Vetrina Vesuvio

sabato 4 aprile 2026

Museo di Capodimonte | VILLA ADRIANA AGLI ALBORI del RINASCIMENTO - Leonardo | Michelangelo | Raffaello di Andrea Bruciati e Giuseppina Enrica Cinque,

Villa Adriana, il grandioso complesso archeologico di Tivoli dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità, è stata una inesauribile fonte di ispirazione, per la sua originalissima architettura e per la sfarzosa decorazione scultorea e pittorica, per Michelangelo, Leonardo e Raffaello, che la visitarono in tempi diversi, tra il 1496 e il 1503. È questo uno dei temi portanti del volume VILLA ADRIANA AGLI ALBORI del RINASCIMENTO - Leonardo | Michelangelo | Raffaello (deiMerangoli editore) di Andrea Bruciati e Giuseppina Enrica Cinque, un volume (496 pagine e 350 immagini, di cui molte inedite) che introduce nel dibattito degli studiosi nuove osservazioni e scoperte sul grande complesso archeologico.



Il volume sarà presentato giovedì 9 aprile alle ore 16 presso il Museo di Capodimonte nel corso dell'incontro Raffaello e l'antico: un diverso sguardo a partire dalle opere del Museo e Real Bosco di Capodimonte. L'incontro aperto al pubblico e promosso da Amici di Capodimonte Ets, vedrà gli interventi di Gloria Antoni (Museo di Capodimonte), Andrea Bruciati (già Villa Adriana), Giuseppina Enrica Cinque (Tor Vergata), Marzia Faietti (Università degli Studi di Bologna), Gerhard Wolf (Kunsthistorisches Institut in Florenz).

Bruciati e Cinque, attraverso il confronto di più fonti e partendo da tanti quesiti che hanno  per oggetto le 4 sculture marmoree raffiguranti le Muse assise, ora custodite al Museo del Prado di Madrid e provenienti da Villa Adriana, sono giunti a definirne la data del ritrovamento (1496) ma anche quanto tali sculture abbiano influenzato i tre grandi geni del Rinascimento. Michelangelo avrebbe per primo visitato i resti della Villa nel 1496, quando  appena ventenne giunge per la prima volta a Roma. La conferma dell'apprezzamento delle sculture è dimostrata dal dipinto di una Vergine da lui raffigurata in una posa che ricorda la musa Calliope; alla sua visita fece seguito nel 1501 quella di Leonardo, che si sarebbe ispirato alle Muse per le figure femminili ne La Vergine con Sant’Anna, il Bambino, San Giovannino e l’agnellino. Come se non bastasse, il Serapeo adrianeo venne utilizzato da Leonardo come fondale per l’allestimento scenico dell’Orfeo, opera scritta da Poliziano per i Gonzaga a Mantova. Infine, Raffaello: non solo ne Sacra Famiglia sotto la Quercia la Vergine ha una postura simile a quella della musa Tersicore, ma il dipinto rivela molti richiami al paesaggio e ad alcune decorazioni marmoree antiche che fino al 1517 erano visibili a Tivoli.

E proprio il pittore urbinate introduce un altro tema portato in luce nel volume, la nascita della grottesca, ossia di quel genere decorativo caratterizzato da colori vivaci, architetture esili e fantasiose e figure fantastiche, il cui nome rimanda tradizionalmente alla scoperta della Domus Aurea e dei suoi ambienti dipinti scoperti alla fine del ‘400. 

Proprio per le grottesche, Bruciati e Cinque hanno approfondito lo studio dei documenti relativi a Morto da Feltro, operante tra il Quattrocento e l’inizio del Cinquecento tra Roma e Villa Adriana. Il Vasari lo indica quale maestro delle grottesche, e sappiamo con certezza che egli visitò sia la Domus Aurea sia Villa Adriana perché in entrambe lasciò la propria firma, recentemente scoperta da Cinque nel Palazzo con Criptoportico della dimora adrianea. È certo che all’epoca in cui egli visitò la Villa le pareti erano ancora impreziosite da affreschi di qualità pari, se non superiore, a quelle della Domus Aurea. Gli studi condotti sui resti delle decorazioni parietali di Villa Adriana permettono di ipotizzare che la “scoperta” delle grottesche da parte di Morto da Feltro, e successivamente da Raffaello, sia avvenuta proprio a Villa Adriana e non, come si è sempre affermato, negli antri della Domus Aurea. Una ulteriore dimostrazione di come la splendida residenza di Adriano abbia disseminato, nel corso della storia dell’arte, la sua vitale bellezza.

