Vetrina Vesuvio

lunedì 31 agosto 2026

Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia | Mare Mosso film scritto e diretto da Roberto Cimpanelli

Verrà presentato in anteprima nello spazio “Confronti” delle Giornate degli Autori, nell’ambito dell’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Mare Mosso, il nuovo film scritto e diretto da Roberto Cimpanelli, con Eduardo Scarpetta e Beatrice Fiorentini protagonisti, al fianco di Antonio Bannò, Eva Cela, Rosa Diletta Rossi, Pierluigi Gigante, Romano Talevi, Simone Borrelli, Federico Majorana, con la partecipazione di Andrea Sartoretti.

Il film, prodotto da Master Five Cinematografica e Life Cinema con Rai Cinema, è un noir esistenziale sulla colpa e sull’innocenza, sul destino e sulla disperata voglia di vivere.

Marsilio

Tratto dall’omonimo romanzo di Cimpanelli – nelle librerie con Marsilio in concomitanza con la presentazione del film a Venezia –, Mare Mosso racconta la storia di Daniela (Beatrice Fiorentini), una ragazza che si porta addosso le ferite di un passato tormentato. Daniela è lesbica, tossica, bellissima. Il destino la porterà a lavorare come barista al Pachanga, locale malfamato di Ostia, dove farà la conoscenza di Massimo (Eduardo Scarpetta), pianista dello stesso locale. Anche lui nasconde segreti inconfessabili dietro un talento che gli è valso il soprannome di Mani d’Oro. L’uno nell’altra sembrano trovare un rifugio, una possibilità di redenzione.

Ma una notte di dicembre, nel gelo del litorale, Daniela vedrà cose che non doveva vedere e firma la sua condanna: c’è solo Massimo al suo fianco, e adesso qualcuno sta arrivando per uccidere tutti e due.

Un noir esistenziale sulla colpa e sull’innocenza, sul destino e sulla disperata voglia di vivere.

Cimpanelli torna alla regia dopo Un inverno freddo freddo, che gli è valso il Nastro d’Argento come Migliore Regista Esordiente e la candidatura ai David di Donatello, e Baciami Piccina, Gran Premio del Pubblico al Festival di Annecy. Con la sua Life International ha distribuito e prodotto titoli di grande successo nazionale e internazionale, firmando come produttore, tra gli altri, l’esordio alla regia di Paolo Virzì, La bella vita.

“Mi piace definire questo film noir e non thriller, in omaggio a quelle pellicole che, pur tenendo nel dovuto conto l’azione, s’ingegnano ad esplorare i movimenti dell’anima – racconta l’autore – e vorrei che il cuore delle spettatrici e degli spettatori palpitasse per Daniela e Massimo, che tifasse perché riescano a sfuggire al destino che di solito annienta le anime disperate”

𝐒𝐮𝐢 𝐒𝐞𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐃𝐞𝐢 𝐝𝐢 𝐀𝐠𝐞𝐫𝐨𝐥𝐚, 𝐏𝐚𝐨𝐥𝐨 𝐒𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 “𝐁𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐞”

𝐸𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑟𝑖𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑎𝑚𝑚𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑉𝐼 𝐶𝑜𝑛𝑣𝑒𝑔𝑛𝑜 “𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑁𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑆𝑐𝑖𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝐴𝑙𝑡𝑎 𝐶𝑜𝑠𝑡𝑖𝑒𝑟𝑎 𝐴𝑚𝑎𝑙𝑓𝑖𝑡𝑎𝑛𝑎”

Settembre esplosivo per Paolo Siani, che inizierà il suo nuovo ciclo di presentazioni dell’ultimo libro “Benessere digitale”, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. 

Il primo appuntamento del mese si terrà venerdì 4 settembre alle ore 17,30 presso il Campus “Pincipe di Agerola”, via Salvatore Di Giacomo. Dialogherà con l’autore Ferdinando Casolaro Presidente Anfsu. L’evento è inserito nel programma ufficiale del VI Convegno “Cultura, Natura e Scienza dell’Alta Costiera Amalfitana”- Sui Sentieri degli Dei Agerola.

Benessere digitale, l’uso sempre più precoce e incontrollato degli smartphone sta modificando profondamente la vita quotidiana di bambine, bambini e adolescenti, incidendo sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale. Benessere digitale affronta il tema senza demonizzare la tecnologia, ma proponendo un approccio equilibrato e consapevole, fondato sulle più recenti evidenze scientifiche e sulle raccomandazioni della Società Italiana di Pediatria. Attraverso dati, studi internazionali e osservazioni cliniche, il libro mostra come l’esposizione precoce ai device aumenti il rischio di dipendenze digitali, disturbi del sonno, difficoltà attentive, problemi emotivi e relazionali. Allo stesso tempo, indica strade con- crete per ridurre gli eccessi: ritardare l’uso dello smartphone personale, limitare il tempo di schermo, favorire attività alternative e costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e territorio. La “dieta digitale” non è una rinuncia punitiva, ma una scelta di cura: sot- trarre tempo allo schermo per restituirlo alle relazioni, all’ascolto e alla presenza, a beneficio non solo dei più piccoli, ma anche degli adulti chiamati a essere modelli credibili.

Paolo Siani è pediatra e già primario all’Ospedale Santobono di Napoli. È stato parlamentare e vicepresidente della Commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza. Già presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, si occupa da anni di tutela dei minori, salute pubblica ed educazione digitale. Nella collana Sorsi ha pubblicato Cyberbullismo. Vedi meno

venerdì 28 agosto 2026

Napoli | “La Notte della Tammorra” quest’anno rende un particolare omaggio a Roberto De Simone.

Napoli si prepara alla XXIV edizione de “La Notte della Tammorra”, il più grande festival di musica e cultura popolare della Campania. L’evento, che chiude il cartellone di “Estate a Napoli 2026”, è promosso e finanziato dal Comune di Napoli, nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica”, e quest’anno rende un particolare omaggio a Roberto De Simone.

La manifestazione si svolge l’11 e il 12 settembre nella storica cornice di Piazza Mercato, luogo che negli ultimi anni è diventato la casa del festival e che rappresenta un simbolo identitario per artisti e pubblico. Uno degli scenari più suggestivi e carichi di storia della città, che accoglie le danze e i suoni della tradizione popolare in un abbraccio ideale tra passato e presente.

