Vetrina Vesuvio

mercoledì 1 aprile 2026

Somma Vesuviana | Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico

Una mattinata di profonda emozione e cittadinanza attiva quella vissuta oggi presso l’Hub-Side, lo spazio della Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. Al centro dell’evento, la presentazione del progetto “Una Via Crucis in Vico Lentini”: un percorso di quattordici bassorilievi nato dalla sinergia tra l’Istituto Superiore “Caravaggio” di San Gennaro Vesuviano e l’associazione “Amici del Casamale”, con il prezioso sostegno dell’azienda F.lli Ciampa srl.

Il valore del “Noi” contro l’individualismo

L’incontro è stato aperto da Salvatore Aliperta, presidente dell’associazione “Amici del Casamale”, che nei saluti di rito ha rivolto un ringraziamento corale ai parroci, ai soci e, soprattutto, agli studenti del “Caravaggio” per l’impegno profuso nella riqualificazione del vico.

L’intervento di Giuseppe Ciampa, sponsor e membro dell’associazione, che ha spostato il focus sull’importanza del legame sociale:

“Viviamo in un mondo che ci spinge all’indipendenza estrema e al pensiero fisso su se stessi. Dobbiamo invece ricordare che siamo parte di una comunità, la quale cresce solo grazie al contributo che ognuno di noi decide di apportare.”

Un concetto ripreso con forza dal Professor De Simone, storico del territorio, che ha esortato i giovani artisti a farsi custodi della bellezza: “Coltivate e preservate l’arte, perché è l’unico strumento capace di dare un’anima vera al territorio”.

Il talento degli studenti e la forza del riscatto

La Dirigente Scolastica, Annarita Cortese, ha espresso grande orgoglio per il lavoro svolto da studenti e professori, sottolineando il valore educativo di un progetto che esce dalle aule per farsi “strada”. Il racconto tecnico è stato affidato al Professor Marco Domestico, responsabile delle riprese video, che ha illustrato le fasi realizzative evidenziando come gli alunni abbiano operato in totale autonomia, dimostrando maturità e competenza tecnica.

L’anima creativa del progetto, il Professor Vincenzo De Luca, ha spiegato la filosofia dietro la scelta dei bassorilievi: l’arte come antidoto al degrado.

“L’arte in Vico Lentini rimarrà nel tempo,” ha dichiarato De Luca, “ma serve la coscienza di tutti per far rivivere i luoghi e sottrarli all’abbandono che purtroppo oggi li caratterizza.”

Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico

Un momento di grande impatto emotivo è stato la proiezione del video di presentazione, che ha mostrato il “prima e dopo” del vico: un contrasto netto che ha reso tangibile il miracolo della riqualificazione operata dai ragazzi.

A conclusione della presentazione, dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dal parroco Don Nicola De Siena, i partecipanti si sono spostati in processione verso Vico Lentini. Qui, tra le mura antiche del borgo, sono state ufficialmente inaugurate le 14 stazioni della Via Crucis, trasformando il vicolo in un sentiero di fede e civiltà che da oggi è ufficialmente restituito alla comunità di Somma Vesuviana.

Comunicato Stampa

Si intitola “Pedine” la mostra personale di Gioia Caliendo, in programma dal 10 al 24 aprile allo Spazio 57 Art Gallery di Napoli

Venti opere tra tele e sculture per raccontare il rapporto tra identità e immagine sociale. Si intitola “Pedine” la mostra personale di Gioia Caliendo, in programma dal 10 al 24 aprile allo Spazio 57 Art Gallery di Napoli, in via Chiatamone 57. Il vernissage è fissato per il 10 aprile alle 18. L’esposizione è curata da Ferdinando Sorrentino.

Pittrice e scultrice, originaria di San Giuseppe Vesuviano e residente a Palma Campania, Caliendo è laureata in Arti visive all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca ruota attorno alla figura dell’“omino”, elemento ricorrente della sua produzione, attraverso cui l’artista affronta temi come l’Anima sensibile, connessioni umane e condizione umana.

