Vetrina Vesuvio

venerdì 17 aprile 2026

Vincenzo Del Giudice “Da qualche parte tra Posillipo e l’eternità”

Letteratura e musica si incontrano per la presentazione del libro “Da qualche parte tra Posillipo e l’eternità” di Vincenzo Del Giudice, edito da Giannini Editore nella collana ‘La Cisterna’. L’evento, impreziosito dagli intermezzi musicali del Lorenzo Natale Trio, si terrà mercoledì 22 aprile alle ore 18 nella suggestiva cornice di Scottojonno (Galleria Principe, Napoli), che vanta la direzione culturale di Alessandro Polidoro. Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, dialogherà con l’autore Nino Daniele, filosofo e scrittore. Modererà la giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante Tiuna Notarbartolo.

“Da qualche parte tra Posillipo e l’eternità” non è un’autobiografia né un saggio. È una piccola giostra di episodi, personaggi, pensieri e guizzi, tra ironia e tenerezza, tra Posillipo e i decumani, tribunali e salotti, calcoli e intuizioni sentimentali. Un viaggio partenopeo e universale insieme, che attraversa la vita di un uomo che ha vissuto senza freni a mano tirati: tra cattedre, carte bollate, sopralluoghi, sogni, amicizie vere, vicoli pieni di umanità, tufi assolati, notti insonni e risate da bar. Si passa dalla valutazione di un fabbricato al profumo delle zagare, da una fondazione finanziaria a una trattoria colorata, da un’aula universitaria alla “scalinatella” illuminata di luna. Ma soprattutto, si passa dentro la consapevolezza gentile che la felicità si nasconde nelle distrazioni buone e nei sorrisi condivisi. Un libro da leggere come si ascolta un amico sincero e profondo.

Napoli - Città della Scienza “Terremoti d’Italia”


Torna in Campania la mostra itinerante e gratuita “Terremoti d’Italia”, promossa dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con la Regione Campania: un percorso espositivo rivolto a cittadini e studenti per diffondere la comprensione del fenomeno sismico e i comportamenti utili per ridurne gli effetti.
La mostra è ospitata nel complesso di Città della Scienza, in via Coroglio 57/104, che è anche partner dell’iniziativa.

L’inaugurazione è in programma lunedì 20 aprile alle ore 10:00, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

La tappa napoletana della mostra è stata organizzata su iniziativa dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, di Fondazione Inarcassa e del Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Si tratta della seconda tappa in Campania: Terremoti d’Italia era già stata ad Avellino lo scorso autunno, in occasione del 45° anniversario del sisma del 23 novembre 1980 ad iniziativa del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e della Protezione civile della Regione Campania.

Che cosa scatena un terremoto? Come proteggersi nei primi secondi di una scossa? Quanto è vulnerabile il territorio in cui viviamo? A queste domande – particolarmente attuali in Campania – la mostra offre risposte chiare e accessibili, attraverso un percorso guidato a cura dei volontari dell’associazione Lares Italia, tra documenti, immagini, strumenti e installazioni interattive.

Elemento centrale della mostra sono i due simulatori sismici progettati per riprodurre il movimento tellurico in condizioni di sicurezza. Nella “Stanza sismica” i visitatori possono sperimentare in prima persona gli effetti di una scossa, confrontando l’esperienza del terremoto del 23 novembre 1980 (magnitudo 6.9) con quella più recente del 13 marzo 2025 (magnitudo 4.6) registrata nell’area dei Campi Flegrei. Il simulatore “Città sismica” consente, invece, di osservare il comportamento di edifici realizzati con tecniche tradizionali e di strutture dotate di sistemi antisismici avanzati, evidenziando il ruolo delle tecnologie nella riduzione della vulnerabilità.

Accanto alle installazioni interattive, la mostra propone un itinerario storico che ripercorre l’evoluzione degli strumenti di rilevazione sismica, dal sismoscopio di Zhang Heng del 132 d.C. ai moderni sistemi di monitoraggio del territorio, tra cui la Rete Accelerometrica Nazionale (RAN), di cui i visitatori potranno approfondire il funzionamento. Inoltre, durante la visita, i volontari locali accompagneranno i visitatori, fornendo indicazioni utili sui comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo un terremoto e, più in generale, sui principali rischi naturali del territorio in cui vivono, nell’ambito della campagna nazionale “Io non rischio: buone pratiche di protezione civile”. Perché la prevenzione passa anche dalle scelte individuali, dalla qualità delle costruzioni e dalla diffusione della cultura del rischio.

“Terremoti d’Italia” sarà visitabile gratuitamente dal 20 aprile al 9 maggio negli spazi di Città della Scienza. La mostra è aperta alle scuole dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 12:30, mentre il pubblico potrà accedere liberamente dalle 15:00 alle 16:00 nei giorni feriali, e il sabato 9:00-12:30 e 15:00-16:00.
 
Per i cittadini non è necessaria la prenotazione: gli ingressi sono programmati ogni trenta minuti e la visita – esclusivamente guidata - dura circa un’ora.

Le scuole, invece, possono accedere tutti i giorni, prenotandosi presso la Sala Operativa della Regione Campania al numero Verde 800.232525. Sono disponibili anche apposite navette per gli studenti. - Comune di Torre del Greco - Protezione Civile Regione Campania

mercoledì 15 aprile 2026

Gioconda Marinelli - Michele Prisco, il signore del romanzo | Giannini Editore

Ritorna in libreria l’autrice italiana Gioconda Marinelli, la quale presenterà per la prima volta il libro Michele Prisco, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Pem. 

  • L’appuntamento è fissato per martedì 21 aprile alle ore 18 presso la libreria Raffaello, via Michele Kerbaker 35, Napoli. 
  • Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore 
  • dialogherà con l’autrice 
  • il giornalista Lino Zaccaria. 
  • Modererà la giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante: Tiuna Notarbartolo.

