Vetrina Vesuvio

venerdì 20 giugno 2025

Librerie Feltrinelli | “Note a piè di pagina”, un grande evento nazionale costruito come una sinfonia collettiva diffusa in sette città italiane

Sabato 21 giugno, in occasione della Festa della Musica 2025, le Librerie Feltrinelli di Milano, Parma, Firenze, Roma, Napoli, Catania e Palermo daranno vita a “Note a piè di pagina”, un grande evento nazionale costruito come una sinfonia collettiva diffusa in sette città italiane, unite simbolicamente dalla potenza della musica come linguaggio di pace e condivisione.

  • Alle ore 11.00, in contemporanea in tutte le sedi coinvolte, i pianoforti delle librerie Feltrinelli suoneranno l’Inno alla gioia di Ludwig van Beethoven, affidato in ogni città a un interprete diverso, con l’obiettivo di restituire una polifonia di voci, storie e stili uniti da un’unica intenzione comune: trasformare la musica in strumento di dialogo e incontro, oltre le distanze geografiche, culturali e sociali.

A Napoli, l’appuntamento è presso la Feltrinelli di Piazza dei Martiri, dove la pianista e illustratrice Lisa Molinaro eseguirà il brano beethoveniano, aprendo una mattinata interamente dedicata a bambini e famiglie, in un intreccio di musica, racconto e illustrazione.

Subito dopo l’esecuzione, il programma prosegue con la lettura animata dell’albo illustrato Maurice Ravel. Concerto per la mano sinistra, scritto da Boris Molinaro e illustrato dalla stessa Lisa Molinaro, a cui darà voce l’attrice Anna De Stefano. L’albo, pubblicato da Edizioni Curci (2025), racconta una storia vera: quella di Paul Wittgenstein, promettente pianista austriaco che, dopo aver perso il braccio destro durante la Prima guerra mondiale, decise di non rinunciare alla musica. Un giorno, assistendo a un’esibizione di Maurice Ravel, fu profondamente colpito dalla bellezza della sua interpretazione. Ne nacque una straordinaria collaborazione: Wittgenstein commissionò a Ravel un concerto per pianoforte da eseguire con la sola mano sinistra. Un'opera potente, intensa, diventata negli anni un capolavoro e un simbolo di resilienza, determinazione e rinascita attraverso la musica.

Un’iniziativa in cui la musica diventa linguaggio comune e possibilità di trasformazione. Chiuderà la mattinata un laboratorio musicale aperto a tutti i bambini, che potranno esplorare il pianoforte in modo libero e giocoso, lasciandosi guidare dalle suggestioni del racconto e dal ritmo delle proprie emozioni.

Teatro Campania Festival | Hijos de Buddha – Studio 1 | Napoli - Sala Assoli

Venerdì 27 giugno per il Teatro Campania Festival in scena Hijos de Buddha – Studio 1, la fortunata pièce teatrale approda alla Sala Assoli di Napoli tra i più prestigiosi eventi di drammaturgia contemporanea. Maria Sanchez Misericordia è una badante, buddista, cleptomane e quasi alcolizzata, che cerca disperatamente l’amore in chiunque sia disposto a darglielo. È spagnola, approdata a Roma per motivi che forse anche lei ha dimenticato... Hijos de Buddha – Studio 1 è una performance compiuta e autonoma ma capace di svilupparsi in varie direzioni transmediali.

“Con Hijos de Buddha – dichiara Alessandro Rossetto - ho voluto attraversare una zona di confine tra reale e allucinato, dove i margini diventano centro. Maria non è solo una donna, è un sistema che implode. Le sue contraddizioni, la sua fede spezzata, il suo bisogno d’amore e di denaro: tutto si mescola. È un racconto duro, ma profondamente umano. E forse anche spirituale, nel modo più laico possibile.” Una performance visiva suggestiva e potente con una banda sonora cinematica. È una storia di violenza tra donne e sulla difficoltà della solidarietà. Una storia d’amore romantica e universale costellata di religioni e dèi insensibili.