La mostra raccoglie 20 lavori, 18 tele ad olio e 2 sculture, e sviluppa un percorso costruito sul delicato equilibrio tra autenticità e maschera sociale. Il titolo richiama l’idea dell’individuo come pedina dentro uno scacchiere fatto di regole implicite, aspettative e convenzioni. Un impianto concettuale che Ferdinando Sorrentino accompagna in chiave curatoriale valorizzando il nucleo più riconoscibile del progetto e il messaggio delle opere.

Tra i nuclei centrali dell’esposizione ci sono le tele dedicate al tema dell’iceberg, metafora del sé nascosto, e le due sculture “L’Anima” e “Lo scudo”, quest’ultima incentrata sul rapporto tra individuo e maschera sociale.

Per Gioia Caliendo, già presente in mostre personali, collettive e rassegne del territorio, “Pedine” rappresenta un nuovo passaggio del suo percorso artistico, confermando una cifra espressiva riconoscibile tra pittura e scultura.

Orari di apertura: martedì-venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 10.30 alle 19. Domenica, lunedì e festivi chiuso. -  Gioia Caliendo - 

martedì 31 marzo 2026

Vedi Napoli e poi Mangia. Ecco gli appuntamenti dal 3 al 6 aprile

Dopo i primi cinque appuntamenti sold out, tra sapori della tradizione enogastronomica napoletana e performance musicali, prosegue la quarta edizione di “Vedi Napoli e poi Mangia”, rassegna ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli. Direzione artistica e curatela scientifica dell’antropologo Marino Niola. Tutti gli eventi sono gratuiti. Per partecipare agli appuntamenti è necessaria la prenotazione su eventbrite. 

  • Venerdì 3 aprile, alle 11:00, appuntamento al Teatro Trianon Viviani, in piazza Vincenzo Calenda 9, con l’evento “Marinara con le alici. La pizza venuta dal mare”A raccontare la storia della pizza saranno Luciano Pignataro e Alessandro Condurro. Dopo il racconto, i partecipanti potranno scoprire il sapore della pizza protagonista dell’incontro a cura dello chef Antonio Falco. Performance musicale: Lalla Esposito e Massimo Masiello in “Nu poco ’e basilico, nu sguard’ annammurato”
  • Sabato 4 aprile, alle 11.00, al Circolo Canottieri Napoli, in via Molosiglio 1, ci sarà “La graffa. L’ombelico della sirena” con Santa Di Salvo e Paolo Popoli e lo chef Mattia Postiglione. Performance musicale: Marina Bruno e Giuseppe Di Capua in “Mare Nostrum”
  • Domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile, alle 11:00, appuntamento nell’antica Chiesa San Francesco delle Monache, in via Santa Chiara 10. Domenica, l’antropologa Elisabetta Moro racconterà “Il Casatiello Il gusto pieno della Pasqua” e la degustazione sarà a cura della chef Alfonsina Ambrosi De Magistris. Performance musicale: Fiorenza Calogero e Marcello Vitale in “Partenope, canto antico”Sabato, “Migliaccio dolce. Il sapore sottile dell’infanzia” con Mariangela Bianco e la chef Bianca Ambrosi De Magistris. Performance musicale: Aurora Giglio e Vittorio Cataldi in “Chiammateme Clery!”
  • Programma completo sul sito del Comune di Napolihttps://www.comune.napoli.it/novita/vedi-napoli-e-poi-mangia-2026/

    SERVIZI

    I 4 infopoint turistici in Piazza Plebiscito (angolo via Cesario Console), Piazza del Gesù, Via Morghen e Molo Angioino sono aperti tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00. In Piazza del Gesù, bagni autopulenti, dotati di smart technology con accesso ai diversamente abili e fasciatoio in dotazione in funzione tutti i giorni dalle 9:00 alle 21:00.

Edoardo Bennato è pronto a salpare con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento

ùEdoardo Bennato è pronto a salpare: il “pirata del rock” sarà nelle più belle arene d’Italia con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento, accompagnato dalla sua Be-Band e dal quartetto d’archi Quartetto Flegreo

L’artista, tra i più eclettici e sovversivi della musica italiana, 

  • si esibirà il 6 luglio in Piazza San Marco a Venezia (anche con l’Orchestra Sinfonica veneziana del Maestro Diego Basso) in occasione del Festival della Bellezza, 
  • il 20 luglio al Circo Massimo a Roma
  • il 3 settembre al Parco di Serravalle di Empoli (FI) 
  • il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei (NA).

