Vetrina Vesuvio

giovedì 30 gennaio 2025

Napoli - Pino Daniele allo Stadio San Paolo | 18 Luglio 1998

Insieme a quello del 19 Settembre 81 (festa di San Gennare) in Piazza del Plebiscito, il concerto allo Stadio San Paolo di Napoli nel 1998 è sicuramente tra i più importanti e significativi della carriera di Pino Daniele.
Un concerto con nessuna diretta televisiva e radiofonica, due ospiti (Jovanotti e Raiz) e una band internazionale che accompagnava il mascalzone latino sul mega palco montato davanti alla curva «B».
LA BAND
La band di musicisti che suona con Pino in questo concerto è formata da:
- Lele Melotti (batteria)
- Jimmy Earl (basso)
- Hossam Ramzky (percussioni)
- Rachel Z (tastiere)
- Fabio Massimo Colasanti (chitarra e computer programming)
LETTERA ALLA CITTA'
Pino scrive, per "presentare" l'evento del San Paolo, una "Lettera alla città", pubblicata su "Il Mattino" il giorno stesso del concerto.
Lettera Alla Città: Ricomincio Da Napoli
Yes I know my way. E la strada non poteva che passare di qui, prima di voltare pagina, di cambiare rotta, di entrare davvero, come tutti noi, in Europa. Il San Paolo era una sfida, a riempirlo da solo non c'è riuscito mai nessuno, ma, nonostante l'emozione e la tensione, si è trasformato in una grande festa. Dicevamo della mia strada, della direzione che prenderò, ripartendo stanotte, a show finito, da Napoli, la mia Napoli. In fondo io sono un napoletano fuori sede, un napoletano cosmopolita, uno di quei napoletani che hanno visto la vecchia città e non la rimpiangono, che sperano di vedere la nuova città, un'altra città che conservi il meglio di un passato che è stato anche glorioso ma non solo, non soprattutto. L'Europa, e anche l'Africa, allora. In Europa voglio entrare con le mie
canzoni, melodie che affondano le radici in una tradizione antichissima, ma non vogliono chiudersi nel ghetto, sono orgogliose delle proprie origini, ma anche disposte al confronto con le altre culture, alla contaminazione. Napoli è terra di conquistatori, conquistati a loro volta dalla nostra indole, dalla nostra fantasia. E' una Napoli che si affaccia al Mediterraneo quella che vorrei contribuire a portare in Europa, sottolineando il suo compito, il suo destino, la sua importanza strategica, anche se li turchi non sbarcano più alla marina, ma… E poi l'Africa: in gennaio parto per l'Egitto, per il Mali. Con me ci saranno Fabio Massimo Colasanti e Hossam Ramzky, due delle colonne della band di stasera, due dei miei più importanti collaboratori: l'uomo del computer e l'uomo dei tamburi.
Andremo alla ricerca di suoni da catturare, di emozioni a cui lasciarci andare, di suoni da trasformare. Eccolo il tragitto Napoli-Europa-Mediterraneo-Africa. Eccoli i miei compagni di viaggio, i miei amici, gente come Jovanotti e Raiss, gente che parla il linguaggio, anzi i linguaggi di questa fine millennio. Yes I know my way: la strada di una canzone nuova, sempre più latina, forse più semplice e popolare di vent'anni fa, forse improvvisamente disposta ad incontrarsi con un quintetto d'archi, come succederà nel progetto per il centenario della nascita di Eduardo De Filippo. Conosco la mia strada? Si fa per dire, so bene da dove parte, sono qui, siamo qui. Ma non so, come tutti noi, dove arriverò, dove arriveremo. Intanto, assieme a voi, ho un pugno, eh forse qualcosa di più, di canzoni
da intonare. Canzoni che hanno vent'anni, canzoni che hanno pochi mesi. Canzoni che ho cantato centinaia di volte, canzoni al loro debutto in versione dal vivo. Canzoni in dialetto, canzoni in italiano, canzoni in quello slang anglopartenopeo che uso sempre di meno, perché anche gli scugnizzi dei vicoli dove sono nato stanno imparando a parlare in inglese. Canzoni dimenticate e canzoni che sono diventate inni, che qualcuno vuole persino aggiungere al novero dei classici napoletani. Trattasi di canzonette: solo per questo siamo qui, senza nessuna diretta televisiva o radiofonica. Nessuna polemica, nessuno snobismo, è il mio mestiere, quello che so e che voglio fare. Canzoni da cantare, forse anche canzoni con cui parlare, in un sogno di una notte di mezza estate. Per raccontarci i desideri
di quei ragazzi che inseguivano una rivoluzione che non c'è stata, ma non hanno perso i sogni negli occhi, non si vergognano di inseguire un'utopia, che si chiami amore, o una società più giusta. Oggi il mio sogno è questo stadio pieno di amore senza fine, di gente che mi ha seguito dall'inizio e di ragazzi nati dieci anni dopo " Napule è ". Napule è anche questo, sono anche io, siete anche voi. Stateve buono guaglio'.
FONTE: mascalzonelatino.altervista.org
Pino Daniele

