Vetrina Vesuvio

mercoledì 4 novembre 2026

Svelato il percorso, il Giro d’Italia a Napoli per la sesta volta consecutiva: è record. Manfredi: “Per Bagnoli e l’America’s Cup, per i Campi Flegrei”

Il 15 maggio del prossimo anno, quando Napoli ospiterà per il sesto anno consecutivo l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia - l’ottava frazione dell’edizione numero 110, con partenza da Trasacco, sui pendii dell’Aquilano, in Abruzzo, per un totale di 219 km – occorrerà tornare indietro di 72 anni, al 1955, per trovare una sequenza simile: con la vittoria di Vincenzo Zucconelli si chiuse un ciclo di dieci. Altri tempi, altra epoca. I sei arrivi consecutivi sono un record del ciclismo moderno. Ma la tappa della prossima edizione sarà un evento ancor più straordinario: segnerà l’abbraccio tra la Corsa rosa e la competizione sportiva più antica e importante al mondo ancora in attività, la Coppa America di Vela. Con Napoli che sarà sempre più capitale del Mediterraneo.

Voluta fortemente dal Sindaco della Città Metropolitana, Gaetano Manfredi, la tappa di Napoli vedrà, infatti, i campioni delle due ruote attraversare Bagnoli, dove sono allocati gli hangar dei team, per rendere omaggio all’America’s Cup e per fare da apripista alla competizione velica, che prenderà il via ufficiale il 22 maggio, in un connubio vincente di velocità e potenza che fendono il vento, ma non solo. 

La Corsa, che raggiungerà il Tirreno valicando il Garigliano all’altezza di Minturno, entrando così in Campania, attraverserà i Campi Flegrei, valorizzando un’area che sta vivendo un momento difficile e consentendo ai 750 milioni di potenziali spettatori dei 200 Paesi collegati dai 5 continenti di ammirarne, insieme a quella di Partenope, la bellezza e l’incanto.

“Abbiamo voluto fortemente – ha affermato il Sindaco Manfredi - che anche quest’anno il Giro d’Italia facesse tappa a Napoli, nonostante la concomitanza con l’America’s Cup. Anzi, questo ha costituito un motivo in più per chiedere agli organizzatori di portare il Giro in città e nell’area metropolitana, in particolare per il rilancio e la promozione dei Campi Flegrei. Organizzatori con i quali è stata subito trovata una sintonia, nonostante che si sarebbe trattato della sesta volta consecutiva, evento rarissimo se non inedito nel ciclismo moderno, anche perché Napoli ha dimostrato e sta dimostrando serietà, capacità e affidabilità e di essere pronta a ospitare eventi di caratura mondiale che le stanno restituendo una visibilità incredibile nel panorama internazionale. È anche per questo se Napoli, oggi, è una delle mete con maggiore appeal, e lo sarà ancora di più con il passare del tempo”. 

“Il binomio Giro – Coppa America sarà uno strumento di valorizzazione potentissimo per proiettare Napoli e la sua Città metropolitana, un territorio straordinariamente ricco di ogni bellezza, da quella artistica e storico-archeologica a quella paesaggistica, dalla cultura all’enogastronomia e all’ambiente, ancor di più al centro dell’attenzione del mondo, laddove meritano di essere”, ha concluso Manfredi.

Il percorso è stato svelato durante la cerimonia di presentazione che si è svolta questo pomeriggio nella Sala Petrassi dell'Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma.

“In questi mesi – ha sottolineato il Vicesindaco metropolitano, Giuseppe Cirillo - abbiamo lavorato molto con RCS per realizzare quello che può essere definito un sogno per i cittadini metropolitani, ovvero quello di avere qui, a distanza di pochi giorni, Giro e Coppa America. Tuttavia, come per l’America’s Cup, anche per il Giro abbiamo voluto che a essere valorizzato non fosse solo il capoluogo, ma anche l’area metropolitana. In questi anni abbiamo fatto sì che tutte le zone, anche, e soprattutto, quelle meno conosciute, potessero avere visibilità. Quest’anno ci è sembrato doveroso rendere protagonista l’area flegrea, che vive un momento delicato. È un tassello che si aggiunge al mosaico dei tanti interventi che stiamo mettendo in campo per la sicurezza dei cittadini e per il mantenimento dei livelli di economia della zona”.

“Mi piace ricordare, inoltre – ha proseguito Cirillo - che da quando abbiamo iniziato a portare costantemente il Giro nella Città metropolitana si è risvegliato l’intero movimento ciclistico regionale: abbiamo, tra l’altro, insieme con la Regione Campania, riportato alla luce due corse importantissime che erano state abbandonate, ovvero il Giro di Campania e la Coppa Caivano”.

“Essere a Napoli – ha voluto, invece, rimarcare Urbano Cairo, Presidente di RCS, società organizzatrice del Giro d’Italia - è sempre qualcosa di straordinario, è un amore che si rinnova ogni anno in un percorso di condivisione che vede il pubblico di Napoli accogliere con sempre maggiore entusiasmo la corsa, che regala, nella tappa di Napoli, immagini bellissime che fanno il giro del mondo”.