I biglietti di “Quando sarò grande” sono disponibili su www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

Da sempre allergico e insofferente a ogni etichetta e restrizione, Edoardo Bennato è un pensatore libero, la voce di chi non vuole essere un “burattino” e si ribella; è il capitano del rock and blues italiano, spaziando tra folk, punk, pop, un vero genio della sperimentazione artistica. Ha scritto e composto capolavori che non hanno eguali, che fanno parte di un repertorio che anticipa i tempi e le tendenze. Con la sua musica, Bennato si è sempre dimostrato controcorrente e pungente, visionario e avanguardista, rompendo schemi e convenzioni. Nei quattro show di “Quando sarò grande”, concerti che si preannunciano come eventi senza precedenti, l’artista festeggerà con il suo pubblico cantando i brani capolavoro della sua discografia, diventati pietre miliari della musica italiana e che continuano a restare di attualità, a raccontare il giorno d’oggi e di domani.

I suoi concerti hanno sempre qualcosa di incredibile, diventando eventi storici. Basti pensare al luglio del 1980, quando si è esibito in 15 stadi di seguito nel giro di un mese: non era mai successo prima nella storia della musica italiana.

Il nome del tour “Quando sarò grande” prende ispirazione da una delle più belle canzoni di Bennato, “Quando sarai grande”, pubblicata nel 1977 e che chiude lo straordinario concept album “Burattino senza fili”.

È la difficoltà di crescere, di entrare nei meccanismi della vita moderna, abbandonando man mano quella purezza, spensieratezza, ingenuità sana e libertà che hanno i bambini. Una critica alla società che non prende sul serio i giovani, i ragazzi che hanno in mano le chiavi del futuro del mondo.

Edoardo ancora oggi non ci sta, non è nel mondo dei grandi. È un eterno Peter Pan che non si è mai arreso e che vive la sua vita come una costante rivoluzione. Con “Quando sarò grande”, l’artista vuole divertirsi, raccontare da persona libera in grado di scegliere, sognare e ribellarsi, di cantare il mondo senza filtri e senza i fili di nessun burattinaio, insieme alla sua Be-Band e al suo quartetto d’archi, lo storico “Quartetto Flegreo”.  Rinnegato. Vita e canzonette di Edoardo Bennato

Napoli ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2027

Napoli ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2027. Il progetto è promosso congiuntamente da Comune di Napoli, CSV Napoli, Caritas Diocesana di Napoli e Forum del Terzo Settore Campania, che hanno formalizzato una proposta unitaria fondata sulla valorizzazione del capitale civico del territorio. Il bando di Capitale italiana del Volontariato è stato diffuso da CSVnet in collaborazione con ANCI e in partenariato con Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana, al fine di individuare ogni anno la città capace di rappresentare il ruolo del volontariato nelle politiche di coesione sociale e sviluppo locale. Napoli arriva a questa candidatura con numeri e contenuti che raccontano una realtà unica: circa 11mila istituzioni non profit stimate nell’area metropolitana, più di 4.400 enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e 68mila volontari attivi, un patrimonio umano e sociale che rappresenta una vera infrastruttura civica della città. In un contesto segnato da criticità importanti – dalla disoccupazione alle fragilità educative, fino all’alto tasso di NEET – il volontariato a Napoli diventa, dunque, una risorsa fondamentale: tiene insieme i territori, rigenera spazi, costruisce comunità. Da qui nasce il cuore della proposta: “Napoli 2027 – Ecosistema Vulcanico del Bene”, un modello che trasforma l’energia sociale della città in un sistema organizzato, capace di mettere in rete istituzioni, scuole, università, imprese e Terzo settore in una visione condivisa.