Nel 1998 Pino Daniele pubblica la sua prima raccolta ufficiale, lanciato nelle radio dal singolo "Amore senza fine".
Per quell'anno, il cantautore decide di non fare nessun tour ma tiene un unico grande concerto, nella sua Napoli, per festeggiare l'uscita del suo CD "Best Of. Yes I Know My WAy"Napoli, 18 Luglio 1998
Ecco alcuni servizi di telegiornale riguardanti il memorabile concerto di Pino allo stadio San Paolo di Napoli.
Questo concerto è sicuramente tra i più importanti e significativi della carriera di Pino. Un concerto con nessuna diretta televisiva e radiofonica, due ospiti importanti (Jovanotti e Raiz) e una band internazionale che accompagnava il mascalzone latino sul mega palco montato davanti alla curva «B».
Queste le parole di Pino: "Che bellezza, sono emozionato e, visto che è una serata importante, ho messo la giacca".  Pino Daniele Dove tutto ha senso c’è Sentimento

martedì 28 gennaio 2025

ASIA | La mostra fotografica di Massimo Saretta - Maschio Angioino (Castel Nuovo) – Antisala dei Baroni, dal 1° al 28 febbraio 202

Venerdì 31 gennaio, alle 11:30, nelle Antisale dei Baroni al Maschio Angioino (Castel Nuovo) è in programma il taglio del nastro istituzionale della mostra fotografica “Asia” di Massimo Saretta, certified by Leica.
Partecipano l’Assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli Teresa Armato, il fotografo Massimo Saretta, il curatore della mostra Gastone Scarabello, l’Ambasciatore della Reale Ambasciata di Thailandia Puttaporn Ewtoksan, il Console della Repubblica socialista del Vietnam Silvio Vecchione.
Napoli è la quinta tappa di un tour che ha toccato le città di Padova, Tivoli, Pordenone e Roma, superando nelle quattro città, 120.000 visitatori.

L’evento, coordinato da Alberto Sichel su territorio nazionale e da Carla Travierso su Napoli, gode del patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Napoli ed è organizzato in collaborazione con Ambasciata del Giappone, Ambasciata e Consolato Generale del Vietnam, Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, Reale Ambasciata di Thailandia e Ambasciata e Consolato Generale dell’India in Italia. 

Ufficio stampa e Media relations Napoli
Francesca Scognamiglio Petino

sabato 25 gennaio 2025

Monte Echia: Parthenope prima di Neapolis

Valorizzare l’area di Monte Echia dando risalto al suo grande patrimonio storico, culturale, monumentale e infrastrutturale ed archeologico con la redazione di un Masterplan unitario, che tenga conto anche delle specificità degli insediamenti attuali: è l’obiettivo che l’Amministrazione comunale di Napoli intende perseguire con la costituzione di un tavolo tecnico a cui sono stati invitati a partecipare i rappresentanti di istituzioni pubbliche anche militari, aziende pubbliche, università e soggetti privati operanti sui luoghi.
Il tavolo tecnico si è insediato lunedì, 20 gennaio 2025, con un primo incontro formale presieduto dal sindaco Gaetano Manfredi. La riunione era stata preceduta da un sopralluogo a Monte Echia e un primo confronto all’Archivio di Stato svoltosi lo scorso 9 dicembre, ospiti della Direttrice dell’Archivio di Stato.
L’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Edoardo Cosenza, ha sottolineato l’importanza dell’area di Monte Echia, con insediamenti che risalgono all’VIII e VII secolo avanti Cristo, quindi ancor prima della fondazione di Neapolis. E proprio la ricorrenza dei 2.500 anni di fondazione di Neapolis, che cade quest’anno, rappresenta un ulteriore motivo per immaginare un piano di rilancio di un luogo fondativo fortemente identitario, Parthenope, da pochi mesi restituito ad una più comoda fruibilità grazie all’inaugurazione dell’ascensore che da Santa Lucia risale fino al Belvedere di Monte Echia e con l’apertura della Stazione Chiaia della linea 6 con l’uscita al limite dell’area di Parthenope verso Chiaia.
  • Coinvolti i rappresentanti della Soprintendenza per la Città di Napoli, il Primo dirigente della Polizia di Stato Caserma Nino Bixio, il Comandante della Scuola Militare Nunziatella con il Presidente dell’Associazione dei suoi ex allievi, del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, dell’Università Parthenope, delle aziende ANM e ABC e del Fondo per l’Ambiente Italiano, nonché i rappresentanti di Casa del Contemporaneo e dell’Associazione f2lab. Non sono intervenuti, ma coinvolti a pieno titolo nel tavolo tecnico, la Direttrice dell’Archivio di Stato e il Dirigente dell’Istituto Palizzi. Presente al tavolo la direttrice artistica delle iniziative per i 2500 anni della città Laura Valente.
Vogliamo fare in modo che tutti i progetti possano essere integrati in una visione unitaria e collettiva - ha affermato il Sindaco Manfredisenza sostituirci ad altre sedi istituzionali nelle quali già si discute di alcuni interventi. Con l’apertura della stazione della metro della linea 6 e dell’ascensore, la città sta riscoprendo questi luoghi. Intendiamo valorizzarli anche nell’ottica di una fruizione turistica e culturale”.
Tutta quest’area della cittàha ricordato l’Assessore Cosenzaè ricca di insediamenti stratificati nel corso dei secoli, di cui restano tracce che intendiamo recuperare e valorizzare come i resti del complesso che i Domenicani vollero chiamare Monte di Dio o della sorgente di acqua ‘suffregna’. Immaginiamo una sorta di percorso da Parthenope a Neapolis da realizzare attraverso progetti destinati a rimanere nel tempo”.
Il tavolo tecnico si è chiuso con l’impegno di organizzare un nuovo confronto nel corso del mese di febbraio presso la Nunziatella in una sorta di lavoro itinerante.