Michele Prisco, pubblicato, nella collana Pem, è la biografia di uno dei maestri più eleganti e profondi della narrativa del secondo Novecento. Definito da Carlo Bo “un vero signore del romanzo”, Michele Prisco (Torre Annunziata, 1921 – Napoli, 2003) ha saputo trasformare la provincia vesuviana in uno specchio universale dell’animo umano, esplorando le ombre e le inquietudini dei suoi personaggi con una scrittura sobria, lucida e intensamente umana. Gioconda Marinelli ricostruisce la sua figura attraverso un ritratto vivo e affettuoso: un’intervista inedita realizzata nel 1998 nella casa di via Stazio a Napoli, i ricordi delle figlie Annella e Caterina, e le testimonianze di amici e colleghi come Gesualdo Bufalino, Alberto Bevilacqua, Fernanda Pivano, Mario Pomilio. Ne emerge il ritratto di un uomo colto, capace di unire rigore e leggerezza, eleganza e umanità. Un viaggio letterario e umano che restituisce la voce di uno scrittore “fuori da coro”, fedele solo alla propria arte.

Gioconda Marinelli, nata ad Agnone (Molise), vive e lavora a Napoli. Naturalista e biologa, è anche giornalista e scrittrice. Ha pubblicato sillogi poetiche introdotte da Maria Luisa Spaziani e Dacia Maraini, e biografie di celebri artisti come Luisa Conte, Tina Pica, Katia Ricciarelli, Sandra Milo, Anna Campori. Con Dacia Maraini ha firmato diversi volumi, tra cui Dizionarietto quotidiano (Bompiani), Dentro le parole, Dacia Maraini in cucina e Alfabeto quotidiano (Marlin). È autrice del romanzo Quale amore e del testo teatrale Anime nude, dedicato alla violenza di genere. Con la sua famiglia custodisce la tradizione millenaria della fonderia di campane Marinelli di Agnone, simbolo di un legame profondo con le radici e la memoria. Per i tipi della Giannini ha pubblicato nel 2023 Fabrizia Ramondino. La scrittrice oltre i confini.

AstraDoc, la seconda parte della rassegna

In occasione della Giornata internazionale della Donna ad AstraDoc il film 𝐜𝐚𝐧𝐝𝐢𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐬𝐜𝐚𝐫 𝟐𝟎𝟐𝟔 come Miglior Documentario. 𝗟𝗮 𝘃𝗲𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗿𝗮 𝗦𝗵𝗮𝗵𝘃𝗲𝗿𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗳𝗶𝗱𝗮 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗮𝗿𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗜𝗿𝗮𝗻.

📌 Sul grande schermo del Cinema Astra, in collaborazione con Wanted Cinema, arriva 𝗦𝗖𝗔𝗟𝗙𝗜𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗥𝗢𝗖𝗖𝗜𝗔 - 𝗖𝗨𝗧𝗧𝗜𝗡𝗚 𝗧𝗛𝗥𝗢𝗨𝗚𝗛 𝗥𝗢𝗖𝗞𝗦 di Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2025, del Premio del Pubblico a Visions du Réel di Nyon e a IDFA di Amsterdam, e selezionato in tanti altri prestigiosi festival di tutto il mondo come Hot Docs Canadian International Documentary Festival.

🗓️ 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟲 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟬:𝟯𝟬

📍 𝗖𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝗔𝗰𝗮𝗱𝗲𝗺𝘆 𝗔𝘀𝘁𝗿𝗮 (via Mezzocannone 109)

🎟️ 𝗶𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝟱 𝗲𝘂𝗿𝗼 | 𝘀𝗼𝗰𝗶 𝗔𝗿𝗰𝗶 𝟰 𝗲𝘂𝗿𝗼

🎞️ Prima consigliera eletta del suo villaggio iraniano profondamente conservatore, Sara Shahverdi - divorziata, motociclista ed ex ostetrica – spicca tra la popolazione. Tenace e non facilmente intimidibile, Sara è determinata a migliorare la sua comunità e a porre fine alle promesse vuote e alla pigrizia perpetuate negli anni dai consiglieri locali. Ma è proprio come sostenitrice delle ragazze e delle donne del suo villaggio che incontra la maggiore opposizione. Tra le altre cose mira a rompere le tradizioni patriarcali di lunga data insegnando alle ragazze adolescenti a guidare le motociclette e mettendo fine ai matrimoni infantili. Quando sorgono accuse che mettono in dubbio le intenzioni di Sara di emancipare le ragazze, la sua identità viene messa in discussione e dovrà sfoderare tutto il suo carisma per affermare i propri principi

📱Ricevi gratuitamente gli aggiornamenti su WhatsApp: invia un messaggio al 334 68 95 990 salvando il numero in rubrica

💻www.arcimovie.it

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⭕ La XVI edizione di Astradoc - Viaggio nel cinema del reale è a cura di Arci Movie Napoli con Parallelo 41 Produzioni, Unina Federico II e Coinor con il patrocinio del Comune di Napoli



lunedì 13 aprile 2026

“«Non ho paura». Tre parole. Semplici. Serene. Senza alzare la voce.

 “«Non ho paura». Tre parole. Le ha dette in volo, ai giornalisti, mentre l’aereo lo portava verso l’Africa, verso i poveri, i dimenticati, gli scartati, verso quella parte del mondo che il potere impara presto a non guardare. Semplici. Serene. Senza alzare la voce.

Mi sono fermato su quelle parole. A lungo.

Sull’Air Force One di ritorno dalla Florida, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha aperto il telefono e ha scritto parole di fuoco contro di lui. Lo ha chiamato «debole», «pessimo». Ha detto che senza la Casa Bianca quel Papa non sarebbe in Vaticano.

Due aerei in volo. Due direzioni. Due parole sul mondo.

