Vetrina Vesuvio

venerdì 28 agosto 2026

Napoli | “La Notte della Tammorra” quest’anno rende un particolare omaggio a Roberto De Simone.

Napoli si prepara alla XXIV edizione de “La Notte della Tammorra”, il più grande festival di musica e cultura popolare della Campania. L’evento, che chiude il cartellone di “Estate a Napoli 2026”, è promosso e finanziato dal Comune di Napoli, nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica”, e quest’anno rende un particolare omaggio a Roberto De Simone.

La manifestazione si svolge l’11 e il 12 settembre nella storica cornice di Piazza Mercato, luogo che negli ultimi anni è diventato la casa del festival e che rappresenta un simbolo identitario per artisti e pubblico. Uno degli scenari più suggestivi e carichi di storia della città, che accoglie le danze e i suoni della tradizione popolare in un abbraccio ideale tra passato e presente.

A curare la direzione artistica è ancora una volta Carlo Faiello, figura centrale nel panorama musicale partenopeo. Diplomato in contrabbasso al Conservatorio di San Pietro a Majella, è stato componente storico della Nuova Compagnia di Canto Popolare, collaborando proprio con Roberto De Simone e partecipando a opere leggendarie come “La gatta Cenerentola”. Come autore, ha firmato brani per grandi interpreti come Roberto Murolo e Lina Sastri, vincendo il Premio della Critica al Festival di Sanremo con il brano “Pe’ dispietto”. Con le sue “Danze di Dioniso” ha portato i suoni della tradizione campana nei più importanti festival europei, confermando la sua vocazione di ricercatore e divulgatore della cultura immateriale.

Nata nel 2001, “La Notte della Tammorra” si ispira all’antica festa di Comiziano (‘a Notte de’ Tammorre) in onore di San Severino, riprendendo i vecchi raduni spontanei della Campania Felix legati ai culti della terra, ai pellegrinaggi e al solstizio. La manifestazione è un unicum nel panorama del sud Italia per la sua capacità di raccontare la tradizione popolare nella sua autenticità, risultando tra le più longeve del circuito campano e meridionale.

Al centro della festa c’è la tammorra, il tamburo a cornice simbolo di antichi rituali di corteggiamento e lavoro, e la tammurriata, una danza circolare dai passi liberatori tramandata dai vecchi maestri. Il festival non è solo un momento di spettacolo, ma un laboratorio culturale che promuove l’incontro tra le “paranze” (gruppi di suonatori) e i cantori, dando vita a un cerchio magico dove storie antiche e cultura millenaria si fondono con le nuove generazioni di artisti. L’evento offre uno spazio adeguato a tanti giovani talenti, favorendo un passaggio di consegne artistico che garantisce la continuità e la diffusione di questo patrimonio immateriale. Musica, canto e danza diventano così strumenti vivi per tramandare e diffondere la cultura tra la gente.

La XXIV edizione si articola in due serate concertistiche di grande richiamo, anticipate da un ricco programma di laboratori gratuiti.

I CONCERTI

11 settembre – “La notte dei tamburi di Napoli”

12 settembre – “Omaggio a Roberto De Simone: la tradizione in Campania”

Entrambi i concerti hanno inizio alle ore 20:30 con ingresso gratuito. Sul palco allestito in Piazza Mercato si alternano alcuni dei più importanti esponenti della musica folkloristica napoletana e nuovi artisti. Il cast comprende nomi del calibro di Lina Sastri, Flo, Tony Esposito, Ciccio Merolla, Maurizio Capone, Ars Nova Napoli, insieme con Biagio De Prisco (La Voce della Tradizione) e le storiche paranze come la Paranza di Giugliano, la Paranza ‘O Lione, la Paranza di Terzigno e la Paranza dei Monti Lattari. Non mancano le tradizioni regionali con le tarantelle di Montemarano, Cilento, Gargano e Carpino. Le serate sono arricchite dalle performance di artisti come Fiorenza Calogero, Simona Boo, Irene Scarpato (Suonno d’ajere), Marianita Carfora, Greg Rega, Denise Di Maria, Tony Cercola, Gennaro Tesone (Alma Megretta) e Lavinia Mancusi, che rappresentano il ponte ideale tra tradizione e innovazione.

