Vetrina Vesuvio

giovedì 15 maggio 2025

Infiniti Mondi: la tecnologia al servizio della cultura per valorizzare i tesori della città | "'A capa 'e Napule - Donna Marianna" - Evento di presentazione il 15 maggio 2025

"'A capa 'e Napule - Donna Marianna" - Evento di presentazione il 15 maggio 2025 | Villaggio IN Italia Vespucci, interno Porto di Napoli - Ore 18:30-19:30 


Saluti istituzionali e introduzione

  • •  Maria Grazia FalciatoreCapo di Gabinetto del Comune di Napoli
Presentazione de “La Capa di Napoli”
  • •  Alberto Micco, Ricercatore, CeRICT
  • •  Antonio Silano, Ricercatore, CeRICT
Presentazione CTE
  • •  Angelo Giuliana, Direttore Generale, MedITech 4.0
L’innovazione, i giovani e le imprese
  • •  Mariangela Contursi, Direttore Generale, SPICI
Quattro startup si raccontano
  • • Billd – Nicola Pirozzi
  • • IamHero – Mattia Ugliano
  • • Herobots – Stanislao Grazioso 
  • • DG Twin – Michela Costa
Conclusioni
  • Modera Enzo Agliardi, giornalista economico

Nell’ambito delle attività del laboratorio WEB3.0 della Casa delle Tecnologie “Infiniti Mondi” del Comune di Napoli, è stata realizzata l’Attività di scansione e riproduzione della statua “Donna Marianna” (‘a capa ‘e Napule).
In particolare, l’attività si inquadra nell’ambito del WP3, Task “T3.2 Ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico” - T3.2.1 Definizione dei requisiti e delle linee guida di R&S nell'ambito dei casi d'uso: turismo, cultura, società e politiche giovanili, conservazione del patrimonio culturale, teatro, artigianato.
L’oggetto dell’attività è la digitalizzazione e riproduzione di un’opera come caso d’uso nell’ambito delle Blockchain.
Si tratta di un’attività di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico, con finalità di diffusione scientifica, avente l’obiettivo di validare gli asset tecnologi presenti all’interno della CTE e renderli disponibili alle imprese del territorio.
Al termine del progetto, la riproduzione realizzata della statua “Donna Marianna” (‘a capa ‘e Napule) rientrerà nelle disponibilità del Comune di Napoli, soggetto capofila del Progetto CTE Napoli Infiniti Mondi e sarà installata presso il Real Albergo dei Poveri, sede del progetto.
La riproduzione sarà trasferita al Comune di Napoli dal partner di progetto CeRICT, responsabile dell’attività, mediante atto di cessione a titolo gratuito.

Fasi tecniche di realizzazione

L’opera, denominata "Donna Marianna ‘a Capa ‘e Napule", attualmente esposta presso Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, è stata riprodotta tramite stampa 3D, in base alle caratteristiche geometriche della stessa, e integrata con una serie di sensori in grado di rilevare il tocco ed inviare feedback ad un sistema informatico che genererà contenuti in Blockchain.
Quando il visitatore tocca l'opera (o alcune sue sezioni rilevanti), i sensori touch capacitivi attivano un contenuto multimediale, come un audio che racconta dettagli e particolari dell’opera.
L’obiettivo finale è offrire un'esperienza unica e personalizzata che elimina la barriera tra l'utente e i contenuti, combinando elementi di realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR) in un'unica piattaforma che consente all'utente di esplorare e creare esperienze realistiche.
Il lavoro svolto dal team di ricerca si è incentrato anche su aspetti più comunicativi ed emozionali.
Infatti, sono stati condotti studi e approfondimenti relativi alla storia di questo noto busto, da cui sono scaturiti dei testi descrittivi, ma anche fortemente suggestivi.
Tali testi sono stati condivisi anche con il gruppo del Comune di Napoli coinvolto nel progetto.
Inoltre, sono iniziate delle interlocuzioni con la nota attrice napoletana Patrizia Spinosi, che dopo aver visionato i suddetti testi, a titolo volontario ha prestato la sua voce alla Capa ‘e Napoli.
La voce narrante di Patrizia Spinosi è stata impiegata per descrivere il busto in maniera interattiva, intervallando richiami storici con dettagli tecnici relativi ai restauri intercorsi.
Infatti, nel corso di future esibizioni l’impiego della voce consentirà una maggiore fruizione dell’opera e una più approfondita acquisizione dei contenuti.

I testi realizzati e impiegati sono i seguenti:
• Il Simbolo (TESTA PARTE ALTA)
• La Storia (BUSTO PARTE BASSA, VICINO BASE)
• Il Volto (OCCHI)
• Danneggiamenti e ricostruzione (NASO)

La naturale evoluzione di questo paradigma di interazione è il passaggio ad un modello linguistico di tipo testuale e multimediale, in fase di sviluppo nell’ambito delle attività della Casa delle Tecnologie.
Tale modello renderà l’opera maggiormente fruibile ed interattiva migliorando ulteriormente l’esperienza del visitatore.

