Vetrina Vesuvio

venerdì 17 aprile 2026

Vincenzo Del Giudice “Da qualche parte tra Posillipo e l’eternità”

Letteratura e musica si incontrano per la presentazione del libro “Da qualche parte tra Posillipo e l’eternità” di Vincenzo Del Giudice, edito da Giannini Editore nella collana ‘La Cisterna’. L’evento, impreziosito dagli intermezzi musicali del Lorenzo Natale Trio, si terrà mercoledì 22 aprile alle ore 18 nella suggestiva cornice di Scottojonno (Galleria Principe, Napoli), che vanta la direzione culturale di Alessandro Polidoro. Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, dialogherà con l’autore Nino Daniele, filosofo e scrittore. Modererà la giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante Tiuna Notarbartolo.

“Da qualche parte tra Posillipo e l’eternità” non è un’autobiografia né un saggio. È una piccola giostra di episodi, personaggi, pensieri e guizzi, tra ironia e tenerezza, tra Posillipo e i decumani, tribunali e salotti, calcoli e intuizioni sentimentali. Un viaggio partenopeo e universale insieme, che attraversa la vita di un uomo che ha vissuto senza freni a mano tirati: tra cattedre, carte bollate, sopralluoghi, sogni, amicizie vere, vicoli pieni di umanità, tufi assolati, notti insonni e risate da bar. Si passa dalla valutazione di un fabbricato al profumo delle zagare, da una fondazione finanziaria a una trattoria colorata, da un’aula universitaria alla “scalinatella” illuminata di luna. Ma soprattutto, si passa dentro la consapevolezza gentile che la felicità si nasconde nelle distrazioni buone e nei sorrisi condivisi. Un libro da leggere come si ascolta un amico sincero e profondo.

Napoli - Città della Scienza “Terremoti d’Italia”


Torna in Campania la mostra itinerante e gratuita “Terremoti d’Italia”, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con la Regione Campania: un percorso espositivo rivolto a cittadini e studenti per diffondere la comprensione del fenomeno sismico e i comportamenti utili per ridurne gli effetti.
La mostra è ospitata nel complesso di Città della Scienza, in via Coroglio 57/104, che è anche partner dell’iniziativa.

L’inaugurazione è in programma lunedì 20 aprile alle ore 10:00, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

La tappa napoletana della mostra è stata organizzata su iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, di Fondazione Inarcassa e del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Si tratta della seconda tappa in Campania: Terremoti d’Italia era già stata ad Avellino lo scorso autunno, in occasione del 45° anniversario del sisma del 23 novembre 1980 ad iniziativa del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e della Protezione civile della Regione Campania.

Che cosa scatena un terremoto? Come proteggersi nei primi secondi di una scossa? Quanto è vulnerabile il territorio in cui viviamo? A queste domande – particolarmente attuali in Campania – la mostra offre risposte chiare e accessibili, attraverso un percorso guidato a cura dei volontari dell’associazione Lares Italia, tra documenti, immagini, strumenti e installazioni interattive.

Elemento centrale della mostra sono i due simulatori sismici progettati per riprodurre il movimento tellurico in condizioni di sicurezza. Nella “Stanza sismica” i visitatori possono sperimentare in prima persona gli effetti di una scossa, confrontando l’esperienza del terremoto del 23 novembre 1980 (magnitudo 6.9) con quella più recente del 13 marzo 2025 (magnitudo 4.6) registrata nell’area dei Campi Flegrei. Il simulatore “Città sismica” consente, invece, di osservare il comportamento di edifici realizzati con tecniche tradizionali e di strutture dotate di sistemi antisismici avanzati, evidenziando il ruolo delle tecnologie nella riduzione della vulnerabilità.

Accanto alle installazioni interattive, la mostra propone un itinerario storico che ripercorre l’evoluzione degli strumenti di rilevazione sismica, dal sismoscopio di Zhang Heng del 132 d.C. ai moderni sistemi di monitoraggio del territorio, tra cui la Rete Accelerometrica Nazionale (RAN), di cui i visitatori potranno approfondire il funzionamento. Inoltre, durante la visita, i volontari locali accompagneranno i visitatori, fornendo indicazioni utili sui comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo un terremoto e, più in generale, sui principali rischi naturali del territorio in cui vivono, nell’ambito della campagna nazionale “Io non rischio: buone pratiche di protezione civile”. Perché la prevenzione passa anche dalle scelte individuali, dalla qualità delle costruzioni e dalla diffusione della cultura del rischio.

