Vetrina Vesuvio

sabato 12 settembre 2026

Napoli | Certosa di San Martino

Situata in posizione panoramica sulla collina del Vomero, accanto al cinquecentesco Castel Sant'Elmo, la Certosa di San Martino rappresenta una delle immagini più iconiche di Napoli. Fondata nel 1325 da Carlo di Calabria, figlio di re Roberto d'Angiò, questo straordinario complesso religioso ha attraversato sette secoli di storia, trasformandosi da severo monastero gotico in uno dei più raffinati esempi di arte barocca italiana.

L'edificazione originaria fu affidata all'architetto e scultore senese Tino di Camaino, del cui progetto rimangono oggi i grandiosi sotterranei gotici, un'opera d'ingegneria di notevole rilevanza. Ma è tra il XVI e il XVIII secolo che la Certosa assume l'aspetto attuale: un susseguirsi di interventi che trasforma radicalmente il monastero medievale.

Il grande protagonista di questa metamorfosi è Cosimo Fanzago, che dal 1623 al 1656 imprime il suo segno inconfondibile su ogni ambiente del monastero. La sua straordinaria attività decorativa sostituisce le tradizionali geometrie con apparati ricchi di fogliami, frutti e volute stilizzate, creando effetti cromatici e volumetrici di eccezionale realismo. 

La Certosa è stata teatro dell'opera di alcuni tra i più importanti artisti della storia italiana. Oltre agli architetti Dosio, Fanzago e Niccolò Tagliacozzi Canale, hanno lavorato qui pittori del calibro di: Belisario Corenzio e il Cavalier d'Arpino, Battistello Caracciolo e Massimo Stanzione, Giovanni Lanfranco e Jusepe de Ribera, Luca Giordano e Francesco Solimena, Paolo De Matteis e Francesco De Mura.

Tra gli scultori spiccano Pietro Bernini, Domenico Antonio Vaccaro e Giuseppe Sammartino, che hanno contribuito a fare di San Martino una delle principali testimonianze del barocco italiano.

Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, la Certosa viene trasformata in museo per volontà di Giuseppe Fiorelli. Da allora, il Museo di San Martino è diventato il custode privilegiato della storia e della cultura artistica napoletana, raccogliendo opere d'arte e manifatture tradizionali da tutto l'ex regno borbonico assumendo fin dalla sua apertura al pubblico nel 1867 un ruolo fondamentale nella costruzione dell'identità napoletana e nazionale. 

La Certosa e Museo di San Martino rappresenta una tappa obbligata per chiunque voglia scoprire l'anima artistica di Napoli, dove architettura, pittura e scultura si fondono in una sintesi perfetta che racconta sette secoli di storia e bellezza.

ESPERIENZA DI VISITA

Il complesso monumentale certosino offre ai visitatori un'esperienza completa: oltre alla suggestiva Chiesa, al Quarto del Priore, ai chiostri storici e ai Giardini con le loro terrazze panoramiche che regalano vedute mozzafiato sulla città e sul golfo, è possibile ammirare le ricche raccolte museali acquisite tramite donazioni e acquisizioni, organizzate in diverse sezioni specialistiche:

Sezione Presepiale: custodisce la collezione più ricca di pastori del XVIII secolo, testimonianza dell'antica tradizione presepiale napoletana che ha reso famosa la città in tutto il mondo.

Sezione Navale: documenta la storia marittima del Regno di Napoli attraverso Lance reali, modelli e oggetti d'arte navale.

Sezione "Immagini e Memorie della Città e del Regno": un affascinante viaggio attraverso l'evoluzione urbanistica di Napoli, che racconta le trasformazioni della città e delle sue tappe storiche più significative a partire dal Rinascimento. E' qui che trova posto la celebre Tavola Strozzi, uno dei più preziosi documenti iconografici della Napoli quattrocentesca.

Sezione "Ottocento a Napoli": custodisce una prestigiosa raccolta d'arte del XIX secolo che documenta la vivace stagione artistica napoletana dell'Ottocento, con particolare attenzione alla celebre Scuola di Posillipo e alle trasformazioni sociali e culturali della città borbonica.

Sezione Teatrale: espone dipinti, sculture, disegni, stampe, fotografie e cimeli che illustrano temi del teatro a Napoli dalla prima metà dell'Ottocento: dalla storia del Teatro San Carlo a quella del Teatro San Carlino, con il celebre Modello al vero della Scena realizzato per l'Esposizione Nazionale di Torino del 1898, dalla maschera di Pulcinella agli allestimenti scenografici di Antonio Niccolini.

Cona dei Lani: il più imponente complesso fittile del Rinascimento meridionale, un polittico in terracotta dipinta, realizzato nel 1517 e proveniente dalla distrutta cappella dei Lani nella chiesa di Sant'Eligio al Mercato, bombardata nel 1943.

IL VINO E LA DIETA MEDITERRANEA TRA SCIENZA, ARTE E ARCHEOLOGIA: IL 13 E 14 SETTEMBRE DAL MANN ALLA CASINA VANVITELLIANA

Quarta edizione del progetto che prosegue il percorso avviato a Pompei e amplia il racconto della vite, del vino e del cibo fino ai temi della salute, del benessere e della Dieta Mediterranea, ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio.