A curare la direzione artistica è ancora una volta Carlo Faiello, figura centrale nel panorama musicale partenopeo. Diplomato in contrabbasso al Conservatorio di San Pietro a Majella, è stato componente storico della Nuova Compagnia di Canto Popolare, collaborando proprio con Roberto De Simone e partecipando a opere leggendarie come “La gatta Cenerentola”. Come autore, ha firmato brani per grandi interpreti come Roberto Murolo e Lina Sastri, vincendo il Premio della Critica al Festival di Sanremo con il brano “Pe’ dispietto”. Con le sue “Danze di Dioniso” ha portato i suoni della tradizione campana nei più importanti festival europei, confermando la sua vocazione di ricercatore e divulgatore della cultura immateriale.

Nata nel 2001, “La Notte della Tammorra” si ispira all’antica festa di Comiziano (‘a Notte de’ Tammorre) in onore di San Severino, riprendendo i vecchi raduni spontanei della Campania Felix legati ai culti della terra, ai pellegrinaggi e al solstizio. La manifestazione è un unicum nel panorama del sud Italia per la sua capacità di raccontare la tradizione popolare nella sua autenticità, risultando tra le più longeve del circuito campano e meridionale.

Al centro della festa c’è la tammorra, il tamburo a cornice simbolo di antichi rituali di corteggiamento e lavoro, e la tammurriata, una danza circolare dai passi liberatori tramandata dai vecchi maestri. Il festival non è solo un momento di spettacolo, ma un laboratorio culturale che promuove l’incontro tra le “paranze” (gruppi di suonatori) e i cantori, dando vita a un cerchio magico dove storie antiche e cultura millenaria si fondono con le nuove generazioni di artisti. L’evento offre uno spazio adeguato a tanti giovani talenti, favorendo un passaggio di consegne artistico che garantisce la continuità e la diffusione di questo patrimonio immateriale. Musica, canto e danza diventano così strumenti vivi per tramandare e diffondere la cultura tra la gente.

La XXIV edizione si articola in due serate concertistiche di grande richiamo, anticipate da un ricco programma di laboratori gratuiti.

I CONCERTI

11 settembre – “La notte dei tamburi di Napoli”

12 settembre – “Omaggio a Roberto De Simone: la tradizione in Campania”

Entrambi i concerti hanno inizio alle ore 20:30 con ingresso gratuito. Sul palco allestito in Piazza Mercato si alternano alcuni dei più importanti esponenti della musica folkloristica napoletana e nuovi artisti. Il cast comprende nomi del calibro di Lina Sastri, Flo, Tony Esposito, Ciccio Merolla, Maurizio Capone, Ars Nova Napoli, insieme con Biagio De Prisco (La Voce della Tradizione) e le storiche paranze come la Paranza di Giugliano, la Paranza ‘O Lione, la Paranza di Terzigno e la Paranza dei Monti Lattari. Non mancano le tradizioni regionali con le tarantelle di Montemarano, Cilento, Gargano e Carpino. Le serate sono arricchite dalle performance di artisti come Fiorenza Calogero, Simona Boo, Irene Scarpato (Suonno d’ajere), Marianita Carfora, Greg Rega, Denise Di Maria, Tony Cercola, Gennaro Tesone (Alma Megretta) e Lavinia Mancusi, che rappresentano il ponte ideale tra tradizione e innovazione.

I LABORATORI

Per avvicinare il pubblico alla cultura della tammorra, dal 7 al 10 settembre presso la sede della Fondazione Il Canto di Virgilio, in via Santa Chiara 10/c, e l’11 e il 12 settembre ancora in Piazza Mercato, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, si svolgono sei laboratori dedicati alle danze popolari e ai tamburi a cornice, in attesa dei concerti serali. La partecipazione ai laboratori è gratuita e non è necessaria alcuna prenotazione.

Napoli | È GRANDE ESSERE PICCOLI, la rassegna di teatro, musica e circo contemporaneo

Prenderà il via l' 11 settembre È GRANDE ESSERE PICCOLI, la rassegna di teatro, musica e circo contemporaneo promossa e co-finanziata dal Comune di Napoli nell'ambito della programmazione culturale 2026/2027, a cura di Casa del Contemporaneo, in collaborazione con Mostra d'Oltremare, Teatro dei Piccoli, i Teatrini e Progetto Sonora.

È GRANDE ESSERE PICCOLI rientra tra i 55 progetti selezionati attraverso la Linea d’azione 2 del bando Cultura Napoli 2026, per animare tutte le Municipalità cittadine fino al mese di marzo del 2027. Si tratta di un programma diffuso e multidisciplinare fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, che conferma il ruolo della cultura come leva strategica di crescita, inclusione e valorizzazione del territorio. Con questo piano, che prevede un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, l’Amministrazione comunale sostiene la qualità progettuale, rafforza il protagonismo degli operatori culturali e promuove una programmazione capace di coniugare patrimonio e innovazione.

In programma tra settembre e ottobre, la manifestazione anticipa la nuova stagione del Teatro dei Piccoli con un progetto speciale che, prima dell'avvio della consueta programmazione dedicata all'infanzia e alle nuove generazioni, ne amplia l'offerta trasformando gli spazi del teatro e dei giardini della Mostra d'Oltremare in un luogo di incontro tra spettacolo, musica, circo contemporaneo, laboratori e interazione. Un percorso che rafforza il ruolo del Teatro dei Piccoli come presidio culturale permanente, spazio di formazione e hub creativo aperto alla città.

La rassegna si aprirà venerdì 11 settembre nel centro storico di Napoli con Bubble Risciò, la "sound machine"di bolle di sapone ideata da Michele Cafaggi (Studio Ta-daa!, Milano), in replica il giorno successivo nelle aree pedonali della Municipalità X. Dal pomeriggio del 12 settembre prenderà il via la programmazione al Teatro dei Piccoli con appuntamenti nei weekend fino al 25 ottobre.

L'inaugurazione sarà una festa tra clownerie, bolle di sapone, teatro-circo e sperimentazione musicale con Fish&Bubble di Michele Cafaggi, CircoLetto de La Baracca dei Buffoni (Arzano) e il concerto per l'infanzia di Progetto Sonora.

Il cartellone ospiterà inoltre il Giro della Piazza della compagnia Madame Rebinè (Pordenone), dedicato ai campioni del ciclismo Bartali, Coppi e Pantani e ai temi della mobilità sostenibile; il concerto della Sonora Junior Sax, con settanta giovanissimi sassofonisti; Una merenda da paura di Teatrop (Lamezia Terme/Catanzaro); Le Voci Umane dell'ensemble Orfeo Futuro (Bari), esperienza tra musica antica, elettronica e le parole di Pasolini e Calvino; il concerto del brillante chitarrista emergente Nino D’amico; il teatro di animali di fuoco Circo Cerini di Creme&Brulè Show (Roma); Le Favole della Saggezza de i Teatrini; lo spettacolo itinerante Incontri ravvicinati con il popolo del bosco – Elfolandia della Compagnia degli Sbuffi (Castellammare di Stabia); i concerti per l'infanzia del Sonora Chamber Ensemble e, in chiusura, Vesumeus – Antidotum Tarantulae, dedicato al patrimonio musicale della Napoli medievale e rinascimentale.