venerdì 24 gennaio 2025

Museo e Real Bosco di Capodimonte | Gaia Fugazza - Mostra personale Sete e performance Acque dentro | 31 Gennaio – 18 Marzo 2025

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte e il Polo delle Arti Caselli Palizzi di Napoli presentano l’opera dell’artista Gaia Fugazza con la mostra personale Sete e la performance Acque dentro. Il progetto è a cura di Valter Luca De Bartolomeis e Sara Dolfi Agostini, e in collaborazione con i professori e gli studenti del Polo delle Arti.
"Capodimonte si apre alla creatività giovane e performativa   - dichiara Eike Schmidt direttore del Museo e Real Bosco - ospitando una artista dal respiro internazionale nel quadro delle storiche sinergie con il Polo delle Arti Caselli Palizzi. E lo fa nel segno della Porcellana, un tema che declineremo in varie forme nel 2025 nel nostro percorso verso l'apertura della grande sezione dedicata a questa arte identitaria".
L’evento conclude un progetto di residenza dell’artista presso l’Istituto ad Indirizzo Raro “Giovanni Caselli”, ubicato all’interno del parco di Capodimonte, nel medesimo antico edificio che fu sede della prima Real Fabbrica della Porcellana, fondata nel 1743 e oggi parte del Polo delle Arti Caselli Palizzi diretto da Valter Luca De Bartolomeis. La residenza, che ha portato l’artista a Napoli tra il 2023 e il 2024, si è focalizzata sulla lavorazione della porcellana in terzo fuoco e sulla sua ibridazione con altri materiali.
La mostra Sete e la performance Acque dentro sono parte di un progetto artistico che esplora un’intelligenza diffusa del corpo attraverso un immaginario che va da elementi marini ad agenti atmosferici, dai bisogni fisici a quelli sociali. Concepito in due parti, il progetto è un acceleratore di stimoli tattili, visivi e concettuali che mettono in relazione dimensione individuale e collettiva.
In mostra si trovano due serie di opere a muro in porcellana, le prime realizzate nei colori vivaci del terzo fuoco; le altre contaminate con vetro o trafitte da ossa di calamaro. Le ossa di calamaro sembrano piume di plastica e, come le sculture a forma di becchi di polpo della performance, sono forse testimoni di un tempo lontano della storia in cui le creature del cielo e quelle degli abissi si sono ritrovate, unite nel cammino dell'evoluzione. 
Le opere riconfigurano così leggende primitive e inconscio mitopoietico dell’artista – permeate da una nota eroica il cui fulcro è sempre un corpo, spesso femminile, fluido e poroso, inciso con segni arcaici e penetrato da materie estranee, effetto delle sperimentazioni artistiche. Il corpo, talvolta, quasi scompare, precipita in una relazione osmotica con la natura – atmosferica e organica – che ne ribalta la relazione tra interno ed esterno, lo trascina e ne annulla i tratti distintivi, mentre si muove e rotola sulla superficie della lastra di porcellana.
La performance Acque Dentro (2025) attiva esperienze fisiche insolite, volte ad attivare forme di conoscenza considerate residuali nella società contemporanea. L’una coinvolge il corpo dei performer – studenti di musica e danza del Polo delle Arti Caselli Palizzi, è pubblica e detta la durata dell’evento; mentre l’altra implica in maniera più diretta i visitatori, cui è offerta la possibilità di avere in bocca una miniatura in porcellana che non è possibile vedere o toccare prima di partecipare; un’opera d’arte ma anche un dispositivo per accentuare la presenza fisica, l’hinc et nunc. 
La scultura è modellata sulla forma dei becchi di polpo che in italiano vengono spesso chiamati “occhi di polpo”. I becchi di polpo sono simili a becchi di uccelli in miniatura e sono l'unico elemento di cartilagine dura nel corpo di una creatura altrimenti priva di ossa che vive nei fondali marini, in aree buie e difficilmente accessibili per l’essere umano. Così, nella penombra del Salone delle Feste, ottenuta usando solo l’illuminazione originaria ispirata ai candelabri, alcuni visitatori decidono di partecipare alla performance, altri osservano – ma gli uni e gli altri si guardano e si muovono insieme, in incognito, con implicazioni sociali e comportamentali nello spazio condiviso con i ballerini e i musicisti. Loro, invece, interagiscono solo in coppia, interpretando – in una sorta di time-lapse evolutivo o dell’apprendimento – forme di comunicazione possibili, in dialogo con il proprio corpo e quello degli altri, ma anche con gli strumenti musicali.