I LABORATORI

Per avvicinare il pubblico alla cultura della tammorra, dal 7 al 10 settembre presso la sede della Fondazione Il Canto di Virgilio, in via Santa Chiara 10/c, e l’11 e il 12 settembre ancora in Piazza Mercato, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, si svolgono sei laboratori dedicati alle danze popolari e ai tamburi a cornice, in attesa dei concerti serali. La partecipazione ai laboratori è gratuita e non è necessaria alcuna prenotazione.

Napoli | È GRANDE ESSERE PICCOLI, la rassegna di teatro, musica e circo contemporaneo

Prenderà il via l' 11 settembre È GRANDE ESSERE PICCOLI, la rassegna di teatro, musica e circo contemporaneo promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli nell'ambito della programmazione culturale 2026/2027, a cura di Casa del Contemporaneo, in collaborazione con Mostra d'Oltremare, Teatro dei Piccoli, i Teatrini e Progetto Sonora.

È GRANDE ESSERE PICCOLI rientra tra i 55 progetti selezionati attraverso la Linea d’azione 2 del bando Cultura Napoli 2026, per animare tutte le Municipalità cittadine fino al mese di marzo del 2027. Si tratta di un programma diffuso e multidisciplinare fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, che conferma il ruolo della cultura come leva strategica di crescita, inclusione e valorizzazione del territorio. Con questo piano, che prevede un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, l’Amministrazione comunale sostiene la qualità progettuale, rafforza il protagonismo degli operatori culturali e promuove una programmazione capace di coniugare patrimonio e innovazione.

In programma tra settembre e ottobre, la manifestazione anticipa la nuova stagione del Teatro dei Piccoli con un progetto speciale che, prima dell'avvio della consueta programmazione dedicata all'infanzia e alle nuove generazioni, ne amplia l'offerta trasformando gli spazi del teatro e dei giardini della Mostra d'Oltremare in un luogo di incontro tra spettacolo, musica, circo contemporaneo, laboratori e interazione. Un percorso che rafforza il ruolo del Teatro dei Piccoli come presidio culturale permanente, spazio di formazione e hub creativo aperto alla città.

La rassegna si aprirà venerdì 11 settembre nel centro storico di Napoli con Bubble Risciò, la "sound machine"di bolle di sapone ideata da Michele Cafaggi (Studio Ta-daa!, Milano), in replica il giorno successivo nelle aree pedonali della Municipalità X. Dal pomeriggio del 12 settembre prenderà il via la programmazione al Teatro dei Piccoli con appuntamenti nei weekend fino al 25 ottobre.

L'inaugurazione sarà una festa tra clownerie, bolle di sapone, teatro-circo e sperimentazione musicale con Fish&Bubble di Michele Cafaggi, CircoLetto de La Baracca dei Buffoni (Arzano) e il concerto per l'infanzia di Progetto Sonora.

Il cartellone ospiterà inoltre il Giro della Piazza della compagnia Madame Rebinè (Pordenone), dedicato ai campioni del ciclismo Bartali, Coppi e Pantani e ai temi della mobilità sostenibile; il concerto della Sonora Junior Sax, con settanta giovanissimi sassofonisti; Una merenda da paura di Teatrop (Lamezia Terme/Catanzaro); Le Voci Umane dell'ensemble Orfeo Futuro (Bari), esperienza tra musica antica, elettronica e le parole di Pasolini e Calvino; il concerto del brillante chitarrista emergente Nino D’amico; il teatro di animali di fuoco Circo Cerini di Creme&Brulè Show (Roma); Le Favole della Saggezza de i Teatrini; lo spettacolo itinerante Incontri ravvicinati con il popolo del bosco – Elfolandia della Compagnia degli Sbuffi (Castellammare di Stabia); i concerti per l'infanzia del Sonora Chamber Ensemble e, in chiusura, Vesumeus – Antidotum Tarantulae, dedicato al patrimonio musicale della Napoli medievale e rinascimentale.

Accanto agli spettacoli sono previsti laboratori di lettura e scrittura creative e percorsi di sperimentazione musicale oltre ad attività teatrali dedicate alla costruzione di maschere e burattini che, in alcune giornate, anticiperanno gli spettacoli.