GLI AUTORI

Andrea Bruciati, storico dell’arte contemporanea, già Direttore dell’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este, è curatore di oltre 150 mostre e altrettanti cataloghi, nonché di numerosi convegni, volumi e saggi. Tra i più recenti: la mostra “Io sono una forza del passato: Adriano, i ritratti”, 30 novembre-5 maggio 2024, Mouseia di Villa Adriana; il convegno “Nerone e Adriano. Le arti al potere”, 24-25 marzo 2022, Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli; il volume “Leonardo e l’antico. Una sintesi introduttiva” (L’Erma di Bretschneider, Roma 2021) e il saggio «All’ombra delle rovine: la Madonna Tiburtina», pubblicato in “Le Grandi Ville Romane del territorio tiburtino” (Società Tiburtina di Storia e d’Arte, Tivoli 2021), volume curato insieme a M. Eichberg e G. Proietti.

Giuseppina Enrica Cinque, architetto, professore delle Discipline della Rappresentazione presso l’Università di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, è autrice di numerosi saggi e monografie, curatrice di convegni e di volumi. Dal 2002 inizia gli studi e i rilievi di Villa Adriana e i primi risultati del rilievo geometrico e dimensionale dell’intera area di proprietà demaniale confluiscono nel volume “Villa Adriana". La Pianta del Centenario”, redatto con B. Adembri (Centro Di, Firenze 2006), mentre quelli della ricerca documentale convergono in “Le rappresentazioni planimetriche di Villa Adriana tra XVI e XVIII secolo: Ligorio, Contini, Kircher, Gondoin, Piranesi” (École française de Rome, Roma 2017).

mercoledì 1 aprile 2026

Napoli celebra Tullio De Piscopo: il 2 aprile al Teatro Augusteo

Napoli celebra Tullio De Piscopo: il 2 aprile al Teatro Augusteo il concerto degli 80 anni, Premio MEI, ospiti LDA e AKA 7EVEN per il tour “80 Tullio – The Last Tour… Nun ’o saccio!” 

Sarà Napoli ad accogliere uno degli appuntamenti più significativi del tour celebrativo di Tullio De Piscopo. Il prossimo 2 aprile, il Teatro Augusteo ospiterà il concerto di “80 Tullio – The Last Tour… Nun ’o saccio!”, uno spettacolo speciale che celebra gli 80 anni del Maestro nella città che ne ha segnato profondamente il percorso artistico e umano.

Una data simbolica, quella partenopea, che si inserisce all’interno di un anno straordinario per Tullio De Piscopo e che si preannuncia come una vera e propria festa della musica dal vivo. Sul palco, il Maestro ripercorrerà oltre sessant’anni di carriera, attraversando jazz, funk, fusion e tradizione mediterranea, con un repertorio che include i brani più iconici della sua storia, a partire da “Andamento Lento”, fino alle composizioni che hanno definito il suo linguaggio unico.

La serata sarà resa ancora più speciale dalla partecipazione straordinaria di LDA e AKA 7EVEN, che torneranno a condividere il palco con Tullio De Piscopo dopo l’acclamata esibizione al Festival di Sanremo 2026, dove insieme hanno portato una nuova e potente versione di “Andamento Lento”, capace di conquistare pubblico e critica.

Proprio quell’esibizione è valsa a Tullio De Piscopo il Premio MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti come miglior live assoluto del Festival, un riconoscimento che celebra la forza della musica suonata dal vivo e che verrà consegnato ufficialmente nel corso della serata del 2 aprile al Teatro Augusteo, alla presenza del patron del MEI Giordano Sangiorgi, di Renato Marengo e del produttore Nando Misuraca.

Il concerto arriva inoltre a pochi giorni dall’uscita di “80 Tullio”, il cofanetto celebrativo in vinile 4LP, disponibile dal 18 aprile in occasione del Record Store Day. Pubblicato da Cimbarecord, il box racconta la carriera del Maestro attraverso quattro capitoli, Golden Age, Rhythm Section, Drums & Percussion Power e Jazz Friends, ed è disponibile in edizione limitata in vinile nero (220 copie) e in una versione speciale in vinile oro numerata e autografata (80 copie). #AndamentoLento #Sanremo2026

Somma Vesuviana | Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico

Una mattinata di profonda emozione e cittadinanza attiva quella vissuta oggi presso l’Hub-Side, lo spazio della Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. Al centro dell’evento, la presentazione del progetto “Una Via Crucis in Vico Lentini”: un percorso di quattordici bassorilievi nato dalla sinergia tra l’Istituto Superiore “Caravaggio” di San Gennaro Vesuviano e l’associazione “Amici del Casamale”, con il prezioso sostegno dell’azienda F.lli Ciampa srl.