“Interpretare Maria Sanchez Misericordia è un grande regalo per un'attrice – racconta Marina Romondia - è un personaggio estremo, grottesco, ma incredibilmente umano. Non le somiglio, eppure la sua disperata fame d’amore, le sue contraddizioni, la sua tenerezza ruvida, mi toccano in profondità. Maria è una sopravvissuta, un’anima scorticata che attraversa la miseria del vivere senza retorica e salvezza. Lavorare su un testo di Nicolò significa confrontarsi con una scrittura capace di scavare nella carne viva della realtà, senza compiacere e senza temere il giudizio. Anche in Hijos de Buddha, Nicolò riesce a restituirci il volto crudo e invisibile di un’umanità ai margini, un’umanità che ci somiglia più di quanto siamo pronti ad ammettere. Essere diretta da Alessandro Rossetto è stato un immenso privilegio, egli porta in teatro un approccio radicalmente diverso da quello a cui sono abituata, è uno sguardo cinematografico, preciso, sospeso, capace di evocare spazi e tempi invisibili. La sua visione limpida e senza compromessi, il suo rigore e la sua libertà mi hanno guidata con rispetto e profondità.”

Un'alchimia che ha permesso al testo di Nicolò Sordo di generare energie e sinergie molto forti: “lavorare con Alessandro Rossetto mi ha spinto oltre i miei limiti – conclude Nicolò – non solo lui, ma anche l’interprete principale Marina Romondia, la co-protagonista in presenza sonora Fatou Malsert e poi Roberto Latini, Alejandro Bruni, Giorgio Squilloni. Il sonoro cinematico montato da Andrea Giorgelli e Paolo Segat, il supporto di Angela Gorini e della sua associazione RARA. L’apprezzamento di personalità come Ermanna Montanari e Daria Deflorian.”

  • Sabato 5 luglio Nicolò sarà al Pergine Festival dove andrà in scena Milano Euro Baby nato dalla disponibilità della campionessa mondiale di sport da ring Silvia La Notte a raccontare la sua storia che è diventata uno spunto per una pazza pièce a tesi su vita privata e carriera. La regia di Giulia Sangiorgio si concentra inoltre anche sulle affinità tra boxe e teatro.

Nicolò Sordo, (1992), di formazione classica e d’attore, è Premio Riccione Teatro Pier Vittorio Tondelli con Ok Boomer (Anch’io sono uno stronzo). I suoi testi sono rappresentati nei principali festival di teatro contemporaneo e messi in scena da registi come Elio De Capitani, Davide Iodice, Alessandro Rossetto e Babilonia Teatri.

Una scrittura capace di scavare nella carne viva della realtà, senza compiacere e senza temere il giudizio Campania Teatro Festival

Campania Teatro Festival | “La Principessa di Lampedusa” di Ruggero Cappuccio | 20 e 21 giugno 2025

Sarà Sonia Bergamasco la protagonista più attesa dell’ottava giornata del Campania Teatro Festival. L’attrice, che in questo caso è anche regista, interpreterà il 20 giugno al Sannazaro alle ore 21, con replica il giorno successivo alle 19, “La Principessa di Lampedusa” di Ruggero Cappuccio. 

Una partitura di sentimenti e un concerto di emozioni, raccontate attraverso il vitalismo di un’anima sublime. Quella di Beatrice Mastrogiovanni Tasca di Cutò, madre di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore de “Il Gattopardo”. Una donna coraggiosa, carismatica, risoluta e complessa, che si staglia con la sua modernità tra le macerie di una Palermo ferita dai bombardamenti del maggio 1943. Trovando le parole per lasciarsi trasportare e trasportarci nell’ “impetuoso flusso onirico” dei ricordi che assediano la vita terrena, anche attraverso una linea musicale orchestrata con sapienza dal compositore Marco Betta e da Ivo Parlati. “La forza della natura siciliana, la seduzione di oscure energie elleniche, gli dèi, il sangue, le guerre e l’anelito alla bellezza -come scrive Cappuccio-sono il campo magnetico in cui la Principessa, ancora attratta dal fascino dei corpi, apre un duello per raggiungere la liberazione”. 

La scena è di Paolo Iammarone e Vincenzo Fiorillo, il costume di Carlo Poggioli. Coproduzione della Fondazione Campania dei Festival. Durata 75 minuti.