“Terremoti d’Italia” sarà visitabile gratuitamente dal 20 aprile al 9 maggio negli spazi di Città della Scienza. La mostra è aperta alle scuole dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 12:30, mentre il pubblico potrà accedere liberamente dalle 15:00 alle 16:00 nei giorni feriali, e il sabato 9:00-12:30 e 15:00-16:00.
 
Per i cittadini non è necessaria la prenotazione: gli ingressi sono programmati ogni trenta minuti e la visita – esclusivamente guidata - dura circa un’ora.

Le scuole, invece, possono accedere tutti i giorni, prenotandosi presso la Sala Operativa della Regione Campania al numero Verde 800.232525. Sono disponibili anche apposite navette per gli studenti. - Comune di Torre del Greco - Protezione Civile Regione Campania

mercoledì 15 aprile 2026

Gioconda Marinelli - Michele Prisco, il signore del romanzo | Giannini Editore

Ritorna in libreria l’autrice italiana Gioconda Marinelli, la quale presenterà per la prima volta il libro Michele Prisco, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Pem. 

  • L’appuntamento è fissato per martedì 21 aprile alle ore 18 presso la libreria Raffaello, via Michele Kerbaker 35, Napoli. 
  • Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore 
  • dialogherà con l’autrice 
  • il giornalista Lino Zaccaria. 
  • Modererà la giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante: Tiuna Notarbartolo.

Michele Prisco, pubblicato, nella collana Pem, è la biografia di uno dei maestri più eleganti e profondi della narrativa del secondo Novecento. Definito da Carlo Bo “un vero signore del romanzo”, Michele Prisco (Torre Annunziata, 1921 – Napoli, 2003) ha saputo trasformare la provincia vesuviana in uno specchio universale dell’animo umano, esplorando le ombre e le inquietudini dei suoi personaggi con una scrittura sobria, lucida e intensamente umana. Gioconda Marinelli ricostruisce la sua figura attraverso un ritratto vivo e affettuoso: un’intervista inedita realizzata nel 1998 nella casa di via Stazio a Napoli, i ricordi delle figlie Annella e Caterina, e le testimonianze di amici e colleghi come Gesualdo Bufalino, Alberto Bevilacqua, Fernanda Pivano, Mario Pomilio. Ne emerge il ritratto di un uomo colto, capace di unire rigore e leggerezza, eleganza e umanità. Un viaggio letterario e umano che restituisce la voce di uno scrittore “fuori da coro”, fedele solo alla propria arte.

Gioconda Marinelli, nata ad Agnone (Molise), vive e lavora a Napoli. Naturalista e biologa, è anche giornalista e scrittrice. Ha pubblicato sillogi poetiche introdotte da Maria Luisa Spaziani e Dacia Maraini, e biografie di celebri artisti come Luisa Conte, Tina Pica, Katia Ricciarelli, Sandra Milo, Anna Campori. Con Dacia Maraini ha firmato diversi volumi, tra cui Dizionarietto quotidiano (Bompiani), Dentro le parole, Dacia Maraini in cucina e Alfabeto quotidiano (Marlin). È autrice del romanzo Quale amore e del testo teatrale Anime nude, dedicato alla violenza di genere. Con la sua famiglia custodisce la tradizione millenaria della fonderia di campane Marinelli di Agnone, simbolo di un legame profondo con le radici e la memoria. Per i tipi della Giannini ha pubblicato nel 2023 Fabrizia Ramondino. La scrittrice oltre i confini.

AstraDoc, la seconda parte della rassegna

In occasione della Giornata internazionale della Donna ad AstraDoc il film 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐬𝐜𝐚𝐫 𝟐𝟎𝟐𝟔 come Miglior Documentario. 𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗿𝗮 𝗦𝗵𝗮𝗵𝘃𝗲𝗿𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗜𝗿𝗮𝗻.