Il valore del “Noi” contro l’individualismo

L’incontro è stato aperto da Salvatore Aliperta, presidente dell’associazione “Amici del Casamale”, che nei saluti di rito ha rivolto un ringraziamento corale ai parroci, ai soci e, soprattutto, agli studenti del “Caravaggio” per l’impegno profuso nella riqualificazione del vico.

L’intervento di Giuseppe Ciampa, sponsor e membro dell’associazione, che ha spostato il focus sull’importanza del legame sociale:

“Viviamo in un mondo che ci spinge all’indipendenza estrema e al pensiero fisso su se stessi. Dobbiamo invece ricordare che siamo parte di una comunità, la quale cresce solo grazie al contributo che ognuno di noi decide di apportare.”

Un concetto ripreso con forza dal Professor De Simone, storico del territorio, che ha esortato i giovani artisti a farsi custodi della bellezza: “Coltivate e preservate l’arte, perché è l’unico strumento capace di dare un’anima vera al territorio”.

Il talento degli studenti e la forza del riscatto

La Dirigente Scolastica, Annarita Cortese, ha espresso grande orgoglio per il lavoro svolto da studenti e professori, sottolineando il valore educativo di un progetto che esce dalle aule per farsi “strada”. Il racconto tecnico è stato affidato al Professor Marco Domestico, responsabile delle riprese video, che ha illustrato le fasi realizzative evidenziando come gli alunni abbiano operato in totale autonomia, dimostrando maturità e competenza tecnica.

L’anima creativa del progetto, il Professor Vincenzo De Luca, ha spiegato la filosofia dietro la scelta dei bassorilievi: l’arte come antidoto al degrado.

“L’arte in Vico Lentini rimarrà nel tempo,” ha dichiarato De Luca, “ma serve la coscienza di tutti per far rivivere i luoghi e sottrarli all’abbandono che purtroppo oggi li caratterizza.”

Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico

Un momento di grande impatto emotivo è stato la proiezione del video di presentazione, che ha mostrato il “prima e dopo” del vico: un contrasto netto che ha reso tangibile il miracolo della riqualificazione operata dai ragazzi.

A conclusione della presentazione, dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dal parroco Don Nicola De Siena, i partecipanti si sono spostati in processione verso Vico Lentini. Qui, tra le mura antiche del borgo, sono state ufficialmente inaugurate le 14 stazioni della Via Crucis, trasformando il vicolo in un sentiero di fede e civiltà che da oggi è ufficialmente restituito alla comunità di Somma Vesuviana.

Comunicato Stampa

Si intitola “Pedine” la mostra personale di Gioia Caliendo, in programma dal 10 al 24 aprile allo Spazio 57 Art Gallery di Napoli

Venti opere tra tele e sculture per raccontare il rapporto tra identità e immagine sociale. Si intitola “Pedine” la mostra personale di Gioia Caliendo, in programma dal 10 al 24 aprile allo Spazio 57 Art Gallery di Napoli, in via Chiatamone 57. Il vernissage è fissato per il 10 aprile alle 18. L’esposizione è curata da Ferdinando Sorrentino.

Pittrice e scultrice, originaria di San Giuseppe Vesuviano e residente a Palma Campania, Caliendo è laureata in Arti visive all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca ruota attorno alla figura dell’“omino”, elemento ricorrente della sua produzione, attraverso cui l’artista affronta temi come l’Anima sensibile, connessioni umane e condizione umana.

La mostra raccoglie 20 lavori, 18 tele ad olio e 2 sculture, e sviluppa un percorso costruito sul delicato equilibrio tra autenticità e maschera sociale. Il titolo richiama l’idea dell’individuo come pedina dentro uno scacchiere fatto di regole implicite, aspettative e convenzioni. Un impianto concettuale che Ferdinando Sorrentino accompagna in chiave curatoriale valorizzando il nucleo più riconoscibile del progetto e il messaggio delle opere.

Tra i nuclei centrali dell’esposizione ci sono le tele dedicate al tema dell’iceberg, metafora del sé nascosto, e le due sculture “L’Anima” e “Lo scudo”, quest’ultima incentrata sul rapporto tra individuo e maschera sociale.

Per Gioia Caliendo, già presente in mostre personali, collettive e rassegne del territorio, “Pedine” rappresenta un nuovo passaggio del suo percorso artistico, confermando una cifra espressiva riconoscibile tra pittura e scultura.