Accanto agli spettacoli sono previsti laboratori di lettura e scrittura creative e percorsi di sperimentazione musicale oltre ad attività teatrali dedicate alla costruzione di maschere e burattini che, in alcune giornate, anticiperanno gli spettacoli.

Il programma è suscettibile di variazioni. Biglietto d'ingresso 5 euro. Appuntamenti ore 17:00, 19:00 e 20:00. Aggiornamenti e calendario completo saranno disponibili sui siti casadelcontemporaneo.it e teatrodeipiccoli.it e relative pagine social.

giovedì 27 agosto 2026

Marco Melito “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari” - Wojtek Edizioni,

Giovanni Sgammato, Marcello Colasurdo, Cicetto Guadagno, Tonino ‘o Stocco. Gli appassionati di tradizioni popolari vesuviane avranno sentito centinaia di volte i loro nomi. Sono loro, insieme a tanti altri, infatti, ad aver mantenuto in vita i rituali, i canti e i suoni legati alle tradizioni popolari contadine di Pomigliano d’Arco. Le loro storie, i loro racconti e tutte le tradizioni sono finiti in “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari”, il primo libro di Marco Melito, studioso e ricercatore del folklore locale che, insieme all’associazione culturale ‘A Sunagliera, tutela e diffonde il patrimonio culturale immateriale dei territori alle falde del Monte Somma. Edito da Wojtek Edizioni, che pubblica autori come Cartarescu, Moresco e Savarese, il volume di Melito è un vero e proprio calendario delle tradizioni popolari: dai celebri “fucaroni” in onore di Sant’Antuono ai rituali e canti contadini del periodo natalizio, passando per il Carnevale Popolare pomiglianese (riconosciuto come Patrimonio Immateriale della Regione Campania secondo le normative Unesco, grazie proprio al lavoro di Melito e della Sunagliera), la Quaresima, le feste per la raccolta del grano, dei pomodori e dell’uva. Per ognuna di esse, si analizzano le origini, a partire dall’Antica Grecia e dall’Antica Roma, e i significati espliciti e nascosti.

«La storia di questo libro è lunga» racconta l’autore, «e anche parecchio travagliata. Ho iniziato a scrivere qualche giorno prima che venisse a mancare Marcello Colasurdo, uno dei miei maestri di tradizioni popolari. Quindi, poi, c’è stata una seria pausa. Quando l’ho terminato, mesi dopo, ho chiesto all’amministrazione comunale di sostenere le spese per la pubblicazione. In un primo momento c’è stato il sostegno, venuto poi a mancare per motivi sconosciuti, ma da quel momento l’associazione di cui faccio parte è costante vittima di boicottaggio da parte dell’ente. Comunque, Wojtek ha poi letto il lavoro e l’ha ritenuto meritevole di rientrare nella sua collana dedicata proprio a Pomigliano e agli autori locali».

Il volume raccoglie canzoni, testi del teatro popolare, strofe di tammurriata (la musica, il canto e il ballo tipico della Campania), racconti della cultura popolare, tramandati oralmente per decenni e, in alcuni casi, addirittura secoli. Parlando proprio dei racconti, o cunti, popolari, ben dodici sono stati raccolti da Vittorio Imbriani e hanno avuto una diffusione più ampia. Melito ha, invece, recuperato altri tre racconti che rischiavano di essere dimenticati: i primi due sono stati stampati in pochissime copie, il terzo è stato ricostruito da un attento confronto con racconti popolari scandinavi, tedeschi, pugliesi e siciliani, e recuperato dalla memoria di Tonino ‘o Stocco, cantore e costruttore artigiano di tammorre, i tamburi campani che accompagnano appunto la tammurriata.

«Ascoltare, con umiltà, educazione e rispetto, i più anziani condividere le proprie storie e le proprie esperienze» aggiunge Melito, «è un vero e proprio onore. Entrare nella vita delle persone e delle loro famiglie va fatto con passo lento e gentile. Loro affidano a te i propri ricordi e le proprie emozioni. Tu hai solo il compito, per così dire, di riportarli su carta, mantenendoli veri e autentici, anche se talvolta possono sembrare rudi. Parliamo di altri tempi, un’altra società e un’altra socialità, un altro stile di vita, altre educazioni».

“Un’eredità nelle mani dei più giovani” è il sottotitolo del libro e, già dalle prime pagine, si capisce che questo lavoro è rivolto soprattutto a loro che, con responsabilità, ereditano il compito di mantenere vive le tradizioni popolari, anche e soprattutto sfruttando le nuove conoscenze e i nuovi mezzi di tutela e diffusione. Infine, ad impreziosire un lavoro già completo e basato su oltre venticinque anni di ricerca ed esperienza personale sul campo, c’è la prefazione curata da Giovanni Vacca, etnomusicologo e docente presso l’Università Roma Tre, nella quale si ricostruisce il contesto storico e culturale in cui Pomigliano d’Arco ha riconosciuto il profondo legame con quelle stesse tradizioni raccontate in queste pagine.

“Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari”, che sarà ufficialmente presentato al pubblico il 3 settembre, al Flip Festival al Palazzo Lancellotti di Durazzo a Casalnuovo, può essere acquistato presso la libreria dell’editore, Wojtek Libreria, in Piazza Leone a Pomigliano d’Arco.

Biografia di Marco Melito

Marco Melito nasce a Nola, nel maggio del 1991. All’età di nove anni, conosce Giovanni Sgammato e si avvicina al mondo delle tradizioni popolari locale. Negli anni, continua lo studio e una personale ricerca, anche grazie ai racconti del padre. Anni dopo, un nuovo incontro con Giovanni Sgammato si trasforma nel suo ingresso nell’associazione culturale ‘a Sunagliera. Da quel momento, inizia a frequentare maggiormente le feste popolari, incontrando i maggiori esponenti della musica e della cultura popolare. Entra a far parte della Paranza r’o Lione, di Scafati, e poi nella Paranza d’Ognundo, di Somma Vesuviana, esperienze che gli permettono di approfondire i propri studi e le proprie ricerche. “Pomigliano d’Arco: cinquecento anni di tradizioni popolari” è il suo primo lavoro edito.