Dal Parco Archeologico di Pompei al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, per proseguire un viaggio iniziato nel 2023 e attraversare ancora una volta la storia della vite, del vino e del cibo, mettendola in relazione con il presente.

Torna il 13 e 14 settembre 2026, con la sua quarta edizione, il progetto ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio con MisteryApple, organizzato in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e AIS Campania e articolato quest’anno tra il MANN e il Parco Borbonico della Casina Vanvitelliana di Bacoli.

Un percorso nato dalla volontà di seguire le rotte della vite, del vino e del cibo attraverso popoli e civiltà che, nel corso dei millenni, ne hanno costruito il valore culturale, sociale ed economico.

La prima edizione aveva preso idealmente le mosse dalla Georgia, dove sono state rinvenute alcune delle più antiche testimonianze della produzione vinicola, per attraversare circa ottomila anni di storia, dal Caucaso al Mediterraneo, attraverso Armenia, Turchia, Moldavia, Grecia e Cipro, fino a raggiungere Pompei e il mondo romano, quando la viticoltura aveva ormai assunto una rilevanza anche economica e commerciale.

A raccontare le origini più remote di questa storia era stato, tra gli altri, David Lordkipanidze, direttore del Museo Nazionale Georgiano di Tbilisi, ospite della prima edizione per ripercorrere, a partire dall’archeologia, le prime tracce della cultura del vino.

Nel corso delle edizioni il progetto ha ampliato progressivamente il proprio orizzonte e con esso si è evoluto anche il titolo. Nato a Pompei attorno al racconto della vite, del vino e del cibo, approda quest’anno al MANN con il nuovo naming “Mann/Pømpeii, della vitæ del vino e del cibo, dall’antichità alla dieta mediterranea”, che restituisce già nel nome il passaggio dalla ricostruzione storica e archeologica alle nuove prospettive legate all’alimentazione, alla salute e al benessere.

È proprio Pompei a costruire il ponte con il MANN e a dare continuità alle precedenti edizioni. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli custodisce infatti uno straordinario patrimonio di reperti provenienti dalla città vesuviana e dal suo territorio, testimonianze della vita quotidiana di duemila anni fa e del ruolo che il cibo e il vino rivestivano nella società romana. Ripartire da queste tracce significa proseguire lo stesso racconto da un nuovo luogo, riportando la storia nel presente.

L’ingresso della Dieta Mediterranea nel nuovo naming segna al tempo stesso un ampliamento della prospettiva. Dalla ricostruzione storica e archeologica della vite, del vino e del cibo, il racconto arriva al rapporto contemporaneo tra alimentazione, salute e benessere, mettendo in relazione la conoscenza del passato con la ricerca scientifica e con una maggiore consapevolezza del mangiare e del bere.

A dare sostanza a questo passaggio sarà, nella giornata inaugurale del 13 settembre al MANN, il focus “La cura del corpo e della mente, dal cibo dell’antichità alla dieta mediterranea”, con Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all’Università Federico II, e Luigi Moio, professore ordinario di Enologia all’Università Federico II.

Apriranno l’evento gli interventi istituzionali di Francesco Sirano, direttore generale del MANN, Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, e Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città.

“Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è un luogo in cui si condividono conoscenze ed esperienze culturali: è pertanto naturale che l’enologia trovi casa al MANN. E non è una forzatura, vista l’importanza del vino nella storia e nell’arte greco romana; in effetti enologia e arte classica condividono lo stesso DNA: la cura del tempo, il legame viscerale con la risorse naturali, il lavoro dell'ingegno umano e la ricerca della qualità. Un grande vino, come un’opera d’arte, racconta il paesaggio, la storia di una comunità, il gusto, l’ingegno di chi ha lavorato per produrlo. Da tempo, il Museo accompagna le proprie aperture straordinarie con percorsi di degustazione dedicati alle eccellenze locali: in questo contesto non può mancare un calice di buon vino”, commenta il Direttore Generale del MANN, Francesco Sirano.

Dal patrimonio archeologico legato a Pompei, il confronto si allargherà così al presente dell’agroalimentare campano, alle prospettive di un comparto vitivinicolo che attraversa una fase particolarmente delicata e al valore delle vigne metropolitane di Napoli, testimonianza ancora viva di un rapporto antichissimo tra la città e la vite.

Accanto alla dimensione culturale e scientifica, la manifestazione conferma l’attenzione verso le opportunità concrete per le imprese e rinnova la collaborazione con Michèle Shah, consulente internazionale e Ambassador della Old Vine Conference, che torna a curare la selezione di buyer e operatori provenienti da diversi Paesi europei chiamati a incontrare le aziende partecipanti.

