Vetrina Vesuvio

lunedì 2 febbraio 2026

La vecchiaia. Tra fragilità, conoscenza, esperienza, saggezza e diritti | A cura di Natale Gaspare De Santo - La Scuola di Pitagora, 2025

Tra fragilità, conoscenza, esperienza, saggezza e diritti
A cura di Natale Gaspare De Santo
Contributi di Patrizia Bottaro, Giancarlo Bracale, Raffaele Cananzi, Massimo Capaccioli, Mario Antonio De Finis, Natale Gaspare De Santo, Rosa Maria De Santo, Francesco Paolo Esposito, Bianca Frattini, Giuseppe Gembillo, Marianna Gensabella Furnari, Olimpio Guerriero, Antonio Maione, Annamaria Mascolo, Don Tonino Palmese, Massimo Pica Ciamarra, Francesco Rossi, Luigi Santini, Maria Triassi, Ortensio Zecchino
Prefazione di Massimiliano Marotta
Postfazione di Piero Antonio Toma
  • ISBN 979-12-5613-045-0
  • Pagine: 248
  • Anno: 2025
  • Formato: 12 x 20 cm
  • Collana: Assise, 22
  • Supporto: libro cartaceo
Una malattia (Terenzio).
Un problema per anziani (G. Benn) - È il momento in cui hai consapevolezza che il cammino non solo non è compiuto, ma non hai più il tempo di completarlo e devi rinunciare a raggiungere l’ultima tappa (N. Bobbio) - L’età grande (G. Caramore) - L’età del desiderio (F. Coppa) - L’età dei diritti (Roger Dadoun) -L’età sperimentale (E. De Luca, I. de la Fressange) - L’età in cui si disvelano la forza del carattere e un rinsecchirsi del corpo e dell’anima (J. Hillman) - L’età in cui non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare (La grande bellezza) - Un tempo caratterizzato dall’opacità del corpo e dal cedimento del desiderio (Aldo Masullo) - Il tempo in cui il passato si vive guardando avanti (M. Nussbuam) - L’età da inventare, l’età delle fragilità (V. Paglia) - L’età in cui gli scienziati non progrediscono più (M. Rees) - Non una battaglia, ma un massacro: quando il corpo è in una guerra che hai perso (Ph. Roth) - L’età della sapienza (A. Russo) - Tempo inquieto (A. Scola) - La palude corporea della memoria (M. Vargas Llosa) - Un abito a brandelli (W. B. Yeats) - Essere sulla soglia per incamminarsi verso quel “paese inesplorato dalla cui frontiera nessun viaggiatore fa ritorno”, per ripetere l’amara considerazione di Amleto (O. Zecchino).
Non è una malattia (OMS).

Le recensioni di Piero Antonio Toma –

la Repubblica 02.02.2026

La vecchiaia raccontata da 22 autori di Piero Antonio Toma

Da qualche tempo si parla sempre più di vecchiaia, un po’ perché l’inizio si è accorciato con la denatalità e la fine si è prolungata sempre più oltre. In Campania gli ultracentenari sono 1.359, mezzo secolo fa erano poche decine. Anche l’età media dei Premi Nobel in questo periodo ha subito un salto, da 45 a 71 anni. Nelle università americane, che sono il più fecondo vivaio del Premio svedese, non c’è un’età pensionabile ma una soglia intellettuale. 

Ora arriva questo libro che osserva la vecchiaia attraverso la penna di 22 studiosi di vario ed alto timbro, fra i quali c’è anche Gaspare Natale De Santo, già professore dell’università Vanvitelli che ha anche curato queste pagine. Egli è stato uno dei principali promotori dell’Associazione europea dei professori emeriti: i quali “non sono enciclopedie viventi… ma un veicolo per garantire la continuità del sapere”.

Dal canto suo, l’associazione propende per la costituzione di un ministero per gli Anziani in tutti i Paesi dell’Unione Europea e si batte per ostacolare quelle legislazioni che tentano di non curare più gli anziani. Dobbiamo anche sottolineare che le università europee, fatte due sole eccezioni in Italia, non valorizzano adeguatamente la massa del sapere dei professori emeriti.

In passato ci sono stati altri libri sull’argomento, come i due De Senectute di Cicerone e di Norberto Bobbio, ed altri, da Simone de Beauvoir a Gabriel García Màrquez, ma i suoi autori aggiungono a questo libro l’abbecedario della complessità odierna con la difesa della “idea di difendere la medicina sapientia, cioè filosofia, che si oppone all’idea della medicina scientia”. 

”Invecchiare è spesso sinonimo di morire” e Faust ha fatto male a scegliere una soluzione personale con la propria morte. Occorre invece intervenire per garantire i benefici del dopo pensione non solo per pochi privilegiati, ma per tutti. Il capitale umano dell’età dovrà essere utilizzato al massimo. E bisogna anche imparare che molti ospizi sono deserti di solitudine. “L’obiettivo principale per i prossimi anni è pertanto di trasformare l’attuale diversità delle culture in una cultura della diversità”, con la speranza di vivere tranquillamente l’apoptosi, cioè il distacco definitivo. Occorre anche “investire nella ricerca sull’invecchiamento”, nella formazione professionale, nella fisioterapia, nelle nuove scelte mediche, nelle esperienze virtuose come “Viva gli anziani” a Napoli, e a livello mondiale come l’Onu. “Nessuno può salvarsi da solo”, osserva don Tonino Palmese. E dunque c’è un modo per affrontare la vecchiaia? E Proust e Ulisse rispondono all’unisono: viverla.

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2026/02/02/news/la_vecchiaia_raccontata_da_22_autori-425133716/

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