Storia e leggenda de “'a Capa 'e Napule” - Donna Marianna

Sono stati condotti studi e approfondimenti relativi alla storia di questo noto busto, da cui sono scaturiti dei testi descrittivi, ma anche fortemente suggestivi.
Tali testi sono stati condivisi anche con il gruppo del Comune di Napoli coinvolto nel progetto.
Inoltre, sono iniziate delle interlocuzioni con la nota attrice napoletana Patrizia Spinosiche dopo aver visionato i suddetti testia titolo volontario ha prestato la sua voce alla Capa ‘e Napoli.
La voce narrante di Patrizia Spinosi è stata impiegata per descrivere il busto in maniera interattiva, intervallando richiami storici con dettagli tecnici relativi ai restauri intercorsi.
Infatti, nel corso di future esibizioni l’impiego della voce consentirà una maggiore fruizione dell’opera e una più approfondita acquisizione dei contenuti.

I testi realizzati e impiegati sono:
- Il Simbolo (TESTA PARTE ALTA)
- La Storia (BUSTO PARTE BASSA, VICINO BASE)
- Il Volto (OCCHI)
- Danneggiamenti e ricostruzione (NASO)

IL SIMBOLO

 
I simboli di Napoli sono tanti ed eterogenei ma tra tutti spicca una donna: la scultura di Marianna, detta 'a capa ‘e Napule.
Si tratta di un busto in marmo, il viso di una donna con i capelli legati e lo sguardo che non tradisce un’emozione.
È una testa leggendaria testimonianza della nostra storia millenaria, simbolo femminile per eccellenza della città, incarnazione del destino sociale e politico di Napoli.
Era come una Madonna a cui rivolgere e affidare le proprie preghiere.
Nei secoli Donna Marianna è entrata a pieno titolo tra i feticci dei napoletani.
Nata come dea, è sicuramente l’immagine dello spirito antico dei napoletani che attraverso i secoli, tra soprusi e ingiustizie, non ha mai smesso di lottare.
Il popolo la pregava, la cantava, le si confidava finanche a piangere al suo cospetto.
Divenne insomma una vera e proprio “scultura parlante”, simbolo dei sentimenti della popolazione e loro idolo al pari di una figura religiosa.
È ironico, ed anche un po’ romantico, pensare che la statua, trovata per fortuna tra le macerie di una strada antica, dopo tanti secoli e storie è oggi conservata nello scalone centrale di Palazzo San Giacomo, oggi sede del Comune di Napoli ossia nel palazzo più importante della città di Napoli, quasi come se ancora oggi “stesse lì per comandare”.

LA STORIA

 
Fu ritrovato sul finire del XVI secolo nel quartiere dell’Anticaglia e poi collocato su un piedistallo in Piazza Mercato.
Carlo Celano, autore di Notizie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli, ed altri studiosi pensarono che raffigurasse Partenope, la sirena fondatrice di Napoli.
Per questo si ipotizza che la scultura appartenesse ad un tempio di epoca greca dedicato alla dea e collocato proprio nel quartiere dell’Anticaglia, decumano della città greco-romana.
Un’altra storia narra invece di una guerriera della Napoli Aragonese, Donna Marianna, che resistette con forza alle controversie dell’epoca.
Oggi sappiamo che la testa mozzata era appartenuta ad una statua di Afrodite dell’antica Neapolis.
In realtà, gli studiosi attualmente concordano nel pensare che più che di donna sarebbe corretto parlare di una testa dai tratti femminili.
Nel 1975, “'a capa 'e Napule” Donna Marianna è stata la protagonista di un’importante evento: la Repubblica di San Marino, in occasione della Esposizione Filatelica Europea, emise un francobollo da Lire 50 con l’effige de 'a capa ‘e Napule.

IL VOLTO

 
Dal periodo greco ad oggi cambia il suo nome, ma è sempre lei, una testa marmorea dalle grandi dimensioni.
La testa femminile, se fosse stata umana, avrebbe avuto gli occhi grandi, neri e profondi, labbra piccole e carnose, un’acconciatura fatta con trecce avvolte tipica dell’età ellenica, per l’epoca doveva essere molto bella e poteva rappresentare la sintesi del concetto di bellezza e amore che già tremila anni fa la nostra città incarnava.

Il popolo napoletano, come è ormai risaputo, ama ridere e beffarsi di qualsiasi cosa buffa gli capiti a tiro.
Quando la statua venne scoperta, dunque, gli abitanti del posto non poterono far a meno di sottolineare il suo aspetto grottesco, ragion per cui presto si diffuse la voce che la testa di donna fosse la giusta rappresentazione della Napoli plebea, in quanto asimmetrica e un po’ sgraziata.