Di sensibile e particolare impatto sociale è invece alle 19, nello spazio dell’Istituto Colosimo di Napoli, “#Fareteatro… oltre lo sguardo”, un progetto di Muricena Teatro che coinvolge persone non vedenti e ipovedenti. Una scrittura teatrale che nasce principalmente dai racconti degli interpreti, attraverso un percorso di ricerca e creazione di natura simbolica, sensoriale, emotiva, testuale, musicale e sonora, iconografica e poetica. Storie, ricordi, sogni infranti e mai realizzati, capaci di toccare il cuore delle persone, creando quell’illusione magica che le condurrà nel mondo dell’invisibile. Uno spettacolo politico, con la conduzione del laboratorio, la drammaturgia e la regia di Raffaele Parisi, per riflettere su quanto il processo di inclusione di soggetti affetti da disabilità visiva abbia bisogno di una maggiore attenzione e partecipazione sociale. Lo spettacolo è parte del Focus “Comunità, Quartieri e Teatri di Vita”. Durata 70 minuti.

Parte dello stesso Focus è anche “Portami là fuori. Musica dentro e fuori il carcere”, un approccio, un progetto dell’Associazione CCO Crisi Come Opportunità, un concerto che il 20 giugno alle 21.30 vedrà coinvolti nel Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale (accesso da piazza Plebiscito) artisti dentro e fuori le sbarre in una serata dedicata alla musica, alle parole e alle storie da raccontare. Può la musica superare ogni barriera, ogni muro, ogni ostacolo? Possono le parole, le emozioni, gli stati d’animo raccontare storie vicine e lontane che ci riguardano? La musica riesce, in una forma armonica e magica ad essere trasversale, audace e libera. Questo evento è frutto del progetto nazionale “Presidio culturale permanente negli istituti penali per minorenni”, un laboratorio continuativo e settimanale di scrittura e musica rap all’interno delle carceri minorili a cura di CCO Crisi Come Opportunità. I formatori del progetto di musica rap ad Airola (Bn) e Nisida sono Luca Caiazzo in arte Lucariello, Enzo Musto in arte Oyoshe, Gianmarco Cioffi in arte Shada San, e Federico di Napoli. i formatori teatrali sono invece Pino Beato, Lello Genovese e Fabrizio Nardi. Durata 120 minuti.

“Rumore bianco”, di e con Danilo Napoli, è invece la proposta di giornata della sezione Osservatorio alle 22 al Teder-Teatro del Rimedio. Il rumore del titolo è quello di una vecchia tv quando i canali non sono sintonizzati. Poi, all’improvviso, una notizia dal tg: è stata ritrovata l’ennesima vittima di un serial killer di donne transgender. Lo spettacolo, un thriller psicologico mascherato da tragicommedia teatrale, focalizza l’attenzione sul tema dell’omofobia e della transfobia dilaganti in Italia, spesso coincidenti con il fanatismo religioso, mettendo in luce i lati oscuri dell’umanità e le sfumature tra amore e odio, pazzia e normalità. Confessioni di un insospettabile serial killer con fruscio di sottofondo. La regia è di Yuri Gugliucci. Durata 55 minuti.

Si rinnova nell’ edizione 2025 del Campania Teatro Festival la virtuosa sinergia con Pompeii Theatrum Mundi. Una collaborazione che quest’anno si concretizza in due spettacoli della rassegna. Il primo è “Golem”, con la regia di Amos Gitai, che ha scritto il testo con Marie-José Sanselme. Si potrà vedere nel Teatro Grande del Parco Archeologico di di Pompei alle ore 21 del giorno 20 (con replica il giorno successivo alla stessa ora). Durata 135 minuti.

E, a proposito di repliche, alla Sala Assoli di Napoli alle 19 va in scena “In riva al mare” dell’autrice francese Véronique Olmi, un progetto di Francesco Frongia, con Ginestra Paladino e l’intervento per la parte visiva e scenografica di Mimmo Paladino. Produzione del Teatro dell’Elfo di Milano con la Fondazione Campania dei Festival. Durata 60 minuti.