Il programma è suscettibile di variazioni. Biglietto d'ingresso 5 euro. Appuntamenti ore 17:00, 19:00 e 20:00. Aggiornamenti e calendario completo saranno disponibili sui siti casadelcontemporaneo.it e teatrodeipiccoli.it e relative pagine social.

giovedì 27 agosto 2026

Marco Melito “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari” - Wojtek Edizioni,

Giovanni Sgammato, Marcello Colasurdo, Cicetto Guadagno, Tonino ‘o Stocco. Gli appassionati di tradizioni popolari vesuviane avranno sentito centinaia di volte i loro nomi. Sono loro, insieme a tanti altri, infatti, ad aver mantenuto in vita i rituali, i canti e i suoni legati alle tradizioni popolari contadine di Pomigliano d’Arco. Le loro storie, i loro racconti e tutte le tradizioni sono finiti in “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari”, il primo libro di Marco Melito, studioso e ricercatore del folklore locale che, insieme all’associazione culturale ‘A Sunagliera, tutela e diffonde il patrimonio culturale immateriale dei territori alle falde del Monte Somma. Edito da Wojtek Edizioni, che pubblica autori come Cartarescu, Moresco e Savarese, il volume di Melito è un vero e proprio calendario delle tradizioni popolari: dai celebri “fucaroni” in onore di Sant’Antuono ai rituali e canti contadini del periodo natalizio, passando per il Carnevale Popolare pomiglianese (riconosciuto come Patrimonio Immateriale della Regione Campania secondo le normative Unesco, grazie proprio al lavoro di Melito e della Sunagliera), la Quaresima, le feste per la raccolta del grano, dei pomodori e dell’uva. Per ognuna di esse, si analizzano le origini, a partire dall’Antica Grecia e dall’Antica Roma, e i significati espliciti e nascosti.

«La storia di questo libro è lunga» racconta l’autore, «e anche parecchio travagliata. Ho iniziato a scrivere qualche giorno prima che venisse a mancare Marcello Colasurdo, uno dei miei maestri di tradizioni popolari. Quindi, poi, c’è stata una seria pausa. Quando l’ho terminato, mesi dopo, ho chiesto all’amministrazione comunale di sostenere le spese per la pubblicazione. In un primo momento c’è stato il sostegno, venuto poi a mancare per motivi sconosciuti, ma da quel momento l’associazione di cui faccio parte è costante vittima di boicottaggio da parte dell’ente. Comunque, Wojtek ha poi letto il lavoro e l’ha ritenuto meritevole di rientrare nella sua collana dedicata proprio a Pomigliano e agli autori locali».

Il volume raccoglie canzoni, testi del teatro popolare, strofe di tammurriata (la musica, il canto e il ballo tipico della Campania), racconti della cultura popolare, tramandati oralmente per decenni e, in alcuni casi, addirittura secoli. Parlando proprio dei racconti, o cunti, popolari, ben dodici sono stati raccolti da Vittorio Imbriani e hanno avuto una diffusione più ampia. Melito ha, invece, recuperato altri tre racconti che rischiavano di essere dimenticati: i primi due sono stati stampati in pochissime copie, il terzo è stato ricostruito da un attento confronto con racconti popolari scandinavi, tedeschi, pugliesi e siciliani, e recuperato dalla memoria di Tonino ‘o Stocco, cantore e costruttore artigiano di tammorre, i tamburi campani che accompagnano appunto la tammurriata.

«Ascoltare, con umiltà, educazione e rispetto, i più anziani condividere le proprie storie e le proprie esperienze» aggiunge Melito, «è un vero e proprio onore. Entrare nella vita delle persone e delle loro famiglie va fatto con passo lento e gentile. Loro affidano a te i propri ricordi e le proprie emozioni. Tu hai solo il compito, per così dire, di riportarli su carta, mantenendoli veri e autentici, anche se talvolta possono sembrare rudi. Parliamo di altri tempi, un’altra società e un’altra socialità, un altro stile di vita, altre educazioni».