A questa dimensione professionale sarà dedicata anche la mattina del 14 settembre alla Camera di Commercio di Napoli, con un All Around Tour e l’incontro tra buyer e aziende, prima che la manifestazione si sposti nel pomeriggio alla Casina Vanvitelliana di Bacoli. Dal Vesuvio ai Campi Flegrei e Ischia, il vino attraversa i secoli e celebra la sua storia di straordinaria qualità che le imprese hanno rivalutato in questi ultimi anni, plasmando i territori e rilanciando questa che possiamo definire una nicchia dell’economia vitivinicola. Cibo e vino nel tempo ci raccontano la cultura e l’economia di allora lasciandoci testimonianze di straordinario valore archeologico, da Pompei a Somma Vesuviana con Villa Augustea la più grande azienda di vino di epoca romana, a Cuma e oggi le aziende stanno dando nuova vita ad una storia prestigiosa.

Il viaggio attraverso territori e culture continuerà anche nei banchi di degustazione. Accanto alle numerose espressioni della viticoltura campana e italiana, troveranno spazio vini provenienti da Turchia, Armenia, Moldavia e Ucraina, richiamando alcune delle geografie che hanno accompagnato il progetto fin dalle sue origini. L’Ucraina sarà presente anche attraverso Drink.ua, realtà impegnata nella promozione della cultura gastronomica ed enologica del Paese.

In questo contesto il pomeriggio di lunedì 14 a Bacoli nel Parco Borbonico alla Casina Vanvitelliana, pregio architettonico e paesaggistico, il programma vuole centrare l’attenzione su un’altra realtà produttiva di piccole aziende di vitivinicole legate al mare, ad un territorio vulcanico fragile e ricco di preesistenze archeologiche che richiamano ancora una volta la cultura del vino e del cibo che nei millenni, ancora oggi consente la produzione di vitigni unici per tipologia in territorio che gli consente di esprimere una tipicità tutta flegrea. Un pomeriggio di degustazioni ma anche di un confronto tra operatori del settore coordinata dal presidente Ais Campania Tommaso Luongo con Annibale Discepolo, Enzo Coccia, Angela Petroccione, Antonio Tubelli e Agostino Alboretto con i saluti del sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e il presidente del Centro Ittico Campano Salvatore Parascandalo.

“Cultura, arte e archeologia per dare valore al vino e al cibo, alla loro storia antica a contemporanea. In Campania possiamo esprimere una ricchezza che attraversa i millenni da Pompei al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fino ai Campi Flegrei e l’archeologia mostra quanto sia stato ed è ancora oggi, un territorio mitologico soprattutto per la vite ed il vino. Il nostro evento giunto con sacrificio alla quarta edizione vuole guardare oltre i confini del territorio nazionale e vuole far crescere l’attenzione degli operatori internazionali attraverso il vino in un viaggio nel mito classico”. Aggiunge Dante Stefano Del Vecchio ideatore e curatore dell’’evento.

IL PROGRAMMA

DOMENICA 13 SETTEMBRE | MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI

12.00 Giardino della Vanella - Apertura della manifestazione con Dante Stefano Del Vecchio, ideatore e curatore dell’evento.

12.15 Interventi e saluti istituzionali di Francesco Sirano, direttore generale del MANN, Maria Carmela Serluca, assessora all’Agricoltura della Regione Campania, e Carlo Puca, assessore alla Partecipazione Attiva e all’Immagine della Città.

12.45 Focus “La cura del corpo e della mente, dal cibo dell’antichità alla dieta mediterranea”, con Paolo Ascierto e Luigi Moio.

13.30 apertura dei banchi di degustazione, che proseguiranno fino alle 19.00.

LUNEDÌ 14 SETTEMBRE | PARCO BORBONICO – CASINA VANVITELLIANA, BACOLI

9.30 – 13.30 Camera di Commercio di Napoli. Venti Imprese selezionate da “Si-Impresa”, incontrano gli operatori del settore e stampa in un Al araund solo per addetti ai lavori.

16.30 - Terrazza dell’Ostrichina Apertura del Parco Borbonico con “Degustazioni per un viaggio nei territori del vino e del cibo”, presentate da Dante Stefano Del Vecchio.

18.30 Saluti di Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, e Salvatore Parascandalo, direttore del Centro Ittico Campano.

19.00 Sala dell’Ostrichina - AIS racconta - “Presentazione e selezione dei vini nella ristorazione e pizzerie. Valore e cultura”, a cura di Tommaso Luongo, presidente AIS Campania. Interverranno Annibale Discepolo, giornalista, Antonio Tubelli, cuoco e storico della cucina napoletana, Enzo Coccia della Pizzeria La Notizia, Agostino Alboretto del Ristorante Il Riccio e Angela Petroccione, giornalista.

20.30 Degustazione con i Consorzi del Friuli Venezia Giulia e del Sannio, tra vini e racconti della cultura del vino.

Chiusura dell’evento alle 22.00.

AZIENDE, CONSORZI E REALTÀ PARTECIPANTI

La quarta edizione vedrà la presenza di aziende vitivinicole, realtà dell’agroalimentare e consorzi, con una rappresentanza significativa della Campania e di altri territori italiani.

