Vetrina Vesuvio

giovedì 30 aprile 2026

Premio Elsa Morante 2026 per la Narrativa: Titti Marrone con “Primmammore” (Feltrinelli).

Decretato il nome del vincitore del Premio Elsa Morante 2026 per la Narrativa: si tratta di Titti Marrone col suo “Primmammore” (Feltrinelli). Libro intenso e rappresentativo nell’anno dedicato al filo conduttore “I ragazzini salvati dal mondo” perché il romanzo mette al centro proprio l’infanzia violata e la responsabilità degli adulti di proteggerla. Il tema scelto dal Premio, che parafrasa Il mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante, rovescia la prospettiva morantiana: non sono più soltanto i ragazzi a poter salvare il mondo, ma è il mondo adulto che deve salvare i ragazzi da violenza, abbandono e omertà. Il Premio stesso spiega infatti che la lettura, la formazione e la cultura devono “proteggere i ragazzi da un mondo che appare sempre più malato, violento, limitato, crudele”. Nel romanzo, ambientato nella periferia di Napoli, la morte sospetta di una bambina di sei anni precipita i protagonisti dentro una realtà segnata da abusi, silenzi e complicità collettive. La maestra Costanza diventa simbolo di un adulto che non si volta dall’altra parte, ma sceglie di vedere, capire e intervenire. Proprio questa attenzione verso i più fragili rende Primmammore un’opera perfettamente coerente con lo spirito del Premio: la letteratura come strumento di denuncia e di tutela. “Primmammore” trasforma una vicenda di cronaca in una riflessione civile e morale, restituendo voce ai bambini dimenticati e ricordando che salvare i ragazzini significa, prima di tutto, assumersi la responsabilità di ascoltarli e difenderli.

Annunciato anche il titolo vincitore della sezione Premio Elsa Morante Nisida, che si sviluppa con gli operatori del carcere minorile. Vincitore è Giovanni Taranto con il libro “La Chianca” (Avagliano), un romanzo poliziesco che denuncia traffici di donne e racconta che il male più feroce prospera nel silenzio e nell’indifferenza, descrive una realtà brutale mostrando come dietro ogni vittima ci sia non solo un carnefice, ma anche una rete di complicità fatta di paura, convenienza e omissione.

Attribuito anche il Premio Speciale Campani Illustri al Generale Francesco Bianco, da molti decenni amico del Premio Elsa Morante, la cui vita è stata ed è interamente dedicata alla valorizzazione del territorio campano, all’impegno civile e istituzionale. testimone autorevole di una Campania operosa, fiera e profondamente civile.

Anche loro saranno presenti al Teatro Diana di Napoli (già sold out) il prossimo 12 maggio, insieme alla giuria presieduta da Dacia Maraini e composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini, Teresa Triscari e a tutti gli altri vincitori.

Sono stati annunciati Matteo Bussola, con “Il talento della rondine” (Salani), che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi Narrativa; Luigi Garlando, con “Sandro libera tutti ” (Rizzoli), Premio Elsa Morante Biografia; Roberto Saviano con “L’amore mio non muore” (Einaudi) che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi per l’impegno civile. Amalia Ercoli Finzi con sua figlia Elvina Finzi e con Tommaso Tirelli, per il libro “Le ragazze della luna” (Mondadori) Premio Elsa Morante per la Divulgazione Scientifica; Rula Jebreal Premio Elsa Morante per la Comunicazione con il libro “Genocidio” ed Ermal Meta, vincitore del Premio Elsa Morante Musica con “Stella stelllina” (Sony e Nave di Teseo).

Mille ragazzi assisteranno dal vivo all’evento, condotto da Tiuna Notarbartolo con Alessandro Incerto, mentre per tutti gli altri sarà possibile seguire le dirette sui canali facebook e instagram del Premio Elsa Morante.

L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante è coordinato da Iki Notarbartolo; Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, Umberto Amicucci cura la veste grafica, e l’addetta stampa è Lisa Terranova.

Il Premio Elsa Morante è realizzato col patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, grazie al sostegno di Banca Intesa Sanpaolo, DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), Cira (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), e col partenariato di Dimorra Hospitality, A.R.E.C Campania, Sire Ricevimenti d’autore, Medeaterranea-Accademia Gastronomica, Ascione Coralli, La Locanda del Cerriglio, Librerie Ubik, Officine grafiche Giannini, Fnism, Il Confronto e Ciaravola Strumenti Musicali.

mercoledì 29 aprile 2026

Maggio dei Monumenti 2026 - “Ebbra di luce, folle di colori”

Dal 2 maggio al 2 giugno si svolge la 32esima edizione del Maggio dei Monumenti, promossa e finanziata dal Comune di Napoli.

Il tema è I colori di Napoli, con un sottotitolo che evoca un celebre verso di Matilde Serao: Ebbra di luce, folle di colori.