Pisapia & Gruppo Smeraldo | “Le melodie dell’anima napoletana”, ovvero “Racconti e segreti della canzone classica napoletana”

Sabato 29 agosto 2026, a partire dalle ore 20 le storiche mura del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (piazza Santa Maria La Nova, 44 – Napoli) si accenderanno per ospitare il nuovo e attesissimo live di Pisapia & Gruppo Smeraldo. La serata si preannuncia come un evento unico nel suo genere, capace di trasformare la tradizione in un racconto vivo, dinamico e fortemente suggestivo. Il concerto sarà un vero e proprio viaggio sentimentale tra le più celebri pagine musicali dell’’800 e del ‘900 napoletano, capolavori immortali che continuano a incantare le platee di tutto il mondo.Il fulcro della serata sarà la voce profonda ed evocativa di Gennaro Pisapia, sostenuta dal talento dei musicisti del Gruppo Smeraldo. L’ensemble, noto per la sua capacità di tessere trame sonore eleganti e raffinate, vedrà sul palco: Giuseppe Carannante (clarinetto); Michele Cordova(chitarra); Alessandro Pignalosa (mandolino); Francopaolo Perreca (sax soprano e percussioni) e Mario Carannante (violoncello e basso).

La rassegna musicale non si ferma qui: dopo la data di agosto, il viaggio di Pisapia & Gruppo Smeraldo proseguirà con un nuovo appuntamento già fissato per il 27 settembre 2026.

E’ inoltre in programmazione l’allestimento del nuovo spettacolo teatrale dal titolo “Le melodie dell’anima napoletana”, ovvero “Racconti e segreti della canzone classica napoletana”. “Sarà un viaggio attraverso storia, racconti e aneddoti della canzone classica napoletana – afferma Gennaro Pisapia – il concerto sarà impreziosito da una scenografia attraverso la quale gli spettatori saranno proiettati nella storia e la vita dell’800 e ‘900 napoletano, incontrando poeti e compositori che hanno dato vita alla nostra musica e lingua napoletana. Seguiteci sui social #pisapiaofficial e #stabiledellacanzone napoletana e vi daremo aggiornamenti su date e luoghi teatrali dove lo spettacolo sarà in scena. Naturalmente, senza trascurare la nostra missione della Stabile Napoletana, con uno o due spettacoli al mese nelle strutture museali di Napoli”. Per info e prenotazioni contattare il 3791777405 oppure acquistare direttamente il biglietto su Azzuzzo service seguendo il link

👇🏻https://www.azzurroservice.net/.../pisapia-gruppo.../ -  Stabile Della Canzone Napoletana

mercoledì 26 agosto 2026

MANNight, straordinarie aperture. Il futuro incontra il passato

Musica, danza, installazioni multimediali, tableaux vivants, bodypainting e dj-set: “MANNight, straordinarie aperture. Il futuro incontra il passato” è il nuovo ciclo di eventi e aperture serali in programma dal 3 settembre al 22 ottobre 2026.

Otto serate in cui il MANN vuole proporre al pubblico un nuovo modo per vivere e scoprire l’archeologia, attraverso la musica e i linguaggi dell’arte contemporanea, in un percorso di evocazione e ricerca in cui si incontrano passato, presente e futuro.

Dalle 20.30 brevi performance si ripeteranno a intervalli regolari, in contemporanea, nelle diverse collezioni museali.

Il progetto, commissionato dal MANN a Casa del Contemporaneo produzioni teatrali, in collaborazione con La Santissima Community Hub, nasce dalla contaminazione di generi artistici, in cui la partecipazione del pubblico è un elemento fondamentale, dal bodypainting all’arte digitale, per trasformare le loro emozioni in segni, suoni e disegni. Il programma dà spazio anche alla danza e alla musica, tra percussioni tribali e un quartetto d’archi che mixa armonie classiche e pop.

Ogni sera un “Docubeat”, realizzato dal Club Tasso, reinterpreterà il patrimonio del Museo grazie a un innovativo collage sonoro e visivo, in cui i generi musicali si mescolano con le voci dei visitatori e del personale del MANN. Trait d’union di tutti gli eventi saranno il sottofondo musicale, con postazioni dj set, interne ed esterne al Museo, e gli aperitivi in giardino: qui si riuniranno tutti gli artisti per una sorta di curtain call e un momento di divertimento corale.

  • Giovedì 3, 10, 17 settembre 2026
  • Sabato 26 settembre 2026 – Giornate Europee del Patrimonio
  • Giovedì 1, 8, 15 e 22 ottobre 2026

Informazioni utili

Orari: il Museo resta aperto in continuità fino alle 23.30, ultimo ingresso alle 22.30, le operazioni di chiusura iniziano alle 23.

Biglietti: a partire dalle 19.00 il biglietto avrà un costo ridotto di € 10 e potrà essere acquistato in sede oppure on-line alla pagina dedicata.

In occasione delle GEP (Giornate Europee del Patrimonio) il biglietto serale costerà € 1, sempre a partire dalle 19.00.


Vi aspettiamo per vivere insieme una serata all’insegna dell’arte e della cultura!


domenica 23 agosto 2026

Napoli (NA) | Parco archeologico Sommerso di Gaiola

Il Parco sommerso di Gaiola costituisce il fulcro del litorale di Posillipo, tra le falesie della baia di Trentaremi ed i pendii di Marechiaro, ammantate di macchia mediterranea. Nell’ambito del parco, la zona di riserva integrale comprende il tratto di mare prospiciente il promontorio di Posillipo e gli isolotti della Gaiola, mentre la zona di riserva generale include il residuo tratto all’interno del perimetro del parco medesimo.



Il paesaggio subacqueo è costituito dalla commistione di popolamenti marini, favoriti dal sistema di circolazione delle acque nel golfo, e di resti di strutture archeologiche: bacini portuali, ninfei e peschiere, attualmente sommersi a causa del lento sprofondamento della crosta terrestre (bradisismo), pertinenti alla Villa marittima del Pausilypon fatta costruire dal ricco cavaliere romano Publio Vedio Pollione (I a.C.) e divenuta alla sua morte residenza imperiale. Il Parco sommerso di Gaiola è dotato di un Centro Ricerca e Divulgazione Scientifica (CeRD) operativo tutto l'anno, attrezzato con sala seminari, laboratorio, sala didattica, spogliatoio, desk accoglienza, acquario e giardino botanico mediterraneo.
Accesso all'area marina protetta - Parco sommerso di Gaiola
INVERNO
Da Ottobre ad Aprile
E' possibile accedere al Parco Sommerso di Gaiola tutti i giorni, gratuitamente, mediante
registrazione all'ingresso o prenotazione online fino al raggiungimento della capienza massima dell'area (200 persone)
Orari di apertura:
- Ottobre, Novembre, Marzo, Aprile: dalle 10:00 alle 17:00
- Dicembre, Gennaio, Febbraio: dalle 10:00 alle 15:00
Il Centro Visite del Parco è aperto
Martedì, Giovedì e Sabato dalle 10:00 alle 14:00
registrazione in loco o prenotazione online su www.areamarinaprotettagaiola.it/prenotazione
ESTATE
Da Maggio a Settembre
E' possibile accedere al Parco Sommerso di Gaiola tutti i giorni, gratuitamente, previa prenotazione online obbligatoria da effettuarsi QUI.
Orari di apertura:
Mattina: 9:00 - 13:00
Pomeriggio: 14:00-18:00
Il Centro Visite del Parco è aperto
dal Martedì alla Domenica dalle 10:00 alle 16:00.