“Un’eredità nelle mani dei più giovani” è il sottotitolo del libro e, già dalle prime pagine, si capisce che questo lavoro è rivolto soprattutto a loro che, con responsabilità, ereditano il compito di mantenere vive le tradizioni popolari, anche e soprattutto sfruttando le nuove conoscenze e i nuovi mezzi di tutela e diffusione. Infine, ad impreziosire un lavoro già completo e basato su oltre venticinque anni di ricerca ed esperienza personale sul campo, c’è la prefazione curata da Giovanni Vacca, etnomusicologo e docente presso l’Università Roma Tre, nella quale si ricostruisce il contesto storico e culturale in cui Pomigliano d’Arco ha riconosciuto il profondo legame con quelle stesse tradizioni raccontate in queste pagine.

“Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari”, che sarà ufficialmente presentato al pubblico il 3 settembre, al Flip Festival al Palazzo Lancellotti di Durazzo a Casalnuovo, può essere acquistato presso la libreria dell’editore, Wojtek Libreria, in Piazza Leone a Pomigliano d’Arco.

Biografia di Marco Melito

Marco Melito nasce a Nola, nel maggio del 1991. All’età di nove anni, conosce Giovanni Sgammato e si avvicina al mondo delle tradizioni popolari locale. Negli anni, continua lo studio e una personale ricerca, anche grazie ai racconti del padre. Anni dopo, un nuovo incontro con Giovanni Sgammato si trasforma nel suo ingresso nell’associazione culturale ‘a Sunagliera. Da quel momento, inizia a frequentare maggiormente le feste popolari, incontrando i maggiori esponenti della musica e della cultura popolare. Entra a far parte della Paranza r’o Lione, di Scafati, e poi nella Paranza d’Ognundo, di Somma Vesuviana, esperienze che gli permettono di approfondire i propri studi e le proprie ricerche. “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari” è il suo primo lavoro edito.

Pisapia & Gruppo Smeraldo | “Le melodie dell’anima napoletana”, ovvero “Racconti e segreti della canzone classica napoletana”

Sabato 29 agosto 2026, a partire dalle ore 20 le storiche mura del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (piazza Santa Maria La Nova, 44 – Napoli) si accenderanno per ospitare il nuovo e attesissimo live di Pisapia & Gruppo Smeraldo. La serata si preannuncia come un evento unico nel suo genere, capace di trasformare la tradizione in un racconto vivo, dinamico e fortemente suggestivo. Il concerto sarà un vero e proprio viaggio sentimentale tra le più celebri pagine musicali dell’’800 e del ‘900 napoletano, capolavori immortali che continuano a incantare le platee di tutto il mondo.Il fulcro della serata sarà la voce profonda ed evocativa di Gennaro Pisapia, sostenuta dal talento dei musicisti del Gruppo Smeraldo. L’ensemble, noto per la sua capacità di tessere trame sonore eleganti e raffinate, vedrà sul palco: Giuseppe Carannante (clarinetto); Michele Cordova(chitarra); Alessandro Pignalosa (mandolino); Francopaolo Perreca (sax soprano e percussioni) e Mario Carannante (violoncello e basso).

La rassegna musicale non si ferma qui: dopo la data di agosto, il viaggio di Pisapia & Gruppo Smeraldo proseguirà con un nuovo appuntamento già fissato per il 27 settembre 2026.

E’ inoltre in programmazione l’allestimento del nuovo spettacolo teatrale dal titolo “Le melodie dell’anima napoletana”, ovvero “Racconti e segreti della canzone classica napoletana”. “Sarà un viaggio attraverso storia, racconti e aneddoti della canzone classica napoletana – afferma Gennaro Pisapia – il concerto sarà impreziosito da una scenografia attraverso la quale gli spettatori saranno proiettati nella storia e la vita dell’800 e ‘900 napoletano, incontrando poeti e compositori che hanno dato vita alla nostra musica e lingua napoletana. Seguiteci sui social #pisapiaofficial e #stabiledellacanzone napoletana e vi daremo aggiornamenti su date e luoghi teatrali dove lo spettacolo sarà in scena. Naturalmente, senza trascurare la nostra missione della Stabile Napoletana, con uno o due spettacoli al mese nelle strutture museali di Napoli”. Per info e prenotazioni contattare il 3791777405 oppure acquistare direttamente il biglietto su Azzuzzo service seguendo il link