Tra le realtà partecipanti figurano Decanto, Consorzio Friuli Venezia Giulia, Consorzio Sannio DOP, Consorzio Brunello, Cantina di Lisandro, Terre Massesi – Leonis, Marisa Cuomo, San Salvatore, Vitematta, Antonio Mazzella, Vestini Campagnano, Piera 1888, Uccelliera, La Guardiense, Cantina del Taburno – La Fortezza, Raffaele Caldarelli, Tenuta Loffredo, La Sibilla, La Baronia, Sapori Vesuviani, Donna Elvira, Fonzone, Azienda Agricola Cumadoro, Kbirr, Massimo Radano Olio, Cantine Tora, Guerritore Vini, Frantoio Marsicani, Mario Ferrara Pasticciere.

In Camera di Commercio a Napoli abbiamo La Sibilla, Cantavite, Le Lune del Vesuvio, Enodelta, azienda agricola Iovino Antonio, Sorrentino vini, De Falco Vini, Contrada Salandra, Cantine Mediterranee, G.s., Casa Setaro, Cantine Olivella, azienda Adele Musella, Viticoltori Campani riuniti, Azienda Fuocomuorto, De Angelis 1930, Tenuta Loffredo, Cantine degli Astroni, Vini d’Ischia Cenatiempoe Carputo Vini.

La manifestazione vede inoltre il coinvolgimento della Regione Campania e della Camera di Commercio Irpinia Sannio. - Centro Ittico Campano - Comune di Bacoli

venerdì 11 settembre 2026

Festa di Piedigrotta 2026

Dall’11 al 22 settembre, sei incontri a ingresso libero tra Napoli, Marano di Napoli e Torre del Greco riportano la Festa di Piedigrotta nei luoghi della devozione e della vita comunitaria.

Con la direzione artistica di Benedetto Casillo, «Piedigrotta Viva 2026 – Quann’era Piererotta» intreccia musica, racconti e memoria popolare, rinnovando il legame con una tradizione iscritta all’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Campania (IPIC).

A dare voce ai canti saranno Mario Maglione, Antonello Rondi, Francesco Malapena, Marianita Carfora e Francesca Marini, con il Coro La Serenata, presente a tutti gli appuntamenti. I racconti saranno affidati a Benedetto Casillo, Luciano Piccolo, Enza Barra e Gennaro Morrone. Alla chitarra si alterneranno i maestri Franco Ponzo, nelle prime tre date, e Claudio Romano, nei successivi incontri.

La manifestazione è realizzata con il sostegno della Regione Campania e di Scabec, nell’ambito del Programma Regionale Campania FESR 2021-2027 – Fondi di Coesione Italia 21/27, e rientra nel progetto «Piedigrotta Viva – Radici, Devozione e Innovazione».

IL PROGRAMMA

  • Venerdì 11 settembre · ore 19:30

Chiesa di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori – Marano di Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Luciano Piccolo; canti di Mario Maglione e Antonello Rondi.

  • Martedì 15 settembre · ore 19:30

Basilica di Santa Lucia a Mare – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo ed Enza Barra; canti di Mario Maglione e Francesco Malapena.

  • Mercoledì 16 settembre · ore 19:15

Chiesa di Sant’Anna di Palazzo – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione e Antonello Rondi.

  • Venerdì 18 settembre · ore 19:00

Chiesa di San Pasquale a Chiaia – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione e Marianita Carfora.

  • Domenica 20 settembre · ore 19:00

Chiesa della SS. Annunziata – Torre del Greco

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione, Francesco Malapena e Francesca Marini.

  • Martedì 22 settembre · ore 20:00

Chiesa di Santo Strato a Posillipo – Napoli

Racconti di Benedetto Casillo e Gennaro Morrone; canti di Mario Maglione e Francesca Marini.

Ingresso libero. Tutti gli incontri sono aperti al pubblico.

IL DOCUFILM

La storia e la dimensione religiosa, musicale e popolare della festa sono al centro del docufilm «Festa di Piedigrotta», diretto da Ettore De Lorenzo, prodotto da CONFORM e distribuito da Rai Documentari. Presentato in anteprima il 15 luglio al Cinema Filangieri di Napoli, il documentario è disponibile su RaiPlay.. - Scabec

“Taranta d’Oro” | Tre giorni dedicati alle danze e ai ritmi popolari negli spazi del parco di Villa Letizia

Tre giorni dedicati alle danze e ai ritmi popolari con “Taranta d’Oro”, rassegna curata nella direzione artistica da Eugenio Bennato, che propone laboratori di pizzica, tammurriata e tarantella e, in chiusura, il concerto di Bennato con Pietra Montecorvino e Le Voci del Sud Laura Cuomo, Francesco Luongo, Letizia D'Angelo, Angelo Plaitano, Daniela Dentato, Edoardo Cartolano. Laboratori e concerto saranno ospitati, dal 16 al 18 settembre, negli spazi del parco di Villa Letizia in via Giambattista Vela 110 (Barra).

Promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito di “Napoli Città della Musica” e curata dalla Fondazione Etabeta Lab in collaborazione con la Municipalità 6 del Comune di Napoli, la rassegna è stata ideata e realizzata con il duplice obiettivo di valorizzare il patrimonio immateriale legato alla musica e alla danza tradizionale, promuovendo la conoscenza diretta di pratiche coreutiche e musicali delle diverse aree culturali del Mezzogiorno attraverso la tre giorni di laboratori; e di valorizzare e promuovere il patrimonio storico culturale di un territorio attraverso i suoi luoghi protagonisti di rigenerazione urbana: Villa Letizia, una delle ville del Miglio d’Oro

Venerdì 18 settembre, alle 21:00, il concerto di Eugenio Bennato chiuderà la tre giorni e, in apertura, si esibiranno i partecipanti al percorso laboratoriale “Cultura Lab”. In palcoscenico con Eugenio Bennato, Pietra Montercovino e Le Voci del Sud, ci saranno Ezio Lambiase (chitarra classica e elettrica), Sonia Totaro (voce e ballo), Stefano Mujura (basso), Valter Vivarelli (batteria e tamburelli). Ingresso libero.

Cultura Lab” laboratori di danze e ritmi popolari, in programma dal 16 al 18 settembre, dalle 17:00 alle 19:00. Il primo laboratorio, a cura di Sonia Totaro e Angela Esposito, è dedicato alla Pizzica salentina, danza simbolo della tradizione pugliese: il percorso offrirà ai partecipanti la possibilità di esplorare i rudimenti del ballo, le principali figure di coppia e il significato performativo e sociale della pizzica nel contesto contemporaneo (16 settembre – dalle 17:00 alle 19:00). Il secondo laboratorio, a cura di Angela Esposito, è dedicato alla Tammurriata dell’Agro Nocerino-Sarnese, una delle espressioni più vitali della cultura campana: verranno approfonditi i ritmi distintivi, le figure più rappresentative e la connessione tra danza, canto e ritualità popolare (17 settembre – dalle 17:00 alle 19:00).  Il terzo laboratorio, a cura di Sonia Totaro, è dedicato alla Tarantella del Gargano, con particolare attenzione agli stili di Monte Sant’Angelo e Carpino: durante l’incontro, i partecipanti verranno introdotti ai passi fondamentali, alle dinamiche di coppia e al rapporto tra musica e gesto nella tradizione garganica (17 settembre – dalle 17:00 alle 19:00). Per i tre laboratori ci sarà un accompagnamento dal vivo con batteria e tamburelli di Valter Vivarelli.  La partecipazione ai laboratori è gratuita con iscrizione obbligatoria: 3290077048.

𝐆𝐮𝐢𝐝𝐨 𝐓𝐫𝐨𝐦𝐛𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐥𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢: “𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐮𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀”

𝑃𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑎𝑝𝑜𝑙𝑒𝑡𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑒𝑥 𝑀𝑎𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑜 𝑅𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐹𝑒𝑑𝑒𝑟𝑖𝑐𝑜 𝐼𝐼
Sarà presentato per la prima volta a Napoli “La formula della verità” l’ultimo libro di Guido Trombetti, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Sorsi. 
L’evento si terrà presso la libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri alle ore 18. 
  • Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, 
  • dialogheranno con l’autore: Marco Napolitano docente di Fisica Nucleare e 
  • Corrado De Lisio docente di Fisica della Materia. 
  • Modera Tiuna Notarbartolo giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.
“La formula della verità”, pubblicato nella collana Sorsi, Guido Trombetti immagina un dialogo impossibile e affascinante tra Renato Caccioppoli ed Ettore Majorana, due figure leggendarie della scienza italiana del Novecento, entrambe avvolte da un’aura di genio e mistero. Il volume si apre con due articoli pubblicati su Il Mattino, che offrono un profilo sintetico dei due scienziati, per accompagnare il lettore nella comprensione del loro spessore umano e scientifico. Un terzo contributo affronta il tema della divulgazione dei concetti fondamentali della scienza, richiamando l’opera teatrale Copenhagen, esempio straordinario di narrazione del pensiero scientifico. Da qui prende avvio la parte immaginaria: un confronto ideale tra due menti eccelse, tra matematica e fisica, tra rigore logico e inquietudine esistenziale. Un testo che intreccia memoria, riflessione e fantasia, invitando il lettore a interrogarsi sul rapporto tra scienza, responsabilità e destino.
Guido Trombetti (Napoli, 1946) è matematico e accademico italiano. Professore ordinario di Analisi matematica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, di cui è stato Rettore dal 2001 al 2010, ha ricoperto anche l’incarico di Vicepresidente della Regione Campania. Autore di numerosi lavori scientifici e interventi divulgativi, affianca all’attività accademica una costante attenzione al rapporto tra scienza, cultura e società

giovedì 10 settembre 2026

𝐁𝐚𝐜𝐤 𝐭𝐨 𝐬𝐜𝐡𝐨𝐨𝐥, 𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐚𝐧𝐧𝐢𝐧𝐢 𝐄𝐝𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐬𝐭 "𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐨𝐥 𝐌𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞"

Giannini Editore firma il “back to school” 2026: la casa editrice rilancia i libri vincitori del contest Pubblica col Morante: “Le strade che siamo” di Giulia Verde, “Il Flamingo e la Tortuga” di Giulia Tagliamonte e “Jack e Robin” di Francesco Russo. 