Il programma si basa su quattro assi strategici – giovani, inclusione, sostenibilità, innovazione sociale – con grandi eventi, iniziative territoriali e il coinvolgimento diretto di centinaia di enti e migliaia di volontari, in una programmazione distribuita lungo l’intero anno. Un progetto ambizioso che punta a superare la frammentazione e a costruire un’infrastruttura stabile di collaborazione, fondata su amministrazione condivisa, corresponsabilità e innovazione sociale.

“Napoli parte da una base reale e consolidata: una comunità ampia, organizzata e capace di attivarsi ogni giorno. Il valore della candidatura sta proprio in questa visione: Napoli non chiede il titolo come premio, ma come riconoscimento di una storia già in atto. Una città dove la cultura del dono è quotidiana, dove la solidarietà è pratica diffusa, dove la comunità rappresenta una risposta concreta alle disuguaglianze”, dichiara Umberto Cristadoro, presidente del CSV Napoli.

L’Amministrazione comunale di Napoli appoggia questa candidatura consapevole dell’importanza di avere una forte rete sociale sul territorio e una storia di grande capacità di solidarietà.

“Il volontariato è una componente fondamentale del sistema di welfare territoriale. La candidatura di Napoli nasce da un percorso condiviso che mette al centro la collaborazione tra enti, reti associative e comunità locali, con l’obiettivo di costruire risposte sempre più integrate ai bisogni delle persone”, sottolinea Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum del Terzo Settore Campania.

“Attraverso la Caritas, ogni giorno incontriamo le fragilità e le speranze delle persone. Questa candidatura è un segno concreto di una città che sceglie di prendersi cura, di non lasciare indietro nessuno e di costruire comunità partendo dagli ultimi”, evidenzia suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas Diocesana di Napoli.

La candidatura punta a costruire un sistema territoriale integrato, capace di connettere politiche pubbliche e iniziativa civica, con un impatto esteso all’intera area metropolitana e una prospettiva di sviluppo nel medio-lungo periodo.

lunedì 30 marzo 2026

Napoli dall’alto: inaugurato il nuovo percorso panoramico “500 Cupole sui tetti del Duomo”

Si è tenuta presso la Cattedrale di Napoli, l’inaugurazione ufficiale di “500 Cupole sui tetti del Duomo”, il nuovo percorso panoramico che permette a cittadini e turisti di ammirare la città da una delle sue prospettive più suggestive e storiche. L'iniziativa, promossa dal MUDD (Museo Diocesano Napoli) e sostenuta da una rete di partner tra cui la Fondazione Napoli C'entro e la Fondazione Con il Sud, segna un passo fondamentale nella valorizzazione del patrimonio architettonico e spirituale del capoluogo campano.

L'evento e gli interventi

La cerimonia ha visto la partecipazione delle massime autorità cittadine e regionali. Dopo il taglio del nastro, il pubblico ha potuto beneficiare di una visita gratuita lungo i camminamenti della Cattedrale, godendo di una vista che spazia dal Vesuvio al centro storico, punteggiato dalle celebri cupole napoletane.

Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato l'importanza dell'opera: "Oggi non inauguriamo solo un percorso turistico, ma restituiamo alla città un pezzo della sua anima. Guardare Napoli dai tetti del suo Duomo significa comprendere la stratificazione culturale e la bellezza complessa che ci circonda. Questo progetto è l'esempio di come la sinergia tra istituzioni, Fondazioni e la Diocesi possa generare valore per il territorio, favorendo un turismo di qualità e una maggiore consapevolezza della nostra identità."

«Oggi la città di Napoli – sottolinea il Cardinale don Mimmo Battaglia - riceve un dono dai giovani del Museo Diocesano Diffuso, il MUDD: la possibilità di fruire della bellezza di Napoli da una prospettiva diversa, quella che è possibile vedere dai tetti del Duomo. Sarà un luogo di contemplazione che diventa un invito per quanti vi saliranno a ragionare dal tetto in su, perché le quasi 500 chiese del Centro Storico rappresentano il segno che a Napoli Dio è sempre un vicino di casa, uno che ti abita accanto. La città dall'alto si mostra come un luogo di ferite e speranze, sfide raccolte da enti ecclesiastici, istituzioni pubbliche, fondazioni ed enti del Terzo Settore che insieme costruiscono la rete del bene comune orientata dalla sua storia di fede».

