Pisano, la supervisione dei progetti è affidata a Pino Carbone, Raffaele Di Florio, Davide Iodice, Pierpaolo Sepe.

  • Corpo Unico: danza e linguaggio non verbale curato da Chiara Alborino e Liia Guseyn-Zade.

  • Musicaria: formazione musicale guidata dal M° Francesco Paolo Manna e Caterina Pontrandolfo tra ritmo, voce e uso di software.

  • Invisibile: teatro sensoriale con priorità a persone non vedenti e ipovedenti, guidato da Raffaele Parisi.

  • Tutto il mondo è paese: percorso interculturale per giovani dai 15 ai 25 anni a cura di Adriana Follieri.

Accanto ai cicli laboratoriali si affiancano importanti progettualità speciali fuori bando: lo sportello bimensile Ascolto a sostegno dei familiari guidato dal Prof. Roberto Marcone; il progetto produttivo Compagnia, che dopo il successo di Pinocchio, che cos’è una Persona? (Premio Ubu e ANCT 2024) debutterà a novembre con il nuovo lavoro Alice o il mondo alla rovescia per inaugurare il Teatro Colosimo; l'esperienza orchestrale inclusiva di Orchestrìa e la concessione dello Spazio Prove Officina a supporto delle giovani realtà artistiche del territorio.

MODALITÀ E TERMINI DI PARTECIPAZIONE

Le domande di candidatura dovranno pervenire entro le ore 23:59 del 28 settembre 2026 esclusivamente via email all'indirizzo info@scuolaelementaredelteatro.com, specificando l'oggetto del corso (è possibile candidarsi a un massimo di 2 cicli). Le selezioni daranno priorità alle persone con disabilità e fragilità socio-economica.

L'Avviso completo e i moduli d'iscrizione sono consultabili su:

Hidden Light Napoli | Mostra fotografica di Bruno Mottola

Napoli torna a essere osservata attraverso uno sguardo nuovo, sospeso tra memoria e scoperta, luce e ombra. È Hidden Light Napoli, il progetto fotografico di Bruno Mottola, che dal 12 settembre all’11 ottobre 2026 sarà ospitato negli spazi del Bar Scio’, in Vico Buongiorno 1, con vernissage sabato 12 settembre ore 18. Il progetto nasce da un ritorno

Dopo circa vent’anni trascorsi lontano da Napoli, Mottola torna nella città in cui ha iniziato il proprio percorso artistico e fotografico e si confronta con un luogo che appartiene profondamente alla sua memoria, ma che oggi appare inevitabilmente diverso. La fotografia diventa allora uno strumento per ristabilire un dialogo con la città: non per raccontarla attraverso immagini già conosciute, ma per riscoprirla attraverso ciò che spesso sfugge allo sguardo. Il fulcro di Hidden Light è il rapporto tra luce e ombra, due presenze opposte e complementari che si definiscono a vicenda. La luce illumina, rivela, porta in superficie; l’ombra nasconde, suggerisce, conserva. È proprio nella tensione tra questi due elementi che Mottola costruisce la propria narrazione visiva. 

Le sue immagini cercano quel momento fugace in cui un raggio di sole attraversa un vicolo, una figura emerge da una zona d’ombra, una geometria architettonica viene improvvisamente trasformata dalla luce. Napoli diventa così un luogo di contrasti, dove ciò che appare e ciò che rimane nascosto convivono continuamente. Una città vissuta all’aperto, dove vicoli, piazze, portoni e facciate diventano palcoscenici naturali della quotidianità. In questo teatro urbano, Mottola osserva persone, gesti, architetture e situazioni ordinarie alla ricerca di una poesia silenziosa, spesso nascosta proprio nelle pieghe più comuni della vita cittadina. 

La ricerca di Mottola affonda le proprie radici nella formazione al Liceo Artistico di Napoli, dove nasce il suo interesse per arte, architettura, design e rappresentazione dello spazio. Il successivo percorso professionale lo porta prima a Londra, dove lavora a contatto con il mondo internazionale della fotografia di moda presso Spring Studios, e poi a Barcellona, dove approfondisce la fotografia editoriale e sviluppa una particolare attenzione per la street photography. Nel corso degli anni attraversa diversi linguaggi e generi fotografici, dall’architettura agli interni, dal ritratto alla moda, dagli eventi al food e al reportage, maturando uno sguardo personale basato sull’osservazione e sulla ricerca della relazione tra luce, spazio e presenza umana. Con Hidden Light Napoli, questo percorso converge nuovamente nel luogo da cui tutto era iniziato. La città non viene presentata come una semplice scenografia, ma come un organismo vivo fatto di contrasti: luce e buio, presenza e assenza, passato e presente, ciò che si mostra e ciò che sceglie di rimanere nascosto. 

Ogni fotografia diventa così una soglia. Un istante in cui la luce permette di vedere qualcosa e, nello stesso momento, l’ombra lascia intuire tutto ciò che resta oltre il visibile. Hidden Light Napoli è, in questo senso, un viaggio dentro una città e dentro la memoria di chi la guarda. Un ritorno che diventa riscoperta e una ricerca fotografica in cui Napoli, attraverso la luce e l’ombra, torna lentamente a mostrarsi.

INFORMAZIONI

  • Hidden Light Napoli
  • Mostra fotografica di Bruno Mottola
  • Vernissage: sabato 12 settembre 2026 ore 18 ingresso libero
  • Periodo della mostra: 12 settembre — 11 ottobre 2026
  • Sede: Bar Scio’