Il 20 giugno sarà inaugurato anche il “Tributo a Nannarella” a cura dell’associazione Arnia Tetris e per la parte visual di Okotek. In occasione della riapertura della Casa Museo dedicata ad Anna Magnani presso l’Antico Borgo Marinaro del Fiordo di Furore, prende vita un progetto speciale che rende omaggio alla memoria artistica della celebre attrice e al suo profondo legame con questo luogo iconico della Costa d’Amalfi. Un paesaggio dalla bellezza selvaggia e struggente che fece da set naturale all’indimenticabile episodio Il Miracolo, parte del film L’Amore (1948) di Roberto Rossellini. L’omaggio prende forma attraverso un’interpretazione artistica site-specific: un’esperienza immersiva che, attraverso linguaggi visivi e sonori contemporanei, dialoga con l’anima e la memoria storica del luogo. Il percorso si propone come un viaggio concettuale e un’occasione di approfondimento critico, un’installazione che evoca un universo creativo di grande impatto emotivo e simbolico.  L’opera prende spunto da Il Miracolo, in cui Anna Magnani interpreta Nannina, una pastorella fragile e visionaria che crede di portare in grembo un figlio divino. Le riprese, ambientate proprio tra i pendii rocciosi e i silenzi del Fiordo, trasformarono questo scorcio di Mediterraneo in uno spazio cinematografico d’eccezione. Oggi, questo scenario torna a vivere dentro le stanze della Casa Museo, che si anima con un’installazione site-specific e di visual art, restituendo al visitatore un’immersione sensoriale nella poetica tragica e potente di Anna Magnani.  L’opera è installata presso la Casa Museo per gentile concessione dell’artista Roxy in The Box. Le musiche originali sono di Carlo Fermariello. L’accesso alla mostra è consentito fino ad un massimo di due persone per volta. Dalle ore 10 alle 14 e dalle 15 alle 19, escluso il lunedì. Fino al 20 luglio. Con il patrocinio del comune di Furore (Sa)

Il Teatro di Corte di Palazzo Reale ospiterà invece venerdì 20 giugno il primo appuntamento della sezione Cinema, articolata in una prima parte, a cura di Titta Fiore, presidente di Film Commission Campania, con proiezioni e relativi ospiti tra registi e interpreti, e una seconda, affidata a Roberto D’Avascio, che concentrerà la sua attenzione sui docufilm. Alle 21 sarà proiettato “Vermiglio”, film del 2024, trionfatore nell’ultima edizione dei David di Donatello, scritto e diretto da Maura Delpero. Protagonista l’attore Tommaso Ragno, che interverrà alla serata. In apertura sarà proiettato il video “È come sembra” di Anna Foglietta, realizzato in collaborazione con Fondazione Una Nessuna Centomila, che ha come mission il contrasto alla violenza sulle donne. Il biglietto costa 3 euro e 50.

L’appuntamento di oggi del Dopofestival, curato da Drop Eventi, è alle 22.30 al Giardino Romantico di Palazzo Reale con il Collettivo Core. Dj set Paccone & Martino. L’ingresso è su prenotazione fino ad esaurimento dei posti disponibili, attraverso il sito del Campania Teatro Festival e su Eventbrite. Sarà però necessario convertire la prenotazione in un biglietto gratuito la sera dell’evento presso la biglietteria del Campania Teatro Festival a Palazzo Reale.

Il Campania Teatro Festival, realizzato con il sostegno concreto della Regione Campania e un contributo annuo del Ministero della Cultura, è organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival diretta da Ruggero Cappuccio e presieduta da Alessandro Barbano.

I biglietti per assistere agli spettacoli costano da 5 a 8 euro, con ingresso gratuito per i diversamente abili con un accompagnatore e I pensionati titolari di assegno sociale. Le modalità della richiesta e della successiva conferma sono consultabili su campaniateatrofestival.it -  Campania Teatro Festival

mercoledì 18 giugno 2025

Campania Teatro Festival 2025 è anche dialogo tra artisti internazionali e professionisti locali di teatro sociale con il Focus Quartieri di Vita

Un progetto di cooperazione territoriale ed europea che, dal 18 al 21 giugno, festeggia dieci anni con un programma interamente dedicato all’inclusione, al fare comunità, ai linguaggi e alle pratiche creative teatrali insieme ad ospiti internazionali. Quartieri di Vita, dalla sua nascita, dedica le attività e l’impegno al teatro civile e di inclusione. In un tempo che richiede nuovi modi di ascoltare, vedere e abitare il mondo, Quartieri di Vita dà spazio ad un teatro che diventa luogo di possibilità.