All'incontro sono intervenuti anche: 

  • Roberto Fico, Presidente Regione Campania; 
  • Vincenzo Porzio, Direttore Fondazione Napoli C’entro; 
  • Stefano Consiglio, Presidente Fondazione Con il Sud; 
  • Noemi Cangiano, Coop. La Sorte, MUDD; 
  • S.E. Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli.

Informazioni sul percorso

A partire dall 31 marzo 2026 – la visita sarà disponibile ogni giorno, dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 17.00, su prenotazione attraverso i siti ufficiali duomonapoli.it e muddnapoli.it

Il costo del ticket è Intero – 10,00 € / 

Studenti – 8,00 € / 

Under 16 – 6,00 € / 

Under 6 – 0 €.

I residenti nel Comune di Napoli potranno accedere gratuitamente prenotando sul sito del MUDD la tariffa dedicata, fino ad esaurimento posti. Sarà infatti riservata una percentuale dei posti della giornata all’accesso gratuito. -  MUDD - Museo Diocesano Diffuso Napoli

Napoli riscopre le sue origini: al via il recupero della storica Fonte Acqua Ferrosa del Chiatamone

La Giunta Comunale, su proposta degli Assessori alle Infrastrutture, alla Mobilità e alla Protezione Civile, Edoardo Cosenza e al Bilancio con delega al Patrimonio Pierpaolo Baretta, ha approvato una delibera per il recupero e la valorizzazione della fonte sorgiva del Chiatamone, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza e ai visitatori un sito di inestimabile valore storico, culturale e simbolico.

L’immobile, in via Chiatamone 51, ospita l'antica "Sorgente Acqua Ferrosa". Le fonti, che sgorgano ai piedi del Monte Echia, rappresentano una delle ragioni storiche della fondazione del primo insediamento greco di Parthenope-Palepolis. Sfruttate dall'antichità fino agli anni Settanta del secolo scorso, le acque ferrose del Chiatamone torneranno a essere fruibili grazie a un piano di attività preliminari di riqualificazione.

L’Assessore al Patrimonio, Pier Paolo Baretta, ha dichiarato: " Questo intervento si inserisce pienamente nel nostro indirizzo generale di valorizzazione e riqualificazione sociale e culturale del patrimonio comunale. Non stiamo solo recuperando un immobile, ma stiamo riappropriandoci di un pezzo fondamentale dell'identità di Napoli. La fonte del Chiatamone è un simbolo della genesi della nostra città e la nostra priorità è garantirne finalmente la pubblica fruizione".

L’Assessore alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, ha aggiunto: " Il recupero tecnico delle storiche fonti del Chiatamone è un'attività complessa. La struttura necessita di interventi mirati per tornare a essere accessibile in sicurezza. Lavoriamo per trasformare un sito storico, alla base della fondazione greca di Parthenope, rimasto chiuso per decenni in stato praticamente di abbandono, in un nuovo punto di riferimento per il turismo culturale e per il benessere dei cittadini. Preliminarmente occorrono specifiche attività di studio, ivi compresi sondaggi, il prelievo e l’analisi delle acque al fine di confermare sistematicamente quanto già testato negli scorsi mesi e cioè l la bontà  delle caratteristiche fisiche, chimiche e batteriologiche.

Per queste attività, l’Amministrazione ha individuato in ABC Napoli il soggetto più adeguato: in qualità di braccio operativo del Comune per tutto ciò che riguarda il servizio idrico, e grazie al proprio laboratorio interno accreditato e alle competenze tecnico-scientifiche, ABC avrà un ruolo centrale nelle indagini preliminari. Si occuperà delle analisi necessarie al recupero delle autorizzazioni ministeriali e regionali, delle attività istruttorie tecnico-amministrative e della progettazione degli interventi finalizzati a garantire la piena sicurezza idrogeologica del sito, contribuendo così a definire le future modalità di tutela, utilizzo e valorizzazione della fonte.”