Malacqua. Quattro giorni di pioggia nella città di Napoli in attesa che si verifichi un accadimento straordinario - Nicola Pugliese - copertina
- NICOLA PUGLIESE – Malacqua. Quattro giorni di pioggia nella città di Napoli in attesa che si verifichi un accadimento straordinario
- Editore:Tullio Pironti
- Collana:Narrativa
- Anno edizione: 2013
- In commercio dal: 20 giugno 2013
- Pagine: 151 p., Brossura
- EAN: 9788879376235
Malacqua. quattro giorni di pioggia nella città di napoli in ... “Ed attraverso il vetro della finestra grigi pensieri fumiganti ad inseguire il mare, Santa Lucia ristretta nelle spalle, le mani in tasca, ad ascoltare il silenzio del suo silenzio, le raffiche del vento che veniva, e queste foglie ritorte nella strada, dentro l’asfalto. Dalla strada solitudine graziosamente se ne discende al mare, con gozzi malandati, luci sfrangiate, e navi in lontananza, punta della Campanella, e Capri, la gran massa di Capri distesa a ricordare, estranea alla città come torre indecifrata, vicina sì, quanto vicina, e lontanissima, pure, con storie scolorite d’imperatori e donne, con cargo tremolanti dell’Oriente e dell’Africa, e granaglie, carichi di mais, ferro, sabbia dorata“. Si apre così Malacqua, il noto romanzo – forse il più bel libro su Napoli – che Nicola Pugliese scrisse nel 1976 e che a suo tempo fu pubblicato da Einaudi dopo il parere entusiasta di Italo Calvino. “Malacqua” è la cronaca di quattro giorni di pioggia nella città di Napoli. Il maltempo non provoca soltanto crolli e frane. Nell’incertezza ostile della pioggia, ecco moltiplicarsi eventi inusitati, prendere corpo presagi e neri ammonimenti. Le “voci” misteriose di Castel dell’Ovo, l’enigma di tre bambole, il mare di via Caracciolo che insegue gli scugnizzi. La maniera migliore per leggere Malacqua è abbandonarsi a questa lingua evocativa, farsi trascinare dal ritmo ipnotico della pioggia che continua a cadere e delle parole che si susseguono sfidando la punteggiatura. Malinconico, ombroso e scostante quanto raffinatissima penna, Pugliese non autorizzò la ripubblicazione del romanzo ma lasciò a suo fratello disposizioni per affidarlo a Pironti dopo la sua morte; l’editore, l’anno successivo, dopo oltre trent’anni, nel 2013 lo fa uscire in nuova edizione. Probabilmente pesò sulla decisione dell’autore la freddezza che il romanzo incontrò presso i colleghi; chi lo ha ben conosciuto ha riportato alcuni suoi pensieri, “L’affermazione dei libri è quasi sempre inversamente proporzionale al loro valore, non si spiegherebbe altrimenti il successo di autentici polpettoni”. Diceva anche di non essersi sentito ferito “perché così dovevano andare le cose e il tempo magico è corso via”. E tuttavia Pugliese dagli anni ’80 scelse una vita ritirata trascorsa per lo più a giocare a tressette con gli amici al tavolino di un bar in una piazza di Avella. Nel 2010 è uscito un saggio a cura di Giuseppe Pesce su questo che viene definito “un piccolo capolavoro del secondo Novecento”, e nel 2017 Malacqua è stato pubblicato in Inghilterra dove è stato inserito tra i libri dell’anno e dal “Wall Street Journal” si è meritato questo giudizio “Un prodotto di immaginazione lirica, caustica e fantastica di una Napoli assediata da un diluvio biblico”. Chissà se, ovunque sia adesso, Nicola Pugliese è finalmente contento e soddisfatto del suo piccolo capolavoro surreale, una lettura che merita di essere considerata da chi cerca qualcosa di davvero diverso, senza scomodare, come si è fatto da più parti, Marquez, Kafka, Saramago. Malacqua non ne ha bisogno. http://www.mangialibri.com
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