Vetrina Vesuvio

giovedì 21 gennaio 2021

La #Bacheca: #CINEMA. Ho visto le stelle film diretto da Vincenzo Salemme.

Ho visto le stelle è un film del 2003 diretto da Vincenzo Salemme.
Compare nella pellicola anche Gian Fabio Bosco, qui presente al suo ultimo film.
Il giovane napoletano Antonio vuole partecipare ad un reality show e parte per Milano insieme al suo miglior amico Eugenio. wikipedia
Salemme torna al cinema con "Ho visto le stelle": una commedia italiana che segue il copione della commedia all'italiana, dove il teatro degli equivoci dà spazio a malintesi e fraintendimenti, battute e paradossi. Quindi risate ( del pubblico ). La storia prende spunto dal programma più visto e passato dalle emittenti televisive di oggi: il reality show. Ma Salemme ci gioca sopra e ne capovolge le dinamiche. Antonio ( Vincenzo Salemme ) è cresciuto con i nonni nella provincia napoletana. Ha ereditato dal nonno la fantasia e quell'atteggiamento goliardico e fanciullesco con cui affronta la vita. Si inscrive ad un concorso, trovato su Internet, per partecipare ad un reality show dal cast internazionale, convinto di diventare famoso. 
Parte alla volta di Milano con l'amico di una vita, Eugenio ( Maurizio Casagrande ). Supera il fantomatico provino. Inizia il "gioco". Ma ad una clausola: il protagonista dello spettacolo deve essere gay. Non c'è problema: Antonio si finge gay il risultato è una parodia pacchiana e divertente ed Eugenio diventa il suo "compagno" Giangi. L'intreccio si complica quando Antonio inizia a lavorare come cameriere nel ristorante di un boss ( Claudio Amendola ), in cui si esibisce la bella Alina ( Alena Seredova ), amante del boss. Fin qui tutto ok, se non fosse che Antonio, ignaro della frode subita, recita a tempo pieno la parte del gay effeminato, convinto di essere sul suo set permanente, spiato da telecamere e microfoni ovunque. Fin quando non arriva l'amore.. Come in un Truman Show capovolto, Salemme interpreta bene la parte dell'uomo qualunque, che parte alla ricerca della fama e che per la fama darebbe tutto. Si lascia fregare sborsando un capitale. Si finge gay e rinnega la sua passione per le donne. E' uno scherzo sulla Tv-in-diretta, tra Grandi Fratelli e Isole dei Famosi. Ma non solo. Il ricordo corre veloce a Totò e Peppino. Le citazioni sono evidenti e fanno ridere: così c'è l'arrivo di Antonio ed Eugenio a Milano e c'è la lettera piena di errori che Peppino ( Eugenio ) scrive sotto la strampalata dettatura di Totò ( qui, Antonio ). Il film si svolge nel tradizionale teatro dell'assurdo, riadattato ai tempi odierni. La storia inizia, si complica e si scioglie nel lieto fine. Con gran semplicità. Per chi ha voglia di farsi due risate.  www.film.it

lunedì 18 gennaio 2021

Martedì 19 gennaio 2021, alle ore 17,00, sulla pagina Fb dell'Associazione Annalisa Durante sarà presentato il libro "Gli eroi di Leucolizia", di Angela Iantosca, Giulio Perrone Editore.

Martedì 19 gennaio 2021, alle ore 17,00, sulla pagina facebook dell'Associazione Annalisa Durante in diretta con Fondazione Polis e Radio Siani la Radio della Legalità, sarà presentato il libro "Gli eroi di Leucolizia", di Angela Iantosca, Giulio Perrone Editore.

  • Ne parleranno con l'autrice:
  • Don Tonino Palmese, presidente Fondazione Polis
  • Nino Daniele, presidente Premio nazionale Amato Lamberti
  • Giovanni Durante e Giuseppe Perna, associazione Annalisa Durante
  • Alfia Milazzo, fondazione La Città Invisibile
  • Giovanni Impastato e Alessia Di Ranno, Casa Felicia e Peppino Impastato
  • Salvatore Cuoci, comitato don Peppe Diana
  • Maurizio Artale, centro accoglienza Padre Nostro
  • Gianmario Siani, fondazione Giancarlo Siani
  • Mario Morcone, assessore alla sicurezza, legalità e immigrazione della Regione Campania

Gli eroi dell'antimafia raccontati ai bambini attraverso il linguaggio della favola: Sette Storie nelle quali si intrecciano altre storie, altri eroi: un patrimonio di valori e, soprattutto, di amore verso l'altro che l'autrice intende trasmettere a grandi e piccini. Apre la narrazione Gaetano Saffioti, testimone vivo del nostro tempo, e voce narrante delle favole a seguire, che raccontano di Don Pino Puglisi, Annalisa Durante, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Giancarlo Siani, Peppino Impastato, Don Peppe Diana: eroi che divengono trampolieri, stelle nel cielo, sogni da realizzare, alberi di pace e speranza, poeti e innocenti abitanti di "Leucolizia, che fa rima con liquerizia, ma che liquerizia non è".

