Vetrina Vesuvio

mercoledì 1 aprile 2026

Napoli celebra Tullio De Piscopo: il 2 aprile al Teatro Augusteo

Napoli celebra Tullio De Piscopo: il 2 aprile al Teatro Augusteo il concerto degli 80 anni, Premio MEI, ospiti LDA e AKA 7EVEN per il tour “80 Tullio – The Last Tour… Nun ’o saccio!” 

Sarà Napoli ad accogliere uno degli appuntamenti più significativi del tour celebrativo di Tullio De Piscopo. Il prossimo 2 aprile, il Teatro Augusteo ospiterà il concerto di “80 Tullio – The Last Tour… Nun ’o saccio!”, uno spettacolo speciale che celebra gli 80 anni del Maestro nella città che ne ha segnato profondamente il percorso artistico e umano.

Una data simbolica, quella partenopea, che si inserisce all’interno di un anno straordinario per Tullio De Piscopo e che si preannuncia come una vera e propria festa della musica dal vivo. Sul palco, il Maestro ripercorrerà oltre sessant’anni di carriera, attraversando jazz, funk, fusion e tradizione mediterranea, con un repertorio che include i brani più iconici della sua storia, a partire da “Andamento Lento”, fino alle composizioni che hanno definito il suo linguaggio unico.

La serata sarà resa ancora più speciale dalla partecipazione straordinaria di LDA e AKA 7EVEN, che torneranno a condividere il palco con Tullio De Piscopo dopo l’acclamata esibizione al Festival di Sanremo 2026, dove insieme hanno portato una nuova e potente versione di “Andamento Lento”, capace di conquistare pubblico e critica.

Proprio quell’esibizione è valsa a Tullio De Piscopo il Premio MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti come miglior live assoluto del Festival, un riconoscimento che celebra la forza della musica suonata dal vivo e che verrà consegnato ufficialmente nel corso della serata del 2 aprile al Teatro Augusteo, alla presenza del patron del MEI Giordano Sangiorgi, di Renato Marengo e del produttore Nando Misuraca.

Il concerto arriva inoltre a pochi giorni dall’uscita di “80 Tullio”, il cofanetto celebrativo in vinile 4LP, disponibile dal 18 aprile in occasione del Record Store Day. Pubblicato da Cimbarecord, il box racconta la carriera del Maestro attraverso quattro capitoli, Golden Age, Rhythm Section, Drums & Percussion Power e Jazz Friends, ed è disponibile in edizione limitata in vinile nero (220 copie) e in una versione speciale in vinile oro numerata e autografata (80 copie). #AndamentoLento #Sanremo2026

Somma Vesuviana | Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico

Una mattinata di profonda emozione e cittadinanza attiva quella vissuta oggi presso l’Hub-Side, lo spazio della Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. Al centro dell’evento, la presentazione del progetto “Una Via Crucis in Vico Lentini”: un percorso di quattordici bassorilievi nato dalla sinergia tra l’Istituto Superiore “Caravaggio” di San Gennaro Vesuviano e l’associazione “Amici del Casamale”, con il prezioso sostegno dell’azienda F.lli Ciampa srl.

Il valore del “Noi” contro l’individualismo

L’incontro è stato aperto da Salvatore Aliperta, presidente dell’associazione “Amici del Casamale”, che nei saluti di rito ha rivolto un ringraziamento corale ai parroci, ai soci e, soprattutto, agli studenti del “Caravaggio” per l’impegno profuso nella riqualificazione del vico.

L’intervento di Giuseppe Ciampa, sponsor e membro dell’associazione, che ha spostato il focus sull’importanza del legame sociale:

“Viviamo in un mondo che ci spinge all’indipendenza estrema e al pensiero fisso su se stessi. Dobbiamo invece ricordare che siamo parte di una comunità, la quale cresce solo grazie al contributo che ognuno di noi decide di apportare.”

Un concetto ripreso con forza dal Professor De Simone, storico del territorio, che ha esortato i giovani artisti a farsi custodi della bellezza: “Coltivate e preservate l’arte, perché è l’unico strumento capace di dare un’anima vera al territorio”.

Il talento degli studenti e la forza del riscatto

La Dirigente Scolastica, Annarita Cortese, ha espresso grande orgoglio per il lavoro svolto da studenti e professori, sottolineando il valore educativo di un progetto che esce dalle aule per farsi “strada”. Il racconto tecnico è stato affidato al Professor Marco Domestico, responsabile delle riprese video, che ha illustrato le fasi realizzative evidenziando come gli alunni abbiano operato in totale autonomia, dimostrando maturità e competenza tecnica.

L’anima creativa del progetto, il Professor Vincenzo De Luca, ha spiegato la filosofia dietro la scelta dei bassorilievi: l’arte come antidoto al degrado.

“L’arte in Vico Lentini rimarrà nel tempo,” ha dichiarato De Luca, “ma serve la coscienza di tutti per far rivivere i luoghi e sottrarli all’abbandono che purtroppo oggi li caratterizza.”

Dalla visione alla realtà: la nuova vita del Vico

Un momento di grande impatto emotivo è stato la proiezione del video di presentazione, che ha mostrato il “prima e dopo” del vico: un contrasto netto che ha reso tangibile il miracolo della riqualificazione operata dai ragazzi.