La performance crea così un'esperienza interna e la fa uscire progressivamente, fino a renderla pubblica. Al contempo, mette in discussione l’egemonia della società delle immagini, l’idea di una realtà filtrata quasi esclusivamente dagli occhi e non dagli altri sensi, e rivendica un approccio multisensoriale all’opera d’arte. Con Acque dentro, Gaia Fugazza emancipa così i visitatori dal linguaggio, strumento del pensiero razionale, e li riporta alla dimensione ludica del conoscere, quella dei bambini che toccano e mettono gli oggetti in bocca, si copiano e reagiscono, informati dalla dimensione relazionale del crescere insieme.
L’opera di Gaia Fugazza è un’esplorazione estetica della relazione tra esseri umani e una realtà intesa come entità viva, espressiva e rizomatica. Attraverso tecniche diverse come ceramica, pittura, intaglio e performance, le sue opere riportano alla luce saperi perduti su un mondo concreto – un distillato di corpi, piante e cose, toccano temi interspecie come i sistemi di riproduzione, e interrogano un misticismo pagano che attraversa secoli e civilizzazioni, di cui la natura è l’epicentro.
In particolare, nell’atto creativo c’è una critica all’antropocentrismo stimolata da un’esperienza artistica fisica che si nutre di figure archetipiche. Muovendosi liberamente tra la bidimensionalità del disegno e la tridimensionalità della scultura, la metodologia di Gaia Fugazza parte sempre dalla materia – del supporto o dell’oggetto – trasformando pratiche antiche canonizzate con sperimentazioni dissonanti e intuizioni personali. 
Nelle performance, invece, l’artista esplora più deliberatamente la trasmissione del sapere, innestando cortocircuiti sensoriali e immaginando equivalenze tra mondi lontani o incompatibili, volte a scardinare l’egemonia del pensiero verticale, quello logico-razionale. Nell’interrogare forme altre e possibili convivenze, Gaia Fugazza applica un pensiero orizzontale, de-gerarchizzato e inclusivo. Animali, piante ed esseri umani partecipano come esseri sensienti, e i temi affrontati penetrano la realtà, oltrepassando l’attualità più incalzante.
L’ARTISTA
Gaia Fugazza è nata a Milano nel 1985, e vive e lavora a Londra. Ha conseguito una laurea all’Accademia di Brera di Milano nel 2008 e un master al Chelsea College of Arts, UAL, nel 2014. Ha avuto mostre personali a Case Chiuse a Milano, Richard Saltoun online, e Häusler Contemporary a Zurigo (doppia personale). Il suo lavoro è stato incluso in Biennali e mostre istituzionali a Lofoten International Art Festival, 13. Baltic Triennale, Premio Cairo a Milano, Glasstress a Venezia, Biennale Mediterranea a Milano, Whitechapel Gallery a Londra, e Museo Tinguely di Basilea. Sue performance sono state presentate da FOROF, Roma; a Londra presso Royal Academy of Arts di Londra, Lisson Gallery, South London Gallery e LUX; e a Kunsthall Oslo.
I CURATORI
Valter Luca De Bartolomeis è dirigente del Polo delle Arti Caselli Palizzi, Museo Artistico Industriale e Real Fabbrica di Capodimonte di Napoli, direttore dell’ITS MA.DE. Academy per la manifattura e il design, e membro del consiglio di amministrazione del Museo di Correale. Docente presso Università e Accademie italiane, ambasciatore Well-Made per le eccellenze del Made in Italy, collabora con svariate Università nazionali e internazionali, ha partecipato all’organizzazione e al coordinamento scientifico di workshop, seminari, mostre e convegni. Ha ottenuto la selezione Adi Index Compasso d’oro nel 2019 con il “Porta Babà” e nel 2022 per il progetto “Caselli per il sociale”.
Sara Dolfi Agostini è critica d'arte, curatrice, e giornalista. È stata co-curatrice della commissione di arte pubblica ArtLine Milano (2013-16), consulente scientifica per la fotografia alla Triennale di Milano (2017-21), curatrice del Centro di Arte Contemporanea Blitz Valletta a Malta (2018-23) e co-curatrice del Padiglione di Malta alla 60. Biennale di Venezia. Vive a Napoli dal 2020, dove lavora come curatrice della Fondazione Paul Thorel. Ha insegnato in atenei in Italia e all’estero, di recente al master della Fondazione Modena Arti Visive (2016-2021), e dal 2008 collabora con numerose testate, tra cui Il Sole 24 ORE, Flash Art e ArtBasel. Ufficio stampa Museo e Real Bosco di Capodimonte - Museo e Real Bosco di Capodimonte
Mostra SETE
Artista Gaia Fugazza
Curatori Valter Luca De Bartolomeis e Sara Dolfi Agostini 
31 Gennaio – 18 Marzo 2025
La mostra è visitabile negli orari di apertura del primo piano segnalati sul sito https://capodimonte.cultura.gov.it/
Museo e Real Bosco di Capodimonte
Via Miano 2, Napoli, Italia

Performance ACQUE DENTRO
Artista Gaia Fugazza
Curatori Valter Luca De Bartolomeis e Sara Dolfi Agostini 
31 gennaio 2025, ore 17:00