Il volto di Afrodite – conosciuto oggi anche come “'a capa 'e Napule” – venne poi collocata in una piccola stradina del borgo degli orefici e in seguito appellata con il nome di “Donna Marianna”.
Chiunque passasse davanti al volto deforme della statua salutava Marianna con affetto e riguardo.
Durante le feste di paese e le processioni religiose, la donna di pietra veniva ornata con fiori e gioielli.

DANNEGGIAMENTI E RICOSTRUZIONI

 
Collocata in Piazza Mercato“'a capa 'e Napule” Donna Marianna è stata testimone della parte più verace e caotica della città, ma anche protagonista.
Nel 1647 Piazza Mercato diventò la scenografia della rivolta contro gli spagnoli aizzata dal popolano Masaniello“'a capa 'e Napule” divenne così simbolo della rivoluzione e delle speranze del popolo.
Proprio durante gli sconti, fu gravemente danneggiata ed il naso dovette essere ricostruito.
In realtà alcune fonti raccontano che i danni al naso fossero frequenti.
Uno degli ultimi interventi fu eseguito da Alessandro del Miele nel 1879, il quale si preoccupò anche di ricostruire un piedistallo in piperno e di collocarla nella chiesa di San Giovanni a Mare, dove all’ingresso oggi si conserva una copia della scultura.
Anche durante la rivoluzione del 1799 divenne il simbolo del popolo in rivolta, la leggenda vuole che fu proprio in quest’occasione che le fu dato il nome di Marianna.
Deriverebbe infatti da Marienne, l’allegoria della repubblica francese.
Marianna, al pari di quella francese, avrebbe condotto i napoletani alla vittoria, alla libertà dall’oppressione dei Borboni e all’agognata repubblica.
Invece fu proprio in Piazza Mercato che la regina Maria Carolina fece giustiziare tutti i rivoluzionari, lì a due passi dalla statua.
In epoca più recente, durante la seconda guerra mondiale “'a capa 'e Napule” è stata gravemente danneggiata.
Di conseguenza, per opera di benefattori, è stata restaurata ed esposta nel Museo Filangieri nel 1961.
Attualmente è conservata nello scalone di Palazzo San Giacomo, luogo simbolo del Governo della città, a testimoniare la storia che è stata e che verrà.
Descrizione progetto Casa delle Tecnologie di Napoli

La Casa delle Tecnologie Emergenti Infiniti Mondi – Napoli Innovation City è il nuovo laboratorio nato nel cuore di Napoli dedicato alla ricerca, all’innovazione e alla sperimentazione delle più innovative tecnologie in ambito creativo e culturale.
Una casa per le imprese e per gli innovatori della città, che trovano qui spazio per crescere e diventare attori della trasformazione 5.0.
La Casa delle Tecnologie Emergenti di Napoli è un laboratorio permanente, fucina di idee, progetti, percorsi di formazione destinati a mantenere sempre attivo lo scambio costruttivo tra territorio e tecnologie.
Il progetto, sostenuto e promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si propone di dare vita ad ambienti favorevoli allo sviluppo di nuove imprese creative e culturali, favorendo al tempo stesso la formazione e l’occupazione delle generazioni più giovani.
Le tecnologie digitali e l’innovazione saranno al servizio delle istituzioni e della comunità, uno spazio di confronto continuo destinato a diventare un riferimento per le nuove professioni e i nuovi professionisti, oltre che per un pubblico giovane fatto di fruitori ma anche di potenziali creativi/creatori.
Pur guardando al futuro, la CTE di Napoli affonda le sue radici nella storia della filosofia.
Il suo nome, Infiniti Mondi, è un omaggio all’opera di Giordano Bruno, innovatore della filosofia rinascimentale e “visionario” della modernità, spirito libero, ribelle ed anti-dogmatico, che ha consacrato la propria vita allo studio e alla difesa della libertà di pensiero.
Una figura che incarna alla perfezione l’anima della proposta: creare a Napoli un motore propulsivo di innovazione tecnologica, professionale, culturale e sociale.
Un Centro in grado di coltivare e di offrire innovativi strumenti per esercitare la libertà di pensiero, di espressione, di creazione, di sperimentazione.
Un Centro in grado di orientare e supportare concretamente la creatività, l’iniziativa imprenditoriale e la crescita professionale nell’era dell’economia digitale, così come la creazione di nuove e buone opportunità di lavoro.
La Casa delle Tecnologie Emergenti di Napoli si propone di:
• Contribuire a promuovere l’innovazione digitale nel settore dell'industria culturale e creativa attraverso la creazione di una rete di laboratori avanzati che permettano attività di ricerca applicata, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico.
• Creare un centro di incubazione e di accelerazione di impresa.
• Supportare l’ammodernamento dell’ecosistema imprenditoriale e produttivo attraverso percorsi di adeguamento delle competenze digitali e per la crescita di nuove figure professionali all’interno delle imprese, nonché attraverso la sperimentazione di tecnologie innovative su progetti significativi delle stesse.
• Facilitare l’allineamento tra domanda e offerta di innovazione, attraverso iniziative di networking, brokeraggio e trasferimento tecnologico.
• Operare in coordinamento con le politiche del Comune di Napoli sui temi del turismo, della cultura e del sociale, e in un’ottica di rigenerazione industriale, di attrazione di investimenti e di sostegno ai progetti di innovazione attivi nella città di Napoli.
• Promuovere l’innovazione sociale nella città.
• Contribuire alla costruzione della Napoli Smart City e della Napoli Smart Community.
La CTE nasce con gli obiettivi di realizzare un centro di eccellenza nel settore delle industrie culturali e creative, capace di far crescere il tessuto produttivo delle startup e PMI, di attrarre e formare nuovi talenti e realizzare forme stabili di dialogo tra scienza, arte e cultura e la società napoletana, e creare un soggetto gestore che stabilizzi la CTE Napoli e permetta a quest’ultima di trovare sul mercato le risorse per dare continuità alla propria attività.
Fanno parte del partenariato, che vede capofila il Comune di Napoli:
- Università degli Studi di Napoli Federico II
- Università degli Studi L’Orientale
- Accademia di Belle Arti di Napoli
- Centro di Competenza Meditech
- ISPC, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale
- CNR (ISPC - DHiLab | Digital Heritage Innovation Lab)
- CeRICT, Centro Regionale Information Communication Technology
- Cefriel, Politecnico di Milano
- TIM
- Spici, Società per l'Innovazione in Cooperazione e Internazionalizzazione
- OneMore Pictures