Estate a Napoli 2026 Al via la rassegna cinematografica Napoli Mon Amour

Il cinema non va in ferie. Dopo il successo al Parco Virgiliano e al Parco del Poggio e la programmazione ancora in corso in Villa Floridiana e nel chiostro della Parrocchia Santa Maria dell’Arco a Miano, il cartellone delle arene cinematografiche per Estate a Napoli 2026, promosso e finanziato dal Comune di Napoli su impulso del sindaco Gaetano Manfredi, prevede una nuova tappa: Napoli Mon Amour, la rassegna gratuita organizzata dalla Cooperativa Sociale Dedalus, in programma da mercoledì 26 agosto a venerdì 4 settembre nella Cavea di Piazza Garibaldi (inizio proiezioni alle ore 21.00, ingresso libero fino a esaurimento posti, info 081.293390).
Napoli Mon Amour richiama nel titolo il celebre film Hiroshima Mon Amour di Alain Resnais, scritto da Marguerite Duras, in cui la memoria riemerge attraverso il flashback. In quest’ottica, il cinema diventa lo strumento per rileggere la città di Napoli attraverso lo sguardo rigoroso e profondo dei suoi autori: da Antonio Capuano a Gabriele Salvatores, da Mario Martone a Sydney Sibilia, tra gli altri. La selezione dei dieci film in calendario, a cura di Casa Cinema, è stata ideata per restituire la complessità e la molteplicità del contesto partenopeo, attraverso una visione autentica e lontana da ogni stereotipo oleografico.
Con Napoli Mon Amour, la programmazione culturale di Estate a Napoli contribuisce al percorso di valorizzazione della Cavea di Piazza Garibaldi, spazio urbano al centro del progetto di rigenerazione La Bella Piazza, attraverso il quale l’Amministrazione comunale punta a trasformare la piazza da luogo prevalentemente di passaggio a spazio di incontro, socialità e aggregazione.  Cultura Comune di Napoli
NAPOLI MON AMOUR
Organizzato da: Dedalus Cooperativa Sociale
Giorni e orari: dal 26 agosto al 4 settembre, ore 21.00
Luogo: Cavea di Piazza Garibaldi
Info: ingresso libero fino a esaurimento posti; 081.293390
  1. Mercoledì 26 agosto: Napoli – New York, regia di Gabriele Salvatores
  2. Giovedì 27 agosto: Pino, regia di Walter Fasano
  3. Venerdì 28 agosto: Nero, regia di Giovanni Esposito
  4. Sabato 29 agosto: Achille Tarallo, regia di Antonio Capuano
  5. Domenica 30 agosto: Nino. 18 giorni, regia di Toni D'Angelo
  6. Lunedì 31 agosto: Io Capitano, regia di Matteo Garrone
  7. Martedì 1° settembre: Mixed by Erry, regia di Sydney Sibilia
  8. Mercoledì 2 settembre: Il sindaco del rione Sanità, regia di Mario Martone
  9. Giovedì 3 settembre: Mi batte il corazon, regia di Francesco Prisco
  10. Venerdì 4 settembre: Come prima, regia di Tommy Weber

sabato 22 agosto 2026

Napoli | Castel Sant'Elmo

 Le prime notizie relative a Castel Sant'Elmo lo indicano, intorno al 1275, come una residenza fortificata angioina, denominata Belforte; fu successivamente Roberto d'Angiò nel 1329 a volere l'ampliamento del palatium e l'incarico fu affidato a Tino di Camaino, allora impegnato nella costruzione della vicina Certosa di San Martino.

L'attuale configurazione con l'impianto stellare a sei punte si deve invece alla ricostruzione cinquecentesca, voluta, tra il 1537 e il 1547, da Don Pedro de Toledo durante il viceregno spagnolo. Il progetto fu realizzato dall'architetto militare spagnolo Pedro Luis Escrivà.

Il primo castellano di Sant'Elmo fu don Pedro de Toledo, cugino del viceré, morto nel 1558, il cui monumento funerario è conservato nella chiesa, situata sulla Piazza d’Armi del Castello.

Il castello è stato spesso utilizzato nel corso dei secoli successivi come carcere, vi furono rinchiusi Tommaso Campanella, accusato di eresia, e più tardi i patrioti della rivoluzione napoletana del 1799 come Gennaro Serra, Mario Pagano e Luigia Sanfelice. Dopo essere stato presidio borbonico è stato carcere militare fino al 1952. Successivamente la fortezza è passata al Demanio militare fino al 1976, anno in cui ha avuto inizio un imponente intervento di restauro ad opera del Provveditorato alle Opere Pubbliche della Campania. I lavori hanno reso possibile il recupero dell'originaria struttura, rendendo visibili gli antichi percorsi, i camminamenti di ronda e gli ambienti sotterranei, dove è stato realizzato un grande Auditorium.
Nel 1982 il complesso monumentale venne affidato in consegna alla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli. Oggi il castello è sede degli uffici della Direzione regionale Musei nazionali Campania e dei Musei nazionali del Vomero.

Il Castello è stato sede negli ultimi trent'anni di numerose manifestazioni espositive di arte antica e contemporanea ma anche di una intensa attività di rassegne musicali di cinema e di teatro. Ciò che rende unico questo sito monumentale sono gli spalti, dai quali si ammira uno spettacolare panorama di tutto il territorio circostante, dalle isole al Vesuvio, dai Campi Flegrei ai monti del Matese.

MUSEO NOVECENTO A NAPOLI

La piazza d'armi di Castel Sant'Elmo ospita il museo Novecento a Napoli che, inaugurato nel 2010, raccoglie ed espone una collezione permanente di opere d'arte realizzate a partire dal 1910 da artisti napoletani o attivi in città.

La raccolta, frutto di donazioni e comodati a lungo termine, documenta il succedersi dei movimenti artistici e il loro progressivo allontanamento dalla rappresentazione naturalistica della realtà, fino alle sperimentazioni dell'ultimo decennio del secolo.