Eppure c’è una domanda che brucia: perché il presidente più potente della terra ha sentito il bisogno di attaccare un uomo che non ha eserciti, non ha mercati, non ha bombe? Leone XIV ha chiesto la fine della guerra. Ha detto che troppe persone muoiono. Troppi innocenti. Ha detto: qualcuno deve alzarsi e dire che c’è un’altra strada. È questo il crimine?

Il Vangelo dà fastidio. Da sempre. Non perché sia sovversivo, in senso politico non lo è mai stato. Perchè non sta al suo posto, mette al centro chi il potere sposta ai margini: il fragile, il ferito, il bambino sotto le macerie, il migrante che nessuno vuole.

Non parla la lingua della forza, non conosce la grammatica del profitto, non si lascia ridurre a una bandiera o a un’ideologia. E chi ha costruito tutto sul potere, ogni volta che sente quella voce si trova davanti a qualcosa che non riesce a dominare. Non sa combatterla. Non sa ignorarla. Non sa comprarla.

E forse è proprio questo che inquieta di più. Non la forza di quella parola, ma la sua libertà. Il fatto che non abbia bisogno di vincere per essere vera, che non cerchi spazio e tuttavia lo trova. Che non si imponga, eppure resta. Come qualcosa che torna, anche quando provi a metterlo da parte. Come una domanda che non smette di aspettarti.

Leone non ha fatto politica estera. Ha pregato. Ha chiesto pace. Senza aggiunte, senza strategie. Pace. Ha parlato l’unica lingua che conosce: quella del Vangelo. Una lingua che non si lascia addomesticare, che non cambia accento a seconda di chi governa o comanda.

È una parola libera. E per questo inquieta. Una parola che non resta dove la metti: ti scavalca, ti precede, ti espone. E alla fine capisci che non sei tu a guidarla. Sei tu che devi lasciarti cambiare da lei.

La Chiesa non è un partito. Non nasce per contare, ma per custodire. Non occupa spazi, non si impone con la forza. Sta, piuttosto, lì dove la vita si spezza e chiede di essere raccolta. Lì dove qualcuno rischia di non essere più visto. Eppure una parola ce l’ha. Sobria, ma tenace. Antica, ma viva. È una parola che resta accanto al sangue versato senza abituarsi, che riconosce il volto di chi attraversa confini senza ridurlo a numero, che chiama la pace per nome, sapendo che costa, che chiede, che espone.

Non è una parola di parte. È una parola affidata. Appartiene al Vangelo. E il Vangelo non si trattiene per prudenza, non si adegua per convenienza. Accade. E quando accade, trova sempre il modo di farsi sentire.

Quelle tre parole – «Non ho paura» – non sono una risposta a Trump. Sono qualcosa di più profondo. Sono la libertà di chi sa da dove viene e dove va.

Leone non si rivolge al presidente americano. Non è il suo interlocutore. Il suo interlocutore è il povero che muore. Il migrante respinto, il bambino che non ha più casa. È lì che la sua parola si posa, è lì che prende forma, perché è a loro che, in fondo, deve rispondere.

Il potere sa gestire i nemici. Li riconosce, li studia, li affronta. E, se può, li neutralizza. Ha strumenti per questo. Sa come muoversi quando il gioco è chiaro. Ma resta spiazzato davanti a chi non si pone come nemico, davanti a chi non chiede nulla, non cerca consenso, non tratta, non ha bisogno di essere approvato. Una voce così non si lascia collocare. E proprio per questo disarma. Lascia il potere senza linguaggio, senza schema. E allora, quasi per riflesso, attacca.

Ma quell’attacco non è segno di forza. È il contrario, è il punto in cui emerge un limite. Perché ciò che non si può controllare, spesso, si prova a screditare. E tuttavia resta un’evidenza semplice: se Leone fosse davvero irrilevante, nessuno sentirebbe il bisogno di parlare di lui.

I vescovi americani lo hanno detto subito: Leone non è un rivale politico. Non gioca quella partita. È un pastore e parla da lì: dal Vangelo, dalla cura delle persone, da quella responsabilità silenziosa che passa attraverso le vite, non attraverso il potere.

Anche i vescovi italiani hanno rinnovato la loro piena comunione, non per semplice obbedienza, ma per riconoscimento, perché certe voci non si impongono, si riconoscono. Le riconosci da come si avvicinano, da ciò che tengono vivo, da chi non lasciano indietro.

E quella di Leone – scomoda, libera, disarmata – resta. Resta quando altre parole si consumano, resta come una presenza, resta quando il rumore si spegne e il silenzio dice la verità.

L’8 maggio Leone XIV verrà a Napoli. Camminerà con noi. E lo accoglieremo facendo nostre quelle tre parole: «Non ho paura».”

Nemmeno noi.

Napoli, 13 aprile 2026

don Mimmo Card. Battaglia Arcivescovo Metropolita di Napoli - #chiesadinapoli


In occasione della Festa della Liberazione, il 25 e 26 aprile, il TIN – Teatro Instabile Napoli ospita “Io non dimentico”

In occasione della Festa della Liberazione, il 25 e 26 aprile, il TIN – Teatro Instabile Napoli ospita “Io non dimentico”, la pièce teatrale interpretata e diretta da Gianni Sallustro, tratta dalla Trilogia del Male di Antonio Masullo prodotta da Talentum production.

Uno spettacolo pensato proprio per le giornate del 25 aprile, che trasforma il teatro in luogo di memoria attiva e riflessione civile, riportando al centro gli orrori del nazismo e del fascismo e interrogando il presente.