Antonella Del Giudice presenterà al Salone Internazionale del Libro di Torino “La stirpe delle donne pantera”, - Giannini Editore

Ritorno eccezionale per Antonella Del Giudice che presenterà al Salone Internazionale del Libro di Torino il suo ultimo romanzo “La stirpe delle donne pantera”, pubblicato dalla Giannini Editore nella collana “Romanzi dai cinque continenti”. 

  • L’appuntamento è fissato per sabato 17 maggio alle ore 20,15 al padiglione Oval, Spazio Campania. Dialogano con l’autrice Antonella Caprio, Vladimiro Bottone, Chiara Dotta. Modera la giornalista Anna Copertino.

“La stirpe segreta delle donne pantera”, thriller fantascientifico e romanzo metropolitano ed erotico, è un remake letterario di un film del 1942, “La donna pantera”, appunto. Il romanzo della Del Giudice, prendendo le mosse da quel tipo di archetipo femminile, elabora un corposo volume che è, al tempo stesso, un giallo che chiede la soluzione di un crimine, e racconto erotico. La trama è quella di un noir d’autore, con tanto di omicidio e di commissario, ma da subito l mistero fiorisce in possibilità apparentemente fantascientifiche in cui vittime e carnefici hanno a che fare con una trasformazione dall’umano all’animalesco, evocando i tanti miti, così cari all’autrice, che vanno da quelli delle chimere a quelli dei licantropi e dei vampiri, che hanno costituito una fetta consistente delle produzioni letterarie di tutti i tempi. La porzione erotica è ampia e pervasiva. La scrittura di Antonella Del Giudice è raffinata, colta e, allo stesso tempo, di ricerca, in grado di coltivare e trascinare lettori di razza. “La stirpe segreta delle donne pantera” possiede molteplici livelli di lettura: oltre al giallo d’auto-re condito da scene sensuali, c’è la metalettura rispetto ad un immaginario femminino che diviene stirpe, narrazione delle caratteristiche co-muni di donne speciali, un concetto filosofico di sorellanza che intreccia realtà e fantasia. Il lettore viene condotto alla continua scoperta di possibilità di queste creature la cui potenza, ferocia e immanenza diviene sempre più intuibile. Ci troviamo di fronte al miglior lavoro narrativo di Antonella Del Giudice.

Antonella del Giudice, nata a Napoli nel 1960, vive 10 anni a Bari e 7 a Pescara. Il suo primo romanzo “L’ultima papessa” (Ava-gliano) viene segnalato al Premio Calvino di Torino nel 2004. Nel 2008 pubblica “L’acquario dei cattivi” con Alet editore. Pubblica il romanzo breve “Nostos” nel 2014 con Ad Est Dell’Equa-tore. Ha pubblicato vari racconti in antologie vincendo tra gli altri il premio Loria a Carpi, il premio Ortese a Roma, il premio Il Prione a La Spezia. Dal 2019 è stata autrice e conduttrice della rubrica televisiva di cultura “Culturando” presso l’emittente televisiva 87 TV fino al 2022.

martedì 13 maggio 2025

𝑨𝒔𝒕𝒓𝒂𝑫𝒐𝒄 𝑭𝒆𝒔𝒕 - 𝟭𝟲 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 2025 | 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐈𝐍𝐄. 𝐆𝐋𝐈 𝐔𝐋𝐓𝐈𝐌𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐄𝐍𝐑𝐈𝐂𝐎 𝐁𝐄𝐑𝐋𝐈𝐍𝐆𝐔𝐄𝐑 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐦𝐮𝐞𝐥𝐞 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐢

La seconda serata di 𝑨𝒔𝒕𝒓𝒂𝑫𝒐𝒄 𝑭𝒆𝒔𝒕 porta a Napoli un lavoro d'archivio sulla figura di Enrico Berlinguer.