Giornalista e scrittrice, Angela Iantosca collabora con diverse testate. Ha pubblicato due saggi-inchiesta: Onora la madre. Storie di 'ndrangheta al femminile (Rubbettino, 2013) e Bambini a metà. I figli della 'ndrangheta (Giulio Perrone editore, 2015), con il quale è stata finalista del Premio Piersanti Mattarella 2016 e vincitrice del Premio Speciale Onlus Memoria nel Cuore. È stata insignita inoltre del Premio Nazionale Olmo 2016. Dal 2014 è ambasciatrice del Telefono Rosa Frosinone.

mercoledì 6 gennaio 2021

Festa farina e forca - Enzo Avitabile e i bottari di Portico

Vecchio motto borbonico, ancora valido, “Festa farina e forca” è il grido di Enzo Avitabile e i bottari di Portico. Molla che spinge al fronte la propria macchina da guerra musicale. Siamo due passi a destra dell’ecumenico “Salvamm’ ‘o munno”, il precedente disco d’esordio: laggiù, a pescare a piene mani nelle radici del Sud, magiche e contadine, gonfie di preghiere fatte pastellessa, canto-lamento, zeza, dialetto-lingua anagogica, unite ad amicizie funky. E poi, a sorpresa, arriva anche il salto tecnologico, con un secondo cd, in cui i maestri mondiali dell’elettronica remixano i brani di Avitabile più addomesticabili ai beat. Nomi notissimi: Matthew Herbert, Bill Laswell, Banco De Gaia, LLorca, Temple of sound. 
Difficile immaginare un disco più glocal. Il suono rude dei bottari si addomestica, accarezza i woofer, anche se l’ex bluesman napoletano è convinto che poche radio inseriranno qualche brano in playlist. Stavolta invece – senti “Rape ca te utele”, “Anola Trànola”, o “Soul makossa”, il pezzo migliore – potrebbe essere quella buona (buona per cosa, poi? visto che senza spinte dal circuito mainstream l’allegra banda dei bottari s’è già esibita, acclamatissima, nei festival di mezzo mondo). Il disco tiene, pieno di colori, nonostante diversi momenti di ripetitività e coretti ridondanti (“Requiem pe nisciuno”). Tini, botti e falci per la festa. Ma si tambureggia di meno rispetto al disco del 2004
Uno si attende il tuono delle percussioni. Invece vince la melodia, che affina e porta, come si dice, a maturità il gruppo. Ma il pubblico dal vivo spingerà quelle braccia a picchiare sulle botti, ancora e ancora, per il rave di Faccia gialla. freakoutmagazine

«Nella mia vita ho fatto tanti incontri importanti. Il primo è stato quello con James Brown, che poi mi ha fatto conoscere Afrika Bambaataa, Fela Kuti, quindi Manu Dibango, per me il Maceo Parker africano. Suonare con lui è stato meraviglioso, Manu era una forza della natura. Abbiamo fatto tante cose insieme, in Italia e all’estero, mi ricordo una serie di bellissimi concerti in Francia. Una grande esperienza». Enzo Avitabile, il più internazionale dei musicisti italiani, ricorda così Manu Dibango, il grande sassofonista nato nel dicembre del 1933 a Douala e scomparso lo scorso 24 marzo a Parigi a causa di complicazioni legate al covid-19. africarivista.it