«Lo spettacolo – dice Gianni Sallustro - è strutturato in tre blocchi, ognuno dedicato a una figura generata dal nazismo. Non si tratta di rappresentare dei mostri, ma di comprenderne l’origine. Perché il Male non è lontano da noi: si manifesta, si trasforma, ritorna. Il teatro ha il compito di riconoscerlo e renderlo visibile. In un tempo come il nostro, in cui la memoria rischia di diventare solo celebrazione e non più coscienza, questo spettacolo si impone come un atto necessario: non solo per ricordare, ma per capire e, forse, per non ripetere»

Accanto a Sallustro, Antonio Masullo, narratore e coscienza critica, guida lo spettatore in un percorso serrato, spingendo i personaggi a rivelare ciò che la storia spesso ha nascosto o semplificato.

In scena con Gianni Sallustro ed Antonio Masullo ci sono: Francesca Fusaro, Tommaso Sepe, Roberta Porricelli, Stefania Vella, Lea Romano, Alessandro Cariello, Emanuela Catanese, Enrico Annunziata, Gabriella Perillo, Chiara Concetta Esposito, Chiara Catapano, Raffaele Karol Avino, Ferdinando Cozzolino.

Sallustro porta in scena tre figure emblematiche del Terzo Reich – Adolf Hitler, Claus Schenk von Stauffenberg ed Heinrich Himmler – non come semplici rievocazioni storiche, ma come presenze vive, indagate nella loro dimensione più profonda, psicologica e spirituale.

Lo spettacolo gode del patrocinio dell’ICSR – Istituto Campano per la Storia della Resistenza “Vera Lombardi”.

Comune di Napoli | Verso il Lavoro – Giornate di incontro tra domanda e offerta di lavoro


16 e 17 aprile 2026, dalle ore 9:00 alle ore 16:00 | Spazio Famiglie Ponticelli - Via Il Flauto Magico. Plesso "Ex Bordiga" della scuola Primaria e Secondaria di I grado, Eduardo De Filippo
L’evento è promosso dal Comune di Napoli – Assessorato alle Politiche Giovanili, al Lavoro e alle Politiche Sociali, nell’ambito del progetto “Centro Polifunzionale per famiglie”, co-finanziato da ANCI a valere sui fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale.
L’evento è finalizzato a promuovere l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, creando uno spazio concreto di confronto tra aziende, candidati e operatori del settore.
Un’occasione concreta per entrare in contatto diretto con il mondo del lavoro.

Durante le due giornate evento, i partecipanti avranno la possibilità di:
• incontrare Agenzie per il Lavoro accreditate
• sostenere colloqui conoscitivi
• scoprire offerte di lavoro attive
• ricevere orientamento e supporto nella ricerca occupazionale

COSA TROVERAI

• Postazioni dedicate alle Agenzie per il Lavoro
• Spazi per colloqui individuali
• Area accoglienza e orientamento
• Materiale informativo sulle opportunità disponibili
L’iniziativa è rivolta in particolare a giovani e persone in cerca di occupazione, con un’attenzione speciale alle famiglie e ai contesti di fragilità sociale.
PRIORITÀ DI PRENOTAZIONE AI RESIDENTI DELLA MUNICIPALITÀ 6 - Ponticelli, Barra, S. Giovanni a Teduccio
La partecipazione è gratuita, con registrazione obbligatoria.
Posti limitati: massimo 250 partecipanti per giornata.

Allegati
Ulteriori informazioni
Per garantire un’organizzazione efficace potrai prenotare un solo turno tra quelli elencati di seguito:
• 9:00 – 10:00
• 10:00 – 11:00
• 11:00 – 12:00
• 12:00 – 13:00
• 14:00 – 15:00
• 15:00 – 16:00
Durante l’ora prenotata potrai sostenere fino a un massimo di 2 colloqui.
NB. Non è consentito iscriversi a più turni.
NOTE IMPORTANTI
• Porta con te copie aggiornate del tuo CV
• Presentati 15 minuti prima della fascia oraria prenotata

sabato 11 aprile 2026

Nunzia Marciano: “40 anni mamma. Guida insolita alla scoperta dell’amore”.

Venerdì 17 aprile 2026 esce ufficialmente in tutte le librerie – fisiche e online – il nuovo libro della giornalista Nunzia Marciano: “40 anni mamma. Guida insolita alla scoperta dell’amore”.

Un volume originale, commovente e divertente al tempo stesso, sulla scoperta dell’amore e della maternità a quarant’anni.

“Avete presente il famoso film di Nicolas Cage?” – rivela l’autrice in un passo del volume – “Quello in cui lui si sveglia una mattina e si ritrova sposato e con un paio di figli? Bene, eccomi qui. Chiaramente non mi ci sono svegliata una mattina, anche perché, se non ricordassi di aver partorito con parto naturale due bambine, avrei un problema. Anzi più di uno. Ad ogni modo il concetto è questo: ti svegli una mattina e non sei più single per legittima difesa o semplicemente in coppia per legittimo amore ma sei mamma per legittima gioia. Come è stato? Com’è andata?”

Per scoprirlo, basterà leggere questa guida insolita che farà sentire meno sole tutte le donne, le mamme, le future mamme e anche chi mamma non è, ma ha amato e perso, sperato e cambiato idea. Una storia sull’amore, di coppia e materno, da cui non bisogna difendersi perché – finalmente – non fa male.

Il volume sarà presentato in anteprima giovedì 16 aprile, alle ore 18:00, presso la sala Eduardo Scognamiglio di Villa Cerillo, a Bacoli (NA), in via Cerillo n°56 in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Bacoli e con il patrocinio del Comune di Bacoli.

  • Con l’autrice intervengono il sindaco Josi Della Ragione, 
  • il pediatra Paolo Siani – autore della prefazione al volume 
  • e in rappresentanza della Fondazione “Giancarlo Siani” – 
  • e l’editore Aldo Putignano. 
  • Modera il giornalista de “Il Mattino” Giovanni Chianelli.