Cuore pulsante del programma di incontri e visioni di spettacoli saranno le associazioni e compagnie campane che, nel corso di questo decennio, hanno contribuito a costruire e trasformare Quartieri di Vita, portando in scena visioni radicali, esperienze di prossimità e pratiche artistiche che hanno saputo coniugare sperimentazione e impatto sociale, volgendo uno sguardo attento alla partecipazione culturale come diritto. Saranno proprio queste realtà, espressione di eccellenza e innovazione nei linguaggi del teatro civile e partecipato, a incontrarsi con operatori culturali internazionali, studiosi e professionisti, per dar vita a momenti di scambio, approfondimento e progettazione condivisa. Con l'obiettivo di internazionalizzare queste realtà che lavorano nelle periferie e nei margini, per far conoscere l'eccellenza delle pratiche e delle poetiche.

Due i giorni del programma dedicato ad incontri speciali aperti al pubblico con la partecipazione di ospiti internazionali.

  • Alla Fondazione Premio Napoli a Palazzo Reale, il 19 dalle ore 16 alle ore 18, un incontro che intende approfondire il rapporto tra arte e disabilità, dove si parlerà di pratiche, politiche e visioni per un teatro accessibile, vede la presenza di Susanna Caldonazzi, dal 2024 responsabile della comunicazione di Europe Beyond Access, un programma internazionale che unisce dieci istituzioni culturali europee per migliorare l'accesso alle arti performative per artisti e pubblico con disabilità, e di Filip Pawlak, creatore teatrale, sostenitore di artisti con disabilità, curatore e produttore indipendente, coinvolto nel progetto internazionale Europe Beyond Access come ambasciatore ed esperto.
  • Il 20 giugno dalle ore 11 alle ore 13 sempre alla Fondazione Premio Napoli a Palazzo Reale, si dialogherà di teatro e carcere, pratiche e visioni a confronto tra esperienze italiane ed europee. L’incontro si terrà con Damian Kalita, direttore artistico del Teatr Studio di Varsavia, una delle realtà teatrali indipendenti polacche più attive su temi sociali e politici, e Wojtek Kasinski, vice direttore della Dom Kultury Foundation di Varsavia, centro culturale che promuove partecipazione civica e inclusione sociale attraverso le arti performative. Nel pomeriggio dalle ore 15 alle ore 18, saranno presentate le associazioni culturali e sociali che hanno partecipato a Quartieri di Vita per costruire future collaborazioni nazionali e internazionali, in compagnia di Anne Golard, consigliera artistica del Teatro nazionale di Barcellona con una lunga esperienza nella gestione di progetti culturali europei e nello sviluppo di reti di cooperazione internazionale, che seguirà, da osservatrice, l’intera programmazione di Quartieri di Vita. Alle ore 17 un workshop sul linguaggio del RAP nelle carceri minorili, aperto agli operatori delle associazioni coinvolte, concluderà la giornata.
  • Gli spettacoli di Quartieri di Vita si svolgeranno il 18 giugno alle ore 21 al Teatro Mercadante con (H)AMLETO, scritto ed interpretato da un gruppo di persone con e senza bisogni di accessibilità che si é cimentato con la tragedia per eccellenza, ne ha scandagliato i temi e le possibilità provando, attraverso di essa a rivendicare la propria esistenza, quel “to be” che ci fa aggrappare alla vita.
  • Il 19 giugno alle ore 22 al Teatro Teder - Teatro del Rimedio con SECONDI – Storie di chi la Storia ha dimenticato, una riflessione sul valore dell’invisibilità e sul significato profondo dell’essere “secondi” in una società che celebra solo chi arriva primo.
  • Il 20 giugno alle ore 19 è la volta del laboratorio FARE TEATRO OLTRE LO SGUARDO con persone non vedenti e ipovedenti al Teatro Colosimo di Napoli e alle ore 21,30 nel Cortile delle carrozze di Palazzo Reale, del concerto PORTAMI LA` FUORI – Musica dentro e fuori il carcere, progetto dell’associazione Crisi Come Opportunità, con giovani artisti dentro e fuori il carcere minorile.
  • La conclusione del programma del Focus Quartieri di Vita sarà il 21 giugno alle ore 20 al Teatro Pier Paolo Pasolini di Salerno con TEMPESTA E INCANTESIMI un lavoro nato da un laboratorio con i ragazzi ospiti del Centro La Tenda di Salerno.