📌 Sul grande schermo del Cinema Astra, in collaborazione con Wanted Cinema, arriva 𝗦𝗖𝗔𝗟𝗙𝗜𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗢𝗖𝗖𝗜𝗔 - 𝗖𝗨𝗧𝗧𝗜𝗡𝗚 𝗧𝗛𝗥𝗢𝗨𝗚𝗛 𝗥𝗢𝗖𝗞𝗦 di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2025, del Premio del Pubblico a Visions du Réel di Nyon e a IDFA di Amsterdam, e selezionato in tanti altri prestigiosi festival di tutto il mondo come Hot Docs Canadian International Documentary Festival.

🗓️ 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟲 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟬:𝟯𝟬

📍 𝗖𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝗔𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝘆 𝗔𝘀𝘁𝗿𝗮 (via Mezzocannone 109)

🎟️ 𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝟱 𝗲𝘂𝗿𝗼 | 𝘀𝗼𝗰𝗶 𝗔𝗿𝗰𝗶 𝟰 𝗲𝘂𝗿𝗼

🎞️ Prima consigliera eletta del suo villaggio iraniano profondamente conservatore, Sara Shahverdi - divorziata, motociclista ed ex ostetrica – spicca tra la popolazione. Tenace e non facilmente intimidibile, Sara è determinata a migliorare la sua comunità e a porre fine alle promesse vuote e alla pigrizia perpetuate negli anni dai consiglieri locali. Ma è proprio come sostenitrice delle ragazze e delle donne del suo villaggio che incontra la maggiore opposizione. Tra le altre cose mira a rompere le tradizioni patriarcali di lunga data insegnando alle ragazze adolescenti a guidare le motociclette e mettendo fine ai matrimoni infantili. Quando sorgono accuse che mettono in dubbio le intenzioni di Sara di emancipare le ragazze, la sua identità viene messa in discussione e dovrà sfoderare tutto il suo carisma per affermare i propri principi

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⭕ La XVI edizione di Astradoc - Viaggio nel cinema del reale è a cura di Arci Movie Napoli con Parallelo 41 Produzioni, Unina Federico II e Coinor con il patrocinio del Comune di Napoli



lunedì 13 aprile 2026

“«Non ho paura». Tre parole. Semplici. Serene. Senza alzare la voce.

 “«Non ho paura». Tre parole. Le ha dette in volo, ai giornalisti, mentre l’aereo lo portava verso l’Africa, verso i poveri, i dimenticati, gli scartati, verso quella parte del mondo che il potere impara presto a non guardare. Semplici. Serene. Senza alzare la voce.

Mi sono fermato su quelle parole. A lungo.

Sull’Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha aperto il telefono e ha scritto parole di fuoco contro di lui. Lo ha chiamato «debole», «pessimo». Ha detto che senza la Casa Bianca quel Papa non sarebbe in Vaticano.

Due aerei in volo. Due direzioni. Due parole sul mondo.

Eppure c’è una domanda che brucia: perché il presidente più potente della terra ha sentito il bisogno di attaccare un uomo che non ha eserciti, non ha mercati, non ha bombe? Leone XIV ha chiesto la fine della guerra. Ha detto che troppe persone muoiono. Troppi innocenti. Ha detto: qualcuno deve alzarsi e dire che c’è un’altra strada. È questo il crimine?

Il Vangelo dà fastidio. Da sempre. Non perché sia sovversivo, in senso politico non lo è mai stato. Perchè non sta al suo posto, mette al centro chi il potere sposta ai margini: il fragile, il ferito, il bambino sotto le macerie, il migrante che nessuno vuole.

Non parla la lingua della forza, non conosce la grammatica del profitto, non si lascia ridurre a una bandiera o a un’ideologia. E chi ha costruito tutto sul potere, ogni volta che sente quella voce si trova davanti a qualcosa che non riesce a dominare. Non sa combatterla. Non sa ignorarla. Non sa comprarla.