Dopo il ciclo dedicato ai quattro elementi naturali – terra nel 2022, aria nel 2023, acqua nel 2024 e fuoco nel 2025 – la manifestazione esplora quest’anno l’identità partenopea nelle tonalità del giallo, del bianco, dell’azzurro e del rosso, che richiamano idealmente i temi delle ultime quattro edizioni: in calendario centinaia di iniziative gratuite nelle dieci Municipalità, tra mostre, aperture straordinarie di siti culturali, cinema, musica, teatro, danza, seminari e laboratori.

L’evento clou, in programma il 31 maggio alle ore 21.00 alla Rotonda Diaz, è il concerto del pianista e compositore Stefano Bollani, un omaggio alla città di Napoli, che vedrà ospiti Peppe Servillo, le Ebbanesis e Daniele Sepe.

Il Maggio dei Monumenti è una manifestazione che Napoli aspetta ogni anno e contribuisce a costruire con una partecipazione straordinaria. L’edizione 2026 lo conferma con numeri importanti: oltre 200 appuntamenti complessivi, più di 70 itinerari tematici, quasi 20 mostre, decine di spettacoli tra musica, teatro e cinema e un ampio programma di attività formative. Una rassegna che coinvolge circa 100 realtà culturali e raggiunge tutte e 10 le Municipalità, unendo qualità e capillarità. Quest’anno, attraverso il tema dei colori, Napoli disegna se stessa: un racconto corale, fatto di luoghi, linguaggi e comunità che restituisce l’immagine viva e plurale della città”, dichiara il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Il cuore del Maggio dei Monumenti è rappresentato dalla “mostra diffusa”, una serie di itinerari tematici che quest’anno si intitola Tinte forti e invita i visitatori a scoprire il patrimonio culturale della città attraverso nuovi sguardi. Il palinsesto offre un’esperienza immersiva articolata in otto sezioni, ciascuna dedicata a un nucleo cromatico e narrativo specifico: dalla storia della medicina napoletana alla scoperta delle architetture razionaliste di inizio Novecento, dai tour dedicati alle reliquie dei santi ai percorsi tra le ville di Posillipo, nel Rione Sanità, nelle cave di tufo del Vallone San Rocco, fino al parco dei murales di Ponticelli e alle aree della città collegate dalla Pedamentina. Previste per l’occasione anche diverse aperture straordinarie: Palazzo San Giacomo, Teatro di San Carlo, Chiesa della Certosa di San Martino, Emeroteca Tucci, ex Ospedale psichiatrico “Leonardo Bianchi”, Tipografia del Museo di Carmine Cervone e i Musei artistico-industriale “Filippo Palizzi”, della civiltà contadina “Masseria Luce” e del Corallo Ascione.

Il programma Prismi trasforma il Maggio dei Monumenti in un laboratorio diffuso, esplorando il colore come forza che plasma l’identità di Napoli e la percezione del mondo: attraverso incontri e workshop di poesia, fotografia e teatro, seminari filosofici itineranti e conferenze scientifiche, l’iniziativa si propone come un dialogo interdisciplinare tra epoche e mondi distanti. Per il pubblico è un’occasione per godersi esperienze originali, spaziando dai codici miniati alla natura del suono, fino a toccare temi come l’enologia e la fede calcistica.

Il 19 maggio si accendono i riflettori sulla sezione cinematografica (In)Visibili mondi con un workshop per giovani filmmaker, a cura del regista e sceneggiatore Michelangelo Frammartino, e con la rassegna Krzysztof Kieślowski: segni di vita, che rende omaggio a uno dei più grandi cineasti in occasione del trentennale della sua scomparsa: in programmazione cinque documentari brevi degli esordi, cinque film indimenticabili come Il cineamatore, La doppia vita di Veronica, Tre colori – Film blu, Tre colori – Film bianco e Tre colori – Film rosso e l’intero Decalogo, la serie di dieci mediometraggi per la tv, proposta per la prima volta a Napoli in visione integrale.

Il coinvolgimento delle Municipalità è arricchito dai progetti di alcune realtà culturali: Il Canto di Virgilio per la Municipalità 2 con Nelle acque di Napoli: suoni e visioni (dal 1 al 22 maggio); Villa Di Donato per la Municipalità 3 con I toni aerei del bianco della Terza Municipalità (dal 9 al 29 maggio); La Mansarda per la Municipalità 4 con Napoli in giallo – Luce, memoria e rinascita nella Quarta Municipalità (dal 17 maggio al 7 giugno); Il Pozzo e il Pendolo per la Municipalità 5 con Nel bianco e nel vento (dal 9 al 31 maggio); Performing Arts Campania per la Municipalità 6 con Rosso vivo – Sangue, fuoco e rinascita nei territori della zona Est di Napoli (dal 4 maggio al 2 giugno); Chi rom e...chi no per la Municipalità 8 con Puorteme ’e voci – Itinerari culturali e narrazioni all’Ecomuseo Diffuso di Scampia (dal 9 maggio al 2 giugno); Human Festival per la Municipalità 9 con Napoli, scolpita e sognata nella fiamma rossa della pietra di piperno (dal 26 maggio al 26 giugno). Tra le Municipalità 2 e 4 si sviluppa, inoltre, il progetto City vibes: Emozioni in piazza, promosso dall’Assessorato all’Urbanistica e dal Servizio Progetti Strategici del Comune di Napoli e curato dall’Urbact Local Group (ULG) Napoli del progetto Citisense - Rete Innovativa di Trasferimento (dal 2 al 23 maggio).