lunedì 16 giugno 2025

Napoli, Cortile delle Carrozze – Palazzo Reale | CAMPANIA TEATRO FESTIVAL - "Portami là fuori. Musica dentro e fuori il carcere"

«La musica non redime, ma accende. Accende pensieri, possibilità, speranze. In carcere portiamo parole che fanno rumore dentro, per provare a cambiare il fuori». Nelle parole di Luca Caiazzo, in arte Lucariello, è riassunto lo scopo profondo dei laboratori di musica rap che l’associazione CCO - Crisi Come Opportunità - di cui il rapper è socio e coordinatore per la regione Campania - organizza nelle carceri minorili italiane.

Il 20 giugno dalle 21:30, a Palazzo Reale – Cortile delle Carrozze (Napoli), Giovanna Sannino e Gaetano Migliaccio - entrambi attori del cast di Mare Fuori - presenteranno la serata conclusiva dei laboratori degli IPM di Nisida e Airola, un concerto a coronamento di un altro anno di appuntamenti a cura di formatori e artisti professionisti che - due volte a settimana, per 12 mesi all’anno - guidano i minori detenuti nella scrittura e nella registrazione di musica rap, nella messa in scena di spettacoli teatrali e nelle sceneggiature di cortometraggi d’autore.

Portami là fuori è prima di tutto il racconto di un approccio, che scaturisce in un progetto, narrato con un concerto che vedrà coinvolti artisti dentro e fuori le sbarre in una serata dedicata alla musica, alle parole e alle storie da raccontare. La forza riabilitativa della musica come arma di riscatto sociale per i giovani in situazione di temporanea difficoltà è uno dei temi trattati dalla serie TV Mare Fuori, che racconta le storie di adolescenti detenuti in un istituto penale minorile di Napoli. Questa la premessa alla base del legame tra il Campania Teatro Festival e il Presidio Culturale Permanente, il progetto di CCO - Crisi Come Opportunità che vuole ridare speranza a ragazze e ragazzi che pensano di non averne più.  

Protagonisti della performance alcuni dei ragazzi (le cui identità sono protette dalla privacy,), residenti nei due istituti minorili, che canteranno pezzi rap inediti elaborati durante la loro permanenza in carcere, insieme a Carbonio, artista dal Centro Diurno Polifunzionale di Santa Maria Capua Vetere e Fandy, giovane rapper dalla comunità Kayrós in provincia di Milano.

Al loro fianco, tra featuring e singoli, gli artisti della scena napoletana Oyoshe e Shada San, e Lucariello e Federico di Napoli, i rapper professionisti che gestiscono i laboratori negli IPM di Nisida e Airola, «La musica unisce. Sono felice di insegnare, ma anche di imparare, che la musica può essere un ponte verso il cambiamento» commenta Federico, impegnato nell’Istituto di Nisida. «Sono orgoglioso di poter aiutare qualcuno (e anche me stesso) a trovare un modo nuovo per raccontarsi, immaginarsi ed emozionarsi».

Cco - Crisi Come Opportunita'

Aiutare i giovani ad immaginare un futuro diverso da quello a cui pensano di essere destinati: questo lo scopo di CCO - Crisi Come Opportunità -, una realtà che da oltre dieci anni realizza documentari, pubblicazioni, video testimonianze, spettacoli teatrali, campagne di sensibilizzazione e progetti formativi lavorando nelle periferie, nelle carceri minorili e nelle scuole del nostro Paese, trattando tematiche legate alla cittadinanza attiva, alla questione di genere e alla lotta alle mafie. 

Il Presidio Culturale Permanente negli Istituti Penali per Minorenni è un progetto di CCO nato da un’idea di Luca Caiazzo - in arte Lucariello, rapper e socio dell’Associazione -, che organizza, per i ragazzi detenuti in Istituti e Comunità Minorili italiani, incontri settimanali con artisti e formatori qualificati, guidando laboratori di scrittura e registrazione di musica rap. Nelle proposte del Presidio, anche nella messa in scena di spettacoli teatrali, cortometraggi d’autore e scrittura creativa. 