E forse è proprio questo che inquieta di più. Non la forza di quella parola, ma la sua libertà. Il fatto che non abbia bisogno di vincere per essere vera, che non cerchi spazio e tuttavia lo trova. Che non si imponga, eppure resta. Come qualcosa che torna, anche quando provi a metterlo da parte. Come una domanda che non smette di aspettarti.

Leone non ha fatto politica estera. Ha pregato. Ha chiesto pace. Senza aggiunte, senza strategie. Pace. Ha parlato l’unica lingua che conosce: quella del Vangelo. Una lingua che non si lascia addomesticare, che non cambia accento a seconda di chi governa o comanda.

È una parola libera. E per questo inquieta. Una parola che non resta dove la metti: ti scavalca, ti precede, ti espone. E alla fine capisci che non sei tu a guidarla. Sei tu che devi lasciarti cambiare da lei.

La Chiesa non è un partito. Non nasce per contare, ma per custodire. Non occupa spazi, non si impone con la forza. Sta, piuttosto, lì dove la vita si spezza e chiede di essere raccolta. Lì dove qualcuno rischia di non essere più visto. Eppure una parola ce l’ha. Sobria, ma tenace. Antica, ma viva. È una parola che resta accanto al sangue versato senza abituarsi, che riconosce il volto di chi attraversa confini senza ridurlo a numero, che chiama la pace per nome, sapendo che costa, che chiede, che espone.

Non è una parola di parte. È una parola affidata. Appartiene al Vangelo. E il Vangelo non si trattiene per prudenza, non si adegua per convenienza. Accade. E quando accade, trova sempre il modo di farsi sentire.

Quelle tre parole – «Non ho paura» – non sono una risposta a Trump. Sono qualcosa di più profondo. Sono la libertà di chi sa da dove viene e dove va.

Leone non si rivolge al presidente americano. Non è il suo interlocutore. Il suo interlocutore è il povero che muore. Il migrante respinto, il bambino che non ha più casa. È lì che la sua parola si posa, è lì che prende forma, perché è a loro che, in fondo, deve rispondere.

Il potere sa gestire i nemici. Li riconosce, li studia, li affronta. E, se può, li neutralizza. Ha strumenti per questo. Sa come muoversi quando il gioco è chiaro. Ma resta spiazzato davanti a chi non si pone come nemico, davanti a chi non chiede nulla, non cerca consenso, non tratta, non ha bisogno di essere approvato. Una voce così non si lascia collocare. E proprio per questo disarma. Lascia il potere senza linguaggio, senza schema. E allora, quasi per riflesso, attacca.

Ma quell’attacco non è segno di forza. È il contrario, è il punto in cui emerge un limite. Perché ciò che non si può controllare, spesso, si prova a screditare. E tuttavia resta un’evidenza semplice: se Leone fosse davvero irrilevante, nessuno sentirebbe il bisogno di parlare di lui.

I vescovi americani lo hanno detto subito: Leone non è un rivale politico. Non gioca quella partita. È un pastore e parla da lì: dal Vangelo, dalla cura delle persone, da quella responsabilità silenziosa che passa attraverso le vite, non attraverso il potere.

Anche i vescovi italiani hanno rinnovato la loro piena comunione, non per semplice obbedienza, ma per riconoscimento, perché certe voci non si impongono, si riconoscono. Le riconosci da come si avvicinano, da ciò che tengono vivo, da chi non lasciano indietro.

E quella di Leone – scomoda, libera, disarmata – resta. Resta quando altre parole si consumano, resta come una presenza, resta quando il rumore si spegne e il silenzio dice la verità.

L’8 maggio Leone XIV verrà a Napoli. Camminerà con noi. E lo accoglieremo facendo nostre quelle tre parole: «Non ho paura».”

Nemmeno noi.

Napoli, 13 aprile 2026

don Mimmo Card. Battaglia Arcivescovo Metropolita di Napoli - #chiesadinapoli


In occasione della Festa della Liberazione, il 25 e 26 aprile, il TIN – Teatro Instabile Napoli ospita “Io non dimentico”

In occasione della Festa della Liberazione, il 25 e 26 aprile, il TIN – Teatro Instabile Napoli ospita “Io non dimentico”, la pièce teatrale interpretata e diretta da Gianni Sallustro, tratta dalla Trilogia del Male di Antonio Masullo prodotta da Talentum production.