L’artista ha collaborato con:
  • Prof. Alessandro Borrelli con gli studenti Roberta Caniglia, Loredana Cella, Pasquale Elia, Ramona Maione, Chiara Peluso, Angela Schisano, e Antonella Vespro per le miniature in porcellana
  • Prof.ssa Chiara Giacobone con gli studenti Ilaria Arenella, Gioia Ni, Mario Paola, Massimiliano Sarpa, Tania Scognamiglio, e Giovanna Silveri per il coreutico
  • Prof.ssa Chiara Mallozzi con gli studenti Giada Beneduce, Martina Beninati, Damiano Buono, Assunta Cennamo, Cristian De Novellis, e Giuseppe Luongo per la musica

mercoledì 22 gennaio 2025

Comune di Napoli - A𝐯𝐯𝐢𝐬𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚𝐭𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐞 𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨𝐯𝐢𝐬𝐢𝐯𝐞, che sceglieranno la città come set nel biennio 2025-2026

Avviso Pubblico a sostegno delle imprese di produzione audiovisiva e cinematografica che effettueranno riprese nella città di Napoli – Annualità 2025-2026. Cultura Comune di Napoli

Scadenza: la domanda di ammissione al contributo deve pervenire al Servizio Cultura del Comune di Napoli unicamente, a pena di esclusione, mediante invio a mezzo PEC all'indirizzo bandi.cultura@pec.comune.napoli.it:
• dalle ore 9:00 del 24 gennaio ed entro e non oltre le ore 10:00 del 31 marzo 2025, per le produzioni che faranno richiesta per le categorie A e B;
• dalle ore 9:00 del 15 maggio ed entro e non oltre le ore 10:00 del 31 ottobre 2025, per le produzioni che faranno richiesta per le categorie C e D.

La PEC di invio dovrà riportare in oggetto: “Avviso Pubblico a sostegno delle imprese di produzione audiovisiva – Annualità 2025-2026”.
La domanda di partecipazione e i relativi allegati dovranno essere sottoscritti dal legale rappresentante con firma in calce o con firma digitale PAdES.

martedì 21 gennaio 2025

Marco Zurzolo - 'O fischio ca nun fa paura. Con QR Code | Colonnese

Il fischio che non fa paura non è quello delle bombe, che a centinaia caddero sulla Napoli del 1943. Ma proprio tra i ricoveri e gli allarmi di quei giorni di paura, e poi di orgoglio e di riscossa popolare, Zurzolo fa cominciare questo suo sorprendente racconto, che rimescola la vita e la musica, i sogni di una generazione. Una storia inventata ma non troppo, che ripercorre l’avventura di un gruppo di ragazzi che suonano più forte delle bombe, e mettono su una band che insegue il successo e lo conquista pure, per poi perdersi di vista. Come capita sempre nella vita, di perdersi. Il sax arrabbiato Tonino disegna così la melodia malinconica che dai vicoli del porto intreccia le storie di Nicola l’Indiano, della bellissima Wanda-Giannino, dello Scellone, di Aniello e di tanti altri. Il senso di questo racconto – a tratti magico, incantato – è che bisogna suonare più forte delle bombe, siano quelle della Striscia di Gaza alla televisione, o della Napoli del ’43, o delle paranze vigliacche che insanguinano le strade di oggi. Perché la musica è più forte. La vita è sempre più forte. Completa il racconto una selezione di tracce musicali (QR-Code), in cui Zurzolo insieme ai suoi studenti del Conservatorio di Salerno reinterpreta alcuni memorabili brani del panorama musicale della seconda metà degli anni ’70, dagli Showmen ai Napoli Centrale, Carlo d’Angiò ed Eugenio Bennato, Pino Daniele...
L’autore
Marco Zurzolo. Sassofonista e compositore, ha collaborato con importanti artisti italiani e internazionali. Ha pubblicato oltre venti cd ed è autore di numerose colonne sonore per il cinema, il teatro e la televisione. Ha vinto prestigiosi premi, fra cui il “Premio qualità” del Ministero della Cultura. Per Colonnese ha pubblicato il fortunato I Napoletani non sono romantici, con 8 micro-racconti di Elvio Porta.
GeneriGialli Noir e Avventura » Romanzi storici , Romanzi e Letterature » Narrativa d'ambientazione storica
  • Editore Colonnese
  • Collana Passaggi
  • Formato Brossura
  • Pubblicato 25/11/2023
  • Pagine 96
  • Lingua Italiano
  • Isbn o codice id 9791281142299

𝗪𝗲 𝗹𝗼𝘃𝗲 𝗘𝗻𝘇𝗼 è una suite di spettacoli dedicati ad 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼 | 𝟭𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼

𝗪𝗘 𝗟𝗢𝗩𝗘 𝗘𝗡𝗭𝗢
𝘐𝘐𝘐 𝘦𝘥𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦
𝟭𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼
𝗪𝗲 𝗹𝗼𝘃𝗲 𝗘𝗻𝘇𝗼 è una suite di spettacoli dedicati ad 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼
Un progetto di Casa del Contemporaneo, per Sala Assoli, nato nella stagione 2022/23.
sabato 11 gennaio ore 20:30
🗓️domenica 12 gennaio ore 18:00

📍 Officine San Carlo -  Officine San Carlo

🔗Prenota gratis qui https://officine-san-carlo.eventcube.io/.../signuri.../

🔸Nell’ambito della terza edizione di We Love Enzo, l’omaggio delle Officine San Carlo ad Enzo Moscato con Signuri’ Signuri’ scritto nel 1982, ispirato alla “Pelle” di Curzio Malaparte, romanzo del 1949 che narra la “liberazione” da parte dell’esercito americano, (1943) dall’ invasione tedesca. Parla del suo arrivo a Napoli e soprattutto dell’atteggiamento del popolo napoletano di fronte al vincitore, il suo essere servile, ammaliatore nei confronti del Padrone e della relativa peste che si diffuse. Una peste morale appunto… darsi-vendersi pur di salvare non la propria anima ma la propria pelle.