Gli ha fatto eco l’amministratore di RCS Sport, Paolo Bellino: “Ormai c’è un rapporto viscerale che lega Napoli al Giro e il Giro a Napoli. La tappa di quest’anno attraverserà un territorio meraviglioso, dai Campi Flegrei fino all’arrivo a Posillipo, e incontrerà anche l’America’s Cup: vivremo tutti emozioni sensazionali”.

Il Sindaco Manfredi ha voluto ringraziare RCS anche in qualità di Presidente dell’Anci “per il preziosissimo lavoro di ambasciatrice nel mondo del Made in Italy, dello straordinario patrimonio di bellezza e di cultura dei comuni di tutta Italia, dalle grandi città ai piccoli borghi, tutti ricchi di fascino e di meraviglie”.  

Il percorso

Il tracciato metropolitano della tappa è davvero uno straordinario viaggio nella storia e nella bellezza unico al mondo. Dopo Mondragone e Castel Volturno, i corridori scenderanno lungo la costa tirrenica ed entreranno nell’area metropolitana partenopea all’altezza del Lago Patria, nel Comune di Giugliano, stadio del remo e dimora di specie ornitologiche rare, costeggeranno la Riserva naturale di Licola, il Parco archeologico di Cuma, il Lago Fusaro nel territorio di Bacoli con la sua splendida Casina Vanvitelliana - già teatro di uno strepitoso e apprezzatissimo videomapping a cura della Città Metropolitana in occasione delle preregate dell'America's Cup - passando dal Parco borbonico del Fusaro al Parco archeologico delle Terme di Baia (recentemente protagoniste, sempre con l'Ente metropolitano, alla BMTA di Paestum), per affrontare lo strappo verso il gran premio della montagna di Monte di Procida, con i suoi panorami mozzafiato come quello del Belvedere Stupor Mundi, una vera finestra sul golfo, approdando nel luogo dell'antica Militum Schola, sulle rive del Lago Miseno. Dopo averne compiuto il periplo, giungeranno nei pressi di quella sorta di cattedrale sotterranea che è la Piscina Mirabilis, il punto di arrivo dell’acquedotto voluto da Augusto, grandiosa cisterna che raccoglieva l'acqua proveniente, grazie a un capolavoro di ingegneria idraulica, dall'alta valle del Sabato di Serino per soddisfare le necessità della Classis Misenensis.

Ruote puntate, dunque, verso la maestosità del Castello aragonese di Baia, che il golfo lo domina e ne sorveglia, con la sua austerità, il parco sommerso, sito archeologico di straordinaria bellezza e suggestione nella sua unicità, per lambire le coste del Lago Lucrino e sfrecciare alle pendici del Monte Nuovo, nel territorio di Pozzuoli, la cui eruzione del 1538 seppellì, secondo gli studiosi, la Villa Accademia di Cicerone, non ancora ritrovata, dopo quasi 600 anni.

L’arrivo a Napoli

L'omaggio, poi, dei corridori, alle ellissi concentriche dell'Anfiteatro Flavio, prima di infilarsi nell'odore acre della Solfatara, che porterà il gruppo, ormai entrato nel capoluogo, verso Fuorigrotta fino all'abbraccio con Bagnoli e l'America's Cup, prima della sfida finale, dove, più che le gambe, conteranno mente e cuore, sulla salita di Coroglio, con la natura che si fonde con la storia nell'affascinante Parco Archeologico di Pausilypon, fino al traguardo di via Manzoni, dove l’ex area industriale, il suo passato, il suo presente e il suo futuro, le sue incognite e le sue certezze, si potranno guardare dall'alto, in un senso di lucida astrazione, con Nisida, Ischia e Procida a fare da magnifico set.

Un arrivo in salita inedito per Napoli, solitamente tappa prediletta per sprinteurs e finisseurs per i suoi arrivi su lunghi rettilinei pianeggianti, ma che promette grandi emozioni.

“È un percorso bellissimo – ha annunciato il Consigliere metropolitano delegato allo Sport, ai Giovani e agli Eventi, Sergio Colella – già nel 2024 ne abbiamo avuto uno simile e fu apprezzatissimo da coloro i quali seguirono la corsa da vicino e soprattutto dai milioni di spettatori che lo hanno visto in tv o sui canali web in tutto il mondo. È possibile, tuttavia, che possa essere fatta qualche modifica, non sostanziale, così come per tutte le altre tappe del Giro, nelle prossime settimane”.

Quella di Napoli sarà l’unica tappa del Giro in Campania.