Dopo la “Secessione dei 23”, due ondate futuriste segnano una prima rottura rispetto alla tradizione paesaggistica partenopea di stampo ottocentesco, sebbene tendenze figurative persistano anche dopo la Prima guerra mondiale e fino al “Ritorno all’ordine”, con influenze sulle arti applicate e sulla decorazione architettonica.

Nella metà del secolo, al neorealismo pittorico fortemente improntato alla lettura politica e sociale della condizione post bellica, si contrappone sul piano operativo il linguaggio geometrico del “Movimento Arte Concreta”, strettamente connesso ad architettura e design. Contemporaneamente, l’“Informale”, già diffuso nella pittura degli anni '50, a Napoli caratterizza importanti esperienze anche del decennio successivo, con declinazioni nella scultura.

Gli anni '60 e '70 proseguono sulla scia dell’impegno che aveva caratterizzato alcune ricerche del secondo dopoguerra, stavolta attraverso una molteplicità di linguaggi che, passando per pittura e scultura,
spazia dall’assemblage alla poesia visiva, alla fotografia, al collage. Sono gli anni in cui nascono alcune delle gallerie più importanti, che favoriscono il contatto con l’ambiente internazionale e l’arrivo di molti artisti stranieri che lasceranno un segno fondamentale nella storia napoletana.

Con gli anni ’80 prorompe il ritorno alla figuratività della “Transavanguardia”, mentre si fanno spazio esperienze eterogenee che aprono la strada alle sperimentazioni, soprattutto a carattere installativo e ambientale, degli anni a venire.

Castel Sant'Elmo con il Museo Novecento a Napoli è uno dei Luoghi del contemporaneo del Ministero della cultura. https://cultura.gov.it/luogo/castel-sant-elmo-e-museo-del-novecento-a-napoli

martedì 11 agosto 2026

NATALE A NAPOLI 2026 – 290 mila euro per un cartellone culturale diffuso, inclusivo e partecipato

Prende il via la costruzione del "Natale a Napoli 2026". Il Comune di Napoli ha stanziato 290 mila euro per realizzare un cartellone diffuso di musica, teatro e danza che accompagnerà la città durante le festività. Gli operatori culturali potranno presentare le proprie proposte progettuali entro il 22 settembre 2026. Il bando e la relativa modulistica sono disponibili sul sito istituzionale dell’Ente: comune.napoli.it

Il bando conferma la volontà dell’Amministrazione comunale di costruire la programmazione culturale in sinergia con gli operatori e le realtà associative e imprenditoriali del territorio, valorizzandone idee, competenze e progettualità per dare vita a un'offerta diffusa e di qualità. e iniziative selezionate costituiranno la quinta edizione di "Altri Natali" (8 dicembre 2026 - 10 gennaio 2027), il format, fortemente voluto dal sindaco Manfredi, che interpreta il Natale come occasione di incontro, dialogo e contaminazione tra culture, riservando particolare attenzione all'identità mediterranea di Napoli e al mare come luogo di scambio e di relazione. Al progetto si affiancheranno due grandi eventi musicali, espressione di "Napoli Città della Musica".

Il programma coinvolgerà tutte le dieci Municipalità cittadine e anche i due grandi eventi musicali saranno distribuiti tra centro e periferia. Il primo animerà, infatti, alla fine di novembre, il Complesso monumentale di San Domenico Maggiore, restituito alla città come “Casa della Lettura” al termine degli interventi di rifunzionalizzazione. Il secondo, inserito nelle celebrazioni del Capodanno 2027, si svolgerà in una Municipalità di periferia, contribuendo a estendere l'offerta celebrativa oltre il centro storico.

Con "Natale a Napoli 2026", la cultura si conferma uno strumento di coesione sociale, partecipazione e apertura internazionale, in continuità con il percorso di crescita e valorizzazione che accompagnerà la città verso l'America's Cup 2027, rafforzandone l'identità di capitale mediterranea, inclusiva e sempre più protagonista sulla scena internazionale. Cultura Comune di Napoli

Napoli cambia il modo di raccontarsi al mondo: online il nuovo portale turistico ufficiale della DMO “Napoli a New City”

È online www.napolianewcity.it: più di un semplice sito istituzionale, rappresenta il cuore pulsante della nuova strategia digitale della Destination Management Organization (DMO) promossa dall’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli.

È uno spazio vivo, dinamico, in continua evoluzione, progettato per raccogliere e valorizzare contenuti editoriali, itinerari tematici, guide, racconti, eventi ed esperienze.

Il progetto dell’Assessorato al Turismo. Una piattaforma editoriale e di destination marketing pensata per raccontare Napoli con uno sguardo nuovo: un ecosistema digitale che valorizza l’identità della città e accompagna il viaggiatore in ogni fase del suo percorso, dall’ispirazione alla pianificazione, fino all’esperienza sul territorio e alla costruzione di un legame duraturo con la destinazione.

Il lancio arriva in una fase di straordinaria crescita della destinazione.

«Con questo portale Napoli compie un salto di qualità nel modo in cui si presenta al mondo. Non volevamo realizzare un semplice sito istituzionale, ma costruire uno spazio capace di raccontare la città attraverso le sue esperienze, i suoi quartieri, la sua cultura e le sue persone. Oggi una destinazione è competitiva se riesce a creare una relazione con il viaggiatore ancora prima della partenza e a coinvolgerlo con contenuti autentici e di qualità. Il nuovo portale rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare il posizionamento internazionale di Napoli, valorizzando al tempo stesso il lavoro e le competenze dell’intero sistema turistico cittadino», afferma l’Assessora al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato.

La struttura. L’architettura del sito è stata progettata mettendo al centro l’esperienza dell’utente.

Le principali sezioni accompagnano il visitatore alla scoperta della città da prospettive diverse: 

  • Get Inspired raccoglie storie e contenuti dedicati all’ispirazione del viaggio; 
  • Collections propone itinerari tematici ed esperienze; 
  • Quartieri racconta l’identità dei territori e 
  • Eventi offre un calendario costantemente aggiornato degli appuntamenti culturali, artistici e popolari.

Contenuti. Particolare attenzione è riservata alla qualità dei contenuti editoriali, pensati per valorizzare la pluralità dell’offerta turistica cittadina e restituire un racconto autentico della destinazione, mettendo in dialogo patrimonio storico, cultura contemporanea, tradizioni, creatività ed enogastronomia.

Il portale comprende inoltre un’area dedicata agli operatori del settore turistico, che potranno accedere a materiali, immagini e contenuti digitali condivisi, favorendo una promozione coordinata della destinazione.