Un omaggio quindi ad un Poeta, uno Scrittore, una Città, una riflessione sulle barbarie della guerra -allora come ora-e alle numerose pesti morali che ne derivano – attraverso il teatro cosa fare? Continuare per sperare in una nuova alba? …Una nuova Peste culturale? … Oppure annegare per poi riemergere... aggrappandoci a cosa? A quello che ci hanno lasciato… Parole-Universi …frasi …crastole… schegge impossibili…Da Eschilo a Malaparte a Moscato…

“Se si rispettano gli dei e templi de i vinti i vincitori si salveranno”
Cristina Donadio Luca Trezza

Crediti:
Signurì Signurì …
di Enzo Moscato
Liberamento tratto dal romanzo La Pelle di Curzio Malaparte
Regia Di Cristina Donadio e Luca Trezza
Consulenza e rielaborazione musicale Angelo Cioffi
Scene di Fabio Marroncelli
Realizzate da Anna Nasone con gli alunni partecipanti all’Officina di Scenografia
Costumi di Giusi Giustino
Assistenti Davide Manganella e Roberta Bevilacqua

con la partecipazione di Cristina Donadio e Adriano Falivene
Alessio Sica
con
Angela Addezio
Francesco Barra
Bruno Cassandra
Alessandro de Giorgi
Rossella Di Lucca
Chiara Di Girolamo
Ivan Gallotti
Sara Guardascione
Salvatore Iermano
Sara Montesanto
Josepha Pangia
Libera Tarallo
Xana Vázquez de Prada
📆 𝟭𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭𝟮 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗢𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗻𝗲 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗦𝗶𝗴𝗻𝘂𝗿ì, 𝗦𝗶𝗴𝗻𝘂𝗿ì”
di Enzo Moscato regia Cristina Donadio e Luca Trezza
📆 𝟭𝟯 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟮 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼
📍 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶-𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗪𝗲 𝗹𝗼𝘃𝗲 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗶𝗻 𝗳𝗼𝘁𝗼 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮”
mostra fotografica sullo spettacolo “Compleanno”
sipario di e per Tata Barbalato
proiezione “Con Enzo” – elegia – di Mario Martone
inaugurazione insegna Sala Assoli-Moscato
📆 𝟭𝟯 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶-𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗖𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝗮𝗻𝗻𝗼”
di e con Enzo Moscato e con Giuseppe Affinito
omaggio in video/presenza
📆 𝟭𝟰 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭𝟱 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶-𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗦-𝗘𝗻𝘇”
su testi di Enzo Moscato con Giovanni Ludeno e Massimo Cordovani
📆 𝟭𝟱 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 >𝟭𝟲 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗣𝗮𝘀𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶, 𝗦𝗮𝗹𝗲𝗿𝗻𝗼
“𝗦𝗰𝗮𝗻𝗻𝗮𝘀𝘂𝗿𝗶𝗰𝗲”
di Enzo Moscato con Imma Villa – regia Carlo Cerciello
📆 𝟭𝟲 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭𝟳 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗔𝘃𝗮𝗻𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗡𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝗭𝗲𝗿𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗕𝗼𝗿𝗱𝗲𝗿𝗹𝗹𝗶𝗻𝗲”
testi di Enzo Moscato, Gennaro Ranieri e Rodolfo Fornario con Emilio Massa – regia Anita Mosca
📆 𝟭𝟴 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭𝟵 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝘂𝗼𝘃𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗦𝗰𝗮𝗻𝗻𝗮𝘀𝘂𝗿𝗶𝗰𝗲”
di Enzo Moscato con Imma Villa – regia Carlo Cerciello
📆 𝟮𝟬 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶-𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
presentazione dei 3 progetti selezionati del bando 𝗣𝗿𝗲𝗺𝗶𝗼 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼 – I edizione
📆 𝟮𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗠𝗲𝗿𝗰𝗮𝗱𝗮𝗻𝘁𝗲, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
in omaggio a Enzo Moscato proiezione film “𝗗𝗮𝗱𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶𝘀” regia di Carlo Luglio
📆 𝟮𝟯 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟮𝟰 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗘𝗹𝗶𝗰𝗮𝗻𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗦𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝗶𝗹𝗹𝗶 – 𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶”
di Enzo Moscato con Annalisa Arbolino, Liliana Castiello, Carlo
Gertrude, Michele Ferrantino, Fiorenza Raimondi – regia Costantino Raimondi
📆 𝟮𝟱 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟮𝟲 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗔𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶-𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗠𝗼𝗱𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲”
di Enzo Moscato con Lalla Esposito – direzione e arrangiamenti musicali
Pasquale Scialò
con gli alunni sezioni D – E IC Madonna Assunta, Napoli
musicisti Paolo Cimmino, Antonio Colica, Antonio Pepe, Antonio Ottaviano
📆 𝟮𝟴 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟮𝟵 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 

