Vetrina Vesuvio

giovedì 5 dicembre 2019

#Ritratti #Storie #Ieri Gianluigi Di Franco

Gianluigi Di Franco - Luna
Keyboards [Tastiere] – Walter Afanasieff 
Percussion [Percussioni] – Rosario Iermano 
*Programmed By [Programmazione Del Computer], Keyboards [Tastiere] – Corrado Rustici 
Vocals [Voce], Backing Vocals [Cori] – Gianluigi Di Franco

Gianluigi Di Franco (Capri, 5 gennaio1953Napoli, 19 marzo2005) è stato un musicistaitaliano.
Come cantante e flautista dei Cervello, incide nel 1973Melos, uno dei dischi più rappresentativi del rock progressivo italiano, partecipando al terzo Festival d'Avanguardia della Musica e Nuove Tendenze, ma poi il gruppo si scioglie.
Nel 1982 forma con Varo Venturi un gruppo, i N.A.T.O. L'esperienza porta alla pubblicazione di un Q-disc, Logica (Die Logik), che passa inosservato.
Nel 1984 compone per Tony Esposito Kalimba de luna (sua è anche la voce solista), con i quali vince Un disco per l'estate, successo seguito l'anno successivo da una seconda vittoria con As tu as. Nel 1985 compone anche Radio Africa per Tullio De Piscopo. Nel 1988 pubblica per la Dischi Ricordi il suo unico album solista, da cui è tratto il singolo "Siren Ligheia". 
Backing Vocals [Cori] – Brunella Selo, Debra Pollock, Peppe Natale 
Bass [Basso] – Polo Jones 
Drums [Batteria] – Giorgio F. Perry 
*Guitar [Chitarra Jackson, Chitarra J. Midi - Oboe Solo], Programmed By [Programmazione Del Computer] – Corrado Rustici 
Keyboards [Tastiere] – Walter Afanasieff
 Percussion [Percussioni] – Rosario Iermano 
*Vocals [Voce], Voice [Percussione Della Voce], Backing Vocals [Cori] – Gianluigi Di Franco
Fonda a Napoli il C.R.M. Centro Ricerche di Musicoterapia, oltre ad essere il fondatore della Conf.I.A.M. Confederazione italiana delle associazioni di musicoterapia, per la quale organizza a Napoli un convegno concluso il 23 aprile 2003 con un concerto al Teatro Diana. È anche stato il direttore della rivista di settore Musicoterapia Notizie, oltre ad essere stato presidente dell’European Music Therapy Confederation e responsabile dal 1996 della Commissione per le pubblicazioni e la comunicazione della World Federation of Music Therapy. 

La provincia addormentata - Michele Prisco

La provincia addormentata è una raccolta di racconti di Michele Prisco, pubblicata nel 1949. Si tratta dell'opera di esordio di questo scrittore. Nel 1969 ne uscì la seconda edizione, riveduta ed ampliata, con un saggio introduttivo di Giorgio Petrocchi.
I racconti si svolgono tutti nella campagna napoletana, 
tra il Vesuvio e il Mar Tirreno
Marchio: Bur
Collana: Contemporanea
Prezzo: 8.20 €
Pagine: 288
Formato libro: 20.0x13.0x1.7
Tipologia: BROSSURA
Data di uscita: 28/09/2005
ISBN carta: 9788817007726
Nell'edizione del 1969 de La provincia addormentata, riveduta e ampliata, sono presenti dieci racconti:
La sorella gialla
Gli uccelli notturni
I morti moriranno
Il capriolo ferito
Le segrete consegne
Fuochi nella sera
Viaggio all'isola
Santa Locusta
Donna in poltrona
L'altalena
Risultato immagini per la provincia addormentata di michele prisco"
Rispetto alla prima edizione del 1949, sono stati aggiunti Il capriolo ferito e Le segrete consegne. Altri racconti sono stati ampliati.
Come scrive l'autore, i racconti aggiunti sono coevi di quelli dell'edizione 1949, solo, allungavano un po' il periodo della realizzazione, portando leggermente più indietro l'inizio di quest'opera.
In tutti i racconti, i protagonisti vivono in campagna, oppure vi si trovano in vacanza, ponendo un confine con l'ambiente cittadino, sentito come in lontananza. Nella città ci sono, oltre a certi affari, soprattutto i collegi dove vanno a studiare (o hanno studiato) i membri di queste famiglie agiate. Qui si preferisce ancora prendere il calessino, piuttosto che l'automobile; il telefono sembra non esistere; è invece quasi onnipresente il suono del pianoforte, suonato a buon livello da uno o più personaggi, quasi a voler sottolineare l'ovattata mondanità del luogo.
Equilibrate misure di racconto, nitidi e ricchi paesaggi, precisi e commossi ritratti dei personaggi. Giorgio Petrocchi
In netto contrasto con l'ambiente bucolico e le dimore opulente, in quasi ogni racconto c'è lo svelamento di morti volute, procurate, o anche solo desiderate, ma ben radicate nelle coscienze dei protagonisti. Il vivere pacioso e conforme a regole civili e affettuose cela nodi esistenziali complessi, incentrati sulle più varie ragioni, dall'attaccamento maniaco e cieco per persone o cose, alla diversità di amore che ci si comunica.
Poi, ogni dramma trova la sua ricomposizione, come se l'aria afosa o nebbiosa di questa provincia avesse il potere di riportare i cuori a rassegnarsi, a riassorbire il male fatto e ricevuto. Ma, poiché non si dimentica e solo ci si abitua, sul dramma compiuto cade il silenzio: non taceranno i grilli o la civetta, non smetterà di soffiare il vento tra le cime degli alberi, ma il pianoforte, come le conversazioni e le risate, resterà nel ricordo

lunedì 2 dicembre 2019

E in fondo a questa piccola catena Quella misura del tempo Che si chiama speranza. Teresa De Sio Sacco e fuoco (2007)

Due ore per guardarsi allo specchio
E accorgersi che in fondo
Alle ferite del mondo
Le tue ferite assomigliano
Un'antichissima usanza
E in fondo a questa piccola catena
Quella misura del tempo
Che si chiama speranza
Album:Sacco e fuoco (2007)
A67 Feat.Teresa De Sio - Sacco e Fuoco
Teresa De Sio (voce, chitarra acustica, tammorra)

Max Rosati (chitarra acustica, chitarra 12 corde, 
chitarra elettrica, chitarra classica)
Giuseppe De Trizio (mandolino)
Umberto Papadia (percussioni, tamorra, voce)
Vito De Lorenzi (batteria, tamorra)
Mario Guarini (basso)
Fred Casadei (basso)
Luca Trolli (batteria)
Her (violino)
Peppe Voltarelli (voce) 
Esha Tizafy (voce)