Le iniziative collaterali

Come ogni anno, l’arrivo del Giro d’Italia costituirà l’occasione per mettere in campo una serie di iniziative collaterali alle quali la Città Metropolitana sta già lavorando, in sinergia con le altre istituzioni, la Federazione ciclistica italiana, le associazioni, le scuole, università, con il Touring Club Italia e le Soprintendenze e i Parchi archeologici, la Lega Navale e l’USSI, l’Unione Stampa Sportiva Italiana, allo scopo di diffondere sempre di più la cultura dell’uso della bici, a scopo sportivo o semplicemente di mobilità sostenibile, la cultura della legalità, dei principi e dei valori dello sport, specie presso le giovani generazioni, oltre che per la promozione dei territori attraversati.

L’impatto economico e sociale del Giro d'Italia

L'ultima edizione del Giro d'Italia (la numero 109) si è confermata un evento di risonanza globale, con numeri in costante aumento. 

L’impatto economico è stato valutato da Banca Ifis in oltre 2,1 miliardi di euro tra diretto (700 mln) e indiretto (1,4 mld), di cui 350 milioni sul Made in Italy, con un aumento crescente di anno in anno.

Grande la presenza della stampa proveniente dai 5 continenti: RCS Sport ha accreditato 1573 media di cui 1214 giornalisti e 359 fotografi, rappresentativi di 701 testate internazionali, nazionali e locali, tra televisioni, radio, siti web, uffici e agenzie di stampa, agenzie fotografiche e podcast.

Per la tappa di Napoli, sono stati pubblicati 3.500 articoli in 82 nazioni diverse.

Il Giro d’Italia è molto più di una semplice corsa ciclistica. È un evento che unisce, ispira e affascina milioni di persone in tutto il mondo. Ogni anno, 200 paesi si collegano per vivere la magia di questa sfida epica: 750 milioni di spettatori lo seguono in TV e oltre 633 milioni di visualizzazioni video catturano online le emozioni, la fatica e la gloria. Più di 90.000 articoli, 221 milioni di pagine viste e oltre 11,3 milioni di visitatori unici sui social media. Una comunità vasta e appassionata dà voce alla corsa. Con milioni di account raggiunti, il messaggio del Giro arriva ovunque.

Forte anche l’impatto sociale e ambientale: tra i soggetti che seguono il Giro è stato rilevato un aumento della propensione all’attività sportiva e alla realizzazione di pratiche sostenibili, con un valore sociale pari a un moltiplicatore di valore di 2,9 x: per ogni euro investito nell’evento ne sono stati generati quasi tre in termini di beneficio sociale.

martedì 3 novembre 2026

Napoli - Il Campo Virgiliano entra in una nuova fase della propria storia sportiva

Il Campo Virgiliano entra in una nuova fase della propria storia sportiva. La Giunta comunale di Napoli, nella seduta di giovedì 29 ottobre, ha deliberato l’affidamento della gestione della pista, delle pedane e delle strutture annesse al Comitato Regionale FIDAL Campania. Un provvedimento che rappresenta un passaggio strategico per lo sviluppo dell’atletica leggera regionale e dà concretezza a un progetto perseguito dalla Federazione campana nel corso degli ultimi anni.

L’obiettivo è fare del prestigioso impianto napoletano un punto di riferimento per l’attività agonistica, la qualificazione tecnica e la formazione, attraverso la realizzazione di un Centro Federale Territoriale di Alto Livello per la Campania. Un progetto che trova oggi compimento dopo un percorso istituzionale avviato da tempo e sul quale hanno lavorato le precedenti e l’attuale governance del Comitato.

«È un obiettivo che coltiviamo da anni e che, prima ancora del mio mandato, era stato perseguito dal mio predecessore Sandro Del Naia. Si tratta di un progetto nel quale il Comitato ha sempre creduto e per il quale ha lavorato con continuità. L’affidamento della gestione al nostro organismo rappresenta un risultato di grande rilevanza e, soprattutto, l’opportunità di dare all’atletica campana una struttura sulla quale costruire programmi e prospettive di crescita», dichiara il presidente regionale prof. Bruno Fabozzi. Un risultato reso possibile anche dalla collaborazione con l’Amministrazione comunale di Napoli e dalla disponibilità dell’assessora allo Sport, Emanuela Ferrante, alla quale il presidente Fabozzi rivolge un particolare ringraziamento per il sostegno e la fiducia accordati al progetto.

Una struttura di eccellenza con una precisa vocazione sociale

Accanto alla dimensione tecnica e sportiva, l’intesa prevede una significativa componente di carattere sociale. La FIDAL Campania garantirà infatti la frequenza gratuita dell’impianto a specifiche categorie di cittadini e istituzioni:

  • Bambini e adolescenti con disabilità, ai sensi della Legge 104/1992.
  • Famiglie con ISEE inferiore a 8.000 euro annui.
  • Minori ospitati in case-famiglia o strutture di accoglienza.
  • Persone over 65 in condizioni di fragilità socioeconomica.
  • Scuole pubbliche del territorio.

Una scelta che amplia la funzione dell’impianto oltre i confini dell’attività agonistica, riconoscendo allo sport un ruolo fondamentale nei processi di inclusione, aggregazione e partecipazione sociale. Il Campo Virgiliano sarà quindi chiamato a coniugare le esigenze dell’atletica di alto livello con quelle della comunità, favorendo l’accesso alla pratica sportiva anche alle fasce più fragili della popolazione.