Oltre a visite guidate, mostre e laboratori, il calendario degli appuntamenti include concerti e spettacoli esclusivi: le performance live con protagonisti Solis String Quartet (9 maggio, doppio concerto) e Fabrizio Bosso con Bebo Ferra (16 maggio); Canzoni per il commissario Ricciardi con Maurizio De Giovanni e Marco Zurzolo (18 maggio); la musica popolare con il Collettivo Artistico Vesuviano (29 maggio); l’omaggio ad Antonio Vivaldi con gli archi del Conservatorio di San Pietro a Majella e l’orchestra Collegium Philarmonicum (30 e 31 maggio); gli spettacoli di teatro con Rosaria De Cicco e Massimo Masiello (21 e 22 maggio), di arte di strada con la (S)Banda Assurda Murga Flegrea (29, 30 e 31 maggio) e di tango con Antonella Morea e Lello Giulivo (1 e 2 giugno).

Un ulteriore livello del programma è rappresentato dalle “iniziative dalla città”, che costituiscono da sempre una delle forze principali del Maggio dei Monumenti: progetti autonomi, organizzati da enti, istituzioni e operatori culturali, diffusi sul territorio cittadino. Il palinsesto, estremamente ricco, alterna mostre, visite guidate ed eventi. Coinvolti, tra gli altri, MANN, Palazzo Reale, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Complesso monumentale dei Girolamini, Archivio di Stato, Università Federico II con la Biblioteca Universitaria di Napoli, Università Suor Orsola Benincasa, Università “Luigi Vanvitelli” con il Museo Anatomico, Istituto italiano di Studi storici, Fondazione Made in Cloister, Gaiola ETS, Goethe-Institut, Fondazione IDIS-Città della Scienza, ANM con le Stazioni dell’Arte. Un’offerta che esprime la vitalità del tessuto culturale napoletano e la capacità del Maggio dei Monumenti di attivare una partecipazione ampia e allo stesso tempo radicata nel territorio.

Il programma completo del Maggio dei Monumenti 2026 è disponibile al link www.comune.napoli.it/vivere-il-comune/eventi/maggio-dei-monumenti-2026/

 

Dichiarazioni istituzionali

Il Maggio dei Monumenti è la manifestazione più longeva del Comune di Napoli, ma soprattutto è la prova che una politica culturale può diventare una struttura stabile della città, capace di mettere in relazione patrimonio, produzione culturale e partecipazione in un disegno pubblico riconoscibile e continuo. L’edizione 2026 consolida e rilancia questo impianto, chiamando Stefano Bollani a dedicare a Napoli una pagina musicale inedita e costruendo un coinvolgimento pieno e diffuso che attraversa l’intero territorio cittadino, dalle istituzioni culturali ai grandi musei, dalle università alle associazioni e alle Municipalità, che diventano parte attiva della programmazione. È in questa capacità di tenere insieme livelli diversi, linguaggi molteplici e una partecipazione che va dal centro alle periferie che il Maggio assume un ruolo preciso e non sostituibile, perché non si limita a essere una rassegna ma diventa il vero ‘Festival della Cultura’ della città di Napoli, quello che non concentra ma distribuisce, non seleziona pochi luoghi ma li connette tutti, non costruisce un evento ma un sistema. È una città che si mette a sistema, dove il patrimonio culturale non è più solo eredità, ma diventa leva di sviluppo”.
Sergio Locoratolo
Coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli

Il Maggio dei Monumenti si configura sempre di più come un grande festival che attraversa la città e il suo straordinario patrimonio artistico, non solo quello di carattere monumentale ma anche quello vivo e operante: fatto di intelligenze, di atelier, di laboratori artistici, di centri scientifici all'avanguardia, di istituti di cultura storici, che producono e trasmettono sapere. Si tratta di una vera e propria festa dell’intelligenza, dove tecniche e discorsi si intrecciano per offrire ai napoletani non solo grandi eventi ma anche percorsi di approfondimento e di formazione in un numero crescente di discipline, non già per erudire ma per cogliere e godere della bellezza nelle forme e nei colori che animano e circondano la nostra città. L’entusiasmo con cui i napoletani hanno risposto negli ultimi anni al progetto del Maggio ci persuade della necessità di proseguire su questa strada che mai come quest’anno è ricca di possibilità inesplorate: dalla fotografia all’astrobiologia, dalla poesia alla filosofia fino alle meraviglie del colore in tutte le sue sfumature, dalle miniature medievali all’uva di vigneti antichi. Perché il godimento dei sensi e quello dell’intelletto sono uno. Di questa unità parla Napoli e di questo prisma ci parlano tutti coloro che da qui riflettono e producono cultura rendendo il mondo più bello, a tinte più varie e forti”.
Andrea Mazzucchi
Delegato del Sindaco per le biblioteche e la programmazione culturale