Il primo volume della terzina è “Le strade che siamo” di Giulia Verde, pubblicato nella collana Generazione Tempesta. Questo libro, grazie al contest del Premio Elsa Morante dedicato alle scuole, riceverà un importante riconoscimento “Il mondo salvato dai ragazzini”, guidato da Rino Scotto Di Gregorio. La cerimonia si terrà il prossimo 10 ottobre nell’isola di Procida, La raccolta si compone di tre racconti uniti dal tema universale del viaggio. Non si tratta però di semplici spostamenti geografici: il viaggio è intenso, simbolico ed esistenziale. I protagonisti sono anime inquiete sospese tra una quotidianità opprimente e un desiderio irrefrenabile di libertà. L’autrice Giulia Verde ha soli 16 anni, frequenta il liceo classico “Francesco Durante” di Frattamaggiore e coltiva il sogno della scrittura fin da bambina. 

Per i lettori più giovani, la collana Kids propone “Jack e Robin” di Francesco Russo, un avvincente romanzo interamente incentrato sul valore indissolubile dell’amicizia. La narrazione prende il via nella bizzarra discarica di Zubalandia, dove i due protagonisti, animali esploratori uniti da un legame straordinario, si trovano ad affrontare insidie e ostacoli di ogni tipo. Una scoperta del tutto inaspettata, una base militare segreta e un razzo li catapultano improvvisamente nello spazio profondo. Inizia così un viaggio sorprendente tra pianeti sconosciuti, labirinti intricati, entità oscure e dimensioni parallele. Francesco Russo frequenta la scuola media “Belvedere” di Napoli. 

Sempre nella collana Kids spicca “Il Flamingo e la Tortuga” di Giulia Tagliamonte, il racconto si svolge in un villaggio silenzioso ai piedi di una montagna, dove i giovani Isabel e Matteo scoprono un rifugio segreto sulle sponde di un lago incantato. Lì ad attenderli ci sono due creature speciali: un fenicottero rosa e una tartaruga dal passo lento. Pur non parlando, i due animali insegnano molto ai protagonisti. Attraverso silenzi carichi di significato e paesaggi intrisi di poesia, i ragazzi apprendono il valore dell’attesa, il senso della libertà e la forza silenziosa ma potente dell’amicizia. Giulia Tagliamonte è studentessa del Liceo Artistico “Palizzi”, ha pubblicato il suo primo libro a soli 12 anni, confermandosi una promessa della narrativa contemporanea grazie a uno stile sensibile, maturo e autentico

mercoledì 9 settembre 2026

Napoli | Presentato il match inaugurale dei Campionati Europei maschili 2026

Nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, sede del Comune della città partenopea si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del match inaugurale dei Campionati Europei Maschili.  Per l’occasione gli azzurri campioni del mondo sfideranno, alle ore 21.05 del 10 settembre, la Svezia nella splendida cornice di Piazza del Plebiscito.   

La competizione vedrà le migliori 24 rappresentative del continente affrontarsi in quattro paesi ospitanti diversi: Bulgaria, Finlandia e Romania e Italia. La Nazionale Italiana, bicampione del mondo, e forte dell’argento ottenuto nell’ultima rassegna continentale, è inserita nella pool A. Dopo la gara di Napoli l’Italia proseguirà il suo cammino al PalaPanini di Modena dove disputerà quattro partite contro: Grecia (12 settembre, ore 21.05), Slovacchia (13 settembre, ore 21.05), Repubblica Ceca (15 settembre, ore 21.05) e Slovenia (17 settembre, ore 21.05). Ottavi di finale e quarti verranno ospitati dal Palavela di Torino il 20, 21 e 23 settembre, mentre l’Unipol Forum di Milano sarà teatro delle semifinali (25 settembre) e finali (26 settembre).       
Relatori di giornata alla conferenza stampa, moderata da Iacopo Volpi, sono stati: il Sindaco del Comune di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore regionale al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale Vincenzo Maraio, il presidente della Federazione Italiana Pallavolo Giuseppe Manfredi. Con loro il capitano degli azzurri Simone Giannelli e il commissario tecnico della Nazionale maschile Ferdinando De Giorgi. 

Gaetano Manfredi: “Un evento sportivo senza precedenti quello che si svolgerà domani in piazza del Plebiscito. Per la prima volta l’EuroVolley maschile disputerà la partita inaugurale in uno spazio aperto, scegliendo come straordinaria cornice uno dei luoghi più rappresentativi della nostra città. Un appuntamento che ci riempie di orgoglio e che nell’anno in cui Napoli è Capitale Europea dello Sport assume un significato ancora più grande, a testimonianza di quanto per la nostra città lo sport sia strumento di inclusione, aggregazione e condivisione. Napoli è stata scelta ancora una volta come vetrina di una manifestazione di grande rilievo a conferma della sua sempre più crescente vocazione internazionale e capacità organizzativa. Siamo certi che quella di domani sarà una serata di grande sport, spettacolo e partecipazione collettiva, in cui la piazza si trasformerà in una tribuna a cielo aperto per sostenere e tifare tutti insieme i campioni della nostra Nazionale”.  