Integrazione con i social. Integrato con i canali social ufficiali della destinazione, www.napolianewcity.it accompagna il visitatore prima, durante e dopo il viaggio, contribuendo a costruire una relazione continuativa con Napoli e a rafforzarne il posizionamento come destinazione internazionale. Assessorato al Turismo - Comune di Napoli Napoli a New City

lunedì 10 agosto 2026

Napoli | Concerto di Ferragosto all’alba sulla terrazza panoramica di Sant’Antonio a Posillipo

Torna “Note incantate”, il concerto di Ferragosto all’alba sulla terrazza panoramica di Sant’Antonio a Posillipo, fortemente voluto dall’Assessora Teresa Armato che, tre anni fa, ebbe l’idea di aprire così le celebrazioni del 15 agosto a Napoli, alle 5:00 del mattino. Il concerto è sostenuto e promosso dall’Assessorato comunale al Turismo, che ha anche messo a disposizione di cittadini e turisti due navette in partenza alle 4:00 da Piazza Municipio e dal Parcheggio Brin (via Benedetto Brin, 100). Concerto e navetta, entrambi gratuiti, devono essere prenotati sulla piattaforma EventBrite. Il link per le prenotazioni sarà attivo da lunedì 10 agosto, alle 12:00.
Quest’anno il concerto sarà diviso in due momenti. 
  • L’apertura è affidata a Mario Maglione, accompagnato alla chitarra da Michele Cordova. 
  • Proseguirà Veronica Simioli con Dalavier Napolitano (sax soprano), Emidio Ausiello (suggestioni percussive: suoni e colori della terra) e Ermanno Romano (chitarra classica).
«Il concerto di Ferragosto all’alba è uno degli appuntamenti più attesi della programmazione estiva dell’Assessorato, inserito nel progetto “Vedi Napoli d’estate e poi Torni”. Un’esperienza straordinaria che piace tanto ai cittadini ma anche ai turisti: vedere il sole sorgere con una colonna sonora composta dalle arie più famose della canzone classica napoletana è un’emozione incredibile e meravigliosa. Tra i turisti in platea, lo scorso anno c’erano ragazze e ragazzi giovanissimi in arrivo dall’Irlanda. Dopo due anni di successo, con una platea in sold out, quest’anno abbiamo voluto aggiungere un tocco in più, omaggiando Napoli e la sua musica con due voci, una maschile e una femminile, Mario Maglione e Veronica Simioli, che sono l’incontro tra due generazioni, a testimonianza di quanto il nostro immenso patrimonio venga salvaguardato, valorizzato e divulgato attraverso il tempo». Così l’assessora Teresa Armato - Assessorato al Turismo - Comune di Napoli

𝗔𝗻𝗻𝗮 𝗗𝗶 𝗖𝗼𝗿𝗰𝗶𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗮 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝗴𝗿𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗘𝗱𝗶𝘁𝗵 𝗦𝘁𝗲𝗶𝗻 𝗲 𝗘𝘁𝘁𝘆 𝗛𝗶𝗹𝗹𝗲𝘀𝘂𝗺

𝐿’𝑎𝑢𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒𝑟𝑎̀ 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑢𝑙𝑡𝑖𝑚𝑜 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑙𝑎 𝐵𝑖𝑏𝑙𝑖𝑜𝑡𝑒𝑐𝑎 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 “𝑉.𝐵𝑎𝑙𝑧𝑎𝑛𝑜”
Due donne, due storie e una forza resiliente che attraversa tutto il Novecento nel libro “Le ragazze della resilienza. Edith Stein e Etty Hillesum: due donne in dialogo” di Anna Di Corcia, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana La Cisterna.
La prossima presentazione di terrà giovedì 13 agosto alle ore 18 presso la Biblioteca Comunale “V. Balzano”, Castel di Sangro (Aq).
Dopo i saluti dell’assessora Raffaella Dell’Erede,
dialogherà con l’autrice il docente Andrea Del Castello.
Il saggio mette in dialogo le figure di Edith Stein ed Etty Hillesum nel contesto dell’Europa tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento, segnato dall’ascesa del Nazismo e dalla persecuzione degli ebrei. Attraverso l’analisi delle opere filosofiche, pedagogiche e delle conferenze di Edith Stein e delle lettere e dei quaderni del Diario di Etty Hillesum, il volume ricostruisce due percorsi umani e intellettuali diversi ma profondamente convergenti. Entrambe, vittime della deportazione ad Auschwitz a un anno di distanza l’una dall’altra, testimoniano una straordinaria forza interiore e una resilienza spirituale che continua a interrogare il presente.
Anna Di Corcia nasce ad Atri (TE) e vive a Napoli. È stata cultore della materia presso la Cattedra di Didattica del latino dell’Università Federico II di Napoli ed è docente di Lingua e Letteratura italiana e latina e Geostoria nella scuola secondaria di secondo grado, in particolare presso il Liceo “Pasquale Villari” di Napoli. Laureata in Lettere 5 moderne all’Università di Napoli “Federico II”, ha conseguito un Master di II livello in Beni culturali della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana. Giornalista pubblicista dal 2018, collabora con riviste d’arte e testate nazionali. Ha partecipato come relatrice a convegni internazionali sul rapporto tra poetica e cristianesimo e nel 2024 ha pubblicato con Loescher Memoria locorum. Paesaggi nella letteratura latina.

venerdì 7 agosto 2026

I sequestrati di Altona di Jean-Paul Sartre.