Orari di apertura: martedì-venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 10.30 alle 19. Domenica, lunedì e festivi chiuso. -  Gioia Caliendo - 

martedì 31 marzo 2026

Vedi Napoli e poi Mangia. Ecco gli appuntamenti dal 3 al 6 aprile

Dopo i primi cinque appuntamenti sold out, tra sapori della tradizione enogastronomica napoletana e performance musicali, prosegue la quarta edizione di “Vedi Napoli e poi Mangia”, rassegna ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli. Direzione artistica e curatela scientifica dell’antropologo Marino Niola. Tutti gli eventi sono gratuiti. Per partecipare agli appuntamenti è necessaria la prenotazione su eventbrite. 

  • Venerdì 3 aprile, alle 11:00, appuntamento al Teatro Trianon Viviani, in piazza Vincenzo Calenda 9, con l’evento “Marinara con le alici. La pizza venuta dal mare”A raccontare la storia della pizza saranno Luciano Pignataro e Alessandro Condurro. Dopo il racconto, i partecipanti potranno scoprire il sapore della pizza protagonista dell’incontro a cura dello chef Antonio Falco. Performance musicale: Lalla Esposito e Massimo Masiello in “Nu poco ’e basilico, nu sguard’ annammurato”
  • Sabato 4 aprile, alle 11.00, al Circolo Canottieri Napoli, in via Molosiglio 1, ci sarà “La graffa. L’ombelico della sirena” con Santa Di Salvo e Paolo Popoli e lo chef Mattia Postiglione. Performance musicale: Marina Bruno e Giuseppe Di Capua in “Mare Nostrum”
  • Domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile, alle 11:00, appuntamento nell’antica Chiesa San Francesco delle Monache, in via Santa Chiara 10. Domenica, l’antropologa Elisabetta Moro racconterà “Il Casatiello Il gusto pieno della Pasqua” e la degustazione sarà a cura della chef Alfonsina Ambrosi De Magistris. Performance musicale: Fiorenza Calogero e Marcello Vitale in “Partenope, canto antico”Sabato, “Migliaccio dolce. Il sapore sottile dell’infanzia” con Mariangela Bianco e la chef Bianca Ambrosi De Magistris. Performance musicale: Aurora Giglio e Vittorio Cataldi in “Chiammateme Clery!”
  • Programma completo sul sito del Comune di Napolihttps://www.comune.napoli.it/novita/vedi-napoli-e-poi-mangia-2026/

    SERVIZI

    I 4 infopoint turistici in Piazza Plebiscito (angolo via Cesario Console), Piazza del Gesù, Via Morghen e Molo Angioino sono aperti tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00. In Piazza del Gesù, bagni autopulenti, dotati di smart technology con accesso ai diversamente abili e fasciatoio in dotazione in funzione tutti i giorni dalle 9:00 alle 21:00.

Edoardo Bennato è pronto a salpare con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento

ùEdoardo Bennato è pronto a salpare: il “pirata del rock” sarà nelle più belle arene d’Italia con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento, accompagnato dalla sua Be-Band e dal quartetto d’archi Quartetto Flegreo

L’artista, tra i più eclettici e sovversivi della musica italiana, 

  • si esibirà il 6 luglio in Piazza San Marco a Venezia (anche con l’Orchestra Sinfonica veneziana del Maestro Diego Basso) in occasione del Festival della Bellezza, 
  • il 20 luglio al Circo Massimo a Roma
  • il 3 settembre al Parco di Serravalle di Empoli (FI) 
  • il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei (NA).

I biglietti di “Quando sarò grande” sono disponibili su www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

Da sempre allergico e insofferente a ogni etichetta e restrizione, Edoardo Bennato è un pensatore libero, la voce di chi non vuole essere un “burattino” e si ribella; è il capitano del rock and blues italiano, spaziando tra folk, punk, pop, un vero genio della sperimentazione artistica. Ha scritto e composto capolavori che non hanno eguali, che fanno parte di un repertorio che anticipa i tempi e le tendenze. Con la sua musica, Bennato si è sempre dimostrato controcorrente e pungente, visionario e avanguardista, rompendo schemi e convenzioni. Nei quattro show di “Quando sarò grande”, concerti che si preannunciano come eventi senza precedenti, l’artista festeggerà con il suo pubblico cantando i brani capolavoro della sua discografia, diventati pietre miliari della musica italiana e che continuano a restare di attualità, a raccontare il giorno d’oggi e di domani.

I suoi concerti hanno sempre qualcosa di incredibile, diventando eventi storici. Basti pensare al luglio del 1980, quando si è esibito in 15 stadi di seguito nel giro di un mese: non era mai successo prima nella storia della musica italiana.

