Raccolto nelle dimensioni, ampio nella capacità di accogliere e restituire il teatro. È forse questa la cifra più autentica del Tedér – Teatro del Rimediodi via Flavio Gioia, a pochi passi da piazza Municipio, uno spazio che proprio nei suoi novanta posti ha trovato la misura per avvicinare gli artisti al pubblico, fino a trasformare ogni spettacolo in un incontro quasi privato, un dialogo a tu per tu con interpreti e autori che hanno scritto pagine importanti della scena italiana.
Alla sua terza stagione, il Tedér si presenta così come un luogo ormai accreditato da un pubblico che lo frequenta, lo riconosce e lo ama, confermandosi anche come una preziosa forma di rigenerazione urbana. Dietro questa realtà c’è Veronica Mazza, fondatrice e anima del teatro, forte di una carriera lunga trentacinque anni tra palcoscenico e cinema e di quella determinazione tutta femminile che le ha consentito di vincere un bando della Regione Campania e trasformare una chiesa sconsacrata in uno spazio teatrale. Con queste premesse, Mazza ha costruito un luogo nel quale la qualità dello spettacolo convive con l’innovazione tecnologica, grazie anche a scenografie animate dal video mapping. Il Tedér riparte dunque per il 2026/2027 con la volontà di portare ancora una volta i grandi protagonisti dello spettacolo a stretto contatto con gli spettatori, facendo dialogare suggestioni digitali e memoria, antico e moderno. “Una scena, infinite storie” è il motto affidato a un teatro chiamato a continuare a raccontare la vita. Un cartellone, dove commedia e memoria, impegno civile e cultura napoletana, grandi autori e interpreti della scena contemporanea si incontrano senza smarrire il piacere dello spettacolo. «Ho immaginato il Tedér come una casa aperta alle storie e alle inquietudini del nostro tempo – racconta Veronica Mazza – ma anche al sorriso, alla meraviglia e a quella speciale emozione che nasce quando, nel buio della sala, anche con l’ausilio delle nuove tecniche digitali, una vicenda raccontata da un artista finisce per appartenerci».
- Con il sostegno del Ministero della Cultura, il 14 novembre Tedér affiderà il primo sipario della stagione a “C’era una volta la guerra”, produzione Emergency scritta e diretta da Patrizia Pasqui e interpretata da Mario Spallino. Una scelta che intreccia teatro e impegno civile e che vedrà la partecipazione di Rossella Miccio, presidente dell’associazione umanitaria. Ad accompagnare idealmente l’evento, saranno le parole di pace dell’arcivescovo Mimmo Battaglia, raccolte dalla direttrice artistica Veronica Mazza nella volontà di mantenere il suo spazio aperto come presidio di legalità, cultura e coscienza civile. Il Tedér, aderendo al progetto “Ripudia la Guerra”, accompagnerà inoltre l’intera stagione con una raccolta fondi a sostegno di Emergency Napoli, scegliendo di parlare attraverso il teatro di guerra, povertà, diritti umani, solidarietà e pace.
- Il 5 dicembre ore 21, con “Quotidiane ispirazioni”, scritto e diretto da Giuseppe Miale di Mauro, saranno in scena Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo.
- Il 18 dicembre ore 21 Pino Strabioli, autore insieme a Fabio Masi, sarà protagonista di “Ve ne dico quattro”, omaggio ironico e affettuoso ai grandi protagonisti del teatro e della cultura italiana del Novecento.
- Il 27 dicembre alle ore 18 arriverà “Tony Pagoda”, l’eccentrico cantante napoletano da night nato dalla penna del premio Oscar Paolo Sorrentino, affidato all’interpretazione e alla regia di Iaia Forte.
- Il 9 e 10 gennaio, alle 21 e alle 18, sarà la volta di “Chi sputa ’n cielo ce retorna ’n facce”, scritto da Emma Dante e Carmine Maringola, con Maringola in scena e la regia della stessa Emma Dante, palermitana, autrice e regista tra le voci più originali del teatro contemporaneo, insignita nel 2026 del Leone d’oro alla carriera. Lo spettacolo nasce dalla sua passione per “Lo Cunto de li Cunti” di Giambattista Basile, proseguendo il dialogo con il grande autore napoletano già avviato con «La Scortecata» e «Pupo di zucchero».
- Il 23 gennaio ore 21 Giobbe Covatta riavvolgerà il nastro della propria carriera con “70…Riassunto delle puntate precedenti”.
- Il 13 e 14 febbraio, ore 21 e ore 18, la forza tutta al femminile di Veronica Mazza incontrerà quella del compagno di vita e di scena Eduardo Tartaglia, drammaturgo e attore tra gli artefici del rinnovamento della scena teatrale napoletana. Insieme saranno i protagonisti di “Coppia aperta quasi spalancata”, di Dario Fo e Franca Rame, testo tragicomico sulle contraddizioni della coppia, sulle differenze tra universo maschile e femminile e sull’insofferenza alla monogamia. La regia è affidata a Jacopo Fo, regista, autore e attore, che porta sulla scena una personale sensibilità maturata anche in virtù del particolare rapporto con l’eredità artistica di Fo e Rame, di cui è figlio. Lo spettacolo rientra nelle celebrazioni per il centenario della nascita di Dario Fo, attore, drammaturgo, scrittore e Nobel per la Letteratura, coordinate dalla Fondazione Fo Rame ETS.
- Il 27 febbraio ore 21 Saverio La Ruina sarà autore e interprete de “La Via Del Popolo”.
- Il 13 marzo ore 21, nel solco dei grandi personaggi che arrivano al Tedér, Filippo Dini, direttore artistico della Fondazione Teatro Stabile del Veneto, e Gennaro Di Biase firmeranno e interpreteranno “Metti una sera a Napoli”. Un lavoro che conferma il legame artistico e professionale dell’artista ligure Dini con la città di Napoli e la sua familiarità con la scena partenopea.
- Il 3 aprile Giovanni Ludeno ore 21, interprete e regista, con le musiche di Paolo Polcari e i contributi visivi di Roberto Cyop, porterà in scena “S-ENZ”, dai testi di Enzo Moscato, uno dei padri della Nuova Drammaturgia Napoletana, più volte presente al Tedér per le sue prove.
- Il 17 aprile ore 21 Manuela Mandracchia e Fabio Cocifoglia saranno protagonisti di “Dialoghi da Natalia Ginzburg”, con Marco Minà alla chitarra.
- Il 1° maggio ore 21 Veronica Mazza, autrice e interprete di grande sensibilità e autentica forza scenica, alla sua terza esperienza di one woman show, presenterà “I bicchieri di carta non fanno cin cin”.
- A chiudere la stagione, il 15 maggio ore 21, sarà “Poltrondamore”, con la pluripremiata attrice teatrale e cinematografica Maria Pajato alle prese con il racconto surreale di Alberto Savinio.
Così il Tedér torna a riaffermare il teatro nella sua forma più antica e necessaria: una sala, degli attori, una storia e il pubblico. Novanta posti che permettono di guardare negli occhi chi recita, di ascoltare la parola senza distanza, di sentire il teatro nascere a pochi passi da sé.
Per la stagione 2026/2027 il Teatro Tedér rinnova il suo patto con il pubblico con due formule di abbonamento acquistabili sulla piattaforma ETES, da 13 e 8 spettacoli, per trasformare il teatro da serata da scegliere in un’abitudine da custodire, spettacolo dopo spettacolo.