«La nostra intenzione, sottolinea Fabozzi, è costruire un modello di gestione che sappia tenere insieme qualità tecnica, sviluppo dell’attività federale e attenzione sociale. Il Virgiliano dovrà essere un riferimento per gli atleti e per le società, ma anche un luogo accessibile alle scuole, ai giovani e a chi, per ragioni economiche o personali, incontra maggiori difficoltà nell’avvicinarsi allo sport».

Per la FIDAL Campania l’affidamento costituisce un’assunzione di responsabilità e, al tempo stesso, un investimento sul futuro del movimento regionale. La disponibilità diretta di un impianto di questa importanza consentirà di programmare con maggiore continuità le attività federali, sviluppare iniziative di qualificazione e rafforzare il rapporto tra il Comitato, le società sportive e le istituzioni.

«È un passaggio importante per il nostro Comitato, conclude il presidente Fabozzi, e un riconoscimento del lavoro svolto negli anni. Desidero condividere questo risultato con quanti hanno contribuito a raggiungerlo, a partire da chi ha avviato e sostenuto il progetto nelle precedenti gestioni. Adesso si apre una nuova fase, nella quale dovremo tradurre questa opportunità in risultati concreti, mettendo a disposizione dell’intero movimento le potenzialità della struttura».

Con l’affidamento del Campo Virgiliano, la FIDAL Campania compie dunque un significativo passo avanti sul piano organizzativo e progettuale. Un risultato che guarda oltre la gestione di un impianto e punta a dotare l’atletica regionale di una sede di riferimento per la crescita sportiva, tecnica e sociale.

Il Virgiliano si candida così a diventare la casa dell’atletica campana. Fidal Campania

venerdì 30 ottobre 2026

Napoli ospita i Campionati europei under 23, in gara atleti da 35 nazioni

La manifestazione porterà in città i migliori giovani judoka del continente, con una partecipazione prevista di quasi 300 atleti provenienti da 35 nazioni, impegnati in tre giornate di competizioni che assegneranno i titoli europei individuali e quello a squadre miste.

L'appuntamento rappresenta uno dei momenti più significativi del calendario internazionale della categoria Under 23, fascia d'età strategica nel percorso di crescita degli atleti verso il pieno ingresso nell'élite senior. Per tre giorni Napoli sarà al centro del judo europeo, offrendo una vetrina internazionale a una disciplina che unisce preparazione atletica, tecnica, rispetto dell'avversario e spirito sportivo.

La manifestazione è stata presentata nella sala Giunta del Comune di Napoli dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi,  dall’assessora allo Sport del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante, dal presidente del settore Judo FIJLKAM Giuseppe Matera; del segretario generale dell'European Judo Union Martin Poiger; dal direttore tecnico della Nazionale italiana di judo, Raffaele Parlati, dal presidente regionale del CONI, Sergio Roncelli, dal consigliere delegato allo Sport della Città Metropolitana di Napoli, Sergio Colella. Intervenuti l'Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità, Antonio De Iesu e l’oro olimpico di Sydney 2000 Pino Maddaloni.

Presenti alcuni protagonisti del judo italiano: Gennaro Pirelli, bronzo mondiale e campione europeo in carica; Assunta Scutto, campionessa mondiale e vicecampionessa mondiale in carica nel 2026; Manuel Parlati, campione europeo Under 23 in carica; e Michela Terranova, campionessa europea Juniores 2025.

L'Italia torna così a ospitare un grande campionato continentale giovanile di judo dopo gli Europei Junior disputati a Roma nel 1999 e a 50 anni dall’ultima rassegna internazionale ospitata a Napoli. L'organizzazione della rassegna napoletana è sostenuta anche dal contributo del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

Gaetano Manfredi (sindaco di Napoli): «Questo evento così importante testimonia ancora di più la centralità di Napoli nel panorama delle competizioni sportive internazionali. Quest'anno siamo la Capitale Europea dello Sport e abbiamo avuto tante iniziative in città. I Campionati Europei Under 23 di Judo hanno un valore particolare perché Napoli ha dato tantissimi campioni a questa disciplina, atlete e atleti che hanno conquistato medaglie olimpiche e titoli mondiali, quindi si tratta anche di un riconoscimento del valore della scuola sportiva di judo napoletana. In questo percorso, il PalaVesuvio di Ponticelli si conferma un presidio fondamentale per la città: un impianto polifunzionale valorizzato, capace di ospitare grandi manifestazioni di livello mondiale e, al tempo stesso, di fungere da punto di riferimento sociale e sportivo per il territorio».