Stiamo parlando del film 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐅𝐈𝐍𝐄. 𝐆𝐋𝐈 𝐔𝐋𝐓𝐈𝐌𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐈 𝐃𝐈 𝐄𝐍𝐑𝐈𝐂𝐎 𝐁𝐄𝐑𝐋𝐈𝐍𝐆𝐔𝐄𝐑 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐦𝐮𝐞𝐥𝐞 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐢 (Italia, 2024 - 75’), un ritratto del grande leader comunista che ripercorre i suoi ultimi giorni partendo dal comizio finale a Padova.

  • 𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶̀ 𝟭𝟲 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 | 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟬.𝟯𝟬

Cinema Academy Astra, Via Mezzocannone n. 109

Prodotto da Echivisivi, Salice Production e Solaria Film, in collaborazione con AAMOD, il doc è stato presentato al Biografilm Festival di Bologna ed ha ricevuto sia la nomination ai Premi David di Donatello sia quella ai Nastri d'Argento.

Era il 7 giugno 1984 quando Enrico Berlinguer, durante un comizio elettorale a Padova, avverte un malore evidente. Porta in fondo il suo discorso, ma di lì a poco entra in coma per quattro giorni, fino alla morte, l’11 giugno. Il 13 giugno ha luogo a Roma il funerale politico più imponente della storia della Repubblica: in due milioni scendono in piazza. Il film propone un’accurata e rinnovata ricostruzione narrativa e visiva di quei 7 giorni che sconvolsero l’Italia. Racconta con una prospettiva nuova un momento di passaggio e una fine: quella di un politico amato, di un intero partito, di un’idea di Paese, forse addirittura la fine di un’epoca.

𝐼𝑛𝑡𝑟𝑜𝑑𝑢𝑟𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝐺𝑢𝑖𝑑𝑜 𝐷'𝐴𝑔𝑜𝑠𝑡𝑖𝑛𝑜 (𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐼𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡𝑜 𝐶𝑎𝑚𝑝𝑎𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎) 𝑒 𝑅𝑜𝑏𝑒𝑟𝑡𝑜 𝐷'𝐴𝑣𝑎𝑠𝑐𝑖𝑜 (𝑝𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝐴𝑟𝑐𝑖 𝑀𝑜𝑣𝑖𝑒)

AstraDoc Fest è a cura di Arci Movie Napoli con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II (Unina Federico II), Coinor, UCCA, ABANA - Accademia di Belle Arti di Napoli, Cohousing Cinema Napoli, con il patrocinio del Comune di Napoli.

𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗶𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟱 𝗲𝘂𝗿𝗼 / 𝗦𝗼𝗰𝗶 𝗔𝗿𝗰𝗶 𝟰 𝗲𝘂𝗿𝗼 - Astradoc - Viaggio nel cinema del reale

www.arcimovie.it

Info film con trame https://www.arcimovie.it/rassegne/astradoc.html

0815957493

info@arcimovie.it

Napoli | Villa Floridiana,- Auditorium del Museo nazionale della ceramica Duca di Martina. Presentazione del saggio di Francesca Pirozzi "Ceramica contemporanea d’autore in Italia

Nell’ambito della XI edizione della manifestazione Buongiorno Ceramica! 2025, la festa diffusa della ceramica italiana organizzata da Aicc – Associazione Italiana Città della Ceramica, sabato 17 maggio 2025, alle 18, si terrà a Napoli, presso l’Auditorium del Museo nazionale della ceramica Duca di Martina nella Villa Floridiana, la presentazione del saggio di Francesca Pirozzi Ceramica contemporanea d’autore in Italia, edito da Fedoa – Federico II University Press, nella collana Clio. Saggi di scienze storiche, archeologiche e storico-artistiche.

Il programma prevede: 

  • saluti istituzionali della dottoressa Amalia Bizzarro, funzionario storico dell’arte e referente del Museo Duca di Martina; 
  • introduzione della dottoressa Patrizia Piscitello, funzionario storico dell’arte del Museo Duca di Martina; e a seguire, interventi 
  • della professoressa Isabella Valente, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Napoli Federico II, 
  • della professoressa Gaia Salvatori, già docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università della Campania Luigi Vanvitelli, e 
  • dell’autrice Francesca Pirozzi.

L’argomento centrale della monografia di Pirozzi è la produzione ceramica d’autore in Italia in età contemporanea, analizzata nelle sue diverse declinazioni, in relazione alle prassi produttive adottate dagli artisti/designers e ai rispettivi contesti culturali di riferimento. L’interesse del tema risiede nell’assoluta rilevanza del fenomeno della fioritura della ceramica italiana del Novecento e nella sua incompleta esplorazione e valutazione da parte degli studi storico-artistici.

