- Autore: Claudio Scamardella.
- Titolo: Napoli siccome immobile.
- Sottotitolo: Aldo Masullo intervistato da Claudio Scamardella
- Descrizione: Edizione in formato 8° (cm 21 x 14); 257 pagine.
- Luogo, Editore, data: Napoli, Alfredo Guida, ottobre 2008
- ISBN13: 9788860424761
….Prima che uomo di studi. Aldo Masullo è un uomo d’altri tempi, una persona perbene, interprete di un codice morale antico, capace di trasmetterlo agli altri, ai più giovani. E la ragione sta nel fatto che non è mai diventato prigioniero della sua epoca pur avendo raggiunto quella età in cui si è portati, naturalmente, a vivere di ricordi e nostalgie, a proiettare lo sguardo all’indietro piuttosto che verso il futuro, a perdere il gusto della sfida e del rischio. Si dice che il tempo del “saggio” sia il passato perché, a cominciare da una certa età, i ricordi – e con essi i rimpianti e i rimorsi – diventano più forti delle speranze. Forse è vero, ma il segreto di Masullo è l’opposto: il suo tempo non è – e non è mai stato il passato. Per questo la sua voce è ancora tra le più ascoltate e rispettate dall’intera città. Dietro questo libro-intervista ci sono quasi cinquanta ore di conversazioni registrate. Domande e risposte, ma anche lunghe riflessioni del filosofo, talvolta qualche divagazione. Quali sono le ragioni che fanno di Napoli una città sempre al centro dell’attenzione mediatica e non? Prova a dare una spiegazione storica il filosofo Aldo Masullo intervistato del giornalista Claudio Scamardella. Si tratta di una riflessione a freddo e lontana dai clamori del circuito mass-mediatico sulle ragioni storiche che negli ultimi cinque secoli hanno determinato ritardi e arretratezze di Napoli, fino alla drammatica crisi dei rifiuti, ma anche sulle opportunità di rilancio della città nel mondo globalizzato e con il ritrovato ruolo strategico del Mediterraneo.
Un’ intervista con Masullo, una riflessione sulla città. Filosofo, parlamentare per quattro legislature, possibile candidato a sindaco di Napoli nel 1993, incalzante coscienza critica della politica e della vita civile napoletana, Masullo, intelligentemente provocato dal suo intervistatore che si segnala anche per la lucidità e la brillantezza della scrittura, è un vulcano di idee. Napoli appare al centro di quattro scenari, rappresentati in sequenza attraverso tre metafore negative, tre condizioni del vissuto tra passato e presente, e una possibile prospettiva: dunque, “la città deragliata”, “la città sospesa”, “la città delusa”, “la città futura”. Nel descrivere la prima condizione di Napoli, Masullo riprende tutte le figure e i temi presenti nel “moralismo classico” (Giovanni Macchia) e che sono stati efficacemente fissati da Giacomo Leopardi ben prima che sociologi e politologi di vario orientamento proponessero schemi e categorie interpretative solo in apparenza originali: in sostanza e in breve sintesi, a Napoli il senso della comunità, con tutti i suoi aspetti negativi e patologici, prevarrebbe di gran lunga sul senso della società. Ma di suo Masullo aggiunge molto altro. La metafora del treno deragliato rappresenterebbe la condizione storica di immobilità vissuta dalla città. Essa produce movimenti senza passi in avanti come quelli delle anime del purgatorio che salgono e scendono nell’ immaginario popolare. Così Napoli, nell’ interpretazione del filosofo, sarebbe stata esclusa dalla storia, cioè dalla modernità, per gli effetti della scoperta dell’ America, che comportarono l’ emarginazione del Mediterraneo dalla nuova economia-mondo, e per non aver partecipato alla grande ondata della rivoluzione francese. Sarebbe fin troppo semplice replicare da storico al filosofo che l’ Europa non ha prodotto un unico modello di modernità, che essa ha imboccato più vie e che Napoli, pur appartenendo a quella che Giuseppe Galasso ha chiamato “l’ altra Europa”, è pur sempre parte integrante della storia di questo continente. Insomma la metafora della città deragliata allude alla fuoruscita di Napoli dal binario unico della storia: una metafora, come tante altre, a mio parere assai poco produttiva per cogliere il senso profondo delle vicende della città. Il secondo scenario è quello della “città sospesa”: tra la fine dell’ industrializzazione e la società postindustriale, tra eccesso di Stato come erogatore di risorse finanziarie, ammortizzatore sociale, mediatore politico, e assenza di Stato come insieme di funzioni di governo e controllo del territorio, di promozione di sviluppo non effimero, eccetera.
La speranza nei giovani e la proposta di una mission per Napoli “città della pace” appaiono così come l’ estremo grido del filosofo perché “la città liberi le sue energie e osi audacemente reinventare se stessa”. https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/11/08/napoli-il-futuro-sospeso.html
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