Grande musica, apertura internazionale e cinema d’autore come strumenti di crescita per la città. Il Maggio dei Monumenti considera la cultura non solo come offerta, ma come opportunità per il territorio e per i cittadini, in termini di crescita di competenze, formazione e partecipazione. La presenza di Stefano Bollani segna una direzione precisa: portare a Napoli proposte di alto profilo, capaci di dialogare con la scena nazionale e internazionale. Gli altri appuntamenti musicali si muovono in questa prospettiva, contribuendo ad ampliare l’offerta e a rafforzare la qualità complessiva del programma. Sul versante audiovisivo la scelta è altrettanto netta: valorizzare il cinema d’autore e, insieme, investire nella professionalizzazione dei giovani talenti. Il workshop guidato da Michelangelo Frammartino va in questa direzione, offrendo strumenti concreti, mentre la rassegna dedicata a Krzysztof Kieślowski richiama un cinema europeo di alta qualità, capace di parlare a pubblici diversi”.
Ferdinando Tozzi
Delegato del Sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo

Main Program

Il Main Program rappresenta il cuore della manifestazione: un insieme di iniziative curate e promosse direttamente dal Comune di Napoli, tutte a partecipazione gratuita. Il main program si articola in quattro filoni principali:

• Tinte forti – La mostra diffusa

Una rete di itinerari tematici che attraversano la città e ne raccontano il patrimonio attraverso il tema dei colori.
I percorsi toccano luoghi simbolici e meno conosciuti, includendo anche aperture straordinarie di siti normalmente non accessibili, offrendo un’esperienza immersiva e originale.
[scopri di più – Programma TINTE FORTI]

• Prismi – Incontri e workshop

Incontri, seminari e attività formative esplorano il colore da prospettive diverse: artistiche, filosofiche, scientifiche e narrative.
Il programma include seminari, talk e workshop di teatro, poesia e fotografia aperti al pubblico.
[scopri di più – Programma PRISMI]

• (In)Visibili mondi – Cinema

La sezione cinematografica propone una rassegna dedicata a Krzysztof Kieślowski e un workshop per giovani filmmaker a cura di Michelangelo Frammartino, affiancando proiezioni e momenti di approfondimento.
[scopri di più – Programma (in)visibili mondi]

• Stefano Bollani in concerto

L’evento clou della manifestazione è il concerto del pianista e compositore Stefano Bollani in programma il 31 maggio alle ore 21.00 Rotonda Diaz.
Un omaggio musicale alla città, con ospiti Peppe Servillo, Ebbanesis e Daniele Sepe.
[scopri di più - Programma Bollani]

Salvo diversa indicazione, per la partecipazione agli eventi è richiesta la prenotazione su Eventbrite Cultura - Comune di Napoli.
Le prenotazioni aprono il lunedì per la settimana successiva.


Il Maggio diffuso

Accanto al programma principale, il Maggio dei Monumenti si estende nei territori attraverso il Maggio diffuso, che coinvolge diverse Municipalità con progetti culturali dedicati.

Sono interessate in particolare le Municipalità 2, 3, 4, 5, 6, 8 e 9, con programmi curati da realtà culturali attive nei contesti locali.
I progetti propongono visite guidate e itinerari urbani, mostre ed esposizioni, laboratori e attività formative e spettacoli e performance.
Tra questi rientra anche il progetto City Vibes: Emozioni in piazza, promosso dall’Assessorato all’Urbanistica e dal Servizio Progetti Strategici del Comune di Napoli.

Anche il Maggio diffuso è interamente gratuito e contribuisce a costruire una narrazione policentrica della città, valorizzando quartieri, comunità e patrimoni locali.

[Scopri di più – Programmi]


Le iniziative dalla città

Il programma si completa con le iniziative dalla città, che rappresentano una delle componenti più ricche e partecipate del Maggio dei Monumenti.
Si tratta di un ampio calendario di progetti autonomi, promossi da enti, istituzioni culturali, università, musei, fondazioni e operatori del territorio, diffusi in tutta la città, gratuiti o a pagamento.

Il programma include mostre, visite guidate, eventi e spettacoli, attività didattiche e incontri.