Un PRESIDIO nato per stimolare e supportare giovani in momentanea difficoltà; CULTURALE, perché sfrutta le enormi potenzialità dell’arte, della musica, del teatro e della cultura per concentrare le energie dei giovani nella costruzione di un significato concreto di realizzazione; PERMANENTE, non momentaneo o sporadico, perché solo il lavoro costante e tangibile può allontanare dal senso di abbandono. 

Il progetto è attualmente attivo in diverse realtà sul territorio italiano: IPM Ferrante Aporti (TO), l’IPM Casal del Marmo (RO), l’IPM di Airola (BN), l’IPM Quartucciu (CA), l’IPM Paternostro (CZ), l’IPM di Acireale (CT), la Cooperativa Sociale Prospettiva (CT) e nel Centro Diurno Polifunzionale di S. Maria Capua Vetere (CE). 

Il progetto a livello nazionale è sostenuto da: Fondazione Alta Mane Italia, Fondazione San Zeno, Fondazione CON IL SUD, IP - Gruppo api, Studio TISS, Ministero della Giustizia. - Campania Teatro Festival


Avere una musica in testa - presentazione del libro "Ciò che resta della Notte" di Francesco Giuliani (Marlin Editore)

Rileggere un libro facendosi guidare dalla musica che lo anima e lo ispira. Prende l’avvio, da questo particolarissimo angolo visuale, il tour di Ciò che resta della Notte (Marlin Editore) di Francesco Giuliani: il libro di Giuliani non è, infatti, la sceneggiatura di un racconto che suggerisce una colonna sonora, ma nasce - proprio nel suo preciso gesto creativo - proprio animato dalla suggestione di una serie di ascolti. Si può veramente dire che, mentre lo scriveva, Giuliani aveva sempre “una musica in testa”. Una vera e propria playlist che l’autore suggerisce all’inizio di ogni capitolo quasi a suggerire al lettore gli ascolti più adatti per la lettura di quelle pagine. “È proprio la playlist che apre ogni capitolo, il plus valore di questo romanzo - come ben spiega Renato Marengo che si sta occupando di questa sorta di tour musicale -. Una sorta di codice inverso, uno stravolgimento dell’ordine naturale delle cose. Non sono le situazioni, le emozioni, l’incalzare degli eventi che suggeriscono questa o quella musica di commento o sottofondo, ma il contrario”.

  • Prima tappa del tour giovedì 19 giugno alle ore 18.00 presso la Libreria Mondadori di Napoli (via Luca Giordano). A condurre l’incontro, dall’ emblematico titolo Avere una musica in testa, il produttore e giornalista Renato Marengo con la partecipazione dell’autore e con gli interventi di Carmine Aymone del Corriere della Sera e la partecipazione di Antonio Onorato con i magici suoni della sua chitarra.  Nel corso dell’incontro, organizzato da Suono Libero Music di Nando Misuraca, la proiezione di un filmato di Paolo Zefferi di RaiNews 24 e le letture di Antonella Scapin.

Julian Rose, cinquantenne di bell’aspetto, chirurgo plastico affermato, chitarrista blues dilettante, si è stabilito a Roma ormai da molti anni, da quando ha lasciato la sua città d'origine, Napoli, in cui torna di rado e sempre malvolentieri. Là continua a vivere suo padre, Chuck, un americano sbarcato in Italia dopo la guerra, un musicista che ha fatto fortuna prima come deejay e poi come impresario musicale. A Napoli lo lega anche il ricordo di sua madre Rosalyn, morta in modo tragico quando lui era bambino. E nella sua città deve tornare quando Chuck è ricoverato in ospedale privo di conoscenza, vittima di un attacco di cuore. Qui Julian farà i conti con il suo passato e con il suo presente, con il suo matrimonio con Francesca, una donna anaffettiva che tollera i suoi numerosi tradimenti a patto che torni da lei, e con la perdita misteriosa di White, l’unica donna che avrebbe potuto tirarlo fuori dalla sua vita disperata. I pochi giorni trascorsi a Napoli, in attesa che il padre si risvegli, gli consentiranno di elaborare, per la prima volta in modo così onesto, le tragedie che lo hanno colpito.