👇🏻https://www.azzurroservice.net/.../pisapia-gruppo.../ -  Stabile Della Canzone Napoletana

mercoledì 26 agosto 2026

MANNight, straordinarie aperture. Il futuro incontra il passato

Musica, danza, installazioni multimediali, tableaux vivants, bodypainting e dj-set: “MANNight, straordinarie aperture. Il futuro incontra il passato” è il nuovo ciclo di eventi e aperture serali in programma dal 3 settembre al 22 ottobre 2026.

Otto serate in cui il MANN vuole proporre al pubblico un nuovo modo per vivere e scoprire l’archeologia, attraverso la musica e i linguaggi dell’arte contemporanea, in un percorso di evocazione e ricerca in cui si incontrano passato, presente e futuro.

Dalle 20.30 brevi performance si ripeteranno a intervalli regolari, in contemporanea, nelle diverse collezioni museali.

Il progetto, commissionato dal MANN a Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, in collaborazione con La Santissima Community Hub, nasce dalla contaminazione di generi artistici, in cui la partecipazione del pubblico è un elemento fondamentale, dal bodypainting all’arte digitale, per trasformare le loro emozioni in segni, suoni e disegni. Il programma dà spazio anche alla danza e alla musica, tra percussioni tribali e un quartetto d’archi che mixa armonie classiche e pop.

Ogni sera un “Docubeat”, realizzato dal Club Tasso, reinterpreterà il patrimonio del Museo grazie a un innovativo collage sonoro e visivo, in cui i generi musicali si mescolano con le voci dei visitatori e del personale del MANN. Trait d’union di tutti gli eventi saranno il sottofondo musicale, con postazioni dj set, interne ed esterne al Museo, e gli aperitivi in giardino: qui si riuniranno tutti gli artisti per una sorta di curtain call e un momento di divertimento corale.

  • Giovedì 3, 10, 17 settembre 2026
  • Sabato 26 settembre 2026 – Giornate Europee del Patrimonio
  • Giovedì 1, 8, 15 e 22 ottobre 2026

Informazioni utili

Orari: il Museo resta aperto in continuità fino alle 23.30, ultimo ingresso alle 22.30, le operazioni di chiusura iniziano alle 23.

Biglietti: a partire dalle 19.00 il biglietto avrà un costo ridotto di € 10 e potrà essere acquistato in sede oppure on-line alla pagina dedicata.

In occasione delle GEP (Giornate Europee del Patrimonio) il biglietto serale costerà € 1, sempre a partire dalle 19.00.


Vi aspettiamo per vivere insieme una serata all’insegna dell’arte e della cultura!


domenica 23 agosto 2026

Napoli (NA) | Parco archeologico Sommerso di Gaiola

Il Parco sommerso di Gaiola costituisce il fulcro del litorale di Posillipo, tra le falesie della baia di Trentaremi ed i pendii di Marechiaro, ammantate di macchia mediterranea. Nell’ambito del parco, la zona di riserva integrale comprende il tratto di mare prospiciente il promontorio di Posillipo e gli isolotti della Gaiola, mentre la zona di riserva generale include il residuo tratto all’interno del perimetro del parco medesimo.