A conclusione della presentazione, dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dal parroco Don Nicola De Siena, i partecipanti si sono spostati in processione verso Vico Lentini. Qui, tra le mura antiche del borgo, sono state ufficialmente inaugurate le 14 stazioni della Via Crucis, trasformando il vicolo in un sentiero di fede e civiltà che da oggi è ufficialmente restituito alla comunità di Somma Vesuviana.

Comunicato Stampa

Si intitola “Pedine” la mostra personale di Gioia Caliendo, in programma dal 10 al 24 aprile allo Spazio 57 Art Gallery di Napoli

Venti opere tra tele e sculture per raccontare il rapporto tra identità e immagine sociale. Si intitola “Pedine” la mostra personale di Gioia Caliendo, in programma dal 10 al 24 aprile allo Spazio 57 Art Gallery di Napoli, in via Chiatamone 57. Il vernissage è fissato per il 10 aprile alle 18. L’esposizione è curata da Ferdinando Sorrentino.

Pittrice e scultrice, originaria di San Giuseppe Vesuviano e residente a Palma Campania, Caliendo è laureata in Arti visive all’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca ruota attorno alla figura dell’“omino”, elemento ricorrente della sua produzione, attraverso cui l’artista affronta temi come l’Anima sensibile, connessioni umane e condizione umana.

La mostra raccoglie 20 lavori, 18 tele ad olio e 2 sculture, e sviluppa un percorso costruito sul delicato equilibrio tra autenticità e maschera sociale. Il titolo richiama l’idea dell’individuo come pedina dentro uno scacchiere fatto di regole implicite, aspettative e convenzioni. Un impianto concettuale che Ferdinando Sorrentino accompagna in chiave curatoriale valorizzando il nucleo più riconoscibile del progetto e il messaggio delle opere.

Tra i nuclei centrali dell’esposizione ci sono le tele dedicate al tema dell’iceberg, metafora del sé nascosto, e le due sculture “L’Anima” e “Lo scudo”, quest’ultima incentrata sul rapporto tra individuo e maschera sociale.

Per Gioia Caliendo, già presente in mostre personali, collettive e rassegne del territorio, “Pedine” rappresenta un nuovo passaggio del suo percorso artistico, confermando una cifra espressiva riconoscibile tra pittura e scultura.

Orari di apertura: martedì-venerdì dalle 15 alle 19, sabato dalle 10.30 alle 19. Domenica, lunedì e festivi chiuso. -  Gioia Caliendo - 

martedì 31 marzo 2026

Vedi Napoli e poi Mangia. Ecco gli appuntamenti dal 3 al 6 aprile

Dopo i primi cinque appuntamenti sold out, tra sapori della tradizione enogastronomica napoletana e performance musicali, prosegue la quarta edizione di “Vedi Napoli e poi Mangia”, rassegna ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli. Direzione artistica e curatela scientifica dell’antropologo Marino Niola. Tutti gli eventi sono gratuiti. Per partecipare agli appuntamenti è necessaria la prenotazione su eventbrite. 

  • Venerdì 3 aprile, alle 11:00, appuntamento al Teatro Trianon Viviani, in piazza Vincenzo Calenda 9, con l’evento “Marinara con le alici. La pizza venuta dal mare”A raccontare la storia della pizza saranno Luciano Pignataro e Alessandro Condurro. Dopo il racconto, i partecipanti potranno scoprire il sapore della pizza protagonista dell’incontro a cura dello chef Antonio Falco. Performance musicale: Lalla Esposito e Massimo Masiello in “Nu poco ’e basilico, nu sguard’ annammurato”
  • Sabato 4 aprile, alle 11.00, al Circolo Canottieri Napoli, in via Molosiglio 1, ci sarà “La graffa. L’ombelico della sirena” con Santa Di Salvo e Paolo Popoli e lo chef Mattia Postiglione. Performance musicale: Marina Bruno e Giuseppe Di Capua in “Mare Nostrum”
  • Domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile, alle 11:00, appuntamento nell’antica Chiesa San Francesco delle Monache, in via Santa Chiara 10. Domenica, l’antropologa Elisabetta Moro racconterà “Il Casatiello Il gusto pieno della Pasqua” e la degustazione sarà a cura della chef Alfonsina Ambrosi De Magistris. Performance musicale: Fiorenza Calogero e Marcello Vitale in “Partenope, canto antico”Sabato, “Migliaccio dolce. Il sapore sottile dell’infanzia” con Mariangela Bianco e la chef Bianca Ambrosi De Magistris. Performance musicale: Aurora Giglio e Vittorio Cataldi in “Chiammateme Clery!”
  • Programma completo sul sito del Comune di Napolihttps://www.comune.napoli.it/novita/vedi-napoli-e-poi-mangia-2026/

    SERVIZI

    I 4 infopoint turistici in Piazza Plebiscito (angolo via Cesario Console), Piazza del Gesù, Via Morghen e Molo Angioino sono aperti tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00. In Piazza del Gesù, bagni autopulenti, dotati di smart technology con accesso ai diversamente abili e fasciatoio in dotazione in funzione tutti i giorni dalle 9:00 alle 21:00.