Durante l’evento, i più piccoli potranno intrattenersi nello Spazio Ragazzi della Biblioteca.

Sinossi del libro

Cosa succede quando la tua vita cambia a quarant’anni? In questa guida insolita, Nunzia Marciano racconta il passaggio rocambolesco (e imprevisto) da single convinta a in coppia per legittimo amore, e poi a mamma di due bambine, tra una vita vista mare, camici verdi nell’Africa più nera e biberon sempre troppo bollenti.

Un viaggio tutto al femminile e un manuale di istruzioni per l’uso, che affronta senza tabù l’amore adulto, il lutto, le frasi disarmanti dei bambini, le difficoltà e i legami. Un’irresistibile avventura autobiografica che mescola ironia, emozione e verità senza filtri, dando voce a tutte quelle donne che si sentono (e a volte si giudicano) “non pronte”, “inadeguate”, “fuori tempo massimo” per una relazione e per la maternità, e invece sono perfette così come sono: umane.

L’autrice

Nunzia Marciano, napoletana, classe 1981, è un volto noto dell’emittenza campana, per molti anni responsabile di telegiornale per diverse tv regionali. Tra il 2023 e il 2024 è autrice, curatrice e conduttrice del format di informazione e intrattenimento La buon’ora. Dal 2016 al 2021 collabora con La Voce di New York, testata italo-americana con sede a New York. Nel 2018 pubblica su IlMattino.it il reportage a puntate “Il mio viaggio in Togo, racconto di una missione in Africa”. Nel 2024 riceve il premio “Alumni Praeclari ALSOB”.

Oggi si occupa di divulgazione scientifica, tv news e collabora con Il Mattino di Napoli.

Ha pubblicato il volume Single per legittima difesa (Alessandro Polidoro ed. 2016) e partecipato con suoi scritti a diverse antologie, tra cui Interrompo dal San Paolo (Giammarino 2020).

Homo Scrivens - È la prima compagnia italiana di scrittura. Nata a Napoli nel 2002, ha collaborato con numerosi editori di ogni parte d’Italia, e ha portato alla pubblicazione circa quattrocento autori, molti dei quali esordienti.

Da quest’esperienza è nata nel 2012 la casa editrice Homo Scrivens, al fine di continuare questo impegno in forma autonoma, e condurre testi e autori all’attenzione diretta del pubblico. Siamo scrittori, scrittori che hanno deciso di trasformarsi in editori, per permettere a tanti come noi un approdo sereno, per creare un luogo d’incontro accessibile a tutti coloro che sono animati dalla nostra stessa passione e hanno la voglia e la testa per coltivarla, senza il rischio di annegare nel fango dell’editoria a pagamento

Torna Leguminosa, l’evento promosso da Slow Food Campania dedicato ai legumi, simbolo di biodiversità, sostenibilità e cultura gastronomica.

 L’appuntamento, in programma sabato 11 e domenica 12 aprile – dalle 10.00 alle 19.00 con ingresso libero – presso la Stazione Marittima di Napoli, trasformerà la città in un punto di riferimento per produttori, appassionati e curiosi, con un ricco calendario di attività tra degustazioni, incontri e momenti di approfondimento. Leguminosa si conferma come una manifestazione unica nel suo genere, capace di raccontare il valore dei legumi non solo dal punto di vista gastronomico, ma anche sociale, ambientale ed economico. Un’occasione per riflettere sul ruolo fondamentale che queste colture hanno nella costruzione di sistemi alimentari più sostenibili. L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania, dell’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli, del Gal Vesuvio Verde e del Pastificio Giuseppe Di Martino, da sempre al fianco delle attività di Slow Food Campania e nella promozione della cultura gastronomica e delle produzioni di qualità. Nel corso della manifestazione, Leguminosa ospiterà anche un’azione concreta di solidarietà internazionale, realizzata in collaborazione con Mediterranea Saving Humans, a sostegno del progetto “Mediterranea with Palestine” attivo a Masafer Yatta, in Cisgiordania. L’iniziativa prevede la raccolta e donazione di legumi provenienti dai Presìdi e dalle produzioni agroecologiche campane, destinati agli operatori impegnati sul campo e alle famiglie palestinesi, con l’obiettivo di garantire un supporto alimentare continuativo.

Durante la manifestazione saranno premiate le ricette selezionate tra quelle arrivate per il contest social “Cuciniamo i Legumi”, che ha coinvolto appassionati e professionisti nella condivisione di ricette personali a base di legumi. Ai vincitori sarà assegnata una box con una selezione di legumi e pasta del Pastificio Di Martino.

Tra le novità di questa edizione, Leguminosa OFF, il programma diffuso che porta i valori e i contenuti della manifestazione anche fuori dagli spazi principali, coinvolgendo la città di Napoli insieme a ristoratori e comunità locali. Un calendario di 3 appuntamenti che si svilupperanno in alcune zone di Napoli, pensato per ampliare l’esperienza di Leguminosa e rafforzare il legame con il territorio, rendendo i legumi protagonisti anche nei giorni e nei luoghi “oltre” l’evento.

venerdì 10 aprile 2026

"Il lavoro nella fotografia contemporanea. La collezione Marone" di Riccardo Marone e Giovanni Canestrelli

Il lavoro può essere raccontato attraverso uno scatto?

📷 Vi aspettiamo lunedì 13 Aprile per la presentazione del libro fotografico "Il lavoro nella fotografia contemporanea. La collezione Marone" di Riccardo Marone e Giovanni Canestrelli, in collaborazione con Fondazione Tridama.
13 Aprile 2026
🕒Ore 17:45
📍Palazzo Ruffo della Scaletta - Riviera di Chiaia 202, Napoli
Interverranno:
  • Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli
  • Angela Madesani, storica e critica della fotografia
  • Titti Marrone, giornalista e scrittrice
Saluti istituzionali:
Antonio Savarese, Presidente ACEN
Saranno presenti gli autori
🖼️ Nel corso dell' evento sarà inaugurata una mostra a cura di @carla_viparelli

martedì 7 aprile 2026

Chiesa della Compagnia della Disciplina della Santa Croce, presentazione del libro "Le Pizzerie Storiche di Napoli - Viaggio nell’Anima della città" di Luciano Pignataro e inaugurazione del progetto "Da Michele Experience".