Nuvola janca, nuvola sporca
Nuvola 'e terre ca nun bussa 'a porta,
Nuvola 'e prete, nuvola 'e fuoco,
Nuvola 'e cenere, nuvola storta.
E l'aspettajeno a braccia aperte
Comme 'o viento pe partì
E s'assettajeno a tavola
Sotta a chell'ira 'e Dio
Doppo magnato e vippeto
Ncape 'e cuscine ncoppe 'e mane
Du cielo uno e tutto
Terra ca tremma a mare
E po' l'addore d'o zolfo
Te dice 'o ffuoco c'arriva
E chiano 'o respiro l'vene a mancà 'a vita,
'Ncoppo a nu panno stiso,
Nu sursu 'e luna stracqua,
S'addurmette pe sempe, accarezzann l'acqua.
Da'a lettera 'e Plinio 'o Giovane, parlanno a Tacito do'o Zio
Ercolano, Pumpei... O Vesuvio quanno ascette a impazzì
Quann' 'o Vesuvio · Enzo Avitabile
 

giovedì 19 novembre 2020

Pietra Montecorvino ‎– Napoli Mediterranea

Pietra Montecorvino ‎– Napoli Mediterranea
Etichetta: L'Empreinte Digitale ‎– ED13172
Formato: CD, Album
Carica di femminilità e graffiante con la sua voce roca, Pietra Montecorvino presenta la sua nuova fatica discografica, intitolata “Napoli mediterranea”, dopo la sua esibizione alla ventinovesima edizione del Premio Tenco. Il palco che l’aveva premiata nel 1991 come “migliore interprete dell’anno” per l’album “Segnorita”, scritto per lei dai fratelli Bennato, è stato scelto come il primo in Italia sul quale esibirsi. “Napoli Mediterranea” è uscito infatti lo scorso anno in Francia, Spagna, Germania ed Inghilterra, ed ha riscosso un buon successo anche grazie al tour che ha visto e vede tutt’ora Pietra 
impegnata con serate e showcase in tutta Europa.
La sua voce, che inizialmente si era avvicinata alla world music per arrivare al rock passando dal tango (con l’unico album da lei scritto per lo spettacolo “Neapolis Tango” nel '99), rilegge 14 brani della tradizione napoletana da “O sole mio” a “Dove sta’ Zazà”, da “Luna rossa” a “Oi vita mia”. 
Eugenio Bennato, che ha inserito l'album di Pietra all’interno del suo progetto Taranta Power, si è occupato della scelta dei brani e dell'elaborazione dei suoni

mercoledì 12 agosto 2020

Totò Sapore e la magica storia della pizza film d'animazione diretto da Maurizio Forestieri.