Uno spettacolo pensato proprio per le giornate del 25 aprile, che trasforma il teatro in luogo di memoria attiva e riflessione civile, riportando al centro gli orrori del nazismo e del fascismo e interrogando il presente.

«Lo spettacolo – dice Gianni Sallustro - è strutturato in tre blocchi, ognuno dedicato a una figura generata dal nazismo. Non si tratta di rappresentare dei mostri, ma di comprenderne l’origine. Perché il Male non è lontano da noi: si manifesta, si trasforma, ritorna. Il teatro ha il compito di riconoscerlo e renderlo visibile. In un tempo come il nostro, in cui la memoria rischia di diventare solo celebrazione e non più coscienza, questo spettacolo si impone come un atto necessario: non solo per ricordare, ma per capire e, forse, per non ripetere»

Accanto a Sallustro, Antonio Masullo, narratore e coscienza critica, guida lo spettatore in un percorso serrato, spingendo i personaggi a rivelare ciò che la storia spesso ha nascosto o semplificato.

In scena con Gianni Sallustro ed Antonio Masullo ci sono: Francesca Fusaro, Tommaso Sepe, Roberta Porricelli, Stefania Vella, Lea Romano, Alessandro Cariello, Emanuela Catanese, Enrico Annunziata, Gabriella Perillo, Chiara Concetta Esposito, Chiara Catapano, Raffaele Karol Avino, Ferdinando Cozzolino.

Sallustro porta in scena tre figure emblematiche del Terzo Reich – Adolf Hitler, Claus Schenk von Stauffenberg ed Heinrich Himmler – non come semplici rievocazioni storiche, ma come presenze vive, indagate nella loro dimensione più profonda, psicologica e spirituale.

Lo spettacolo gode del patrocinio dell’ICSR – Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”.

Comune di Napoli | Verso il Lavoro – Giornate di incontro tra domanda e offerta di lavoro


16 e 17 aprile 2026, dalle ore 9:00 alle ore 16:00 | Spazio Famiglie Ponticelli - Via Il Flauto Magico. Plesso "Ex Bordiga" della scuola Primaria e Secondaria di I grado, Eduardo De Filippo
L’evento è promosso dal Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali, nell’ambito del progetto “Centro Polifunzionale per famiglie”, co-finanziato da ANCI a valere sui fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale.
L’evento è finalizzato a promuovere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, creando uno spazio concreto di confronto tra aziende, candidati e operatori del settore.
Un’occasione concreta per entrare in contatto diretto con il mondo del lavoro.

Durante le due giornate evento, i partecipanti avranno la possibilità di:
• incontrare Agenzie per il Lavoro accreditate
• sostenere colloqui conoscitivi
• scoprire offerte di lavoro attive
• ricevere orientamento e supporto nella ricerca occupazionale

COSA TROVERAI

• Postazioni dedicate alle Agenzie per il Lavoro
• Spazi per colloqui individuali
• Area accoglienza e orientamento
• Materiale informativo sulle opportunità disponibili
L’iniziativa è rivolta in particolare a giovani e persone in cerca di occupazione, con un’attenzione speciale alle famiglie e ai contesti di fragilità sociale.
PRIORITÀ DI PRENOTAZIONE AI RESIDENTI DELLA MUNICIPALITÀ 6 - Ponticelli, Barra, S. Giovanni a Teduccio
La partecipazione è gratuita, con registrazione obbligatoria.
Posti limitati: massimo 250 partecipanti per giornata.

Allegati
Ulteriori informazioni
Per garantire un’organizzazione efficace potrai prenotare un solo turno tra quelli elencati di seguito:
• 9:00 – 10:00
• 10:00 – 11:00
• 11:00 – 12:00
• 12:00 – 13:00
• 14:00 – 15:00
• 15:00 – 16:00
Durante l’ora prenotata potrai sostenere fino a un massimo di 2 colloqui.
NB. Non è consentito iscriversi a più turni.
NOTE IMPORTANTI
• Porta con te copie aggiornate del tuo CV
• Presentati 15 minuti prima della fascia oraria prenotata