Edoardo Bennato è pronto a salpare con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento

ùEdoardo Bennato è pronto a salpare: il “pirata del rock” sarà nelle più belle arene d’Italia con “Quando sarò grande”, un tour di quattro date-evento, accompagnato dalla sua Be-Band e dal quartetto d’archi Quartetto Flegreo

L’artista, tra i più eclettici e sovversivi della musica italiana, 

  • si esibirà il 6 luglio in Piazza San Marco a Venezia (anche con l’Orchestra Sinfonica veneziana del Maestro Diego Basso) in occasione del Festival della Bellezza, 
  • il 20 luglio al Circo Massimo a Roma
  • il 3 settembre al Parco di Serravalle di Empoli (FI) 
  • il 12 settembre al Teatro Grande di Pompei (NA).

I biglietti di “Quando sarò grande” sono disponibili su www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

Da sempre allergico e insofferente a ogni etichetta e restrizione, Edoardo Bennato è un pensatore libero, la voce di chi non vuole essere un “burattino” e si ribella; è il capitano del rock and blues italiano, spaziando tra folk, punk, pop, un vero genio della sperimentazione artistica. Ha scritto e composto capolavori che non hanno eguali, che fanno parte di un repertorio che anticipa i tempi e le tendenze. Con la sua musica, Bennato si è sempre dimostrato controcorrente e pungente, visionario e avanguardista, rompendo schemi e convenzioni. Nei quattro show di “Quando sarò grande”, concerti che si preannunciano come eventi senza precedenti, l’artista festeggerà con il suo pubblico cantando i brani capolavoro della sua discografia, diventati pietre miliari della musica italiana e che continuano a restare di attualità, a raccontare il giorno d’oggi e di domani.

I suoi concerti hanno sempre qualcosa di incredibile, diventando eventi storici. Basti pensare al luglio del 1980, quando si è esibito in 15 stadi di seguito nel giro di un mese: non era mai successo prima nella storia della musica italiana.

Il nome del tour “Quando sarò grande” prende ispirazione da una delle più belle canzoni di Bennato, “Quando sarai grande”, pubblicata nel 1977 e che chiude lo straordinario concept album “Burattino senza fili”.

È la difficoltà di crescere, di entrare nei meccanismi della vita moderna, abbandonando man mano quella purezza, spensieratezza, ingenuità sana e libertà che hanno i bambini. Una critica alla società che non prende sul serio i giovani, i ragazzi che hanno in mano le chiavi del futuro del mondo.

Edoardo ancora oggi non ci sta, non è nel mondo dei grandi. È un eterno Peter Pan che non si è mai arreso e che vive la sua vita come una costante rivoluzione. Con “Quando sarò grande”, l’artista vuole divertirsi, raccontare da persona libera in grado di scegliere, sognare e ribellarsi, di cantare il mondo senza filtri e senza i fili di nessun burattinaio, insieme alla sua Be-Band e al suo quartetto d’archi, lo storico “Quartetto Flegreo”.  Rinnegato. Vita e canzonette di Edoardo Bennato

Napoli ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2027

Napoli ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2027. Il progetto è promosso congiuntamente da Comune di Napoli, CSV Napoli, Caritas Diocesana di Napoli e Forum del Terzo Settore Campania, che hanno formalizzato una proposta unitaria fondata sulla valorizzazione del capitale civico del territorio. Il bando di Capitale italiana del Volontariato è stato diffuso da CSVnet in collaborazione con ANCI e in partenariato con Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana, al fine di individuare ogni anno la città capace di rappresentare il ruolo del volontariato nelle politiche di coesione sociale e sviluppo locale. Napoli arriva a questa candidatura con numeri e contenuti che raccontano una realtà unica: circa 11mila istituzioni non profit stimate nell’area metropolitana, più di 4.400 enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e 68mila volontari attivi, un patrimonio umano e sociale che rappresenta una vera infrastruttura civica della città. In un contesto segnato da criticità importanti – dalla disoccupazione alle fragilità educative, fino all’alto tasso di NEET – il volontariato a Napoli diventa, dunque, una risorsa fondamentale: tiene insieme i territori, rigenera spazi, costruisce comunità. Da qui nasce il cuore della proposta: “Napoli 2027 – Ecosistema Vulcanico del Bene”, un modello che trasforma l’energia sociale della città in un sistema organizzato, capace di mettere in rete istituzioni, scuole, università, imprese e Terzo settore in una visione condivisa.

Il programma si basa su quattro assi strategici – giovani, inclusione, sostenibilità, innovazione sociale – con grandi eventi, iniziative territoriali e il coinvolgimento diretto di centinaia di enti e migliaia di volontari, in una programmazione distribuita lungo l’intero anno. Un progetto ambizioso che punta a superare la frammentazione e a costruire un’infrastruttura stabile di collaborazione, fondata su amministrazione condivisa, corresponsabilità e innovazione sociale.

“Napoli parte da una base reale e consolidata: una comunità ampia, organizzata e capace di attivarsi ogni giorno. Il valore della candidatura sta proprio in questa visione: Napoli non chiede il titolo come premio, ma come riconoscimento di una storia già in atto. Una città dove la cultura del dono è quotidiana, dove la solidarietà è pratica diffusa, dove la comunità rappresenta una risposta concreta alle disuguaglianze”, dichiara Umberto Cristadoro, presidente del CSV Napoli.