[scopri di più – Programma Le iniziative dalla città] 

  1. INVISIBILI MONDI_Cinema .pdf
  2. PRISMI_Incontri e workshop .pdf
  3. STEFANO BOLLANI_in concerto .pdf
  4. TINTE FORTI_itinerari e aperture straordinarie .pdf
  5. Chi rom e...chi no_Programma .pdf
  6. Human Festival_Programma .pdf
  7. Il Canto di Virgilio_Programma .pdf
  8. Il Pozzo e il Pendolo_Programma .pdf
  9. La Mansarda_Programma .pdf
  10. Performing Art Campania_Programma .pdf
  11. Urbact Local Group Napoli _Programma .pdf
  12. Villa Di Donato Terza Pagina_Programma .pdf
  13. Le iniziative dalla città_programma .pdf

martedì 28 aprile 2026

Peppe Servillo con Cristiano Califano alla chitarra | "Il fuoco che ti porti dentro", spettacolo tratto dal libro omonimo di Antonio Franchini

Teatro di narrazione: così Peppe Servillo definisce Il fuoco che ti porti dentro, lo spettacolo tratto dal libro omonimo di Antonio Franchini che lo vede protagonista con Cristiano Califano alla chitarra. Il secondo appuntamento della stagione dell’Associazione Maggio della Musica, in scena giovedì 30 aprile alle ore 20.00 nella splendida sede di Villa Pignatelli, coniuga musica e parole, come nella vocazione recente della manifestazione. Allestimento semplice, una bella storia da raccontare e, al centro dello spettacolo, la forza della recitazione, sostenuta dall’interpretazione e dalle doti attoriali di Servillo che mescola la lingua italiana e quella napoletana con autorevolezza. In sottofondo, le note della chitarra di Califano punteggiano il racconto e ne scandiscono i momenti essenziali.

Vincitore del Premio Napoli per la Narrativa nel 2024, il testo di Franchini racconta la vita e la morte di Angela Izzo, una donna dal carattere impossibile, che incarna in maniera emblematica tutti gli orrori dell’Italia, nessuno escluso: “Il qualunquismo, il razzismo, il classismo, l’egoismo, l’opportunismo, il trasformismo, la mezza cultura peggiore dell’ignoranza, il rancore…”. Questa storia è un’indagine nella vita, nelle passioni e negli odi di una donna alla ricerca di una spiegazione possibile. Un’eroina eccessiva, capace di alternare toni drammatici e ossessivi a momenti comici. La forma è quella della commedia, il contenuto quello della tragedia.

In questa trasposizione originale, Servillo ci mostra la varia umanità che circonda Angela. Il racconto si dipana attraverso il rapporto con il figlio e le varie fasi della vita: infanzia, giovinezza, maturità e declino. «Quello che mi affascina del libro di Franchini è il fatto che il personaggio di Angela, nell’arco di tutta la vicenda, si trasformi assieme a quello del figlio - dice Servillo - L’atteggiamento di lui, nel corso della storia, muta infatti al pari della natura della protagonista. L’evolversi del personaggio verso un esito che contraddice le premesse poste all’inizio rappresenta, a mio avviso, il motivo di maggiore interesse del romanzo. Una riflessione, questa, che sarebbe stimolante in rapporto a un libro, come a un testo teatrale o ad una canzone».

Servillo inframmezza il racconto quasi recitando, più che cantando, brani come M'aggia cura’, Zappatore, Lazzarella, tutti citati nel libro. Lo accompagna, in questo viaggio che nell’eleganza ha il suo pregio migliore, Cristiano Califano, a propria volta autore e interprete del brano strumentale Vedersi in un sogno.

Peppe Servillo

Cantante, autore, attore cinematografico e teatrale. Autodidatta, debutta nel 1980 con gli Avion Travel, gruppo del quale è cantante e frontman con il quale, nel 2000, vince il Festival di Sanremo grazie con la canzone “Sentimento”.

Al cinema, ha interpretato numerosi film per la regia, tra gli altri, di Mimmo Calopresti, Fabrizio Bentivoglio, John Turturro, Manetti Bros., Claudio Santamaria. Al teatro ha lavorato con il fratello Toni nel 2010 in “Sconcerto”, nel 2013 ne “Le voci di dentro” di Eduardo De Filippo e, nel 2015, nello spettacolo “La parola canta”, un concerto-reading che celebra Napoli attraverso poesia e canzone. Nel 2016 è protagonista de “Il borghese gentiluomo” di Molière, accompagnato dall’Ensemble Berlin. Nello stesso anno, interpreta Peachum ne “L’opera da tre soldi” di Brecht al Piccolo Teatro “Strehler” di Milano. Collabora con Danilo Rea in una serie di concerti; quindi, nel 2017, in compagnia dei più famosi jazzisti italiani va in tour con “Pensieri e parole”, un omaggio alle canzoni di Lucio Battisti. Partecipa, con Enzo Avitabile, al Festival di Sanremo 2018. Fra i suoi album con Avion Travel ricordiamo “Danson Metropoli – Canzoni di Paolo Conte”, vincitore di un disco d’oro, l’album di inediti “Privè del 2018”. Con Solis String Quartet incide “Spassiunatamente”, dedicato alla canzone classica napoletana. Nel 2021 debutta con lo spettacolo “Favole al telefono”, tratto dall'omonimo libro di Rodari, con musiche e arrangiamenti di Geoff Westley.