Emanuela Ferrante (assessora allo Sport e Pari opportunità): «Siamo molto contenti di essere riusciti a portare questa competizione riservata ai giovani a Napoli e a Ponticelli in particolare, perché per noi è importante valorizzare il PalaVesuvio. In questi anni, anche grazie alla presenza di associazioni e federazioni, tra cui la Fijlkam, il PalaVesuvio è sempre stato animato da ragazzi che praticano sport. Seguendo lo spirito di Napoli Capitale Europea dello Sport vogliamo coinvolgere i giovani in iniziative che hanno un grande valore perché mostrano come, con grande impegno e con l'allenamento, si può arrivare ad ottenere risultati importanti».

Antonio De Iesu: (Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità): «Lo sport, e il judo in particolare, insegna ai giovani disciplina, sacrificio, rispetto dell’avversario e perseveranza. È anche uno strumento fondamentale di prevenzione della devianza minorile e di inclusione sociale. Ne è un esempio il progetto avviato nel quartiere Sanità, dove, grazie alla collaborazione con le Fiamme Oro, sono nati centri sportivi giovanili dedicati al judo e alla boxe. Iniziative che offrono ai ragazzi opportunità di crescita e modelli positivi. Investire nello sport significa investire nel futuro dei giovani e della città».

Giuseppe Matera (presidente del settore judo della Fijlkam): «Napoli è una città sempre più centrale per il judo nazionale e internazionale. Un risultato reso possibile grazie alla collaborazione con le istituzioni locali e alla fiducia della Federazione Europea. La Federazione ha puntato tanto sulla città sostenendo un Centro Tecnico Federale e il Centro di Alta Specializzazione, che stanno dando risultati concreti. A confermarlo sono i successi dei giovani atleti e dei campioni napoletani, pronti a essere protagonisti sul tatami del PalaVesuvio».

Martin Poiger, (segretario dell'European Judo Federation): «Sono molto felice che l'Unione Europea di Judo abbia avuto l'opportunità di organizzare questo campionato d'Europa qui a Napoli perché la federazione italiana è una federazione molto forte con atleti molto competitivi in tutte quante le categorie e quindi desidero fare un in bocca al lupo a tutti in una terra che prima conoscevo per Maradona ma poi ho apprezzato per tutto quello che ha da offrire».

Sergio Colella (consigliere delegato allo Sport della Città Metropolitana di Napoli): «L’Europeo Under 23 di judo a Napoli arricchisce il percorso della città come Capitale Europea dello Sport. Il judo trasmette ai giovani valori fondamentali come disciplina, rispetto e inclusione sociale. Manifestazioni come questa sono inoltre una preziosa occasione per promuovere Napoli a livello internazionale, valorizzandone l’immagine sportiva e turistica»

Raffaele Parlati (direttore tecnico della Nazionale italiana di judo) «La medaglia più importante è già aver portato il Campionato Europeo in Italia e a Napoli, grazie alla fiducia e agli investimenti di Giuseppe Matera: ora ci auguriamo tante soddisfazioni dagli atleti, senza fare pronostici. Ci aspettiamo grande determinazione dai nostri atleti, che sapranno affrontare la competizione con grinta e voglia di fare bene».

Pino Maddaloni (olimpionico di Sydney 2000): «Oggi abbiamo grandi atleti, molti dei quali cresciuti nelle periferie grazie al judo e al sostegno delle proprie famiglie. Lo sport, però, non può essere lasciato soltanto alla sensibilità dei genitori: il judo è un fondamentale strumento educativo per i giovani e merita maggiore attenzione da parte dei media. Mi auguro che questa competizione sia solo la prima di tante altre ospitate in Italia e a Napoli, perché lo sport è molto più di un business. Uniti si vince»

Sergio Roncelli (presidente Coni Campania): «Il Campionato Europeo di judo rappresenta uno degli eventi più prestigiosi del calendario di Napoli Capitale Europea dello Sport, frutto del lavoro congiunto tra Comune, CONI e federazioni sportive. La FIJLKAM ha accompagnato la città in questo percorso, sostenendola con manifestazioni di alto livello tecnico e organizzativo. Fondamentale anche la collaborazione con il CONI e le istituzioni per affrontare importanti sfide sociali, come il salvataggio della Polisportiva Partenope. Una sinergia che conferma il ruolo dello sport come strumento di crescita e inclusione per il territorio. Per ringraziare la Federazione della vicinanza dimostrata, è stata consegnata al presidente Giuseppe Matera e al segretario europeo la bandiera di Napoli Capitale Europea dello Sport»

LE GARE: DUE GIORNATE INDIVIDUALI E IL TORNEO MIXED TEAMS

Il programma agonistico si articolerà in tre giornate. Venerdì 30 ottobre e sabato 31 ottobre saranno dedicati alle competizioni individuali, con l'assegnazione dei titoli nelle sette categorie di peso femminili e nelle sette maschili. Domenica 1° novembre si disputerà invece il torneo a squadre miste, formula che riunisce uomini e donne nella stessa rappresentativa nazionale e valorizza la dimensione collettiva della competizione.