Il Sindaco Manfredi si recherà questa sera in Piazza del Plebiscito per far visita alla squadra durante la seduta di allenamento serale, cogliendo l'occasione per omaggiare la Nazionale con un tipico corno portafortuna partenopeo.

Emanuela Ferrante: “Ospitare la partita inaugurale degli Europei in un luogo iconico e ricco di storia come Piazza del Plebiscito è un’emozione enorme per tutta la nostra comunità. È la dimostrazione concreta di come Napoli sia ormai pronta ad accogliere e vivere da protagonista i grandi appuntamenti dello sport internazionale, offrendo un palcoscenico e un colpo d'occhio unici al mondo. La pallavolo è uno sport straordinario, capace di veicolare valori fondamentali di rispetto, lavoro di squadra e sana competizione: vedere i campioni della nostra Nazionale giocare nel cuore della città sarà una festa indimenticabile e un’ispirazione preziosa per tutti i nostri giovani”.

Vincenzo Maraio: “La pallavolo a Napoli e in Campania ha un cuore grande e una storia fatta di passione, sacrificio e partecipazione. Avere la Nazionale qui significa portare sul nostro territorio non solo il grande sport, ma anche i suoi valori più belli: il gioco di squadra, il rispetto, la capacità di rialzarsi e di andare avanti insieme. Per noi è un’occasione importante per avvicinare soprattutto ragazze e ragazzi alla pallavolo e, più in generale, alla pratica sportiva. Vedere da vicino i campioni della Nazionale può accendere una passione, far nascere un sogno e magari indicare a un giovane la strada dello sport. Napoli e la Campania sono territori che vivono lo sport con entusiasmo e partecipazione. La Regione vuole continuare a investire perché lo sport sia sempre più accessibile, inclusivo e presente nella vita delle nostre comunità. Sono quindi particolarmente felice di accogliere la Nazionale in Campania: quando lo sport arriva tra la gente, nei nostri impianti e nelle nostre città, porta con sé un’energia speciale. E quella stessa energia può diventare un’opportunità per tutto il movimento della pallavolo campana. Lo sport e i grandi appuntamenti in generale sono una preziosa occasione per i nostri territori, un volano per il turismo, lo sviluppo e la promozione.”

Giuseppe Manfredi: “Quello che ci apprestiamo a vivere a Napoli non sarà semplicemente l’inizio di un Campionato Europeo. Sarà qualcosa di unico, un evento destinato a rimanere nella storia della pallavolo italiana e internazionale. Portare la nostra Nazionale, i Campioni del Mondo, a giocare una gara ufficiale del Campionato Europeo in uno dei luoghi più belli, conosciuti e rappresentativi d’Italia come Piazza del Plebiscito è stata una sfida straordinaria. Abbiamo voluto fortemente questo appuntamento e, per renderlo possibile, è stato necessario un enorme sforzo organizzativo. Abbiamo lavorato per mesi, affrontando difficoltà e complessità che un evento di queste dimensioni, organizzato in una location così eccezionale, inevitabilmente comporta. Lo abbiamo fatto perché volevamo regalare alla pallavolo italiana, alla città di Napoli e a tutti gli appassionati una serata irripetibile. Vedere un campo da pallavolo e un’arena sorgere nel cuore di Piazza del Plebiscito rappresenta già di per sé un’immagine che resterà nella memoria del nostro movimento.
A rendere questa serata ancora più prestigiosa sarà la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per tutta la Federazione Italiana Pallavolo è motivo di grandissimo orgoglio e rappresenta un riconoscimento straordinario per il nostro sport, per i nostri atleti e per l'intero movimento pallavolistico italiano.      Allo stesso modo, siamo particolarmente orgogliosi della presenza di tante importanti autorità nazionali e territoriali. Una partecipazione istituzionale così significativa testimonia l’attenzione e la considerazione che oggi accompagnano la pallavolo italiana e premia il lavoro che il nostro movimento porta avanti quotidianamente su tutto il territorio. Voglio quindi ringraziare tutte le istituzioni, la CEV, il Comune di Napoli, la Regione Campania e tutti coloro che, a ogni livello, hanno lavorato insieme alla Federazione per rendere possibile qualcosa che, fino a qualche tempo fa, poteva sembrare quasi impensabile.
Abbiamo voluto osare e portare la grande pallavolo fuori dai luoghi tradizionali, nel cuore di una delle città più belle del mondo. Credo che immagini come quelle che vedremo a Napoli rappresentino il modo migliore per raccontare la forza, la bellezza e la capacità del nostro sport. Sono certo che i nostri ragazzi sapranno sentire l’energia di una serata così speciale e che Piazza del Plebiscito saprà regalare loro un’atmosfera indimenticabile."        