Cristiano Califano

Diplomato in Chitarra classica presso il Conservatorio di Avellino, suona anche chitarra battente, acustica, elettrica e bouzouki. Compositore e arrangiatore, partecipa a numerosi festival in Italia e nel mondo. Collabora con artisti di fama internazionale quali Massimo Ranieri, Aniello Desiderio, Badara Sek, Mauro Di Domenico, Horacio Duran, Angel Parra, Raffaello Simeoni, Josè Hevia, Eugenio Bennato, Carlo Faiello, Mimmo Epifani, Mimmo Maglionico & PietrArsa, Patrizio Trampetti, Marcello Colasurdo, Arnaldo Vacca. Frequenta il corso per l’abilitazione alla docenza nelle scuole pubbliche presso il Conservatorio di Latina. Collabora come esperto di musica in numerosi progetti in ambito scolastico a Roma e a Napoli.

Prossimo appuntamento

Villa Pignatelli

Giovedì 7 maggio, ore 20.00

MARIM-BACH

Simone Rubino, percussioni

Musiche di Monteverdi, Sartorio, Vivaldi, J.S. Bach

Maggiodellamusica

 

La Galleria Borbonica si prepara a trasformarsi in un grande scenario di gioco esperienziale grazie a “Galleria Segreta”

Cultura, tecnologia e solidarietà si incontrano nel sottosuolo di Napoli. La Galleria Borbonica si prepara a trasformarsi in un grande scenario di gioco esperienziale grazie a “Galleria Segreta”, il progetto nazionale promosso dal Rotary Club Napoli Chiaja, presieduto dall’avvocato Riccardo Satta Flores. L’iniziativa culminerà il 20 maggio 2026 con una spettacolare caccia al tesoro dal vivo, preceduta da una fase digitale e seguita da un evento conclusivo aperto alla città.

L’evento sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa giovedì 30 aprile alle ore 12.30, presso Palazzo Alabardieri a Napoli.

Ideato da Sara Marrucci, “Galleria Segreta” è un format innovativo che unisce gioco, narrazione storica e strumenti digitali, offrendo un’esperienza immersiva pensata non solo per i soci Rotary, ma anche per il grande pubblico. L’obiettivo è duplice: da un lato valorizzare uno dei luoghi più affascinanti e identitari della città, dall’altro sostenere i services rotariani attraverso una raccolta fondi solidale.

Un percorso in tre fasi tra passato e presente

Il progetto si sviluppa in tre momenti principali.

Dal 30 aprile al 18 maggio partirà la fase di gioco online: i partecipanti, organizzati in squadre, accederanno a una piattaforma digitale dedicata per risolvere enigmi e ricostruire le pagine di un misterioso diario che attraversa oltre 170 anni di storia della Galleria Borbonica.

Il momento centrale sarà il 20 maggio, quando il gioco si sposterà dal virtuale al reale. La Galleria Borbonica diventerà un vero e proprio percorso narrativo interattivo, articolato in quattro epoche storiche: dal traforo borbonico del 1853 al rifugio antiaereo del 1943, dal deposito giudiziario degli anni Settanta fino alla riscoperta contemporanea del sito. Tra installazioni multimediali, micro-enigmi e indizi nascosti, i partecipanti saranno guidati dalla voce ironica del Munaciello, figura simbolo della tradizione napoletana.

Gran finale all’Agorà Morelli

Il progetto si concluderà il 21 maggio con una serata evento presso l’Agorà Morelli: un party finale con premiazione delle squadre, ricomposizione definitiva del diario e rivelazione dei “segreti” della Galleria, accompagnato da un momento conviviale e DJ set.

Un progetto corale

“Galleria Segreta” è organizzato da Sara Marrucci PR Event, con il supporto di AYWEB, sponsor e gameplay engineer, e di Whitegold Gioielleria, sponsor dell’iniziativa. Il progetto si inserisce nel più ampio impegno del Rotary Club Napoli Chiaja per la promozione del territorio e il rafforzamento del legame tra il Club e la città, attraverso iniziative culturali accessibili e ad alto contenuto esperienziale.

Per informazioni e iscrizioni è possibile consultare il sito rotarychiaja.galleriasegreta.it o scrivere a rotarychiaja@gmail.com.

Napoli ospita dal 28 al 30 aprile la terza edizione della Giornata Internazionale del Jazz.

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Dalle celebrazioni per il centenario di Miles Davis alle nuove sperimentazioni musicali: Napoli ospita dal 28 al 30 aprile la terza edizione della Giornata Internazionale del Jazz. Tre i concerti in programma nel Teatro Politeama, in via Monte di Dio 80, per la manifestazione promossa dal Comune di Napoli nell’ambito del progetto “Napoli Città della Musica”, finanziata dalla Città Metropolitana di Napoli e organizzata da Arealive

Attesi sul palco grandi nomi della scena internazionale: 

  1. la napoletana Eleonora Strino Quartet, 
  2. l’americano Bill Evans and the Vansband Allstars – Miles Davis 100th Anniversary Tour e 
  3. l’inglese Alfa Mist.

L’ingresso è sempre gratuito, fino a esaurimento posti (apertura porte alle ore 20.00, inizio concerti alle ore 21.00; info 081.6586790).