Le gare individuali si apriranno venerdì con le categorie femminili -48, -52, -57 e -63 kg e quelle maschili -60, -66 e -73 kg. Sabato spazio alle categorie femminili -70, -78 e +78 kg e a quelle maschili -81, -90, -100 e +100 kg.

La competizione prevede il sistema a eliminazione diretta con ripescaggio dai quarti di finale. Gli incontri avranno una durata di quattro minuti; in caso di parità si procederà al golden score, senza limite di tempo, fino all'assegnazione della vittoria.

Domenica il torneo Mixed Teams chiuderà la manifestazione. Ogni squadra sarà composta da sei judoka: tre donne, nelle categorie -57, -70 e +70 kg, e tre uomini, nelle categorie -73, -90 e +90 kg. Le eliminatorie sono previste dalle ore 10, mentre il final block è in programma alle ore 16.

GLI AZZURRI: 18 ATLETI PER L'ITALIA

Saranno 18 gli atleti italiani iscritti alle competizioni individuali, nove uomini e nove donne, chiamati a confrontarsi con i rappresentanti delle altre nazionali europee. 

La squadra maschile schiererà Pietro Andreini e Mario Tinelli nei -60 kg; Federico Ninfo e Alessio De Luca nei -66 kg; Federico Bosis e Fabrizio Esposito nei -73 kg; Manuel Parlati nei -81 kg; Cristiano Mincinesi nei -90 kg; Francesco Basso nei +100 kg.

Per la squadra femminile sono convocate Elena Guarducci e Sofia Mazzola nei -48 kg; Gaia Stella e Alessandra Rocco nei -52 kg; Giulia Carna e Michela Terranova nei -57 kg; Serena Ondei nei -70 kg; Lucia Magli nei -78 kg; Sofia Kubler nei +78 kg.

La rassegna rappresenta un'occasione importante per misurare il livello del judo italiano in una categoria che costituisce un passaggio fondamentale nella formazione dei futuri protagonisti delle competizioni internazionali senior.

INGRESSO GRATUITO E INFORMAZIONI

Tutte le giornate di gara al PalaVesuvio saranno a ingresso gratuito: il pubblico potrà assistere alle competizioni senza necessità di acquistare un biglietto.

Napoli | Il Clubino - Mostra “Gestus”, del pittore vesuviano Ciro Cioffi.

Si terrà martedì 3 novembre 2026 alle ore 17.00, presso Il Clubino, in via Luca Giordano 73, il salotto culturale presieduto da Piera Salerno, l’inaugurazione della mostra “Gestus”, del pittore vesuviano Ciro Cioffi. L’evento sarà curato da Peca-Petrizzo con la direzione artistica del critico d’arte Pasquale Lettieri, docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, da sempre impegnato nella valorizzazione dell’arte come strumento di coscienza, dialogo e identità culturale.

Al dibattito di presentazione, moderato dalla giornalista Letizia Bonelli, interverranno: Giuseppe D’Avanzo, storico dell’arte, Marco Di Capua, storico dell’arte, Pasquale Lettieri, critico d’arte e la scrittrice Clotilde Punzo.

“Nella pittura di Ciro Cioffi – sottolinea il critico d’arte Pasquale Lettieri- ritroviamo sempre collegate l’intelligenza e la testa, dello studium, con l’emozione e il cuore del punctum, perché mancare dell’uno o dell’altro, sarebbe come rimanere in un grande poema incompiuto, in cui tutto il sospeso, si sarebbe mangiata sia la forma che il contenuto, di una esplorazione profonda delle grandi caverne dell’essere, delle intuizioni spaziali del desiderio. Con la sua trama intessuta dei racconti, dei continui, dei cieli, dei campi, dei canti della memoria, del cielo della follia e poi, le stagioni, la guerra e la pace, le tabule, le costellazioni, i fiori, si pone come un testimone attivo, della differenza, di chi non aderisce, ma porta avanti il suo discorso sul colore, nel governo delle passioni e delle emozioni, reclamando uno sfondo per la contemplazione, per un filo diretto con i ricordi, che si fondono con i sogni e danno visibilità ai desideri e alle emozioni, senza le quali tutto rimarrebbe in un’attesa, in un limbo senza fine”.

Ciro Cioffi vive e opera ad Ottaviano, nel cuore del territorio vesuviano, un contesto geologico e culturale che segna profondamente la sua identità e la sua ricerca poetica.

Attivo sulla scena artistica fin dai primi anni Settanta, Cioffi ha attraversato decenni di fermento creativo sviluppando un linguaggio visivo denso e coerente, radicato nella materia, nella storia e nella forza evocativa del paesaggio d’origine. La sua produzione visiva è oggi custodita all’interno di collezioni pubbliche, private e spazi museali.

Parco Archeologico di Pompei | Cordoglio per la scomparsa del Professore Antonio De Simone

La scomparsa del professor Antonio De Simone lascia un vuoto profondo nel mondo dell’archeologia e della cultura, ma soprattutto nella comunità di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo, lavorare al suo fianco e apprendere da lui.