L’obiettivo dell’indagine consiste nel tracciare una campionatura del fare arte in ceramica, così da individuare le esperienze più emblematiche nel panorama complesso e multiforme della ceramica artistica italiana contemporanea.

Francesca Pirozzi è Ph.D. in Scienze storico-artistiche, laureata in Architettura e in Conservazione dei beni culturali. Ha svolto attività di ricerca per diversi enti culturali e pubblicato numerosi articoli scientifici in ambito storico-artistico, concentrando i suoi interessi nell’arte dell’età contemporanea. Insegna Storia dell’arte nella scuola secondaria di secondo grado; si occupa inoltre di critica e curatela d’arte e opera in campo artistico con lo pseudonimo di Ellen G.

Per informazioni
Museo Duca di Martina nella Villa Floridiana
Via A. Falcone, 171 – Via Cimarosa, 77 – 80127 Napoli
Tel. 081 578 8418

Giornata dello Sport in Floridiana | 𝟭𝟰 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱 | Ore 09:30-13:00

Mercoledì 14 maggio 2025 la Direzione regionale Musei nazionali Campania, in collaborazione con il Comitato Gazebo Verde, il Comitato Vivibilità Cittadina, l’Associazione GEA, il Comitato Civico Vomero e l’Associazione IASMeD, presenta la seconda edizione della Giornata dello Sport in Floridiana, nata per promuovere la sinergia tra natura e sport in uno dei parchi storici più amati della città.

L’iniziativa, che gode del patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli, della Municipalità V Arenella-Vomero, di ABC Napoli, del Comitato Regionale Fljkam Campania Lotta olimpica e della FIDAL Comitato Regionale Campania, ha l’obiettivo di diffondere nell’interesse pubblico buone pratiche di tipo sportivo e fisico-motorio all’aria aperta, specialmente tra le fasce giovanili della popolazione metropolitana. Lo sport incide, oltre che sullo sviluppo fisico, anche su quello psicologico e sociale dei ragazzi, come degli adulti, permettendo di relazionarsi con altre persone e di apprendere valori come la dedizione e il rispetto delle regole.

Come amava ricordare Papa Francesco, lo sport è “un generatore di comunità”, soprattutto per i più giovani, perché crea socialità, fa nascere amicizie, sviluppa la condivisione, la partecipazione e il senso di appartenenza. L’attività formativa ha una dimensione formativa che non può separarsi da quella ludica e “amatoriale”, anche ai livelli più alti del professionismo.

Ma soprattutto lo sport è salute e, mentre i dati statistici dimostrano ancora profonde differenze fra le diverse aree della penisola dal punto di vista della pratica sportiva, per la carenza di strutture sportive, soprattutto in alcune periferie, promuovere attività sportive contribuisce a diminuire il gap esistente e migliorare la salute, a tutte le età, con uno sguardo più attento ai ragazzi, che rappresentano il nostro futuro.

  • Presenti come testimonial dell’evento diversi sportivi professionisti, noti non solo per l’esperienza e la passione per lo sport ma anche per un forte impegno sociale, tra i quali 
  • Roberto Pampa Sosa e Fabiano Santacroce, ex calciatori della SSC Napoli, 
  • Sandro Cuomo, campione olimpico di scherma.

Il programma della giornata nel parco della Villa Floridiana prevede, dalle 9.30 alle 13.00, una maratonina di primavera per gli studenti delle scuole medie partecipanti, che saranno impegnati in un percorso di circa 1200 metri, a cura di FIDAL Comitato Regionale Campania.

  • In vari punti del parco saranno allestite “isole di sport”, palestre all’aperto per la dimostrazione di varie discipline sportive rivolte ai giovani e non solo, con il coinvolgimento degli studenti delle scuole presenti e di persone di tutte le fasce d’età: presso la Terrazza lotta olimpica, a cura del Comitato Regionale Fljkam Campania Lotta Olimpica, e karate e judo, a cura del Gruppo Sportivo Fiamme Oro Polizia di Stato Napoli; 
  • presso il piazzale antistante il Museo Duca di Martina, scherma e chanbarà, a cura del Club Schermistico Partenopeo ASD; 
  • presso il pratone centrale, taijiquan ed Health Qi Gong, a cura della Società Sportiva SSD IWKA, e ginnastica artistica femminile, a cura del CAG Napoli. 
  • Presso il pratone centrale sarà, inoltre, possibile per gli adulti partecipare a lezioni di pilates, a cura di Riabmed.

I partecipanti alla maratonina saranno premiati, 

  • per la Regione Campania, dall’Assessore alla Scuola e Politiche Giovanili Lucia Fortini, 
  • per il Comune di Napoli, dall’Assessore allo Sport Emanuela Ferrante, 
  • dall’Assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, 
  • dal Presidente Commissione Sport, Gennaro Esposito, 
  • dall’Assessore allo Sport V Municipalità, Claudio D’Angelo, e 
  • dal Presidente CAO – Commissione Albo Odontoiatri dell’Ordine dei Medici di Napoli, Pietro Rutigliani.