“Con la Giornata Internazionale del Jazz – dichiara Sergio Locoratolo, coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli – l’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi conferma una visione chiara e coerente: fare della cultura un asse strategico, capace di connettere la città ai circuiti internazionali più dinamici. La scelta di proporre un’offerta di qualità nel Teatro Politeama e di affiancare ai concerti un programma diffuso che attraversa Napoli restituisce il senso di una politica culturale che investe su eccellenza, accessibilità e dimensione pubblica degli eventi. Non è un episodio isolato, ma parte di un disegno più ampio che punta a consolidare il ruolo della città come piattaforma culturale del Mediterraneo. Il jazz, linguaggio aperto, contaminato, profondamente urbano, diventa così il simbolo di una Napoli che ritrova pienamente la propria vocazione internazionale. Una città che non si limita a ospitare grandi eventi, ma che li integra in una strategia capace di generare valore, relazioni e nuove centralità culturali”.

Istituita nel 2011 dall’UNESCO su iniziativa del pianista Herbie Hancock, la Giornata Internazionale del Jazz celebra questo genere musicale come strumento di promozione della pace e del dialogo tra i popoli. Un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere culturali e di farsi motore di libertà, democrazia e innovazione sociale in tutto il mondo.

“L’evento realizza con concretezza gli obiettivi di ‘Napoli Città della Musica’, consolidando il nostro ruolo di Music City internazionale”, sottolinea Ferdinando Tozzi, delegato del Sindaco per l’industria musicale e l’audiovisivo. “Puntiamo sull’internazionalizzazione e, al tempo stesso, sulla valorizzazione della scena locale. Investiamo sulle professionalità e sui talenti del territorio per far fruttare il potenziale economico e sociale del comparto musica, creando sinergie durature tra gli operatori del settore”.

La scelta di articolare la Giornata Internazionale del Jazz su tre serate delinea un percorso narrativo che spazia dalla tradizione melodica alle celebrazioni storiche, fino alle contaminazioni urbane: 

  • 28 aprile | Eleonora Strino Quartet

L’apertura è affidata a una delle chitarriste italiane più apprezzate all’estero. Eleonora Strino guida il suo quartetto in un set che coniuga sensibilità melodica e rigore compositivo, testimoniando la vitalità del jazz europeo contemporaneo.

  • 29 aprile | Bill Evans and the Vansband Allstars – Miles Davis 100th Anniversary Tour

Una serata di straordinario valore celebrativo per il centenario della nascita di Miles Davis. Sul palco il sassofonista e produttore Bill Evans, collaboratore storico dell’artista, porta a Napoli il suo tributo al genio rivoluzionario di Davis con una superband: George Whitty alle tastiere, Pablo Contreras al basso e Keith Carlock alla batteria.

  • 30 aprile | Alfa Mist

Gran finale con il polistrumentista, rapper e produttore londinese Alfa Mist. Tra i protagonisti più attesi della scena internazionale, il musicista arriva a Napoli con la sua cifra stilistica distintiva: una fusione magnetica tra jazz, hip hop e suggestioni neoclassiche.

Completano il programma le “iniziative dalla città”, autosostenute e auto-organizzate, che costituiscono la proposta OFF della Giornata del Jazz a Napoli:

  • 3 maggio, ore 20.45 | Il Jazz dei Monsù – Anniversary Jazz Dinne

Cena-concerto per l’anniversario del ristorante Monsù, con jam session e menù alla carta.

Ristorante Monsù, Viale Michelangelo 77 – Info e prenotazioni: 328 7755601

  • 4 maggio, ore 13.00 | Il Jazz dei Monsù – Sunday Jazz Lunch

Pranzo domenicale con concerto jazz e cucina napoletana tradizionale.

Ristorante Monsù, Viale Michelangelo 77 – Info e prenotazioni: 328 7755601

  • 4 maggio, ore 20.30 | Emilia Zamuner Quintet – Senza Fine

Un viaggio musicale dall’America all’Italia, tra jazz, bossa e canzone, con omaggi a Gino Paoli e Ornella Vanoni. Con: Emilia Zamuner (voce), Francesco Scelzo (chitarra), Enrico Valanzuolo (tromba), Andrè Perreira (contrabbasso), Massimo Del Pezzo (batteria) e Paolo Zamuner (tastiere). Un progetto di Fondazione Franco Michele Napolitano in collaborazione con Associazione Amici dello Spettacolo. 