L’Amministrazione comunale di Napoli appoggia questa candidatura consapevole dell’importanza di avere una forte rete sociale sul territorio e una storia di grande capacità di solidarietà.

“Il volontariato è una componente fondamentale del sistema di welfare territoriale. La candidatura di Napoli nasce da un percorso condiviso che mette al centro la collaborazione tra enti, reti associative e comunità locali, con l’obiettivo di costruire risposte sempre più integrate ai bisogni delle persone”, sottolinea Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum del Terzo Settore Campania.

“Attraverso la Caritas, ogni giorno incontriamo le fragilità e le speranze delle persone. Questa candidatura è un segno concreto di una città che sceglie di prendersi cura, di non lasciare indietro nessuno e di costruire comunità partendo dagli ultimi”, evidenzia suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas Diocesana di Napoli.

La candidatura punta a costruire un sistema territoriale integrato, capace di connettere politiche pubbliche e iniziativa civica, con un impatto esteso all’intera area metropolitana e una prospettiva di sviluppo nel medio-lungo periodo.

lunedì 30 marzo 2026

Napoli dall’alto: inaugurato il nuovo percorso panoramico “500 Cupole sui tetti del Duomo”

Si è tenuta presso la Cattedrale di Napoli, l’inaugurazione ufficiale di “500 Cupole sui tetti del Duomo”, il nuovo percorso panoramico che permette a cittadini e turisti di ammirare la città da una delle sue prospettive più suggestive e storiche. L'iniziativa, promossa dal MUDD (Museo Diocesano Napoli) e sostenuta da una rete di partner tra cui la Fondazione Napoli C'entro e la Fondazione Con il Sud, segna un passo fondamentale nella valorizzazione del patrimonio architettonico e spirituale del capoluogo campano.

L'evento e gli interventi

La cerimonia ha visto la partecipazione delle massime autorità cittadine e regionali. Dopo il taglio del nastro, il pubblico ha potuto beneficiare di una visita gratuita lungo i camminamenti della Cattedrale, godendo di una vista che spazia dal Vesuvio al centro storico, punteggiato dalle celebri cupole napoletane.

Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato l'importanza dell'opera: "Oggi non inauguriamo solo un percorso turistico, ma restituiamo alla città un pezzo della sua anima. Guardare Napoli dai tetti del suo Duomo significa comprendere la stratificazione culturale e la bellezza complessa che ci circonda. Questo progetto è l'esempio di come la sinergia tra istituzioni, Fondazioni e la Diocesi possa generare valore per il territorio, favorendo un turismo di qualità e una maggiore consapevolezza della nostra identità."

«Oggi la città di Napoli – sottolinea il Cardinale don Mimmo Battaglia - riceve un dono dai giovani del Museo Diocesano Diffuso, il MUDD: la possibilità di fruire della bellezza di Napoli da una prospettiva diversa, quella che è possibile vedere dai tetti del Duomo. Sarà un luogo di contemplazione che diventa un invito per quanti vi saliranno a ragionare dal tetto in su, perché le quasi 500 chiese del Centro Storico rappresentano il segno che a Napoli Dio è sempre un vicino di casa, uno che ti abita accanto. La città dall'alto si mostra come un luogo di ferite e speranze, sfide raccolte da enti ecclesiastici, istituzioni pubbliche, fondazioni ed enti del Terzo Settore che insieme costruiscono la rete del bene comune orientata dalla sua storia di fede».

All'incontro sono intervenuti anche: 

  • Roberto Fico, Presidente Regione Campania; 
  • Vincenzo Porzio, Direttore Fondazione Napoli C’entro; 
  • Stefano Consiglio, Presidente Fondazione Con il Sud; 
  • Noemi Cangiano, Coop. La Sorte, MUDD; 
  • S.E. Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli.

Informazioni sul percorso

A partire dall 31 marzo 2026 – la visita sarà disponibile ogni giorno, dal lunedì alla domenica dalle 10.00 alle 17.00, su prenotazione attraverso i siti ufficiali duomonapoli.it e muddnapoli.it

Il costo del ticket è Intero – 10,00 € / 

Studenti – 8,00 € / 

Under 16 – 6,00 € / 

Under 6 – 0 €.

I residenti nel Comune di Napoli potranno accedere gratuitamente prenotando sul sito del MUDD la tariffa dedicata, fino ad esaurimento posti. Sarà infatti riservata una percentuale dei posti della giornata all’accesso gratuito. -  MUDD - Museo Diocesano Diffuso Napoli

Napoli riscopre le sue origini: al via il recupero della storica Fonte Acqua Ferrosa del Chiatamone

La Giunta Comunale, su proposta degli Assessori alle Infrastrutture, alla Mobilità e alla Protezione Civile, Edoardo Cosenza e al Bilancio con delega al Patrimonio Pierpaolo Baretta, ha approvato una delibera per il recupero e la valorizzazione della fonte sorgiva del Chiatamone, con l’obiettivo di restituire alla cittadinanza e ai visitatori un sito di inestimabile valore storico, culturale e simbolico.

L’immobile, in via Chiatamone 51, ospita l'antica "Sorgente Acqua Ferrosa". Le fonti, che sgorgano ai piedi del Monte Echia, rappresentano una delle ragioni storiche della fondazione del primo insediamento greco di Parthenope-Palepolis. Sfruttate dall'antichità fino agli anni Settanta del secolo scorso, le acque ferrose del Chiatamone torneranno a essere fruibili grazie a un piano di attività preliminari di riqualificazione.