Nel corso della manifestazione saranno premiate anche le eccellenze sportive della V Municipalità: 

  • Marialuigia Cocca, medaglia d’oro all’Open internazionale d’Italia 2025 nella categoria Junior di Karate, e 
  • Maria Concetta Cuzzolino, campionessa regionale Senior e campionessa italiana Under 21 nel 2025. 
  • I premi saranno consegnati da 
  • Tiziana D’Aniello, Assessora alle Pari Opportunità della V Municipalità del Comune di Napoli, e da 
  • Margherita Siniscalchi, Presidente della Commissione Scuola.

In occasione della manifestazione, ABC – Acqua Bene Comune distribuirà materiale informativo per favorire l’educazione ambientale a salvaguardia dell’acqua come fonte di vita per tutti gli esseri viventi e la natura.

L’evento è organizzato da Comitato Gazebo Verde, Comitato Vivibilità Cittadina, Associazione GEA, Comitato Civico Vomero e Associazione IASMeD, con il supporto di Decathlon; il servizio di accoglienza e d’ordine è curato dai volontari del Centro Pastorale Giovanile Shekinà e dell’Associazione ACCSSA.

Museo Duca di Martina – Villa Floridiana
Via Domenico Cimarosa, 77 – 80127 Napoli
+39 081 5788418, drm-cam.martina@cultura.gov.it
museicampania.cultura.gov.it

lunedì 12 maggio 2025

𝑨𝒔𝒕𝒓𝒂𝑫𝒐𝒄 𝑭𝒆𝒔𝒕 con due serate di cinema che chiudono la nostra stagione al Cinema Astra e due masterclass che terremo per gli studenti a Palazzo Cavalcanti!

Ve l'avevamo promesso ed eccoci qua con 𝑨𝒔𝒕𝒓𝒂𝑫𝒐𝒄 𝑭𝒆𝒔𝒕 con due serate di cinema che chiudono la nostra stagione al Cinema Astra e due masterclass che terremo per gli studenti a Palazzo Cavalcanti!

  • Si comincia con 𝐈𝐋 𝐅𝐔𝐎𝐂𝐎 𝐃𝐈 𝐍𝐀𝐏𝐎𝐋𝐈 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐑𝐨𝐬𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨 (Italia/Francia, 1997 - 58’), l'edizione restaurata di uno dei primi documentari del grande autore veneto, per la prima volta a Napoli dopo che è tornato alla luce grazie al lavoro di restauro di Archivio Luce Cinecittà realizzato con il sostegno di @fondazione antonveneta, Montura, Rec&Play e Rara 
  • 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟱 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 | 𝗼𝗿𝗲 𝟮𝟬.𝟯𝟬
  • Cinema Academy Astra, Via Mezzocannone n. 109

Prodotto da Libra Film in collaborazione con Raitre e CNC, il film è stato presentato nell'edizione restaurata pochi mesi fa al FILMMAKER FESTIVAL di Milano

Dalla notte dei tempi il fuoco affascina lo spirito dell'uomo. Ed è con l'arte pirotecnica ed i fuochi d'artificio che si celebra l'antico rapporto dell'uomo con il fuoco. Il fuoco d'artificio ha funzione catartica, allontana lo spettro della guerra attraverso l'utilizzo ritualizzato delle sue componenti le più eclatanti: il frastuono, il pericolo, le luci lontane nella notte. Sembra poi che la pirotecnia sia strettamente legata all'esorcismo dal pericolo di eruzioni vulcaniche: il fuoco d'artificio libera dalle presenze degli spiriti maligni, che la credenza popolare evoca nelle zone vulcaniche.

Siamo a Napoli, sotto il Vesuvio, in una terra di contrasti violenti, fra tradizioni immutabili e modernizzazione selvaggia. Il Fuoco di Napoli traccia la storia di un uomo, Giuseppe Scudo, e della sua passione, i fuochi d'artificio.

La sua arte e la sua vita sono per lui una sola cosa. Questo artificiere napoletano sfida il pericolo con lucidità e intelligenza. Il suo lavoro è una delicata alchimia di antico sapere, d'immaginazione e di coraggio.