Venerdì 10 aprile, alle ore 11:00, nella Chiesa della Compagnia della Disciplina della Santa Croce, sono in programma la presentazione del libro "Le Pizzerie Storiche di Napoli - Viaggio nell’Anima della città" di Luciano Pignataro l'inaugurazione del progetto "Da Michele Experience".

Una mattinata dedicata all'identità più profonda di Napoli, dove la tradizione gastronomica incontra l’impegno sociale e la valorizzazione del territorio. 

L’incontro si apre con i saluti istituzionali di Stefania Brancaccio, Priora della Compagnia della Disciplina della Santa Croce, e di Sergio Condurro, amministratore dell’Antica Pizzeria Da Michele.

Il cuore dell’evento vedrà la presentazione del libro "Le Pizzerie Storiche di Napoli – Viaggio nell’Anima della città", un’opera nata in occasione dei 2500 anni della città in cui undici giornalisti specializzati raccontano 23 pizzerie storiche nelle quali la tradizione si tramanda di generazione in generazione da decenni, a volte da oltre due secoli,illustrata dall'autore e giornalista Luciano Pignataro.

A seguire, Sergio Condurro, amministratore de l’Antica Pizzeria Da Michele, illustra il progetto "Da Michele Experience", un ‘museo di famiglia’ composto da storie, fotografie e cimeli del passato legati alla produzione della pizza che si conclude con la preparazione della famosa ‘ruota di carro’ di “Da Michele”. L'evento è anche l'occasione per condividere i risultati dei percorsi formativi promossi dall'Antica Pizzeria Da Michele all'interno delle scuole e presso il "Binario della Solidarietà" della Caritas di Napoli, confermando la missione dell'azienda verso l'inclusione e il sostegno ai più fragili.

Ilaria Chierchia, della Cooperativa Manallart, racconta la parte culturale associata all’esperienza. Moderano le giornaliste Emma Di Lorenzo e Francesca Pace.

La mattinata si conclude con un momento celebrativo: l’inaugurazione del percorso “’A putèca dei ricordi” all’interno della "Da Michele Experience". 

L’apertura sarà suggellata dal tradizionale taglio del nastro e da una degustazione delle pizze storiche dell'Antica Pizzeria Da Michele.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Manallart -  L'Antica Pizzeria Da Michele

Giulia Verde “Le strade che siamo” | Napoli - Libreria Ubik Luce 8 aprile 2026

Si terrà presso la libreria Ubik Luce (Piazzetta Durante nr1, Napoli) la prima presentazione del libro “Le strade che siamo” di Giulia Verde, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Generazione Tempesta, vincitore del contest Pubblica col Morante
L’appuntamento è fissato per mercoledì 8 aprile alle ore 18. 
  • Dopo i saluti di Giulia Giannini della Giannini Editore, interverranno: 
  • l’autrice Giulia Verde, 
  • Giovanni Chianelli giornalista de Il Mattino e 
  • Clara Pellegrino docente e presidente Fnism sezione Napoli. 
  • Modererà Tiuna Notarbartolo giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.
Le strade che siamo, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Generazione Tempesta, è un’opera prima, nata nell’ambito del contest letterario del Premio Elsa Morante dedicato alle scuole. Questa raccolta comprende tre racconti, ognuno legato da un tema comune e universale: il viaggio. Ma non si tratta semplicemente di spostamenti geografici; qui il viaggio è soprattutto interiore, simbolico, esistenziale. I protagonisti delle storie intraprendono percorsi che li condurranno lontano non solo nello spazio, ma dentro se stessi, alla scoperta di ciò che sono, di ciò che desiderano, e di ciò che li lega agli altri. Belluca e Lorenzo sono due anime inquiete, sospese tra la quotidianità opprimente e un desiderio irrefrenabile di libertà e realizzazione. I loro viaggi, reali o immaginari, diventano strumenti per inseguire la felicità, per rompere le catene dell’abitudine e riconquistare un senso profondo dell’esistenza. Psyche, invece, si ritrova improvvisamente catapultata in un mondo “altro”, diverso da quello che conosce. È in questo spazio “altro” che comincia un percorso di riscoperta, in cui ogni passo è una sfida alla propria.

Giulia Verde ha 16 anni e frequenta il liceo classico Francesco Durante di Frattamaggiore. Da sempre appassionata di lettura e scrittura, ama immaginare storie che spaziano tra mondi reali e fantastici. Coltiva il sogno di diventare scrittrice sin da bambina.

𝐀𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚 𝐚 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐢𝐛𝐫𝐨 “𝐄𝐯𝐚 𝐢𝐧 𝐕𝐢𝐨𝐥𝐚”: 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐥𝐭𝐫𝐢𝐧𝐞𝐥𝐥𝐢