Classe 1948, formatosi alla scuola di Alfonso De Franciscis, archeologo di riconosciuto valore, studioso appassionato e docente universitario, Antonio De Simone ha dedicato la propria vita alla ricerca, alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale, contribuendo a restituire voce e significato a pagine importanti della storia antica.

Il suo nome è profondamente legato a Pompei e al patrimonio archeologico vesuviano, un territorio che ha rappresentato per lui un campo privilegiato di studio, ricerca e impegno professionale.

Le indagini sulle Terme Suburbane, le ricerche nell’area di Moregine e gli studi sulle insulae di via di Nocera testimoniano il suo contributo alla conoscenza della città antica e del territorio che la circonda. Un impegno che si è intrecciato con le ricerche condotte a Ercolano e con gli studi sulla Villa dei Papiri e sulla Villa Augustea di Somma Vesuviana, contribuendo a una lettura sempre più articolata della storia e delle trasformazioni di questo straordinario paesaggio archeologico.

Ancora negli untimi anni grazie all’esperienza di tutta una vita ha coordinato le attività archeologiche di rilevazione dello stato di salute dell’intera città di Pompei al fine di realizzare uno strumento di monitoraggio e programmazione per la tutela e la conservazione del sito nell’immediato futuro.

“Un archeologo sul campo fino alla fine letteralmente - aggiunge il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel- ancora pochi mesi fa camminava tra le case di Pompei, per intere giornate, nell’ambito di un grande progetto di monitoraggio periodico dello stato della conservazione, insieme a un team di giovani professionisti. Aveva un’energia incredibile, sembrava più ragazzo di tutti, instancabile e attento a ogni singolo ambiente dei 13mila da schedare, spinto da una inesauribile curiosità e passione per l’archeologia. La sua scomparsa improvvisa è molto triste per tutti noi e i nostri pensieri vanno alla sua famiglia, alla quale esprimiamo il cordoglio della comunità scientifica e pompeiana.”

Accanto alla competenza scientifica e all’esperienza maturata in tanti anni di attività, resta il ricordo di una qualità altrettanto preziosa: la generosità. Generosità nel trasmettere conoscenze, nel condividere esperienze, nell’accompagnare chi muoveva i primi passi nella professione. Per il professor De Simone, l’archeologia non era soltanto studio e ricerca, ma anche una comunità di persone, un sapere da coltivare insieme e da affidare alle generazioni future.

Sono tanti gli studenti che hanno incontrato in lui un maestro e che oggi, divenuti professionisti e colleghi del Ministero della Cultura, portano avanti il proprio lavoro anche grazie agli insegnamenti ricevuti. Nella loro esperienza, nella loro sensibilità scientifica e nel loro impegno quotidiano per la tutela del patrimonio, continuerà a vivere una parte significativa della sua eredità.

Pompei e il territorio vesuviano restano luoghi in cui riconoscere il valore di questo impegno, lungo tutta una vita.

Alla sua famiglia, ai suoi cari, ai colleghi, agli allievi e a quanti ne hanno condiviso il cammino va il cordoglio e la vicinanza di tutta la comunità scientifica, del Parco Archeologico di Pompei e del Ministero della Cultura. - Pompeii - Parco Archeologico