Totò Sapore e la magica storia della pizza film cover.jpg
Totò Sapore e la magica storia della pizza è un film d'animazione del 2003, realizzato dallo studio italiano Lanterna Magica e diretto da Maurizio Forestieri. Il film è uscito nelle sale italiane il 19 dicembre 2003 distribuito da Medusa Film e la stessa Lanterna Magica. È tratto liberamente dal racconto Il cuoco prigioniero di Roberto Piumini.
Napoli, XVIII secolo. Antonio Salvatore Sapore, detto Totò, è un giovane cantastorie squattrinato che gira per le strade della città cantando canzoni che parlano del piacere del buon cibo, adorato dai napoletani per la sua abilità nel distogliere la gente dalla fame e per mantenere tutti allegri.
Tuttavia Vesuvia, la perfida strega padrona del Vesuvio, fatta di magma incandescente, non sopporta l'allegria dei napoletani e dunque odia Totò, poiché ne ritiene l'artefice. La strega architetta quindi un piano diabolico: dato che Totò non ha nulla da perdere, Vesuvia decide di dargli qualcosa per poi improvvisamente togliergliela e fargli perdere la sua tanto apprezzata allegria. Vesuvia dunque invia a Napoli il suo inetto servo Vincenzone, che, presentandosi a Totò come un notaio americano, gli consegna quella che dice essere una eredità proveniente da un non ben identificato parente. Essa consiste in quattro vecchie pentole, che lasciano amareggiato e deluso Totò. Questi, al tramonto, va sulle scogliere di Napoli, e, parlando con la madre morta, rivolto verso il cielo, si lamenta che il destino gli è contro e poi, quasi ironicamente, pensa se quest'ultimo potesse almeno fargli trovare l'amore.
«...E io vado su, fermandomi un istante per sognare, ma vedo il mondo da rifare e allora torno giù...» - (Totò Sapore)
Vesuvia, venendo a sapere del desiderio di Totò di innamorarsi, dà istruzioni a Vincenzone di fare incontrare il giovane cantastorie con la bella Confiance, una bionda fanciulla, casualmente in giro per le scogliere. Vincenzone riesce a far imbizzarrire il cavallo che traina la carrozza della ragazza e Totò, attirato dalle urla della ragazza, riesce a fermare il cavallo prima che questi raggiunga la fine della scogliera. Confiance lo ringrazia e poi, dopo averlo riconosciuto, inizia a conversare con lui. I due personaggi vengono però richiamati dalla voce di Pulcinella Cetrulo, un simpatico ex attore teatrale napoletano, che vorrebbe gettarsi dalla scogliera. Totò gli salva la vita in una scena alquanto comica, mentre Confiance, cercata dal suo padre adottivo a gran voce, è costretta a tornare a corte, facendo in tempo a rivelare a Totò solo il suo nome.
«Io ti do tutto, io ti do tutto, e all'improvviso, ti tolgo tutto!!!» - (La canzone di Vesuvia)
Toto sapore.jpg
Totò e Pulcinella decidono di passare la notte bivaccando nei pressi dei vecchi ruderi vicini alla scogliera. I due, affamati, tentano di cucinare degli insetti trovati da Pulcinella nelle pentole di Totò e scoprono che le pentole sono magiche, in quanto sono in grado di parlare e di trasformare qualsiasi cosa venga messa all'interno in ogni cibo, cosicché Totò può realizzare il suo sogno di diventare un bravo cuoco. Questi decide inizialmente di usare le pentole per sfamare la povera gente di Napoli, e i napoletani, durante i festeggiamenti, chiedono a Totò se, nel caso in cui, a causa della sua popolarità, gli venisse chiesto di fare il cuoco a corte, lui si dimenticherebbe di loro lasciandoli allo sbando, ma il ragazzo li rassicura affermando di non voler mai diventare un cuoco di corte. Vesuvia, spiandolo, decide di adottare un astuto espediente per allontanare Totò dalla povera gente di Napoli.
Personaggi
Antonio Salvatore Sapore in arte Totò Sapore: è il protagonista del film. Sogna di essere un grande cuoco, ma non ha di che riempire lo stomaco. L'allegria però non gli manca, e così se ne va in giro ad intonare canzoni che narrano di pranzi principeschi. Ad ostacolarlo c'è la vecchia e malvagia strega Vesuvia che, dopo svariati tentativi, riesce a imprigionare Confiance e a scatenare una guerra tra la Francia e il regno di Napoli. Tuttavia Totò riesce a cavarsela inventando un nuovo piatto: la pizza.
  • Pulcinella Cetrulo: è la simpatica figura, tipica in ogni avventura napoletana. Incontra Totò mentre cerca di prendere delle uova per sfamarsi e in seguito ne diventa amico e collaboratore. Il suo aspetto è stato realizzato secondo il modello disegnato dallo scenografo Emanuele Luzzati.
  • Confiance: è il grande amore di Totò. Bionda, con occhi azzurri e la pelle chiara vive a palazzo, in quanto figlia adottiva del cinico cuoco francese Mestolon. Per colpa del patrigno, che nutre invidia nei confronti di Totò, viene sempre allontanata da questi. Ma infine l'amore trionferà dopo la sconfitta del vile patrigno.
  • Vesuvia: è la principale antagonista del film. È una strega malvagia, crudele, infida, spietata, diabolica, minacciosa, spregevole, intelligente, irascibile, odiosa, folle, squilibrata, assetata di potere e senza cuore, che vive nel Vesuvio; è fatta interamente di lava incandescente e sogna di sconfiggere Totò, e soprattutto l'allegria nel cuore dei Napoletani. Alla fine però Totò avrà la meglio nei confronti della peggiore nemica, che verrà solidificata dalla pioggia.
  • Vincenzone: è il tirapiedi di Vesuvia, nonché aspirante attore teatrale. Orco ingenuo ma di animo buono si alleerà con Totò dopo la sconfitta di Vesuvia e contribuirà all'invenzione della pizza, oltre che al salvataggio di Confiance.
  • Jacques Mestolon: è l'antagonista secondario del film. Un cuoco francese di corte e padre adottivo di Confiance. Prova grossi risentimenti nei confronti di Totò e questo provoca anche il contrasto con la figlia adottiva. Ha un carattere mostruosamente irascibile, cinico, infido, spregevole, vile, isterico, egoista e odioso ed ha un cagnolino di nome Dudù a cui capita spesso di fargli male.
  • Le quattro pentole magiche: sono il regalo per Totò all'inizio dell'avventura. Le pentole sono state create da Vesuvia con la sua lava magica per rendere Totò il miglior cuoco di Napoli per poi toglierle quando sarà arrivato all'apice della sua fama e farlo poi cadere in disgrazia e togliergli l'allegria con cui contagia tutti i napoletani. Hanno un ruolo principale nel film, in quanto non sono pentole qualsiasi: possono trasformare qualsiasi oggetto in un piatto principesco. I loro nomi sono Marmittone, Sora Pasta, Pentolito e Tegamino.
  • Gennaro: è il fabbro che restaura le pentole magiche, dopo che si erano sciolte nella lava bollente.
  • Re Filippo V di Spagna, Regina Elisabetta Farnese ed il "sadico " Principe Luigi I di Spagna (Fefè): sono i sovrani del Regno di Napoli. In seguito ad un banale litigio si scontreranno aspramente con i sovrani del Regno di Francia: il Re Luigi XIV, la sua amante Madame de Maintenon e la loro figlia, la brutta e capricciosa Principessa Luisa Francesca di Borbone (Scorfanette), ma durante la pioggia delle pizze deliziose, spuntati dal vulcano, si daranno finalmente tregua con tanta allegria.
Seppur con una trama ovviamente romanzata, “Totò Sapore” racconta la genesi della pizza non solo come importante piatto della tradizione culinaria partenopea, ma come elemento storico dalle caratteristiche uniche: essendo un piatto popolarissimo sia presso il popolo napoletano più povero e umile, che al tempo ne rappresentava la maggioranza, sia presso i più nobili, compresi i sovrani borbonici, la pizza fu capace di annullare le enormi distanze culturali e sociali tra popolo e regnanti.
La storia della pizza è caratterizzata comunque da datazioni incerte: la pellicola colloca la sua nascita nel Settecento, periodo in cui esistono notizie storiche di una prima unione tra pasta della pizza e pomodoro, abbinamento apprezzato, come già detto, dal “popolino” e dai nobili, tanto che Ferdinando IV sembri la facesse cuocere nei forni di Capodimonte. Tuttavia, esistono due importanti testimonianze storico-temporali della presenza della pizza sia prima che dopo il XVIII secolo. Nel Seicento vi sono notizie di una pizza soffice chiamata “mastunicola”, preparata con formaggio e basilico, mentre nel 1889 arriva la più importante e affermata approvazione, oltre che alla notizia storica più conosciuta: la nascita della “pizza margherita” in onore della principessa Margherita di Savoia in visita a Napoli. Il riconoscimento più prestigioso per la pizza napoletana come importante patrimonio culturale arriva nel dicembre del 2017, con l’ingresso della pizza nel patrimonio dell’Unesco.