L’Assessore al Patrimonio, Pier Paolo Baretta, ha dichiarato: " Questo intervento si inserisce pienamente nel nostro indirizzo generale di valorizzazione e riqualificazione sociale e culturale del patrimonio comunale. Non stiamo solo recuperando un immobile, ma stiamo riappropriandoci di un pezzo fondamentale dell'identità di Napoli. La fonte del Chiatamone è un simbolo della genesi della nostra città e la nostra priorità è garantirne finalmente la pubblica fruizione".

L’Assessore alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, ha aggiunto: " Il recupero tecnico delle storiche fonti del Chiatamone è un'attività complessa. La struttura necessita di interventi mirati per tornare a essere accessibile in sicurezza. Lavoriamo per trasformare un sito storico, alla base della fondazione greca di Parthenope, rimasto chiuso per decenni in stato praticamente di abbandono, in un nuovo punto di riferimento per il turismo culturale e per il benessere dei cittadini. Preliminarmente occorrono specifiche attività di studio, ivi compresi sondaggi, il prelievo e l’analisi delle acque al fine di confermare sistematicamente quanto già testato negli scorsi mesi e cioè l la bontà  delle caratteristiche fisiche, chimiche e batteriologiche.

Per queste attività, l’Amministrazione ha individuato in ABC Napoli il soggetto più adeguato: in qualità di braccio operativo del Comune per tutto ciò che riguarda il servizio idrico, e grazie al proprio laboratorio interno accreditato e alle competenze tecnico-scientifiche, ABC avrà un ruolo centrale nelle indagini preliminari. Si occuperà delle analisi necessarie al recupero delle autorizzazioni ministeriali e regionali, delle attività istruttorie tecnico-amministrative e della progettazione degli interventi finalizzati a garantire la piena sicurezza idrogeologica del sito, contribuendo così a definire le future modalità di tutela, utilizzo e valorizzazione della fonte.”

Palazzo Cavalcanti - Al via “Scenari”, nuovo ciclo di incontri su musica e letteratura nell’ambito di “Cultura Napoli 2026”

La Casa della Cultura di Palazzo Cavalcanti apre le porte a “Scenari”, un nuovo e articolato ciclo di appuntamenti che dal 1° aprile al 22 giugno esplora la musica e la letteratura come strumenti di dialogo, confronto e conoscenza. La rassegna rappresenta il primo esito dell’avviso pubblico “Cultura Napoli 2026”, promosso dal Comune di Napoli per la realizzazione di un palinsesto annuale di eventi capace di valorizzare le energie creative del territorio.

“Scenri” riunisce quattro progetti presentati da associazioni locali e si sviluppa attraverso talk, lezioni aperte, momenti di narrazione e ascolti musicali guidati, tutti a ingresso libero fino a esaurimento posti. In linea con la visione di Palazzo Cavalcanti come hub di produzione culturale, la rassegna accoglie voci ed esperienze provenienti da ambiti diversi, con l’obiettivo di restituire la ricchezza e il fermento del dibattito artistico e intellettuale della città. I tredici incontri in calendario sono pensati per coinvolgere pubblici differenti, con un’attenzione particolare ai giovani, mediante una proposta che intreccia saperi storici e linguaggi contemporanei.

“‘Scenari’ è la naturale prosecuzione di un percorso avviato dall’Amministrazione Manfredi, volto a consolidare Palazzo Cavalcanti come Casa della Cultura del Comune di Napoli”, dichiara il coordinatore delle politiche culturali Sergio Locoratolo. “I numeri registrati nel 2025 parlano chiaro: con più di cinquanta appuntamenti tra presentazioni di libri, approfondimenti letterari e iniziative musicali, oltre a una serie di masterclass dedicate al cinema e al teatro, lo storico edificio di via Toledo è ormai un punto di riferimento imprescindibile per la produzione, l’incontro e la condivisione di idee, in grado di accompagnare la crescita culturale della città”.

Ad inaugurare il programma, per 𝐒𝐜𝐞𝐧𝐚𝐫𝐢 𝒅𝒊 𝑳𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒖𝒓𝒂:
𝐁𝐢𝐫𝐝𝐥𝐚𝐧𝐝’𝐬 𝐓𝐚𝐥𝐞𝐬. 𝐈𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐝’𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐞
a cura dell’Associazione culturale Luna di Seta
Tre appuntamenti pensati come “episodi” di una serie dal vivo, tra narrazione, musica e dialogo critico con:
• 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐈𝐛𝐛𝐚, per un viaggio nell’America delle periferie
• 𝐀𝐧𝐢𝐭𝐚 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐚, tra rilettura dei classici e sguardo sul presente
• 𝐅𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞𝐬𝐜𝐨 𝐌𝐮𝐳𝐳𝐨𝐩𝐚𝐩𝐩𝐚, tra fiaba, archetipi e tradizione napoletana
Palazzo Cavalcanti, via Toledo 348 Cultura Comune di Napoli - Associazione Culturale Luna di Seta

giovedì 26 marzo 2026

MUDD - Museo Diocesano Diffuso Napoli | “500 cupole sui tetti del Duomo di Napoli”

Si inaugura al pubblico il nuovo percorso panoramico sui tetti della Cattedrale.