Il paesaggio subacqueo è costituito dalla commistione di popolamenti marini, favoriti dal sistema di circolazione delle acque nel golfo, e di resti di strutture archeologiche: bacini portuali, ninfei e peschiere, attualmente sommersi a causa del lento sprofondamento della crosta terrestre (bradisismo), pertinenti alla Villa marittima del Pausilypon fatta costruire dal ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione (I a.C.) e divenuta alla sua morte residenza imperiale. Il Parco sommerso di Gaiola è dotato di un Centro Ricerca e Divulgazione Scientifica (CeRD) operativo tutto l'anno, attrezzato con sala seminari, laboratorio, sala didattica, spogliatoio, desk accoglienza, acquario e giardino botanico mediterraneo.
Accesso all'area marina protetta - Parco sommerso di Gaiola
INVERNO
Da Ottobre ad Aprile
E' possibile accedere al Parco Sommerso di Gaiola tutti i giorni, gratuitamente, mediante
registrazione all'ingresso o prenotazione online fino al raggiungimento della capienza massima dell'area (200 persone)
Orari di apertura:
- Ottobre, Novembre, Marzo, Aprile: dalle 10:00 alle 17:00
- Dicembre, Gennaio, Febbraio: dalle 10:00 alle 15:00
Il Centro Visite del Parco è aperto
Martedì, Giovedì e Sabato dalle 10:00 alle 14:00
registrazione in loco o prenotazione online su www.areamarinaprotettagaiola.it/prenotazione
ESTATE
Da Maggio a Settembre
E' possibile accedere al Parco Sommerso di Gaiola tutti i giorni, gratuitamente, previa prenotazione online obbligatoria da effettuarsi QUI.
Orari di apertura:
Mattina: 9:00 - 13:00
Pomeriggio: 14:00-18:00
Il Centro Visite del Parco è aperto
dal Martedì alla Domenica dalle 10:00 alle 16:00.

Estate a Napoli 2026 Al via la rassegna cinematografica Napoli Mon Amour

Il cinema non va in ferie. Dopo il successo al Parco Virgiliano e al Parco del Poggio e la programmazione ancora in corso in Villa Floridiana e nel chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco a Miano, il cartellone delle arene cinematografiche per Estate a Napoli 2026, promosso e finanziato dal Comune di Napoli su impulso del sindaco Gaetano Manfredi, prevede una nuova tappa: Napoli Mon Amour, la rassegna gratuita organizzata dalla Cooperativa Sociale Dedalus, in programma da mercoledì 26 agosto a venerdì 4 settembre nella Cavea di Piazza Garibaldi (inizio proiezioni alle ore 21.00, ingresso libero fino a esaurimento posti, info 081.293390).
Napoli Mon Amour richiama nel titolo il celebre film Hiroshima Mon Amour di Alain Resnais, scritto da Marguerite Duras, in cui la memoria riemerge attraverso il flashback. In quest’ottica, il cinema diventa lo strumento per rileggere la città di Napoli attraverso lo sguardo rigoroso e profondo dei suoi autori: da Antonio Capuano a Gabriele Salvatores, da Mario Martone a Sydney Sibilia, tra gli altri. La selezione dei dieci film in calendario, a cura di Casa Cinema, è stata ideata per restituire la complessità e la molteplicità del contesto partenopeo, attraverso una visione autentica e lontana da ogni stereotipo oleografico.
Con Napoli Mon Amour, la programmazione culturale di Estate a Napoli contribuisce al percorso di valorizzazione della Cavea di Piazza Garibaldi, spazio urbano al centro del progetto di rigenerazione La Bella Piazza, attraverso il quale l’Amministrazione comunale punta a trasformare la piazza da luogo prevalentemente di passaggio a spazio di incontro, socialità e aggregazione.  Cultura Comune di Napoli
NAPOLI MON AMOUR
Organizzato da: Dedalus Cooperativa Sociale
Giorni e orari: dal 26 agosto al 4 settembre, ore 21.00
Luogo: Cavea di Piazza Garibaldi
Info: ingresso libero fino a esaurimento posti; 081.293390
  1. Mercoledì 26 agosto: Napoli – New York, regia di Gabriele Salvatores
  2. Giovedì 27 agosto: Pino, regia di Walter Fasano
  3. Venerdì 28 agosto: Nero, regia di Giovanni Esposito
  4. Sabato 29 agosto: Achille Tarallo, regia di Antonio Capuano
  5. Domenica 30 agosto: Nino. 18 giorni, regia di Toni D'Angelo
  6. Lunedì 31 agosto: Io Capitano, regia di Matteo Garrone
  7. Martedì 1° settembre: Mixed by Erry, regia di Sydney Sibilia
  8. Mercoledì 2 settembre: Il sindaco del rione Sanità, regia di Mario Martone
  9. Giovedì 3 settembre: Mi batte il corazon, regia di Francesco Prisco
  10. Venerdì 4 settembre: Come prima, regia di Tommy Weber