giovedì 6 agosto 2020

Restate a Napoli: 9 - 16 agosto 2020 Teatro del Plebiscito

Rassegna di teatro estivo dal 9 al 16 agosto 2020 Teatro del Plebiscito

Restate a Napoli

Parte il 9 agosto la grande manifestazione che si terrà questa estate nel luogo simbolo della città: piazza del Plebiscito.

Il progetto è stato fortemente voluto dall’Assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo che ha stabilito di promuovere una grande manifestazione da tenersi in piena estate nel luogo simbolo di Napoli, accogliendo la proposta di Mario Esposito. L’iniziativa è stata costruita di concerto con la Regione Campania e si inserisce all’interno dell’itinerario turistico e culturale da Napoli a Pompei a valere sulla misura POC 2014-2020 – azione 1. La scelta della piazza più grande e rappresentativa della città è motivata dalla necessità di conciliare il rispetto delle misure anti-contagio con la volontà di offrire alla città  la massima fruizione di un grande teatro pubblico e gratuito nella piazza più grande e significativa della città.

La rassegna rappresenta un’occasione di riapertura all’arte e allo spettacolo dal vivo dopo lunghi mesi di sofferenza dell’intero comparto.

Teatro, musica, comicità, danza: con Restate a Napoli, in programma dal 9 al 16 agosto in Piazza del Plebiscito, decine di artisti di caratura nazionale e internazionale. I posti a sedere per il pubblico si prenotano mediante un sistema online. L’obiettivo è restituire vita allo spettacolo dal vivo, offrendo agli artisti e al pubblico di napoletani rimasti in città e di visitatori arrivati da fuori, la possibilità respirare “arte” in totale sicurezza.

Una rassegna di 24 spettacoli, suddivisi in 3 show al giorno per 8 giorni: uno spettacolo pomeridiano, uno al tramonto ed uno serale, con appuntamenti dalle ore 19 alle ore 24. In un’unica piazza saranno rappresentati diversi generi teatrali appartenenti alle più svariate categorie di spettacolo (commedia, musical, esibizioni di danza, monologhi, concerti, etc.). Le serate saranno condotte da Lello Arena e Fatima Trotta insieme a Maria Bolignano mentre gli eventi pomeridiani saranno presentati da Francesco Mastandrea che sarà ogni giorno affiancato da una presentatrice emergente.