Lunedì 30 marzo sarà presentato l’itinerario “500 cupole sui tetti del Duomo di Napoli”.

Nel corso della giornata, dalle 14.00 alle 17.00, il percorso sarà eccezionalmente aperto al pubblico con accesso gratuito, fino a esaurimento posti.

Un’esperienza unica che ti permetterà di scoprire la meravigliosa città partenopea da una prospettiva a dir poco inedita.

Salendo fino a circa 40 metri di altezza, il percorso attraversa gli spazi più alti del Duomo, aprendo una vista a 360 gradi sul centro storico, sul Vesuvio e sul Golfo.

Il progetto nasce nell’ambito del “MUDD – Museo Diocesano Diffuso”, promosso dalla Fondazione Napoli C’entro.

Un sogno nato dalla visione della Chiesa di Napoli, per rendere il patrimonio religioso della città sempre più vivo, accessibile e condiviso.

Ti aspettiamo lunedì 30 marzo dalle 14.00 alle 17.00 presso il nuovo Infopoint del MUDD, situato nel cortile della Cattedrale.

Dal 31 marzo la visita sarà disponibile su prenotazione sui siti: duomonapoli.it e muddnapoli.it.

Non mancare, vieni a scoprire Napoli dall’alto del suo Duomo. - MUDD - Museo Diocesano Diffuso Napoli

Napoli - Bar in Arte, dedicata alla ricerca visiva dell’artista Clelia De Stefano

Il Botanical – café, gintoneria e cocktail bar ospita, venerdì 27 marzo alle ore 19.30, una nuova tappa del ciclo Bar in Arte, dedicata alla ricerca visiva dell’artista Clelia De Stefano. L’evento si terrà in Via Santa Maria La Nova 25, Napoli, in un ambiente che unisce atmosfera contemporanea, cura estetica e convivialità.

In questa esposizione, Clelia De Stefano porta nel quotidiano una costellazione di immagini che oscillano tra astrazione, paesaggio e figura. Le sue opere non chiedono distanza: cercano invece un contatto diretto, immediato, quasi epidermico. Sono quadri che respirano con lo spazio, che si lasciano attraversare dalla luce dei LED all’esterno e dal movimento naturale delle persone all’interno del locale.

La varietà dei formati e dei linguaggi non è dispersione, ma ritmo. Gli astratti pulsano come mappe emotive, superfici in cui il colore diventa energia e memoria. I paesaggi aprono finestre su un Mediterraneo interiore, fatto di orizzonti morbidi, silenzi luminosi e atmosfere sospese. I personaggi emergono come presenze discrete, figure che non impongono una storia ma invitano a immaginarla.

Accanto ai dipinti, l’artista presenta una selezione di gioielli artigianali, tra cui due parure realizzate con la tecnica dell’origami. Sono piccoli mondi tridimensionali, fragili e precisi, che dialogano con i quadri attraverso la stessa attenzione alla forma, al gesto, alla cura del dettaglio. Nei gioielli, come nelle tele, si ritrova la tensione verso una bellezza che non è mai decorazione, ma esperienza.

L’intera mostra si costruisce così come un percorso: non una semplice esposizione, ma un invito a rallentare, a guardare, a lasciarsi sorprendere. L’arte di De Stefano non vuole essere isolata in uno spazio neutro; preferisce abitare i luoghi della vita, mescolarsi alle conversazioni, ai profumi, ai suoni. È un’arte che si offre senza barriere, che si lascia incontrare con naturalezza.

In questo dialogo tra interno ed esterno, tra pittura e gioiello, tra gesto e materia, emerge la cifra più autentica dell’artista: la capacità di trasformare ogni superficie in un varco, ogni oggetto in un racconto, ogni colore in un’emozione condivisa.

La serata sarà arricchita dall’intervento critico del Prof. Pasquale Lettieri, che offrirà una lettura approfondita del lavoro dell’artista, e dalla presenza del bartender Maurizio La Spina, che accompagnerà l’evento con una selezione di cocktail pensati per  l’occasione.

mercoledì 25 marzo 2026

Il gruppo Guerri rivoluziona la sponsorizzazione: alla Tennis Cup di Napoli un’area per connettere più sport

Basket, calcio e tennis insieme in un hub che unisce discipline, valori e opportunità

Da un lato il campo, dall’altro uno spazio aperto per tutta la durata della competizione in cui conoscersi e scambiarsi idee, opinioni, storie e biglietti da visita. È la piccola rivoluzione che il gruppo Guerri, main sponsor della Guerri Napoli Tennis Cup, ha voluto per l’evento Challenger 125 che apre la stagione europea sulla terra battuta. Così, dal 22 al 29 marzo, succede che atleti, dirigenti e rappresentanti di Napoli Basket, Juve Stabia e del mondo del tennis si ritrovino insieme nello stesso spazio che l’impresa ha fortemente voluto.

Un vero e proprio spazio d’incontro in pieno stile networking dove bere un drink, raccontarsi esperienze e condividere valore, in cui può capitare ad esempio che il tennista svizzero numero 94 nel ranking ATP Stan Wawrinka si incroci e riceva la casacca del Napoli Basket da Willy Caruso e Stefano Gentile, centro e play della compagine partenopea, e che nelle scorse ore lo stesso Wawrinka sia stato ospite all’Alcott Arena.