Esiste ancora abbastanza vita in lui per poter sperare di ricominciare? L’incontro con Frida, una donna dotata di un intuito sorprendente, sarà l’occasione per capirlo.

Francesco Giuliani, nato a Salerno, dove ha trascorso le estati della sua infanzia imparando le leggi della strada, è cresciuto a Napoli e vive da trent’anni a Roma, dove lavora come avvocato in un noto studio legale. Scrive in modo bulimico da quando era bambino, passando dal diario personale scolastico ai racconti, dai libri di Diritto a recensioni di dischi e concerti. Ha una grande curiosità per le dinamiche dei rapporti di coppia, che lo hanno ossessionato a tal punto da indurlo ad andare in analisi per quindici anni. Suona e canta in una band rock-blues e scrive canzoni. È un grande appassionato di musica rock, idolatra i Rolling Stones, ha lavorato in radio negli anni ’80 e nel 2002 ha fondato con alcuni amici la prima rivista italiana musicale on line, per la quale scrive saltuariamente. Questo è il suo primo romanzo.

Napoli - 21 giugno 2025 | Un palcoscenico a cielo aperto per regalare momenti di felicità ai viaggiatori delle stazioni della metropolitana della Linea 1 e delle funicolari del Vomero

Un palcoscenico a cielo aperto per regalare momenti di felicità ai viaggiatori delle stazioni della metropolitana della Linea 1 e delle funicolari del Vomero a Napoli: è la proposta, in occasione della Festa della Musica il 21 giugno, della Fondazione Roberto Murolo insieme con l’ANM (Azienda Napoletana Mobilità) in collaborazione con l’Associazione Napulitanata.
Si tratta di un calendario di eventi musicali che trasformerà le stazioni del metrò e delle funicolari in un palcoscenico inatteso, offrendo ai passeggeri un benvenuto musicale che renderà ogni viaggio un’esperienza speciale.
  • Alle 11 il Coro della Libreria IoCiSto, diretto dal maestro Francesca Curti Giardina, si esibirà nella Stazione della Metropolitana di Piazza Vanvitelli;
  • alle ore 12 l’ensemble di Napulitanata si esibirà in quartetto nella Stazione della Funicolare di Piazza Fuga;
  • alle 18 Fabrizio Mandara allieterà i passanti della Stazione della Funicolare di Chiaia a Via Cimarosa;
  • alle 19.30 il pianista Pasquale Cirillo emozionerà i viaggiatori della Stazione della Metropolitana di Piazza Vanvitelli.
Inoltre, all’esterno del MU - Casa Museo Murolo - sarà allestita un’esposizione artistica a cura dell’Associazione La Terra del Sole. Tra l’altro, in occasione degli eventi realizzati con ANM, i biglietti di funicolare e metro avranno impressa l’immagine del grande maestro Murolo.
La canzone napoletana costituisce un patrimonio culturale materiale e immateriale senza confini che non è solo testimonianza di un pezzo di storia della città, ma un volano in grado di generare valore sul territorio. Questi eventi musicali hanno come scopo quello di avvicinare cittadini e turisti all’immenso patrimonio musicale napoletano e trasformare un momento di attesa in un’esperienza indimenticabile.
"La festa della musica di cui Napoli è stata città capofila è un momento di condivisione diffusa della nostra cultura e dei nostri fermenti musicali ed avere un palcoscenico diffuso è uno dei tanti segni tangibili che Napoli sempre più è città della Musica!", afferma il Consigliere del Sindaco per l’industria musicale e dell’audiovisivo Ferdinando Tozzi.
Queste le parole di Mario Coppeto, presidente della Fondazione Murolo: "Vogliamo portare la musica nei luoghi pubblici della collina del Vomero per rinsaldare e riscoprire la vocazione territoriale dell’arte e della cultura. Il 21 giugno si celebra in tutto il mondo la musica come veicolo di emozioni e di benessere collettivo. La musica unisce e fa star bene le persone. Noi abbiamo scelto la Canzone Napoletana come saldatura intergenerazionale attraverso la poesia e la melodia; valori intramontabili. Frm, Mu, Anm".