Dichiara l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo – <<la piazza del Plebiscito si completa egregiamente la programmazione estiva della città, che se da una parte ha guardato alla moltiplicazione degli eventi su tutto il territorio cittadino, dall’altra ha voluto investire su un grande evento caratterizzato da un cartellone che tiene assieme grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale e le eccellenze della nostra città. Grazie alla sinergia interistituzionale, nonostante le stringenti misure anticovid che stanno mettendo a dura prova il comparto dello spettacolo, siamo riusciti a costruire un programma eccezionale, che saprà attirare turismo che pure esprime qualche segnale di ripresa. Il progetto è  una scommessa vinta nella quale abbiamo creduto fin dal primo istante, quella di portare un teatro gratuito libero e pubblico nella piazza più rappresentativa della città, nell’anno di crisi più drammatica dei teatri. Ripartiamo dal teatro riportandolo in piazza, dandone massima visibilità nella migliore scenografia possibile con eventi gratuiti (con obbligo di prenotazione) e soprattutto rispondendo alla crisi con un cartellone ricchissimo e autorevole.>>

Considerazioni di  Mario Esposito e Nando Mormone, produttori e direttori artistici " offrire una nuova modalità di fruizione del Teatro ai tempi del Coronavirus. In questo momento storico, il mondo dello spettacolo sta subendo un duro colpo: artisti e lavoratori dello spettacolo sono disoccupati da mesi, il pubblico è lontano da troppo tempo dalle sale teatrali, dai musei, dagli eventi, dai concerti e ne sente la mancanza. Continua a desiderare l’arte, sogna la bellezza, matura dentro di sé la voglia di spettacolo, che è insita nel genere umano. Per questa ragione, in un momento in cui la possibilità di viaggiare nei mesi estivi è in forte discussione e le aggregazioni nei luoghi chiusi rappresentano ancora un rischio considerevole, si fa strada la possibilità di fruire dello spettacolo dal vivo a cielo aperto, nella nostra meravigliosa città di Napoli. Dalle nostre rilevazioni empiriche, è emerso chiaramente come esista una percezione della assoluta necessità di “gustare” il calore della performance dal vivo, che resta ancora un fenomeno senza eguali, e, al contempo, come sia maturata la consapevolezza che la città di Napoli è il centro nevralgico da cui può partire l’offerta di spettacolo. Comici, artisti, ballerini, musicisti, artisti di strada, registi, tecnici, autori, l’offerta del comparto dello spettacolo del nostro territorio è inesauribile e necessita di essere impiegata"

Ingresso ore 19:00
9 agosto: I poliwedrici
10 agosto: Al passo coi tempi
11 agosto: Accademici Napoletani
12 agosto: Mr. Wolf
13 agosto: Ammore e musica
14 agosto: Nym Neapolitan young music
15 agosto: Do you remember
16 agosto: Luka Borrelli e i Pama
Spettacoli partenopei
Ingresso ore 19.45
9 agosto: Jovine
10 Agosto: Aurelio Fierro – Francesco Boccia – Gregorio Rega – Sabba
11 Agosto: Tommaso Primo
12 Agosto: Ebbanesis
13 Agosto: Flo
14 Agosto: Blair, Digame, Plug
15 Agosto: Mr Hyde
16 Agosto: Francesco Da Vinci + special guest a sorpresa
Spettacoli serali ore 22.30
– 9 Agosto: Samuel
– 10 Agosto: Paolo Caiazzo e Federico Salvatore
– 11 Agosto: Arturo Brachetti
– 12 Agosto: Arteteca
– 13 Agosto: Giovanni Allevi
– 14 Agosto: Enzo Avitabile
– 15 Agosto: Sal Da Vinci
– 16 Agosto: Peppe Barra
ingresso gratuito
prenotazione obbligatoria del posto a sedere
ingresso consentito con utilizzo obbligatorio di mascherine
la prenotazione tramite circuito di prenotazione online garantirà un ingresso ordinato
misurazione della temperatura corporea (SARÀ IMPEDITO L’ACCESSO IN CASO DI TEMPERATURA > 37,5

prenotazione obbligatoria dal sito: www.azzurroservice.net/stagioni-teatrali/restate-a-napoli