Il nome del tour “Quando sarò grande” prende ispirazione da una delle più belle canzoni di Bennato, “Quando sarai grande”, pubblicata nel 1977 e che chiude lo straordinario concept album “Burattino senza fili”.

È la difficoltà di crescere, di entrare nei meccanismi della vita moderna, abbandonando man mano quella purezza, spensieratezza, ingenuità sana e libertà che hanno i bambini. Una critica alla società che non prende sul serio i giovani, i ragazzi che hanno in mano le chiavi del futuro del mondo.

Edoardo ancora oggi non ci sta, non è nel mondo dei grandi. È un eterno Peter Pan che non si è mai arreso e che vive la sua vita come una costante rivoluzione. Con “Quando sarò grande”, l’artista vuole divertirsi, raccontare da persona libera in grado di scegliere, sognare e ribellarsi, di cantare il mondo senza filtri e senza i fili di nessun burattinaio, insieme alla sua Be-Band e al suo quartetto d’archi, lo storico “Quartetto Flegreo”.  Rinnegato. Vita e canzonette di Edoardo Bennato

Napoli ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2027

Napoli ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2027. Il progetto è promosso congiuntamente da Comune di Napoli, CSV Napoli, Caritas Diocesana di Napoli e Forum del Terzo Settore Campania, che hanno formalizzato una proposta unitaria fondata sulla valorizzazione del capitale civico del territorio. Il bando di Capitale italiana del Volontariato è stato diffuso da CSVnet in collaborazione con ANCI e in partenariato con Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana, al fine di individuare ogni anno la città capace di rappresentare il ruolo del volontariato nelle politiche di coesione sociale e sviluppo locale. Napoli arriva a questa candidatura con numeri e contenuti che raccontano una realtà unica: circa 11mila istituzioni non profit stimate nell’area metropolitana, più di 4.400 enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e 68mila volontari attivi, un patrimonio umano e sociale che rappresenta una vera infrastruttura civica della città. In un contesto segnato da criticità importanti – dalla disoccupazione alle fragilità educative, fino all’alto tasso di NEET – il volontariato a Napoli diventa, dunque, una risorsa fondamentale: tiene insieme i territori, rigenera spazi, costruisce comunità. Da qui nasce il cuore della proposta: “Napoli 2027 – Ecosistema Vulcanico del Bene”, un modello che trasforma l’energia sociale della città in un sistema organizzato, capace di mettere in rete istituzioni, scuole, università, imprese e Terzo settore in una visione condivisa.

Il programma si basa su quattro assi strategici – giovani, inclusione, sostenibilità, innovazione sociale – con grandi eventi, iniziative territoriali e il coinvolgimento diretto di centinaia di enti e migliaia di volontari, in una programmazione distribuita lungo l’intero anno. Un progetto ambizioso che punta a superare la frammentazione e a costruire un’infrastruttura stabile di collaborazione, fondata su amministrazione condivisa, corresponsabilità e innovazione sociale.

“Napoli parte da una base reale e consolidata: una comunità ampia, organizzata e capace di attivarsi ogni giorno. Il valore della candidatura sta proprio in questa visione: Napoli non chiede il titolo come premio, ma come riconoscimento di una storia già in atto. Una città dove la cultura del dono è quotidiana, dove la solidarietà è pratica diffusa, dove la comunità rappresenta una risposta concreta alle disuguaglianze”, dichiara Umberto Cristadoro, presidente del CSV Napoli.

L’Amministrazione comunale di Napoli appoggia questa candidatura consapevole dell’importanza di avere una forte rete sociale sul territorio e una storia di grande capacità di solidarietà.

“Il volontariato è una componente fondamentale del sistema di welfare territoriale. La candidatura di Napoli nasce da un percorso condiviso che mette al centro la collaborazione tra enti, reti associative e comunità locali, con l’obiettivo di costruire risposte sempre più integrate ai bisogni delle persone”, sottolinea Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum del Terzo Settore Campania.

“Attraverso la Caritas, ogni giorno incontriamo le fragilità e le speranze delle persone. Questa candidatura è un segno concreto di una città che sceglie di prendersi cura, di non lasciare indietro nessuno e di costruire comunità partendo dagli ultimi”, evidenzia suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas Diocesana di Napoli.

La candidatura punta a costruire un sistema territoriale integrato, capace di connettere politiche pubbliche e iniziativa civica, con un impatto esteso all’intera area metropolitana e una prospettiva di sviluppo nel medio-lungo periodo.