Sabato 8 agosto ore 21.00 Maschio Angioino - Napoli
Con
  • Riccardo Festa, 
  • Annalisa Renzulli,
  • Riccardo De Luca, 
  • Salvatore Veneruso, 
  • Serena Cino, 
  • Michele Romano
Regia
Riccardo De Luca
Scene, costumi e traduzione
Riccardo De Luca
Aiuto regia e drammaturgia
Annalisa Renzulli
Assistente alla regia e direttore di scena
Claudia Moroni
Direzione tecnica e disegno luci
Ciro Di Matteo
Ufficio stampa
Roberta D'Agostino
Produzione Stati Teatrali
Sabato 8 agosto alle ore 21.00 al Maschio Angioino debutta in prima nazionale I sequestrati di Altona di Jean-Paul Sartre. In scena ci sono: Riccardo Festa, Annalisa Renzulli, Riccardo De Luca, Salvatore Veneruso, Serena Cino, Michele Romano per la regia di Riccardo De Luca.
Iniziativa promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell'ambito dell'Estate a Napoli 2026 – «Teatro e danza al Castello» / «Arene cinematografiche estive».
Lo spettacolo trasforma uno dei luoghi simbolo di Napoli in un potente spazio teatrale dove memoria, colpa, potere ed etica si confrontano in una riflessione di straordinaria attualità.
«I sequestrati di Altona - afferma nelle sue note Riccardo De Luca - è un'opera che parla del Novecento, ma soprattutto del nostro presente. Sartre ci mette davanti a una domanda che continua a inquietarci: è davvero possibile sottrarsi alla responsabilità delle proprie azioni? Franz sceglie di sequestrare se stesso perché crede che il mondo possa fermarsi insieme alla sua coscienza. Ma il passato non smette mai di bussare.»
Quindici anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Franz von Gerlach vive segregato nella torre del castello di famiglia. Ex ufficiale della Wehrmacht, è convinto che il conflitto non sia mai terminato e che la Germania sia ancora devastata. Non sa che il mondo è cambiato. La sua è una prigionia volontaria, alimentata dal rimorso e dall'incapacità di fare i conti con i crimini commessi durante la guerra.
Da questa premessa prende vita uno dei testi più intensi del teatro del Novecento, in cui Sartre intreccia dramma psicologico e riflessione politica, interrogando il rapporto tra responsabilità individuale e memoria collettiva.
La regia accentua il coinvolgimento dello spettatore fin dall'inizio: «Ho voluto – dice De Luca - che il pubblico entrasse fin dall'inizio dentro la vicenda. Albrecht von Gerlach dichiara che il Maschio Angioino diventa il castello dei Gerlach e che gli spettatori sono sequestrati insieme ai personaggi. Perché nessuno, di fronte alla Storia, può dirsi davvero esterno o innocente.»
Il padre di Franz, Albrecht von Gerlach, accoglie il pubblico dichiarando che il Maschio Angioino è diventato il castello della famiglia Gerlach e che, da quel momento, anche gli spettatori sono "sequestrati". Un espediente teatrale che trasforma il pubblico in parte integrante del dramma e lo invita a condividere il peso del giudizio e della responsabilità.
Lo spazio scenico è articolato in quattro ambienti essenziali e privi di pareti: la torre dove Franz si auto esilia, il salotto della famiglia Gerlach, lo studio dell'impero industriale del padre e il giardino. Le luci e le sonorità dei Van der Graaf Generator accompagnano il racconto, amplificando la tensione tra realtà e coscienza.
Attorno a Franz si muovono figure segnate da profonde contraddizioni: il padre Albrecht, potente armatore che prospera grazie alle guerre; Werner, incapace di sottrarsi all'autorità paterna; Leni, sorella amorevole e manipolatrice, che alimenta la reclusione del fratello; Johanna, moglie di Werner, la cui ricerca della verità incrina il fragile equilibrio della famiglia. Sarà proprio lei, con la sua rigorosa integrità morale, a costringere Franz a confrontarsi con il proprio passato.
«Per me – conclude il regista - questa non è soltanto una tragedia psicologica: è soprattutto una tragedia politica. Sartre ci dice che il male non nasce solo dalle ideologie, ma dall'abitudine a delegare la responsabilità, a rinunciare al giudizio, ad accettare il potere come un destino inevitabile.»
Più forte dell'amore e della stessa verità è l'etica, unico possibile argine alla distruttività del potere, della violenza e delle ideologie. Attraverso il celebre tema sartriano del giudizio dell'altro, lo spettacolo restituisce tutta la contemporaneità di un'opera che continua a interrogare il nostro presente

mercoledì 5 agosto 2026

CittaComune: Speciale Estate a Napoli

Il Centenario del Napoli incontra l’arte dei Campi Flegrei: tre Magnum Flegreo diventano opere d’arte

Cento anni di storia, passione e appartenenza incontrano l’arte e l’identità dei Campi Flegrei. È da questo intreccio che nasce l’omaggio di Cantine Federiciane al Centenario del Calcio Napoli: tre Magnum di Flegreo Bollicine – Cuvée Metropolitano, trasformate in vere e proprie opere d’arte attraverso il lavoro dell’artista vetraia Annalisa Saggiomo di Vetrarte.

Tre pezzi unici, realizzati in collaborazione con l’artista e inseriti nel progetto Flegreo-Art, che racconta il territorio attraverso il dialogo tra vino, arte e creatività.

Ogni bottiglia è un’opera irripetibile. Dipinta interamente a mano, porta sulla propria superficie un racconto fatto di colore, materia e suggestioni, trasformando una Magnum di spumante in un oggetto da collezione capace di racchiudere l’anima creativa dei Campi Flegrei.

Un omaggio speciale, pensato per celebrare una ricorrenza altrettanto speciale: il Centenario del Calcio Napoli, una storia lunga un secolo che appartiene non soltanto allo sport, ma alla cultura e all’identità di una città e di un territorio.

Flegreo-Art: quando il vino diventa arte

Il progetto Flegreo-Art nasce dalla volontà di Cantine Federiciane di creare un ponte tra il mondo del vino e quello dell’arte, valorizzando al tempo stesso la forte identità dei Campi Flegrei.

In questa occasione, il progetto incontra l’estro creativo di Annalisa Saggiomo, artista vetraia di Vetrarte, che ha interpretato le tre Magnum rendendole differenti e irripetibili.

Non semplici bottiglie, dunque, ma creazioni artistiche da conservare, nelle quali il vino diventa esperienza visiva oltre che sensoriale.

A impreziosire le opere è Flegreo Bollicine – Cuvée Metropolitano, una cuvée vivace e raffinata, dove eleganza e carattere si incontrano in un perlage fine e persistente. Uno spumante pensato per accompagnare i momenti speciali e che, in questa speciale edizione artistica, trova una nuova dimensione: quella del pezzo unico da collezione.

Tre Magnum, tre opere uniche, una storia lunga cento anni

Le tre bottiglie celebrative sono state concepite come pezzi unici, espressione di un incontro tra territorio, arte e passione.

Da una parte il mondo del vino e dei Campi Flegrei, dall’altra l’arte e la creatività contemporanea; al centro, il Napoli, simbolo di una città capace di trasformare la propria identità in una storia universale.

Il risultato è una collezione esclusiva che celebra il Centenario attraverso un linguaggio diverso, quello dell’arte applicata al vino: tre Magnum da 1,5 litri, dipinte a mano e realizzate in esemplari unici.

Un progetto che parla di Napoli senza dimenticare le sue radici, di un territorio vulcanico e creativo, e di quella capacità tutta partenopea di trasformare una bottiglia in un racconto.

Flegreo-Art non è solo vino: è espressione artistica, territorio e passione, racchiusi in una creazione esclusiva.