Teatro Diana, Via Luca Giordano 64 – Info e costi: www.fondazionenapolitano.com


venerdì 24 aprile 2026

𝐸𝑟𝑚𝑎𝑙 𝑀𝑒𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑒 𝑖𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝐸𝑙𝑠𝑎 𝑀𝑜𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑀𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎

 𝐸𝑟𝑚𝑎𝑙 𝑀𝑒𝑡𝑎 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑒 𝑖𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝐸𝑙𝑠𝑎 𝑀𝑜𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑀𝑢𝑠𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑐𝑎𝑛𝑧𝑜𝑛𝑒 (𝑒 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜) 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎 𝑙’𝑖𝑛𝑛𝑜𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑣𝑜𝑙𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒

Ambitissima la sezione Musica del Premio Elsa Morante da tutti quei cantautori che fanno dei loro testi una missione e che, negli anni è andata da Gianna Nannini a Mogol, da Ornella Vanoni a Fiorella Mannoia, da Giovanni Allevi a Simone Cristicchi, a Max Gazzè., a tanti altri. Il Premio Elsa Morante Musica 2026 va ad Ermal Meta con la sua “Stella stellina” canzone (Columbia/Sony Music) e libro (Nave di Teseo).
Il filo conduttore del Premio Elsa Morante di quest’anno è quello dei “Ragazzini salvati dal mondo” e Stella Stellina racconta lo sguardo dei più piccoli come luogo di verità, speranza e salvezza. Nella canzone come nel libro, l’infanzia non è solo memoria o nostalgia, ma una dimensione morale da custodire: è il punto da cui ripartire per restituire senso al presente e immaginare un futuro più umano.
Anche Ermal Meta sarà presente al Teatro Diana di Napoli (già sold out) il prossimo 12 maggio, insieme alla giuria presieduta da Dacia Maraini e composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini, Teresa Triscari e a tutti gli altri vincitori. 
Al momento sono stati annunciati Matteo Bussola, con "Il talento della rondine" (Salani), che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi Narrativa; Luigi Garlando, con "Sandro libera tutti " (Rizzoli), Premio Elsa Morante Biografia; Roberto Saviano con "L'amore mio non muore" (Einaudi) che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi per l'impegno civile. Amalia Ercoli Finzi con sua figlia Elvina Finzi e con Tommaso Tirelli, per il libro “Le ragazze della luna” (Mondadori) Premio Elsa Morante per la Divulgazione Scientifica; e Rula Jebreal Premio Elsa Morante per la Comunicazione con il libro “Genocidio”. Nei prossimi giorni saranno comunicati i nomi dei premiati delle altre sezioni.
Mille ragazzi assisteranno dal vivo all’evento, condotto da Tiuna Notarbartolo con Alessandro Incerto, mentre per tutti gli altri sarà possibile seguire le dirette sui canali facebook e instagram del Premio Elsa Morante.
L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante è coordinato da Iki Notarbartolo; Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, Umberto Amicucci cura la veste grafica, e l’addetto stampa è Lisa Terranova.
Il Premio Elsa Morante, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Regione Campania e Comune di Napoli, è realizzato grazie al sostegno di Banca Intesa Sanpaolo, DAC (Distretto Aerospaziale della Campania), Cira (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), e col partenariato di Dimorra Hospitality, A.R.E.C Campania, Sire Ricevimenti d’autore, Medeaterranea-Accademia Gastronomica, Ascione Coralli, La Locanda del Cerriglio, Librerie Ubik, Officine grafiche Giannini, Fnism, Il Confronto.    Premio Elsa Morante

Paolo Trapani - “La secessione di San Gennaro” | Giannini Editore

“La secessione di San Gennaro” è il libro di fantasia scritto da Paolo Trapani. Il romanzo è un viaggio immaginario in un futuro inatteso per Napoli. Nel 2034, con una clamorosa dichiarazione di indipendenza, nasce lo “Stato Città di Napoli”. E’ una secessione, pacifica e senza spargimento di sangue, che avviene nel nome del principio di autodeterminazione dei popoli.

A spingere i napoletani è la volontà di farsi carico del proprio destino, dopo secoli di dominazioni straniere. Il nuovo Stato ricalca il principio della “Polis” greca, articolandosi in consigli municipali, ovvero i moderni “Sedili”, le assemblee politiche dei quartieri della città. Il romanzo, edito da “Giannini Editore” nella collana di tascabili “I Sorsi”, muove da un intento provocatorio e fantasioso che vuole rappresentare una sfida idealista per una delle città più antiche del mondo.

La NeaPolis, per raggiungere la sua indipendenza, fa leva su uno strumento molto particolare: il tesoro di San Gennaro diventa la garanzia della nuova moneta digitale, denominata “Januaria”: è una cripto-valuta ancorata ai valori degli ori del Santo patrono. “La secessione di San Gennaro” è un racconto ironico, visionario e identitario, che immagina come il senso di appartenenza dei napoletani possa fungere da motore di una rivoluzione civile, politica e culturale.

Bio autore: Paolo Trapani, classe ’75, laureato in Scienze Politiche, nel 2002, per le edizioni Controcorrente, ha pubblicato il libro “I nuovi primati del Sud”; con Magenes edizioni invece ha firmato: nel 2017 il pamphlet “Maledetta Juve”, nel 2018 il saggio “Napoli la città del calcio”, nel 2020 “Rigore per la Juve !”; infine nel 2021, con Iuppiter editore, ha realizzato il libro “Napoli sulla pelle”.