“Lo sport è sempre stato per noi molto più di uno strumento di visibilità. Crediamo che uno sponsor possa e debba fare qualcosa in più: mettere in contatto le persone, aprire porte, creare occasioni che altrimenti non esisterebbero”, dichiara Alfredo Guerri, CEO del gruppo omonimo. “Diciamocelo: non siamo uno sponsor che si limita a mettere il proprio nome sulle casacche. Costruire ponti e generare valore condiviso la nostra missione”.

Ad accomunare Napoli Basket, Juve Stabia e la Guerri Tennis Cup c’è una realtà imprenditoriale, quindi, che vuole trasformare la sponsorizzazione in un veicolo per la nascita di un ecosistema sportivo coerente, dove ogni realtà a cui Guerri è accomunata anche da valori d’impresa, etici e sociali si metta in dialogo con le altre. Dando così vita a un circolo virtuoso che piano piano vuole avvicinare e raccogliere altre esperienze simili e comuni, nella consapevolezza che una condivisione così strutturata vuol dire ricchezza condivisa per il territorio. “In questa stagione sportiva abbiamo voluto fare esattamente questo. Vedere insieme, in un unico momento, esponenti di mondi sportivi così diversi come il basket, il calcio e il tennis è stato per noi un risultato importante”, continua il CEO del gruppo.

L’azienda vuole inoltre porsi come esempio per altri imprenditori del territorio: la cultura della sponsorizzazione può e deve evolvere verso qualcosa di più profondo. Supportare lo sport locale non significa, per l’azienda, comprare spazio pubblicitario, ma investire in un tessuto di relazioni che arricchisce tutta la comunità. “Se questo approccio può essere utile anche ad altri imprenditori che si chiedono come rendere più significative le proprie sponsorizzazioni, ne siamo felici”, conclude Alfredo Guerri

Comunicato Stampa

“Il gabbiano e la tortora” - Vincenzo D. Esposito | Napoli, Parrocchia Santa Maria della Libera 27 marzo 2026

Un’anteprima esclusiva quella che si terrà a Napoli, venerdì 27 marzo alle ore 18,30 presso la Parrocchia Santa Maria della Libera (con ingresso libero fino a esaurimento posti nella Sala Merola), il medico Vincenzo D. Esposito presenterà il suo ultimo libro “Il gabbiano e la tortora”, raccolta di poesie che per il momento sarà possibile acquistare soltanto durante l’evento. Il libro è pubblicato dalla Giannini Editore, nella collana Sorsi. 

  • Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, 
  • dialogherà con l’autore il giornalista e poeta Luca Ascierto, 
  • le letture saranno a cura della nota attrice Marina Confalone. 
  • Modera Tiuna Notarbartolo, giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.

“Il gabbiano e la tortora” è un libro di poesie: non si legge soltanto, si attraversa. È un canto d’amore coniugale lungo una vita intera, un amore che ha conosciuto tempeste e silenzi, ferite e resistenza, e che continua a restare in piedi. Ondina è il faro e il porto, presenza luminosa attorno a cui si intrecciano memoria e fedeltà. Il gabbiano e la tortora diventano figure simboliche dell’anima: inquietudine e slancio l’uno, custodia e mitezza l’altra. Due modi di amare, due modi di attraversare il dolore. Tra le pagine vibra anche un’assenza, quella di un figlio che continua a essere presenza invisibile, luce che non si spegne. Senza retorica né compiacimento, la poesia di Esposito alterna slanci lirici a frammenti quotidiani, visioni marine e dettagli domestici, fede interrogata e dialogo interiore. Ne nasce un lungo colloquio con la donna amata, con il figlio oltre il visibile, con Dio e con se stesso. Un atto di resistenza dell’amore, capace di trasformare la ferita in memoria viva e di ricordare che, anche quando un’ala è spezzata, il cielo continua a esistere.

Vincenzo D. Esposito è medico chirurgo. Esercita come libero professionista in Campania, dove è seguito da migliaia di pazienti provenienti da tutta Italia. Si occupa di medicina generale omeopatica, biopsicosomatica e terapia della biorisonanza. Ha pubblicato L’uomo elettromagnetico, Le vibrazioni della buona salute, Vaccinologia innata e Siamo quanti di luce (Giannini, a cura di Tiuna Notarbartolo). Nel 2025 ha dato alle stampe Le cinque navi. Poesie d’amore, dolore, speranza e memoria. Nel 2026 è autore di Reset quantistico.

Napoli | Teatro San Ferdinando, “FIGLIǝ DI NAPOLI MILIONARIA! TU, QUANNO NASCE, ALLORA È PRIMMAVERA!”

Sarà il Teatro San Ferdinando, tempio della drammaturgia eduardiana, a ospitare il gran finale di “FIGLIǝ DI NAPOLI MILIONARIA! TU, QUANNO NASCE, ALLORA È PRIMMAVERA!”, il progetto teatrale extracurricolare che ha coinvolto 64 studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo grado dei territori di Scampia, Secondigliano e Poggioreale.

Promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito del programma “Cultura, che classe!”, il progetto si propone di avvicinare le giovani generazioni al mondo delle arti sceniche attraverso un percorso di formazione, sperimentazione e riscrittura creativa. Ideato e realizzato dall’Associazione Primo Aiuto in collaborazione con Liberaimago, e con la partnership d’eccezione della Fondazione Eduardo De Filippo, il laboratorio ha visto la direzione artistica di Fabio Pisano.

Avviato nello scorso ottobre, il percorso ha coinvolto tre istituti della città: IC 61 Sauro E. Pascoli (VII Municipalità), IC Pertini 87° D. Guanella (VIII Municipalità) e I.C. Radice Sanzio Ammaturo (IV Municipalità).

Studentesse e studenti delle classi seconde e terze hanno preso parte a laboratori intensivi su recitazione, movimento, voce e scrittura creativa, arricchiti da seminari specialistici su maschera, costume, fotografia di scena e musica. Spazio anche alla multimedialità, con la realizzazione di podcast, short video e video-interviste per documentare l’intero processo creativo.

Momento centrale del percorso – lo scorso febbraio – è stata la visita guidata al Teatro San Ferdinando, luogo simbolo dove Eduardo De Filippo portò in scena gran parte del suo repertorio, offrendo ai ragazzi l’opportunità di respirare l’atmosfera del teatro che ha fatto la storia della scena napoletana.

Ed è proprio su quel palcoscenico che il 27 marzo andrà in scena lo spettacolo conclusivo, in due turni (alle 15:30 e alle 17:00). La performance non sarà una tradizionale rappresentazione, ma una riscrittura per quadri, un’installazione performativa che abbandona la narrazione cronologica per costruire un flusso di racconto fatto di flash e suggestioni.

Attraverso un linguaggio rapido e contemporaneo, i giovani attori daranno vita a una porta spazio-temporale tra “ieri e oggi”, tra l’eredità di Eduardo e lo sguardo delle nuove generazioni.

Prenotazione per l’evento: mandare una mail a prenotazioni.liberaimago@gmail.com specificando nome e cognome delle singole persone specificando il turno scelto. La prenotazione è valida solo dopo la conferma. Le prenotazioni per il pubblico generalista sono possibili dal 23 marzo.

A fare da testimonial e guida ideale del progetto è Giulio Baffi, critico teatrale, già direttore di teatri e festival, docente e presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, nonché presidente dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro. La sua presenza garantisce il rigore e l’alto profilo culturale dell’iniziativa.

«La conferma del nostro progetto all’interno di “Cultura, che classe!” è un traguardo che ci riempie di orgoglio e che attesta la continuità e la forza della nostra visione» – dichiara Francesca Borriero, Direttrice Organizzativa del progetto. «Se la prima edizione, “Il Teatro della Natura. Lo Guarracino, teatro natura ed estinzione della specie”, ha rappresentato il battesimo di un’idea ambiziosa, questo secondo capitolo ne sancisce la solidità e la ricaduta concreta sui territori di Scampia, Secondigliano e Poggioreale. Un risultato reso possibile grazie al sostegno di figure cardine del panorama culturale cittadino, come Giulio Baffi e Francesco Somma, alla sensibilità dei dirigenti scolastici dei tre istituti coinvolti, e alla preziosa collaborazione di istituzioni come la Fondazione Eduardo De Filippo e il Comune di Napoli. A loro va il nostro più sentito ringraziamento per la fiducia accordata alla nostra realtà e all’intera équipe di lavoro.»

Info https://www.instagram.com/liberaimago/

Ufficio Stampa Associazione Primo Aiuto

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Teatro Trianon Viviani di Napoli | Francesca Marini in “Rigginà d’’e Ccanzone”, raffinato omaggio alla grande Giulietta Sacco

Domenica 29 marzo, alle ore 19:00, il palcoscenico del Teatro Trianon Viviani  di Napoli, accoglierà un evento di straordinaria intensità artistica ed emotiva: “Rigginà d’’e Ccanzone”, raffinato omaggio alla grande Giulietta Sacco, figura iconica della canzone classica napoletana.

Protagonista della serata sarà Francesca Marini, artista sensibile e intensa, che con profonda umiltà e autentico amore interpreterà i brani che hanno consacrato la Sacco come “regina” indiscussa di un patrimonio musicale senza tempo.

Lo spettacolo, articolato in due tempi e costruito su testi di Roberto Criscuolo, si configura come un viaggio emozionale tra memoria, tradizione e identità partenopea. Un percorso narrativo e musicale capace di restituire al pubblico tutta la forza evocativa di un repertorio che continua a vivere nel cuore della città.

Ad accompagnare l’artista, un’orchestra di grande prestigio diretta dal Maestro Peppe Fiscale, autore anche degli arrangiamenti, che saprà esaltare con eleganza e sensibilità ogni sfumatura musicale dello spettacolo.

“Rigginà d’’e Ccanzone” non è solo un concerto, ma un atto d’amore verso Napoli, la sua musica e le sue radici più profonde. Un appuntamento imperdibile per gli appassionati e per tutti coloro che desiderano lasciarsi trasportare dalla magia eterna della canzone napoletana.

TRIANON VIVIANI, i prossimi appuntamenti, da venerdì 27 a domenica 29 marzo

Comunicato Stampa