📍 𝗧𝗜𝗡-𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗜𝗻𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲, 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶
“𝗖𝗮𝗿𝘁𝗲𝘀𝗶𝗮𝗻𝗮”
di Enzo Moscato con Gino Curcione e con Enza Di Blasio – regia Gianni Sallustro
📆 𝟯𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼
📍 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗞𝗮𝗿𝗼𝗹, 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮𝗺𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝗯𝗶𝗮
“𝗠𝗼𝗱𝗼 𝗠𝗶𝗻𝗼𝗿𝗲”
di Enzo Moscato con Lalla Esposito – direzione e arrangiamenti musicali
Pasquale Scialò
musicisti Paolo Cimmino, Antonio Colica, Antonio Pepe, Antonio Ottaviano
📆 𝟯𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼
📍 𝗧𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗘𝗦𝗧
“𝗣𝗹𝗮𝘆 𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼”
di Enzo Moscato con Tonino Taiuti – regia Luca Taiuti
Nell’ultima edizione, il 13 gennaio scorso, mentre partivano le prime note musicali dell’omaggio di Isa (Danieli), giusto ‘Tutto è fernuto’, in quel medesimo istante, come in una sublime e terrificante invenzione scenica, Enzo ci lasciava. Lasciava il suo corpo questa terra ma, in quei momenti, si è avvertito come uno scoppio sordo, una deflagrazione emotiva della sua arte, una sensazione precisa che toccava ognuno e ci diceva quanto fossimo coinvolti, quanto da quel momento – e mai come allora – avremmo avuto bisogno di lui, della sua Parola, della sua visione del mondo e del teatro. Ecco, allora, che We love Enzo – con lui sempre, con il suo sguardo poetico e spietato sulla Vita, e pur senza il suo esile Corpo, la sua Voce giunta chissà da quale anfratto di vicoli – rappresenta e rappresenterà la dedica perenne, quella fiammella, il Desiderio di averlo ancora con noi. Desiderio che, la sua popolosa Contea di N., saprà esprimere. Per questo, oltre agli eventi per tradizione realizzati in Sala Assoli, ci saranno dediche da parte di altri teatri napoletani, una sorta di grande saluto-celebrazione, un unico esteso atto poetico, dalla particolarissima cifra, con le parole dell’Autore per averlo ancora e sempre tra noi. Quello che vogliamo.
Chi è di scena Signori, Signori chi è di scena. Casa del Contemporaneo
📲 𝙄𝙉𝙁𝙊 / 𝙋𝙍𝙀𝙉𝙊𝙏𝘼𝙕𝙄𝙊𝙉𝙄:
+39 345 4679142 (anche WhatsApp) 

CARTESIANA - Omaggio ad Enzo Moscato | TIN – TEATRO INSTABILE NAPOLI 28 e 29 GENNAIO 2025

Lo spettacolo rientra nella rassegna “We love Enzo” 

𝗪𝗲 𝗹𝗼𝘃𝗲 𝗘𝗻𝘇𝗼 è una suite di spettacoli dedicati ad 𝗘𝗻𝘇𝗼 𝗠𝗼𝘀𝗰𝗮𝘁𝗼 | 𝟭𝟭 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 > 𝟭 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼

Con Gino Curcione ed  Enza Di Blasio

e con: Francesca Fusaro, Tommaso Sepe, Vincenza Granato, Nancy Pia De Simone, Roberta Porricelli ,Maria Crispo, Enrico Annunziata, Pasquale Saviano Regia: Gianni Sallustro  

Cartesiana è l’omaggio di Gino Curcione, protagonista dello spettacolo, diretto da Gianni Sallustro ad Enzo Moscato che va in scena al Tin-Teatro Instabile Napoli dal 28 al 29 gennaio alle 20.30.

Sono tre i monologhi che formano il corpus dello spettacolo: “Spiritilli”, “Cartesiana” e “Re Bomba”.

In scena con Curcione ci sarà Enza Di Blasio, voce e chitarra, che eseguirà interventi musicali scelti dal repertorio di tradizione e dalla sua lunga collaborazione artistica con Enzo Moscato. In particolare ‘A sirena (Di Giacomo/Valente 1897), Desiderio (Trusiano/Mazzocco, 1949) e infine Anna Soròr (testo di Enzo Moscato e musica di Enza Di Blasio).

Completano il cast: Francesca Fusaro, Tommaso Sepe, Vincenza Granato, Nancy Pia De Simone, Roberta Porricelli, Maria Crispo, Enrico Annunziata, Pasquale Saviano.

Storie che raccontano il nostro paese, la nostra città mettendone a nudo le contraddizioni, i fatti e misfatti raccontati, come diceva Moscato, in “quel grumo di acceso irriverente sangue che ci viene dalla Lingua, la lingua napoletana. Che ho voluto conservare il più possibile intatta, anche nelle inevitabili contaminazioni….”.

Un omaggio il nostro – dichiara il regista Gianni Sallustro – inserito nella rassegna “We love Enzo” organizzata da Claudio Affinito che vuole portare in scena alcuni testi chiave di Moscato. Gino ha conosciuto molto bene Enzo Moscato e ha diviso con lui la scena tante volte comprendendo appieno il suo modo di fare ed intendere il teatro. In questo lavoro ho voluto che i testi fossero letti in una chiave un po’ cinematografica, con frequenti dissolvenze, che portano lo spettatore all’interno delle parole evidenziandone la forza e lo spessore.