𝑈𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑛𝑎𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎, 𝑖𝑙 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑜 𝑒̀ 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝐵𝑒𝑎𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒 𝐶𝑒𝑐𝑎𝑟𝑜 𝑒 𝑃𝑎𝑜𝑙𝑎 𝑃𝑟𝑜𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖
Un viaggio tra i confini del tempo e le profondità dell’anima, arriva in libreria “Eva in Viola” di Beatrice Cecaro e Paola Proietti, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana La Cisterna. La prima presentazione si terrà venerdì 10 aprile alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri, Napoli. 
  • Dopo i saluti di Giulia Giannini, dialogheranno con le autrici: 
  • l’attrice e scrittrice Patrizia Pellegrino, 
  • l’avvocato e scrittore Anton Emilio Krogh. 
  • Modererà l’evento Tiuna Notarbartolo, giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.
“Eva in Viola”, pubblicato nella collana La Cisterna, è un romanzo che attraversa i confini del tempo e dell’anima. Eva in Viola racconta la trasmigrazione di un'anima che ritorna sulla Terra per completare ciò che in una vita precedente è rimasto irrisolto. Eva e Viola: due donne vissute in epoche diverse, unite da un destino invisibile e dalla stessa anima. La storia prende l’avvio dalla vita di Viola, segnata da insicurezze e fobie, per poi svelarsi attraverso le esperienze forti e dolorose di Eva, giornalista coraggiosa internata in manicomio, fino a un incontro simbolico e catartico nelle intense sedute di ipnosi regressiva che legano le due esistenze. Un percorso di consapevolezza e rinascita, in cui fragilità e forza si intrecciano, accompagnate da personaggi che, a vario titolo, diventano specchio e motore del cambiamento interiore delle protagoniste.
Beatrice Cecaro è autrice di Madre di Pieta (Alos Edizioni, 2010) e Donna e Regina (Elio de Rosa Editore, 2016). Ha curato per il Museo Cappella Sansevero le mostre Le Verita Svelate (2002), Chartulae Desangriane (2006) e Parole Maestre (2007). Nel 2015 ha coprodotto e scritto il documentario Vivere alla grande, girato in un centro di salute mentale.
Paola Proietti, napoletana, avvocato, mamma e membro delle 3C (Comitato Comunicatori della Cultura). Ha esordito nel 2023 con il romanzo So chi mi ha uccisa (Giannini Editore).  Giannini Editore

lunedì 6 aprile 2026

Monica Sarnelli, “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”. Aprile 2026: Boscoreale - Pompei - Acerra

Il Teatro Pubblico Campano, diretto da Alfredo Balsamo porta in tour “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”, spettacolo che vede protagonista Monica Sarnelli, scritto da Federico Vacalebre con la regia di Carlo Cerciello. Lo spettacolo, in un’edizione completamente rinnovata, è prodotto da RitmiUrbani Network, Lazzara Felice, Andreano Management.

Ad aprile 2026 le date saranno: 

  • il 9 al Teatro Minerva di Boscoreale, 
  • il 10-11 e 12 al Teatro Di Costanzo - Mattiello di Pompei e 
  • il 22 al Teatro Italia di Acerra.

Lo spettacolo

“Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci” è un recital antimisogino sulla donna nella misoginissima canzone napoletana. Lo spettacolo segue un filo narrativo ironico, ma serio, in cui si riflette su un mondo, quello della musica, non solo partenopea, ancora sin troppo maschilista. Testo, canzoni e videoproiezioni con la presenza virtuale di artisti molto cari a Monica Sarnelli (il cantautore Enzo Gragnaniello, l’attore/scrittore Peppe Lanzetta e la cantante Fuliggine, nome d’arte di Francesca Andreano) raccontano il patriarcato imperante in una canzone romantica a chiacchiere, in cui alla donna non resta che il ruolo di moglie, mamma, puttana o "brutta copia 'e n'ommo", come cantano gli Almamegretta. Il copione arruola femmene, malafemmene, trans, e sirene naturalmente, visto che siamo nell’anno 2500 dalla fondazione di una città che doveva essere femmina vista la sua fondatrice, ma invece si è ritrovata maschia, macha, maschile, persino nelle canzoni. Una storia che tiene insieme sciantose e cantautrici, Gilda Mignonette e Teresa De Sio, Ria Rosa ed Angela Luce, "Bammenella" e Giulietta Sacco, sino ad arrivare all'inno all'orgasmo femminile, "Marea" di Madame, tradotto in napoletano in "Parea”

La protagonista Monica Sarnelli e il cast

Monica Sarnelli si muove in una scenografia con tanti simboli e abiti: da sciantosa, primadonna postmoderna, brava ragazza «jeans e maglietta», tra canzoni, aneddoti e racconti. Al suo fianco un’attrice (Cinzia Cordella), una pianista (Eunice Petito), un quartetto d’archi (Anna Rita Di Pace, Isabella Parmiciano, Tiziana Traverso, Monia Massa). Arrangiamenti musicali di Pino Tafuto e Salvio Vassallo. Disegno luci, Andrea Iacopino; aiuto regia e video di Fabiana Fazio.

Sono molto contenta dei riscontri positivi ottenuti dallo spettacolo scritto per me da Federico Vacalebre nel lontano 2015 che - grazie anche alla regia illuminata e visionaria di Carlo Cerciello - nel 2026 ha avuto una nuova e più concreta definizione ottenendo l’inserimento nella programmazione del “Teatro Pubblico Campano” di Alfredo Balsamo. Importante il valore aggiunto degli stretti collaboratori di Cerciello: Fabiana Fazio “aiuto regia” e, soprattutto, realizzatrice dei bellissimi video artistici; Andrea Iacopino, a sua cura un disegno luci di rara eleganza. – ha dichiarato Monica Sarnelli - Solo grandi complimenti per Cinzia Cordella - attrice e “performer” straordinaria - che con me condivide il palco per tutta la durata dello spettacolo. Per le musiche, un plauso a Salvio Vassallo ed a Pino Tafuto, arrangiatori dei bellissimi brani scelti da Federico Vacalebre - “a supporto” dei suoi testi teatrali - che, in maniera perfettamente complementare, hanno realizzato ciò che dal vivo mi permette di proporre al meglio le quasi trenta canzoni previste in scaletta, con il piacere artistico “raddoppiato” di poterle cantare accompagnata dalle mie meravigliose “Sirene Ensemble”: Eunice Petito al pianoforte, Anna Rita Di Pace ed Isabella Parmiciano ai violini, Tiziana Traverso alla viola, Monia Massa al violoncello”.