mercoledì 28 ottobre 2026

DIAPHORÀ – Pittura e fotografia Cinque autori, cinque percorsi, un’unica ricerca

Dal 1° novembre al 1° dicembre, alla Casina Vanvitelliana e nel complesso dell’Ostrichina di Bacoli, un dialogo tra pittura e fotografia nel segno della divergenza, della ricerca interiore e del superamento dell’ego artistico.
Inaugurazione: domenica 1° novembre, ore 18:30
Cinque artisti napoletani, cinque percorsi espressivi autonomi e un confronto che mette al centro la possibilità di guardare oltre la propria identità autoriale. È DIAPHORÀ, dal greco διαφορά, «divergenza», il progetto espositivo che riunisce i pittori Francesco Filippelli, Raffaele Biondi e Laser e i fotografi Nunzio Di Bernardo e Manlio De Pasquale, presso la Casina Vanvitelliana e il complesso adiacente dell’Ostrichina, a Bacoli.
La mostra propone un dialogo tra linguaggi differenti, accomunati da una comune tensione di ricerca, pur nella varietà delle poetiche e delle modalità espressive. Le opere dei cinque autori attraversano territori distinti, restituendo una pluralità di sguardi sul reale, sulla percezione e sull’esperienza umana.
Raffaele Biondi si confronta con la figura e le sue tensioni psicologiche, intrecciando la tradizione figurativa con una sensibilità contemporanea. Francesco Filippelli indaga le trasformazioni della materia pittorica e della percezione, mettendo in discussione la stabilità dell’immagine. Laser combina colore, geometrie e suggestioni della street art, dando vita a personaggi che, dietro maschere e fisionomie singolari, raccontano fragilità, contraddizioni e storie umane.
Sul versante fotografico, Nunzio Di Bernardo esplora le potenzialità narrative dell’immagine e il rapporto tra visione e rappresentazione. Manlio De Pasquale attraversa luoghi e atmosfere attraverso uno sguardo che si muove tra dimensione documentaria e immaginazione, aprendo nuove possibilità di lettura della realtà.
Il filo conduttore della mostra non è la ricerca di un’estetica comune, ma il tentativo di superare l’affermazione dell’ego e la centralità della firma. Pittura e fotografia diventano così strumenti di ascolto, osservazione e ricerca interiore: pratiche attraverso cui l’artista mette in discussione se stesso per lasciare spazio a ciò che va oltre le proprie intenzioni individuali.
In questa prospettiva si inserisce anche il richiamo alla provocazione di Carmelo Bene contro l’artificio retorico della tela bianca: una riflessione sul rapporto tra opera e autore, che invita a superare l’esibizione dell’identità artistica in favore di un’espressione concreta, sincera e libera da sovrastrutture.
DIAPHORÀ non cerca di annullare le differenze, ma le riconosce come condizione essenziale dell’incontro. I cinque percorsi mantengono la propria autonomia e si confrontano senza essere ricondotti a un’unica visione, dando vita a un dialogo aperto tra sensibilità, tecniche e prospettive diverse.
La mostra suggerisce così una riflessione sul senso stesso della creazione artistica: non imporre la propria presenza all’immagine, ma imparare a decentrarsi, lasciando che l’opera acquisti una propria autonomia, oltre la riconoscibilità e la firma di chi l’ha realizzata.
DIAPHORÀ: la divergenza non come distanza, ma come possibilità di conoscenza.
ℹ INFORMAZIONI PER IL PUBBLICO
Inaugurazione: domenica 1° novembre 2026, ore 18:30 Casina Vanvitelliana
🗓 Periodo espositivo: dal 1° novembre al 1° dicembre 2026
Sede: Casina Vanvitelliana e complesso dell’Ostrichina
Indirizzo: Piazza Rossini, 1 – Bacoli (NA)
Orari di apertura:
- Lunedì – giovedì: 14:00–21:00
- Venerdì – domenica: 9:00–21:00 - Centro Ittico Campano

𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐒𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 “𝐁𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞”, 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐝𝐚 𝐌𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐌𝐢𝐜𝐡𝐞𝐥𝐚𝐧𝐠𝐞𝐥𝐨

𝘗𝘢𝘰𝘭𝘰 𝘚𝘪𝘢𝘯𝘪 𝘢 𝘗𝘰𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘢 𝘪 𝘨𝘦𝘯𝘪𝘵𝘰𝘳𝘪 𝘱𝘦𝘳 𝘱𝘳𝘰𝘵𝘦𝘨𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘪 𝘧𝘪𝘨𝘭𝘪 𝘥𝘢𝘪 𝘳𝘪𝘴𝘤𝘩𝘪 𝘥𝘦𝘪 𝘥𝘦𝘷𝘪𝘤𝘦
Un'importante occasione di confronto sul rapporto tra infanzia e nuove tecnologie è in programma per sabato 31 ottobre, alle ore 17,30, presso la libreria "Mio nonno è Michelangelo" in via Ghandi 18 a Pomigliano d'Arco. La serata vedrà come protagonista il noto pediatra e scrittore Paolo Siani, che presenterà il suo ultimo libro “Benessere digitale. Guida all’uso consapevole dei device”, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. L'incontro, pensato come un momento di dialogo aperto in cui il pediatra incontrerà le famiglie per offrire indicazioni su come accompagnare i figli nel mondo virtuale, riducendo al minimo i rischi. Dialogherà con l’autore Maria Carmela Polisi, titolare della libreria.
Benessere digitale, l’uso sempre più precoce e incontrollato degli smartphone sta modificando profondamente la vita quotidiana di bambine, bambini e adolescenti, incidendo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Benessere digitale affronta il tema senza demonizzare la tecnologia, ma proponendo un approccio equilibrato e consapevole, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. Attraverso dati, studi internazionali e osservazioni cliniche, il libro mostra come l’esposizione precoce ai device aumenti il rischio di dipendenze digitali, disturbi del sonno, difficoltà attentive, problemi emotivi e relazionali. Allo stesso tempo, indica strade con- crete per ridurre gli eccessi: ritardare l’uso dello smartphone personale, limitare il tempo di schermo, favorire attività alternative e costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e territorio. La “dieta digitale” non è una rinuncia punitiva, ma una scelta di cura: sottrarre tempo allo schermo per restituirlo alle relazioni, all’ascolto e alla presenza, a beneficio non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti chiamati a essere modelli credibili.
Per promuovere un uso consapevole della tecnologia, è inoltre disponibile e scaricabile un “bugiardino”, una guida pratica all'utilizzo sano del digitale, dal sito web: https://www.gianninispa.it/.../Bugiardino%2006%2008.pdf
Paolo Siani è pediatra e già primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo. 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐦𝐩𝐚