Inquadrati nelle scene ideate da Tata Barbalato, recentemente scomparso, – dice Curcione – questo nostro lavoro è un volere donare agli spettatori un pezzo di Enzo, della sua essenza filosofica e teatrale. Credo che ci debbano essere momenti come questi per capire appieno la genialità di Moscato. Qualcosa di sentito, di viscerale che trova perfettamente casa in questo teatro che sento sempre di più come casa”.

  • Cartesiana è considerato, linguisticamente, uno dei punti più estremi e spericolati della drammaturgia di Enzo Moscato, l’iperbolica vicenda, scritta nel 1986, delle peripezie odisseiche dei tre trans partenopei, Cartesiana, Miss Inciucio e Cha-Cha-Cha, alla ricerca di un’identità sessuale, certa e duratura, che a loro balugina dalla mistico-trasformazionale clinica/santuario, di stanza nell’iberica Azuléjos, è ormai divenuto un piccolo classico del teatro contemporaneo, una sorta di post-moderno e sgangherato ‘racconto di formazione’ (alla stregua dell’americano e celeberrimo ‘Portnoy’s Complaint’ di Philip Roth) che hanno preso ad amare non solo, ovviamente, i cosiddetti ‘diversi’ o ‘gay’ ma anche i cosiddetti ‘normali’ od ortodossi delle regole ontologico – sessuali.
  • “Spiritilli”, tratto da “Scannasurice” poi ripreso in “Occhi gettati” dallo stesso Moscato, è la storia dell’incontro dell’umano e del familiare con l’elemento mitico e favoloso che da sempre a Napoli abita i cuori e le case: storia di fantasmi che mentre visitano, arricchendole, le vite degli umili e dei diseredati, allo stesso tempo le stravolgono fino allo sconvolgimento catastrofico.
  • “Re bomba”, tratto da “Partitura” di Moscato e ripreso in “Rasoi” con la regia di Martone e Servillo, va a raccontare il disagio di un popolo nei confronti della nobiltà. “Re Bomba” racconta il malessere della plebe rappresentata da un cuoco-macellaio nei confronti di Ferdinando IV e Maria Carolina.

Il linguaggio utilizzato da Moscato è un barocco degradato, frantumato e reinventato dallo stesso Moscato distinguendosi prepotentemente nella drammaturgia contemporanea. Teatro Instabile Napoli diretto da Gianni Sallustro

  • Costo biglietti
  • Intero € 15.00
  • Ridotto € 13.00
  • Per info e prenotazioni: 3383015465

sabato 18 gennaio 2025

Firmato l’atto di acquisto dello storico cinema Flaminio - San Giorgio a Cremano ha di nuovo il suo Cinema-Teatro.

Il comune di San Giorgio a Cremano é entrato nella piena proprietà del Cinema Flaminio, attraverso l’atto di acquisto sottoscritto davanti al notaio. La struttura in via Salvator Rosa è di circa mille mq ed è destinata ad essere un cine-teatro con due sale; una di circa 500 posti e una seconda di 50. Nelle prossime settimane si partirà con la progettazione degli interventi per la rifunzionalizzazione delle sale e quindi poi con l’avvio dei lavori.
“Questa è quindi una giornata storica per la nostra comunità – ha detto il Sindaco Zinno – Abbiamo mantenuto la promessa fatta alla città ed oggi ufficialmente San Giorgio a Cremano ha di nuovo il suo Cinema-Teatro. Riaprire un luogo come l’ex cinema Flaminio significa innanzitutto restituire alla città uno storico spazio che ha rappresentato per decenni un luogo di cultura, incontro e divertimento, ma significa anche recuperare la nostra memoria, guardando però al futuro delle nuove generazioni.”
Ciò che ha spinto l’amministrazione a compiere questo passo importante è stata infatti la volontà di restituire alla città un polo culturale dove possano convivere teatro, cinema, musica, danza e tante altre forme di espressione artistica, valorizzando il talento e promuovendo iniziative che arricchiscano la vita culturale di San Giorgio a Cremano, consapevoli che la cultura è il motore del progresso e della coesione sociale. Il Flaminio ha ospitato generazioni di spettatori, grazie al lavoro della famiglia Quagliata, regalando emozioni attraverso il grande schermo e nel periodo in cui era anche teatro, ha portato in città tanti bravissimi artisti.
“Non potevamo lasciare questo vuoto sia nella nostra memoria, che nell’offerta culturale e aggregativa del territorio. E ci siamo riusciti – ha aggiunto Zinno. Posso dire però che il valore di questo progetto risiede soprattutto nella partecipazione attiva di tutta la comunità. Il sogno di tutti è che il Cinema Flaminio torni a pulsare di vita con spettacoli, proiezioni, eventi culturali e iniziative che sappiano coinvolgere e unire. Sarà un luogo in cui la cultura non solo “si consuma”, ma si crea, si condivide e si valorizza. Siamo tutti parte di questa rinascita e questo cine-teatro sarà nuovamente un posto in cui riconoscerci e da cui trarre ispirazione per il futuro.” Comunicato Stampa -  Giorgio Zinno Sindaco