  • 𝘐𝘯𝘵𝘦𝘳𝘷𝘦𝘳𝘳𝘢̀ 𝘈𝘭𝘦𝘴𝘴𝘢𝘯𝘥𝘳𝘰 𝘙𝘰𝘴𝘴𝘦𝘵𝘵𝘰. 
  • 𝘋𝘪𝘢𝘭𝘰𝘨𝘢𝘯𝘰 𝘤𝘰𝘯 𝘭'𝘢𝘶𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘎𝘪𝘯𝘢 𝘈𝘯𝘯𝘶𝘯𝘻𝘪𝘢𝘵𝘢 (𝘋𝘰𝘤𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘈𝘤𝘤𝘢𝘥𝘦𝘮𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘉𝘦𝘭𝘭𝘦 𝘈𝘳𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘕𝘢𝘱𝘰𝘭𝘪) 𝘦 
  • 𝘈𝘯𝘵𝘰𝘯𝘪𝘰 𝘉𝘰𝘳𝘳𝘦𝘭𝘭𝘪 (𝘊𝘶𝘳𝘢𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘈𝘴𝘵𝘳𝘢𝘋𝘰𝘤𝘍𝘦𝘴𝘵)

AstraDoc Fest è a cura di Arci Movie Napoli con Parallelo 41 Produzioni, Università degli Studi di Napoli Federico II (Unina Federico II), Coinor, UCCA, ABANA - Accademia di Belle Arti di Napoli, Cohousing Cinema Napoli, con il patrocinio del Comune di Napoli.

𝗜𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗶𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝟱 𝗲𝘂𝗿𝗼 / 𝗦𝗼𝗰𝗶 𝗔𝗿𝗰𝗶 𝟰 𝗲𝘂𝗿𝗼

www.arcimovie.it Info film con trame https://www.arcimovie.it/rassegne/astradoc.html 

0815957493 -  info@arcimovie.it -  Astradoc - Viaggio nel cinema del reale

domenica 11 maggio 2025

“Rileggere i Classici” - Vivoanapoli con gli istituti scolastici Galileo Ferrarsi e Galileo Galilei

Si chiude con una manifestazione al cinema Metropolitan (via Chiaia), mercoledì 14 maggio dalle ore 9.30 alle ore13.00, il percorso “Rileggere i Classici 2024-2025” dell’Associazione Vivoanapoli APS.
La Città desiderata: programma 2024-2025. Si chiude al cinema Metropolitan mercoledì 14 maggio il percorso “Rileggere i Classici”.
Ideato e promosso da Vivoanapoli APS, accolto e condiviso in un Protocollo di collaborazione  tra l’associazione e le Dirigenti Scolastiche e le docenti dei Dipartimenti di Lettere dei due istituti, coinvolge per il secondo anno consecutivo 80 studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Galileo Ferraris di Scampia, per il primo anno 220 alunni del Liceo Galileo Galilei del Vomero. 

Il titolo del programma è “la Città desiderata” e gli scrittori “classici” scelti: Matilde Serao e Pablo Neruda. Sulle opere dei due scrittori, sulla loro attualità e sul valore delle loro opere si è incentrata l’attività dell’anno scolastico 2024-2025 con incontri, analisi, laboratori tra le diverse classi partecipanti al progetto: 11 classi per il Galileo Galilei e 4 per il Galileo Ferraris. 

Sono intervenuti come testimoni per raccontare e confrontarsi con gli studenti sul significato de “La Città desiderata”: Daniele Pitteri, Manager Culturale, Fabio Pisano, Drammaturgo, Luciano Stella, produttore cinematografico.

Il prossimo 14 maggio 300 ragazzi, 

  • i Dirigenti Daniela Conte del Galileo Ferraris e Daniela Pes del Galileo Galilei, 
  • insieme alle Referenti del progetto, Titti Garofalo per il Ferraris, 
  • Lucia Campone, Laura Botticella e Alessandra Puricelli-Guerra per il Galilei, 
  • Maria Lento e Orsola de Mase del Galileo Ferrarsi, 
  • Maria Abitabile, Giuliana Calabrese, Daniela De Giorgio, Stefania Della Badia, Leonilde Giliberti, Rossella Landi e Giovanna Tortoriello del Galilei, 
  • si incontreranno al cinema Metropolitan per presentare i risultati di un anno di attività.  

Ogni scuola parteciperà alla manifestazione conclusiva presentando video, tenendo piccole rappresentazioni teatrali e recitando brani scelte dei due autori.

“L intento è portare all’attenzione degli studenti il senso della lettura dei classici, la possibilità, attraverso l’approfondimento dei contenuti, degli stili, dei racconti, di ragionare sul nostro essere comunità, sulle relazioni tra cittadini, sull’importanza di avere a cuore il comune destino, sul valore della conoscenza per trasformare menti e luoghi. I classici della letteratura possono, in tal senso, rappresentare l’occasione per scoprire le nostre radici, la nostra identità, per prendere coscienza della nostra realtà. Possono contribuire alla formazione di una coscienza individuale e collettiva” hanno dichiarato le organizzatrici Emilia Leonetti, Presidente di Vivoanapoli APS, e Silvana Casertano già Dirigente Scolastica e socia di Vivoanapoli APS.

L’evento del 14 maggio sarà anche l’occasione per gli studenti delle due scuole di incontrarsi per condividere pensieri, riflessioni, emozioni vissute e sperimentate attraverso le letture delle poesie di Pablo Neruda e dei romanzi/saggi su Napoli di Matilde Serao.  Vivoanapoli