Simone Giannelli: “Questa ultima settimana di lavoro è andata bene e sono contento. Stiamo aggiungendo qualità che poi sarà per noi importante per arrivare pronti e preparati alle partite dell’Europeo. La cosa importante e che è bene sempre ricordare, è che bisognerà giocare bene a pallavolo. Siamo contenti e felici di giocare in Italia e di avere i palazzetti pieni che faranno il tifo per noi. La partita inaugurale a Napoli, poi, sarà sicuramente qualcosa di unico.
Noi, con le nostre giocate, facciamo gioire il pubblico, quindi tutto parte dalla nostra tecnica. Dobbiamo performare al meglio per far divertire il pubblico e cosa ancora più importante vincere le partite. Sarà sicuramente un contorno fantastico e tutti noi non vediamo l’ora di giocare davanti al nostro pubblico. Per arrivare più in fondo possibile e regalare una gioia all’Italia, occorrerà però giocare bene a pallavolo.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico dell’Europeo, posso dire che la pallavolo maschile è davvero molto equilibrata, con tantissime squadre in grado di fare buone cose e con un livello medio molto alto. Squadre facili da affrontare non ce ne sono e tutte hanno la possibilità di vincere una partita, c’è da fare attenzione e quindi, da parte nostra, dobbiamo fare al meglio le nostre cose, senza sbavature e senza essere superficiali. Ripeto, noi facciamo sempre del nostro meglio, poi dall’altra parte ci sono sempre gli avversari e anche loro proveranno a fare risultato.
Una frase per descrivere questo gruppo? Direi: “Lottatori che sognano”.

Ferdinando De Giorgi: “I Campionati Europei in Italia rappresentano certamente qualcosa di molto importante per tutto il movimento, con tantissime persone che potranno venire a vederci. La partita inaugurale in Piazza del Plebiscito a Napoli sarà certamente qualcosa di unico e che rimarrà a lungo nella memoria di tutti. Ci siamo preparati al meglio in queste settimane per affrontare l’appuntamento clou di questa stagione, che sono i Campionati Europei. Il livello delle altre squadre è molto alto: basti pensare anche al ranking mondiale, dove troviamo ben sette squadre europee nelle prime dieci posizioni. Noi vogliamo giocare una buona pallavolo per arrivare fino in fondo a questo Campionato Europeo”.     

In chiusura di conferenza è stata annunciata una grande sorpresa, ovvero l’esibizione prima e durante il match dei Planet Funk: collettivo tra i più rappresentativi della scena dance ed elettronica italiana nel mondo.
Con questa partecipazione il gruppo conferma il forte legame tra la loro musica e il mondo dello sport, un rapporto che negli ultimi mesi li ha visti sempre più protagonisti in importanti appuntamenti sportivi.    

I biglietti per le sedi di CEV Enel EuroVolley 2026 in Italia sono disponibili sulla piattaforma di Ticketone. Tutte le info e i dettagli sono disponibili al seguente link: https://www.ticketone.it/artist/cev-eurovolley-2026/

Il video dell’allestimento dell’arena a Piazza del Plebiscito disponibile sul canale YouTube QUI e per il download QUI 


Piazza del Plebiscito trasformata nell’arena del volley       

Quello di Piazza del Plebiscito non è semplicemente l’allestimento di un campo da pallavolo, ma è una vera e propria impresa organizzativa, tecnica e logistica. L’obiettivo trasformare uno dei luoghi più iconici d’Italia in un’arena sportiva ai più alti standard internazionali.

Un progetto eccezionale anche nei numeri. Dal 17 agosto ad oggi, infatti, circa 200 operai hanno lavorato senza sosta nel cuore di Napoli per costruire praticamente dal nulla un impianto destinato a ospitare la gara inaugurale dei Campionati Europei Maschili 2026.

In poco più di tre settimane Piazza del Plebiscito è stata trasformata in un’arena internazionale, attraverso un lavoro che ha richiesto il coordinamento di maestranze, tecnici e professionisti altamente specializzati.

Tra gli elementi più impressionanti ci sono le due grandi tribune che raggiungono i 16 metri di altezza, vere e proprie strutture temporanee realizzate all’interno della piazza.

A queste si aggiunge la Tribuna Autorità collocata davanti a Palazzo Reale, in uno scenario unico e difficilmente replicabile.

L’Arena è stata progettata come un vero impianto sportivo e televisivo di ultima generazione. Per l’illuminazione e lo spettacolo sono stati installati circa 500 fari e predisposti oltre 200 strumenti dedicati agli effetti speciali e alla componente scenografica della serata. Luci, immagini ed effetti accompagneranno l’ingresso delle squadre e i diversi momenti dello show, trasformando la partita in un grande evento internazionale.

Un lavoro enorme ha riguardato anche l’identità visiva: sono stati realizzati circa 1.000 metri quadrati di grafiche stampate e tessuti, necessari a vestire le strutture e trasformare Piazza del Plebiscito in una delle sedi di EuroVolley 2026.

Questi numeri che raccontano la dimensione di una sfida organizzativa senza precedenti e la volontà di realizzare qualcosa straordinario.

Per la prima volta, infatti, Piazza del Plebiscito ospiterà un evento sportivo di questa portata: un luogo simbolo di Napoli e dell’Italia diventerà così il palcoscenico della grande pallavolo internazionale, davanti agli occhi del pubblico presente e di milioni di spettatori.

La grande speranza è quella di regalare a Napoli, alla pallavolo italiana e a tutto il Paese un evento unico, destinato a entrare nella storia.