Il video, la scaletta e il disco

Fondamentale è l'uso del video, tra immagini d'archivio, veri e propri videoclip e sdoppiamenti d'azione tra il teatro e lo schermo ad alta definizione. Canzoni famose, ma anche no, in qualche caso messe alla berlina, per raccontare il maschilismo insito nella canzone napoletana di ieri e di oggi. Gli arrangiamenti moderni sanno di tradizione, ma anche di electro-swing, rap, tango digitale, che portano ai giovani il repertorio e le storie di Gilda Mignonette, Ria Rosa, Angela Luce, Gloria Christian, Mirna Doris, Lina Sastri, Teresa De Sio, Giulietta Sacco e altre ancora. Anche di loro la Sarnelli parla e canta: il sorriso, la rabbia, la pancia, il sesso, il ritmo, la melodia saranno chiavi di volta di uno spettacolo che usa le radici per imparare a volare.

Una sequenza di brani che rappresenta un meraviglioso viaggio nella canzone partenopea: Malafemmena (Totò), Nun Te Scurda’ (Almamegretta), Bammenella (Raffaele Viviani), Reginella , Rundinella, Indifferentemente; Donna (Enzo Gragnaniello); Dove Sta Zazà (Gabriella Ferri); Lily Kangy; Penzo Sempe A Isso (Maria Nazionale); Passione, Funtana All’ombra, Comme Facette Mammeta; Duje Gemelle; Chillo È Nu Buono Guaglione (Pino Daniele); ‘A Cartulina ‘E Napule (Gilda Mignonette); Preferisco Il Novecento (Ria Rosa); Liu’ (Alunni Del Sole); Cerasella (Gloria Christian); Ipocrisia (Angela Luce); Assaje (Lina Sastri | Pino Daniele); Voglia ‘E Turna’ (Teresa De Sio), Stammo Buono (Teresa De Sio | Raiz).

L’autore

Già in “Passione tour” e "Carosone l'americano di Napoli", e più di recente con «Carmen rap», Federico Vacalebre, giornalista, critico musicale, saggista, esperto di canzone napoletana, sceneggiatore, si è misurato con la scrittura teatrale, sempre usando la canzone come protagonista principale, se non assoluto. In questo spettacolo ha chiesto di nuovo a Monica Sarnelli di abbandonare il suo repertorio, per trovarne uno che pure le appartiene per DNA. Un viaggio al termine della melodia perduta e patriarcale. Con una sorpresa finale, la traduzione in napoletano di «Marea» di Madame, inno all’orgasmo femminile che diventa «Parea». Una ripresa artistica, ma anche politica, per rivendicare l’argomento trattato nel 2015 quando la parola “patriarcato” non era attuale come oggi.

Teatro Sala Ichòs di San Giovanni a Teduccio - Programmazione di aprile 2026,

Il Teatro Sala Ichòs di San Giovanni a Teduccio presenta la programmazione di aprile 2026, caratterizzata da un linguaggio scenico ibrido e contemporaneo, che alterna spettacolo narrativo-musicale e performance rituali, con elementi quali canzoni dal vivo, racconti autobiografici e movimento espressivo. Un mese di teatro capace di coniugare racconto personale e visione collettiva.

Ad aprire il calendario, venerdì 10 aprile alle ore 21.00, è Racconti del tardo pomeriggio, scritto e interpretato da Mick Capitan Ferigo. Uno spettacolo intimo e profondamente autobiografico che mette al centro il viaggio di un uomo giunto alla soglia dei cinquant’anni, sospeso tra il Nord friulano e il Sud napoletano. In scena, solo voce e chitarra accompagnano un racconto catartico fatto di musica e memoria, tra conflitti familiari, identità e ricerca di libertà. Un percorso essenziale che smaschera le illusioni del successo e rivendica il valore autentico del vivere in armonia con sé stessi e con la natura.

Sabato 11 aprile ore 21.00 va in scena Where have all the flowers gone?, scritto, diretto e interpretato da Caterina Scalaprice, con aiuto regia di Joe Nicodemo. Lo spettacolo, patrocinato da Associazione Penelope Campania, si configura come un lavoro teatrale intenso e multidisciplinare, arricchito dal disegno luci di Renato Galise e dai contributi video di Giuliano D’Acunzo. Una riflessione scenica che attraversa memoria, assenza e ricerca, restituendo al pubblico una narrazione emotiva e contemporanea.

Domenica 12 aprile è la volta di Donna Carmè – voci di donne tra terra e spuma di mare, una performance rituale che fonde musica, narrazione e danza espressiva. In scena non personaggi, ma donne che portano la propria verità attraverso testimonianze e frammenti di vita reale. Lo spettacolo si sviluppa lungo un asse simbolico che unisce terra e mare: radici e libertà, memoria e rinascita. Attraverso canti popolari e linguaggi performativi, Donna Carmè diventa una potente dichiarazione di resistenza e trasformazione, celebrando la forza ancestrale del femminile.

A chiudere la rassegna, venerdì 24 aprile alle ore 21.00Gaza 2026. Atto terzo, una serata speciale all’insegna della solidarietà. Il palco del Sala Ichòs si trasforma in uno spazio corale che accoglie artisti, musicisti e performer uniti per sostenere la popolazione palestinese. L’intero ricavato sarà devoluto all’associazione Un Ponte Per, da anni impegnata nella tutela dei diritti umani e nel supporto alle popolazioni colpite dai conflitti. Un evento in cui arte e responsabilità civile si fondono in un gesto concreto di vicinanza e impegno.

Parcheggio gratuito disponibile in loco
Biglietti: intero 10 euro, ridotto 8 euro
Info e prenotazioni: 366 871168